Ente Olivieri Pesaro

Teologia e libertà

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

A 500 anni dalla pubblicazione di Utopia di Tommaso Moro e dalla rottura della Chiesa di Roma con l'avvio dello scisma luterano la Biblioteca Oliveriana di Pesaro in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” di Urbino promuove un ciclo di incontri di natura storica su temi teologici a partire da alcuni testi conservati presso l’Oliveriana.

La più antica istituzione culturale di Pesaro intende esplorare un ambito del pensiero umano che fuoriesce in modo evidente da quelli frequentati finora, tramite conversazioni su autori e figure emblematiche, riscoprendo teologi, filosofi e pensatori – spesso “di frontiera”, quasi sempre di matrice cristiana – tesi all’incontro con altre teologie e culture, fino a determinare, in alcuni casi, una vera e propria sperimentazione di modelli civili e sociali. L’intento è di coinvolgere un pubblico più vasto, rispetto agli specialisti, su alcuni passaggi decisivi della storia europea e mondiale: momenti storici che si sono intrecciati con fenomeni religiosi e con diverse visioni teologiche, di cui sono rintracciabili tracce significative all’interno del patrimonio bibliografico dell’Oliveriana.

 

L'idea è mettere a fuoco l'intreccio teologia/libertà a partire dal XV secolo,  iniziando dall'originale opera del monaco umanista camaldolese Ambrogio Traversari, figura-ponte tra la Chiesa di Roma e la Chiesa d'Oriente a metà del '400, in particolare durante i lavori del concilio di Ferrara/Firenze, una figura in parte anticipatrice di alcuni aspetti e contenuti della Riforma del secolo successivo; il 30 gennaio 2017 alle ore 17,00 ne parlerà nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana il biblista e teologo camaldolese Salvatore Frigerio, a suo tempo curatore di una monografia sul Traversari.

A questo incontro ne seguiranno, con cadenza mensile, altri cinque: il successivo, con Luigi Alfieri, dell’Istituto urbinate, si soffermerà sui tentativi di riforma all'interno della Chiesa di Roma – Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro – e all'interno delle chiese protestanti – Thomas Muntzer ; il terzo, con Franco Cardini, ci riporterà alle teologie e alle vicende del Nuovo Mondo tra '500 e '700 – da Bartolomé de Las Casas alle reducciones guaranì; il quarto, con il filosofo Graziano Ripanti della Comunità dei Frati minori di via Passeri, cercherà di attualizzare l’originale figura del filosofo tedesco Franz Rosenzweig, figura sospesa all’inizio del Novecento tra ebraismo e cristianesimo; il quinto, con Carmelo Dotolo della Pontificia Università Urbaniana di Roma, proverà a ripercorrere le complesse vicende delle teologie latino-americane del XX secolo – dalla "teologia della liberazione" (Gustavo Gutierrez Merino), passando per il gesuita Rutilio Grande Garcia, fino alla corrente "teologia del popolo" (di cui è espressione Jorge Mario Bergoglio, l'attuale papa); il sesto, in forma di intervista di Marco Cangiotti, dell’Università di Urbino, a Mario Tronti, chiuderà il ciclo con una ricognizione sulle teologie politiche (ed economiche) europee del '900 tra Carl Schmitt, Ernst Bloch e Walter Benjamin.

 

 

AMBROGIO TRAVERSARI

tra esperienza monastica e umanesimo fiorentino

 

Ambrogio Traversari nacque il 16 settembre 1386 a Portico di Romagna, allora borgo della Romagna fiorentina. Era rampollo della famiglia dei Traversari che, perduta la signoria di Ravenna conquistata dai Da Polenta, si era ritirata nel piccolo borgo agli inizi del 1300. Figlio di Bencivenni e di Maria di Cenni Fabbri, all’età di 14 anni entrò, a Firenze, in un monastero benedettino di austera osservanza camaldolese, inoltrandosi nel cammino dell’ascesi monastica che lo impegnò per tutta la vita.

L’amico Niccolò Piccoli, conosciuto grazie all’abate Guidone, gli fu maestro nello studio e nell’approfondimento della lingua e della letteratura greca. Seguirono studi di teologia e l’apprendimento della lingua ebraica, di cui divenne maestro a sua volta. L’impegno culturale, monastico ed ecclesiale gli fece intessere una fittissima rete di rapporti con le maggiori personalità del suo tempo. Eletto priore generale della sua congregazione, ne curò la riforma e fu promotore del concilio di Firenze (1439) impegnandosi intensamente per il ritorno della Chiesa di Oriente e della Chiesa di Occidente all’unità da lui tanto desiderata. Morì pochi mesi dopo la chiusura del concilio, il 25 ottobre 1439.

 

Dom Salvatore Frigerio, nato a Como, è vissuto trent’anni a Milano dove ha studiato ed esercitato la professione di architetto fino al 1964, anno in cui è entrato nella congregazione dei Monaci Benedettini Camaldolesi presso l’eremo di Camaldoli. Ha affrontato successivamente a Roma gli studi teologici, biblici e liturgici presso la Facoltà teologica benedettina di S. Anselmo per proseguirli, in seguito, a Gerusalemme. Credendo fortemente nella laicità monastica non ha voluto ricevere l’ordinazione presbiteriale. A Camaldoli ha creato un laboratorio di arte liturgica nel quale si è dedicato al rapporto tra liturgia e architettura e alla progettazione di spazi liturgici, insegnando contemporaneamente Storia dell’arte e collaborando con accademie e facoltà universitarie.

Nel 1993 si è trasferito nel monastero di Fonte Avellana dove si è dedicato alla rivitalizzazione dello stesso monastero e a quella dell’identità camaldolese. Dal 1994 ha collaborato con un gruppo di lavoro della Regione Marche per la formulazione e la proclamazione, avvenuta nel 1996, della Carta di Fonte Avellana per la promozione del territorio appenninico. Nel 1997, con un gruppo di studiosi, ha creato il Collegium “Scriptorium Fontis Avellanae” con lo scopo di affrontare studi interdisciplinari intorno alle discipline umanistiche, con particolare attenzione alle provocazioni della storia contemporanea.

Dal dicembre 2007 è membro della comunità camaldolese dell’eremo di Monte Giove di Fano.

 

  

Ambrogio Traversari

Bibliografia Oliveriana

 

Palladius , De vita d. Ioannis Chrysostomi archiepiscopi Constantinopolitani, dialogus, Ambrosio monacho Camaldulense interprete, Venezia, Bernardino Vitali, 1533

 

Diogenes Laertius, De uita, & moribus philosophorum libri decem, nouissime iam post omnes omnium castigationes noua diligentia emendati, ad exemplaria Graeca diligenter collati, multisque uersibus, quos superiores editiones non habent, donati ... Cum indice in omnes libros locupletissimo, Colonia, Eucharius Cervicornus, 1535

Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Dionysius Areopagita, Opera. Translatio noua Ambrosii Florentini, philosophi, rhetoris & theologi luculentissimi, abbatisque generalis ordinis camaldulensis, Venezia, Al segno della Speranza, 1546

 

Diogenes Laertius, De vita et moribus philosophorum libri 10. Cum indice locupletissimo, Lione, eredi Sébastien Gryphius, 1559
Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Diogenes Laertius, De vita et morbus philosophorum libri 10. Recens ad fidem Graeci codicis diligenter recogniti. Cum indice locupletissimo, Lione eredi Sébastien Grypius, 1561

Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Ambrogio Traversari, Latinae epistolae a domno Petro Canneto abbate Camaldulensi in libros 25. tributae variorum opera distinctae, et observationibus illustratae. Adcedit eiusdem Ambrosii vita in qua historia litteraria Florentina ab anno 1192 usque ad annum 1440. ex monumentis potissimum nondum editis deducta est a Laurentio Mehus Etruscae Academiae Cortonensis socio, Firenze, Tipografia Cesarea, 1759

 

Ambrogio Traversari, Traversariana: dieci lettere nuove del b. Ambrogio camaldolese e varie osservazioni sull’epistolario di lui pubbicate per il 5. Centenario della morte; seguono alcune lettere di Andrea (Fiocchi) da Firenze, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1939

 

Salvatore Frigerio, Ambrogio Traversari: un monaco e un monastero nell’umanesimo fiorentino, Camaldoli, Edizioni Camaldoli, 1988

 
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