Ente Olivieri Pesaro

Filologia, storia e politica: quattro libri. Luciano Canfora

“Salone della parola” III/2012
Gramsci in carcere e il fascismo, Salerno Editrice, 2012
E’ l’Europa che ce lo chiede! Falso!, Laterza, 2012

Sabato 20 ottobre alle 17.30 presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Luciano Canfora presenterà i suoi due ultimi libri: si tratta della prima di quattro presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”.

L’iniziativa si configura come un momento della attività permanente del Salone della parola, la manifestazione di filologia rivolta a un pubblico vasto promossa dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro.
I due libri di Luciano CanforaGramsci in carcere e il fascismo (Salerno Editrice, 2012 nella collana “Aculei”) e È l’Europa che ce lo chiede! Falso ! (Laterza, 2012 nella collana “Idòla”) si collocano perfettamente in questa dimensione critica per la quale la filologia si pone al servizio della verità.
In un caso e nell’altro si tratta di investigare su manipolazioni di testi per scopi politici: nel primo caso è una lettera il documento al centro dell’indagine, mentre  nel secondo si esaminano quei luoghi comuni che si introducono per modificare la percezione della realtà economica (e politica): in ambedue i casi assistiamo ad un altro episodio di scrupoloso “smascheramento” cui Canfora ci ha abituato attraverso un impiego della filologia come “disciplina universale”.  
Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno editrice, 2012) ci fornisce un quadro inedito dell’intellettuale politico italiano del Novecento più tradotto all’estero, fuori dalla “storia sacra” di partito. Merita attenzione la riflessione che egli venne maturando e perfezionando, durante il decennio della sua detenzione, intorno alla natura e alle prospettive storiche del fascismo, non solo italiano. La riconsiderazione di questo aspetto del pensiero gramsciano conduce anche, nel corso del libro, a porre sul tappeto la questione del giudizio che Gramsci viene affinando intorno all’altra esperienza centrale del Novecento, quella sovietica. Somiglianze e differenze tra i due contrapposti sistemi sono continuamente presenti alla sua attenzione critica. Va inoltre rilevato che una considerazione scientifica del fenomeno fascista, con cui Gramsci si misura nel corso della complessa elaborazione dei Quaderni, porta con sé anche alcuni corollari intorno al problema del consenso vastissimo che il fascismo ottenne nel mondo intellettuale  italiano. Canfora non si limita a questo approccio teoretico. Nel volume ricostruisce alcune vicende poco chiare relative alla carcerazione, come la lettera inviata da Ruggero Grieco nel febbraio del 1928 che rese ancor più difficile la posizione giudiziaria di Gramsci, o le vicende filologiche legate alla lenta pubblicazione delle Lettere e dei Quaderni dal carcere, che subirono manomissioni e rielaborazioni successive ad opera di Togliatti, o, ancora, il tentativo messo in atto da personaggi prezzolati dal fascismo (e poi misteriosamente confluiti nelle file del PCI dopo il 25 aprile) per screditare la figura dell’intellettuale comunista. Completa il saggio un’ampia sezione di documenti, alcuni dei quali strategici per la comprensione dei rapporti tra Gramsci e alcuni membri del PCI, riportati dall’autore, dopo decenni, all’attenzione del lettore moderno.Inizio modulo

 

E' l'Europa che ce lo chiede! Falso!: in meno di cento pagine, per la nuova collana Idòla pubblicata da Laterza,  Luciano Canfora smonta una serie di luoghi comuni a cui ci ha abituato l'attuale politica. Canfora parla di parole usate come randelli e applica gli strumenti della filologia per la sua opera di demistificazione. Si bolla come "ideologia" l'atto di pensare, si ammanta di "europeicità" ciò che va fatto ingoiare ai cittadini. L'Europa di oggi è molto lontana dal sogno europeista di Altiero Spinelli, ma anche dall'Europa dei popoli di Giuseppe Mazzini. Le hanno assegnato il premio Nobel per la pace? Per Canfora questo non è che il premio di consolazione, la maglia nera data a un flatus vocis. C'è in atto nel mondo un ritorno alla schiavitù: attenti, dice lo storico del mondo antico, gli schiavi prima o poi si ribellano e allora sono guai per tutti. 

Luciano Canfora è nato a Bari il 5 giugno 1942. Storico del mondo antico, dal 1975 è professore di filologia greca e latina presso l'Università di Bari. Ha insegnato papirologia, letteratura latina, storia greca e romana. Membro dell'Institute for the classical tradition di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, Canfora dirige la rivista Quaderni di storia e la collana La città antica. I suoi numerosissimi studi, tradotti in varie lingue, innovativi e a volte provocatori, spaziano in molteplici ambiti: letteratura greca e latina (Storia della letteratura greca, 1986; Vita di Lucrezio, 1993; Un mestiere pericoloso. La vita quotidiana dei filosofi greci, 2000), filologia (Filologia e libertà, 2008), problemi di storia e di storiografia (Tucidide continuato, 1970; Totalità e selezione nella storiografia classica, 1972; Storici della rivoluzione romana, 1974; Manifesto della libertà, 1994; La storiografia greca, 1999; Giulio Cesare. Il dittatore democratico, 1999; La democrazia. Storia di un'ideologia, 2004; Tucidide tra Atene e Roma, 2005; Il papiro di Dongo, 2005), modi di conservazione e trasmissione del sapere (La biblioteca scomparsa, 1986; Il destino dei testi, 1995; La biblioteca del patriarca, 1998; Il papiro di Artemidoro, 2008; Il viaggio di Artemidoro. Vita e avventure di un grande esploratore dell'antichità, 2010; La meravigliosa storia del falso Artemidoro, 2011; Il mondo di Atene, 2011), sopravvivenza dell'antico, cultura e storia contemporanee (Cultura classica e crisi tedesca, 1976; Togliatti e i dilemmi della politica, 1989; Le vie del classicismo, 2 voll., 1989-97; Idee d'Europa, 1997; Noi e gli antichi, 2002; 1956. L'anno spartiacque, 2008; La storia falsa, 2008; La natura del potere, 2009; Gramsci in carcere e il fascismo, 2012; E' l'Europa che ce lo chiede!Falso!, 2012 ). 

Ingresso libero
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it
www.oliveriana.pu.it

facebook: s.v. “salone della parola”

Filologia, storia e politica: quattro libri. Luciano Canfora

Ente Olivieri/Biblioteca e Musei Oliveriani Pesaro

“Salone della parola” III/2012

Filologia, storia e politica. Quattro libri

 

Giovanni Brizzi

Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell’impero cristiano

 Patron 2012

 

Sabato 27 ottobre alle 17.30 presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Giovanni Brizzi presenterà il suo ultimo libro, Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell’impero cristiano, Patron 2012.
Questa è la seconda di un breve ciclo di presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”:  una iniziativa che si configura come un momento della attività permanente del Salone della parola, la manifestazione di filologia rivolta a un pubblico vasto promossa dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro.
Giovanni Brizzi, in questo suo ultimo corposo lavoro (448 pagine), ci offre il complesso disegno storico della vicenda di Roma lungo undici secoli, dagli inizi tribali dell’ottavo secolo a. C. fino alla nascita dell’impero cristiano. Ricchissima di riferimenti storici, letterari, archeologici, epigrafici, questa notevole documentazione è al servizio di una coraggiosa interpretazione del succedersi delle classi dirigenti e della loro ideologia: si tratta dunque della individuazione di costanti, di varianti e invariabili nei vari regimi politici, dalla monarchia delle origini, alla repubblica, fino all’impero.
L’autore ci dimostra come nell’Urbe dei Re, dei Consoli e dei Cesari il potere sia concepito come riconoscimento del merito acquisito dal politico verso i concittadini, e dunque come premio alla responsabilità assunta nei loro confronti: è questo il principio ideale che attraversa, come una costante, insieme al valore della fides, tutta la storia di Roma fino all'impero cristiano.
A questo fondamento un altro se ne contrappone, di matrice marcatamente orientale, assorbito al tempo delle conquiste oltremare: per esso, viceversa, il potere è non responsabile perché originato dei gratia, come dono insindacabile del favore divino.
Tra queste due nozioni si instaura un dibattito costante a segnare il rapporto tra amministratori e amministrati, che possono esser cittadini o divenire sudditi. La dialettica tra queste due forme identitarie segnerà poi tutta la storia dell'Occidente fino almeno alla Rivoluzione Francese.

Giovanni Brizzi, ordinario di Storia romana, ha insegnato negli Atenei di Sassari e di Udine prima di rientrare, nel 2000, a Bologna. Nominato Officier dans l'Ordre des Palmes Académiques dalla Repubblica Francese, è stato insignito del premio 'Mario di Nola' per l'opera storica dall'Accademia Nazionale dei Lincei. Per le sue attività di ricerca sulla battaglia del Trasimeno ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Tuoro sul Trasimeno. È autore di oltre duecento pubblicazioni a stampa, alcune delle quali tradotte in più lingue. Tra le più recenti: Silla (RAI-ERI, 2004), Scipione e Annibale. La guerra per salvare Roma (Laterza, 2007), Il guerriero, l'oplita, il legionario. Gli eserciti del mondo classico (Il Mulino, 2008), Rome et l'Occident con Jean-Pierre Martin (Sedes, 2010), Metus punicus. Studi e ricerche su Annibale e Roma (Angelini ed., 2011) e il recentissimo Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell'impero cristiano (Pàtron, 2012).

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pesaro  e sostenuta da ASPES  Spa e Banca dell’Adriatico

Ingresso libero (fino ad esaurimento posti). Info Biblioteca Oliveriana, Pesaro: tel. 0721.33344,

biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it ; facebook s.v. “Salone della parola”

Filologia, storia e politica. Quattro libri - Federico Condello e Lucia Ferrati

“Salone della parola” III/2012
Federico Condello (a cura di)
Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese, Prometeo. Variazioni sul mito
Marsilio, 2011
Letture di
Lucia Ferrati

Venerdì 2 novembre alle 17.30 presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Federico Condello presenterà una delle sue ultime pubblicazioni, Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese.  Prometeo. Variazioni sul mito (Marsilio, 2011). La presentazione sarà accompagnata da letture di Lucia Ferrati.
Si conclude così il breve ciclo di presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”:  una iniziativa della Biblioteca Oliveriana di Pesaro in cui si esprime l’attività permanente del Salone della parola, il cui scopo è quello di proporre al vasto pubblico letture approfondite di testi interessanti per la sensibilità contemporanea.
Con Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese.  Prometeo. Variazioni sul mito  entriamo in uno spazio, che potremmo definire estetico/politico, dove sullo sfondo si pone il Prometeo incatenato di Eschilo che è forse la tragedia che ha conosciuto più larga e durevole fortuna nella storia della cultura europea. In essa si celebra l'eroe che ha donato agli uomini il fuoco rubato agli dei e con esso l'intelligenza e la pratica del vivere civile.  L’introduzione, ricchissima di riferimenti, passa in rassegna le principali attestazioni (nell’antica Grecia, in Mesopotamia e nell’era moderna).
Prometeo fa storia a sé tra i ‘classici della modernità’ e il dramma eschileo riscoperto diventa una fonte tra le tante versioni che si intrecciano fino ai giorni nostri: come l’Inno a Prometeo di Goethe, la selezione del Prometeo Liberato di Shelley e i testi di Gide e Pavese, che nel complesso forniscono al lettore un campione valido e variegato delle metamorfosi del mito prometeico, emblema dell’uomo in rivolta.
Federico Condello è ricercatore confermato in Filologia Classica all'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna;  attualmente è docente di Filologia greco-latina e Letteratura e Civiltà Greca; insegna anche nel Laboratorio di traduzione specialistica dalle lingue antiche. È membro del comitato scientifico del periodico «Eikasmós», del Centro Studi «La permanenza del Classico» dell'Università di Bologna diretto da Ivano Dionigi, attualmente Rettore Magnifico dell’Ateneo. Oltre a numerosi saggi, ha curato la pubblicazione di: Edoardo Sanguineti, Teatro antico. Traduzioni e ricordi (BUR,  2006); Sofocle, Edipo re (Barbera, 2009). Da ultimo ha indagato la storia e la fortuna del mito di Elettra con il libro: Elettra: storia di un mito, (Carocci, 2010). È anche autore di testi poetici.
Lucia Ferrati, laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna, ha scritto saggi su Mario Morasso, Dino Garrone, Ercole Luigi Morselli, Antonio Conti. Ha curato, per l’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, la direzione artistica di numerosi festival fra cui Sipario Ducale (1995-1999), 70’s Flowers: miti e racconti di una rivoluzione (2003-2005); Le Modelle. Antiche donne & Contemporanee,  Andar per fiabe. Storie fantastiche nei boschi e nei parchi della provincia di Pesaro e Urbino  (2005-2010), Perle. Per le donne che cambiano (2007). Per esempio. Modelli e Testimoni del Possibile (2009-2010).
Dal 1999 al 2008 è regista delle Lezioni Magistrali del festival “Antico/Presente”, organizzato dal Comune di Rimini.
Dal 1994, svolge regolarmente attività di lettrice e speaker. Ha all’attivo numerosissime letture sceniche.
Dal marzo 2008 è direttore della Rete Teatrale del Teatro Stabile delle Marche.
Componente del Consiglio di amministrazione dell'Ente Olivieri.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pesaro  e sostenuta da ASPES  Spa e Banca dell’Adriatico. 

Ingresso libero (fino ad esaurimento posti). Info Biblioteca Oliveriana Pesaro: tel. 0721.33344,

biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it  ; facebook s.v. “Salone della parola”

 
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