Ente Olivieri Pesaro

La sala della necropoli di Novilara

Sala della necropoli di Novilara
Sala della necropoli di Novilara

Il Museo Archeologico Oliveriano conserva, nella sua II sala, i materiali di scavo rinvenuti nella necropoli di Novilara, uno dei più importanti centri dell'età del ferro. La raccolta comprende esemplari di tombe ad inumazione rannicchiata, centinaia di corredi funebri, iscrizioni e due stele.






Stele di Novilara

Cliccare per allargare

Proponiamo qui un celebre esempio di arte picena di VII-Vi secolo a.C., la stele di Novilara o stele della naumachia. Si tratta di una novella epigrafica redatta in linee graffite su un blocco di arenaria, in cui sono stati individuati sette nuclei narrativi intrecciati tra loro, onguno dei quali racconta per immagini una serie di azioni che durano nel tempo. La stele, giunta a noi incompleta, faceva parte di un monumento funebre, e serviva a narrare le gesta del defunto assieme alle circostanze della sua morte. Di seguito riportiamo, a partire dalla parte alta della stele, i nuclei narrativi individuati:

1) in alto a sinistra, tre volpi che fuggono verso sinistra.

2) segno a doppia S (o svastica incompleta) dal significato incerto, si tratta forse parte di una nave che affonda tra le onde o di un elemento ornamentale.

3) scena con due personaggi umani e due volpi o cani legati per la coda. Interpretato come un sacrificio funebre, la figura umana più piccola (un bambino) sembra raffigurato nell’atto di colpire le vittime sacrificali con un bastone.

4) al centro grande nave con vela rettangolare formata da otto riquadri, sormontata da una coffa. Sullo scafo sono rappresentati i rematori (i remi sono indicati selettivamente), e un uomo in piedi vicino all’albero maestro con le braccia alzate, forse a segnare il ritmo della voga. Sotto la barca si trovano cinque pesci stilizzati.

5) a destra della nave, in alto, quattro figure, forse prigionieri, legati a due a due da stanghe alle caviglie.

6) a sinistra della nave, in basso, tre personaggi di cui uno visto frontalmente vicini a una superficie rettangolare, solcata da linee a zig-zag. Anche in questo caso si tratta probabilmente della deposizione di un morto: il personaggio in posizione frontale ha le membra rilassate e le linee a zig-zag potrebbero rappresentare i segni che i picconi lasciavano durante lo scavo della fossa.

7) In basso due navi con le prore incrociate che si affrontano in battaglia. Su ognuna guerrieri armati di lancia, scudo ed elmo conico. Sotto la barca a sinistra  ancora dei pesci stilizzati, mentre sotto quella a destra ci sono quattro figure con le braccia legate assieme all’altezza dei polsi. Non è chiaro se siano dei prigionieri gettati a mare o se invece appartengano al nucleo narrativo inferiore andato perduto.

Tra le foto riportiamo anche il disegno della stele e una riproduzione della nave in essa raffigurata. Per chi volesse avere informazioni più dettagliate su questo reperto sono disponibili i volumi VII e XII della prima serie (1953-1972) degli Studia Oliveriana, consultabili presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro¹.




Elmo a Ogiva

Cliccare per allargare

Elmo di forma troncoconica, con pareti convesse, reca una doppia fila di fori per il fissaggio della cresta; ai lati, vicino al bordo, due coppie contrapposte di fori, avanti la funzione di fissare un rivestimento interno di materiale deperibile, un soggolo o dei paraguance.

La tipologia di late elmo risulta essere la più diffusa all’interno delle necropoli di Novilara, essendosi rinvenuti esemplari simili dalle tombe Servici 2, 16 e nella tomba Molaroni 131.

Novilara costituisce in Italia il sito in cui si concentra il maggior numero di esemplari di elmo a calotta conica, tanto che dal sito prende il nome il tipi. In Italia tale tipologia di elmo è documentata, oltre che a Novilara, a Verucchio².




Incensiere

Cliccare per allargare

Incensiere del 720-690 a.C. con corpo globulare schiacciato costituito da due lamine sovrapposte nel punto di massima espansione fissate mediante chiodi. La lamina è decorata da file di borchiette lavorate a sbalzo. Due manichetti ornitomorfi fissati nel punto di congiunzione della lamine mediante chiodi a capocchia conica. Coperchietto a profil convesso con presa costituita da due protomi ornitomorfe (cigni?) contrapposte. Frat ali protomi e i manici del corpo sono attaccate due catenelle. La ricostruzione del piede fornita in Beinhauer 1985 non sembra attendibile. All’interno del corpo resti di rivestimento in legno. Per la tipologia, tipica del pieno Villanoviano III (ultimo quarto del VIII - inizi del VII secolo a.C.), avente come origine l’Etruria tirrenica, ma probabilmente di produzione Bolognese.




Elementi per collana in osso e pasta vitrea

Cliccare per allargare

Si tratta di un insieme di 1581 perle di pasta vitrea bianca, giallognola e marrone con resti di tessuto, due distanziatori rettangolari in osso con sei fori passanti ciascuno, due gorssi distanziatori rettangolari con margini rialzati con dodici fori per lato, undici vachi tubolari in osso, trenta pendenti romboidali in osso con foro nella parte superiore, dieci pendenti trapezoidali in osso con foro nella parte superiore, uno dei quali conserva resti di anellino di bronzo. La composizione di essi è realizzata arbitrariamente, in quanto i vari elementi furono rinvenuti ammucchiati presso il fianco destro dello scheletro. Elementi per collana simili furono rinvenuti nella tomba 1 dello stesso sepolcreto e nelle tombe 28, 65, 127 e 129 del sepolcreto Molaroni. VII secolo a.C.




Nettaunghie

Cliccare per allargare

Anello si sospensione a pelta, nella parte superiore sue coppie di protomi umane contrapposte, odanature, fusto a sezione quadrangolare, terminazione bifida. VII secolo a.C.




 

Curaorecchie

Cliccare per allargare

Foro di sospensione circolare, fusto a sezione ovale, con solcature parallele; spatolina circolare all’estremità. Nella tomba erano presenti altri elementi simili, agganciati insieme. L’esemplare è databile, sulla base delle associazioni, alla metà del VII secolo a.C.




Stivaletto Fittile

Cliccare per allargare

Fine VIII secolo a.C. Piccolo vaso conformato a stivaletto, di impasto bruno; la forma del piede risulta essre piuttosto tozza, la suola è spessa. Decorazione a solcature e incisioni: linee oblique  alla base del gambale , sul piede triangoli campiti da tratti obliqui, linee orizzontali etrattini obliqui intorno la suola. Il vaso a stivaletto ha precedenti in culture extra-italiche dall’età del Bronzo e della prima età del Ferro, in partic0olare nell’area danubiano-balcanica, in quella micenea e in Attica (periodo geometrico). Tutti gli esemplari assumono forme e decorazioni diverse; tuttavia, sono quasi tutti collocabili cronologicamente tra la metà del VIII e il primo quarto del VII secolo a.C. 




Kothon

Cliicare per allargare

Corpo lenticolare, fondo concavo, ansa a maniglia sormontante, con bottone terminale. Decorazione geometrica a rotella. La forma è caratteristica della civiltà picena, e in tale ambito la denominazione è ormai tradizionale, anche se nessuna analogia estiste con gli omonimi vasi greci. VIII secolo a.C.  



Brocca geometrica dauna

Cliccare per allargare

Labbro piatto, collo stretto, corpo globoso, fondo piatto, ansa a nastro impostata completamente sulla spalla. Ceramica giallastra, debolmente brilante in superficie, decorazione geometrica lineare di colore nero-rossiccio; fra le fasce orizzontali, comtivi a triangoli, losanghe punteggiate e zig-zag verticali. Esemplari di ceramica dauna sono diffusi in tutto il bacino dell’Adriatico, sia sulla costa occidentale che su quella orientale. Questo esemplare di vaso dauno fa parte della produzione del periodo Sub-geometrico Daunio I (VII secolo a.C.).




Olla dauna

Cliccare per allargare

VIII secolo a.C. labbro estroflesso, breve collo convesso, copro globoso, piede a disco, anse a maniglia verticale impostate sopra la spalla. Ceramica giallo-rossiccia, decorazione dipinta di colore nero-rossiccia, con rosone sul labbro e fasce parallele sulla spalla. L’olla era utilizzata come cinerario: la tomba costituisce una delle due uniche sepolture a cremazione della necropoli di Novilara. Esemplari di ceramica dauna sono diffusi in tutto il bacino dell’Adriatico, sia sulla costa occidentale che su quella orientale. 



Hydria di bronzo

Cliccare per allargare

Hydria di tipo laconico con largo labbro espanso su collo cilidrico. Alta spalla arrotondata su corpo oboidale. Anse impostate orizzontalmente alla base della spalla e desinenti alle estremità in una  protome femminile con funzione di attacco affiancata da due teste equine. L0ansa verticale è costituita da un gruppo di figurine plastiche con la parte posteriore piatta. Tale gruppo è costituito da coppie di cavallini e leoni sostenute da serpenti con funzione di attacchi ai lati di un guerriero ritto, con i piedi nudi puntati su una palmetta rovescia. Il despotes on hippon indossa una corta corazza che lascia scoperta la metà inferiore del corpo e ha la testa protetta da un elmo di tipo corinzio con cimiero a duplice lophos lunato. Attribuita a maestranza magno greche, forse tarantine, operanti sotto influenze laconiche, si data nel secondo quarto del VI secolo a.C.




Ansa d'hydria

Cliccare per allargare
Cliccare per allargare

L’ansa appartenente ad un hydria di tipo laconico è costituita da un gruppo di tre guerrieri sostenuti da una coppia di serpenti divergenti che fungono da attacchi. E’ rappresentata una scena di duello tra due guerrieri affrontati sul corpo di un caduto giacente bocconi sul petto di profilo verso destra. I guerrieri sono armati di corazza e corta tunica (a eccezione del guerriero di sinistra), schinieri ed elmo di tipo corinzio. Il duellante di destra imbraccia uno scudo a due lobi con due sfingi agganciate in posizione araldica come episema. Attribuita a maestranza magnogreche forse tarantine, operanti sotto influenze laconiche, si data nel secondo quarto del VI secolo a.C.

 

 

 

 

[Download] La sala della necropoli di Novilara
 

Le vetrine

Note

Bibliografia di riferimento:

1. ORNELLA ZANCO, Le rappresentazioni figurate delle stele di Novilara, in Studia Oliveriana (Serie I 1953-1972), Vol. VII, pp. 13-23;

2. Piceni Popolo d’Europa, Edizioni De Luca s.r.l., Roma, 1999, Pescara, Carsa, 2000.

© 2005-2021 Ente Olivieri Pesaro - Gestito con docweb - [id]