Ente Olivieri Pesaro

Il museo invisibile

Il 31 ottobre 2012, mentre Vittorio Ciarrocchi si accingeva a iniziare la prima di sette lezioni di latino (quasi per gioco) ospitate nella terza sala del Museo archeologico oliveriano, il pubblico era distratto da un singolare sciabordìo d’acqua proveniente dall’angolo in fondo al locale.
Ci si accorgeva così che sotto la moquette si trovava una grata sotto la quale si poteva ascoltare con grande chiarezza il rumore come di un ruscello, che nei pressi esondava allagando una vasta area di quella porzione di spazio museale.
Poi arrivo di vigili urbani, tecnici comunali e, il giorno dopo, chiusura a tempo indeterminato in attesa degli interventi per rimuovere le cause del danno in vista delle doverose riparazioni.
Al momento in cui si scrive questa nota sembra che le tubazioni esterne responsabili del guasto siano state riparate e si attende l’inizio dei lavori propedeutici al risanamento dei locali, così come concertato in un sopralluogo che ha visto riuniti, oltre ai responsabili dell’Oliveriana, tecnici del Comune, della Regione e della Soprintendenza archeologica.
Il caso ha voluto che pochi giorni dopo il non fausto evento la Regione Marche promuovesse una nuova edizione di un circuito di manifestazioni denominato “Gran tour cultura” attraverso la rete del Coordinamento di Musei, Archivi, Biblioteche (MAB Marche) invitando le istituzioni interessate a proporre iniziative volte a far conoscere e valorizzare il proprio patrimonio inteso come elemento distintivo e “creativo” del proprio territorio.
Si è pensato allora, grazie ai rapporti di collaborazione didattica instaurati da qualche anno con l’I.S.I.A. e la sua direzione, in particolare Roberto Pieracini, di esporre  prove di fotografia dei beni culturali che ritraggono gli Istituti oliveriani e tra questi il Museo archeologico realizzate dagli studenti nel 2011, sotto la guida di Marco Ravenna e nel 2012, docente Paolo Semprucci, nell’ambito del Diploma accademico di secondo livello di grafica delle immagini che vede Paola Binante coordinatrice del corso di fotografia dei beni culturali.

Nasce così Il museo invisibile una “esposizione lampo”(allestimento e comunicazione visiva di Alberto Barbadoro) che sempre il caso ha voluto potesse essere disponibile per non lasciare delusi i visitatori dell’Oliveriana con delle immagini che almeno suggerissero la strepitosa importanza del Museo e l’urgenza del suo ripristino.
In proposito non bisogna dimenticare l’importanza delle raccolte esposte, il cui nucleo principale è costituito, oltre che dalle collezioni preziosissime di oggetti etruschi, greci e romani, costituite dal fondatore, Annibale Olivieri (1708 – 1789) dalla documentazione materiale proveniente dal territorio: come i reperti della necropoli di Novilara (VIII – VI secolo a.C), o gli ex voto del bosco sacro di Pesaro arcaica (a partire dal III sec. a.C.).
Infine l’esposizione costituirà una ulteriore testimonianza dell’eccellenza di questa scuola urbinate di grafica, design  e arti visive considerata una delle più importanti nel panorama europeo.

 

 
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