Ente Olivieri Pesaro

Editori e tipografi nella Pesaro roveresca

gli esemplari della Biblioteca Oliveriana

 

Mostra organizzata dalla Fondazione Ente Olivieri
In collaborazione con
Fondazione Cassa di Risparmio – Pesaro
Provincia di Pesaro e Urbino
Comune di Pesaro

 

Interventi

Riccardo Paolo Uguccioni presidente Fondazione Ente Olivieri
Antonio Brancati, direttore emerito della Biblioteca e dei Musei Oliveriani
Maria Moranti curatrice della mostra

Inaugurazione

Mercoledì 3 giugno 2009 ore 18,00

Auditorium di Palazzo Montani Antaldi
Piazza Antaldi, 2 – 61121 Pesaro

 

In varie occasioni il Professor Antonio Brancati si è occupato dell’attività tipografica pesarese; proprio partendo dalle sue ricerche, integrate anche da altri studiosi, la mostra si propone di presentare un panorama della produzione editoriale pesarese del XVI sec. Sono esposti esclusivamente volumi posseduti dalla Biblioteca Oliveriana che, con il suo ricchissimo patrimonio, documenta ampiamente l’attività delle officine pesaresi più stabili, come quelle di Girolamo Soncino, dei Cesano e poi dei Concordia, o di tipografici fermatisi occasionalmente nella città, come Nicolò Brenta, Pietro Cafa, Bartolomeo Cartolari, Camillo Franceschini e Luigi Giglio.




”Dall’Oliveriana” 2_2009
12 PEZZI FACILI
Cose rare, preziose e insolite dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro

 

Una domenica diversa?
Da domenica 29 novembre 2009 alle ore 17,00 e fino alle soglie della primavera

 

Dopo la mostra “Editori e tipografi nella Pesaro roveresca” e il colloquio con Klaus Kempf dello scorso giugno la Biblioteca e i Musei Oliveriani propongono una serie di conferenze pubbliche nell’auditorium (g.c.) di palazzo Montani Antaldi.Dopo la mostra “Editori e tipografi nella Pesaro roveresca” e il colloquio con Klaus Kempf dello scorso giugno, la Biblioteca e i Musei Oliveriani propongono per l’autunno-inverno 2009/2010 una serie di conferenze domenicali con il concorso di studiosi cittadini e nazionali, dando inizio ad un viaggio nella cultura europea che si intrecci con quella della città.

Si ringraziano per il sostegno all’Ente Olivieri la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Pesaro ( in particolare la presidenza del Consiglio comunale) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Un distinto ringraziamento agli sponsor dell’iniziativa: Aspes Spa, BancaMarche e Eco Fox Srl.

I “pezzi facili”, espressione usata spesso a indicare una raccolta di testi, ad esempio musicali, di tipo propedeutico, richiamano il  titolo di un film statunitense del 1970 che allude a Chopin , il cui protagonista è un musicista la cui esistenza assume una piega diversa dalla carriera concertistica. Un po’ come accade ai “pezzi” di varia natura, epoca storica, valore venale, che l’Oliveriana vuole (ri)proporre al pubblico, sottraendoli per un momento dall’oblio, associando nelle presentazioni noti studiosi, complici di nuove o rinnovate narrazioni di più ampio respiro.

 

Ideati e curati da Marcello Di Bella (che di recente è stato nominato direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani), i “12 pezzi” appartengono ai generi più diversi e vengono proposti per suggerire la pluralità di piani conoscitivi e di valori culturali di cui l’Oliveriana è depositaria: si comincia con una zanna di elefante “annibalica” e si conclude con una voluminosa illustratissima tesi di laurea svolta nella facoltà di Architettura di Firenze con documenti oliveriani, imprescindibili per ogni azione di conoscenza e programmazione urbanistica per la città del presente e del futuro.

Tra questi estremi sono esibiti e commentati dei veri e propri tesori della cultura italiana, come quella grande mappa pergamenacea che illustra il planisfero terrestre alla luce delle conoscenze del primo Cinquecento, nota come Oliveriana world map; oppure i disegni di Raffaello, una recente riscoperta; o l’esemplare di quello che viene considerato il più bel libro antico mai stampato, il selvoso e iniziatico Hypnerotomachia Poliphili, edito a Venezia nel 1499 dal grande Aldo Manuzio. Altri “oggetti” sono forse meno rari, come le belle edizioni dell’Utriusque Cosmi […] Historia di Robert Fludd (1617), o l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert (1750-1772),  ma appartengono al genere dei “fondamentali” cui è informata la cultura europea della modernità e della contemporaneità. Infine ci sono testimonianze “minori”, e perfino umili, che però costituiscono i testimoni di pensieri, circostanze e mondi a noi vicini, anche a nostra insaputa.: una lettera accorata (e metafisica) di Giacomo Leopardi, la confessione di un rivoltoso del 1848, la confezione di una gomma da masticare del primo Novecento rinvenuta tra le carte di uno scrittore e drammaturgo pesarese post-romantco, Ercole Luigi Morselli. Né si può tacere di quella tabula fabrorum bronzea, conservata nel Museo Oliveriano, che rappresenta una sorta di tavola di sponsorizzazione del III secolo; o, per finire, i manifesti di utilità pubblica (e non solo) di un grafico/artista contemporaneo, celebrato dal Centre Pompidou e purtroppo recentemente scomparso: Massimo Dolcini.

 

Di rilievo è la qualità delle presentazioni, introdotte dai “congregati” (così si chiamavano, nelle antiche carte oliveriane, i gentiluomini chiamati a tutelare e promuovere la Congregazione Oliveriana alla fine del Settecento): sono intellettuali che rappresentano una grande varietà di competenze e indirizzi ideali, come del resto, oltre allo stesso Giovanni Brizzi che aprirà la rassegna, lo sono Franco Cardini, Pier Luigi Cervellati, Giorgio Marini, Giulio Giorello, Giacomo Marramao, Massimo Raffaeli, Roberto Balzani, Ezio Raimondi, Lorenzo Braccesi, Giovanni Anceschi.      

 

 
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