Ente Olivieri Pesaro

Il museo invisibile

Nelle teche della Sala dello Zodiaco e in altri spazi della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) saranno esposte, a partire da sabato 12 gennaio 2013 (ore 17), le immagini  realizzate dagli studenti del corso di Riproduzione e documentazione de Beni Culturali del Diploma Accademico di II livello in Grafica delle Immagini indirizzo Fotografia dei Beni Culturali dell’ISIA di Urbino, coordinati dalla professoressa Paola Binante sotto la guida dei professori Marco Ravenna (a.a. 2011/2012) e Paolo Semprucci (a.a. 2012/2013): gli esemplari in mostra (comunicazione e allestimento di Alberto Barbadoro) riguardano il museo archeologico oliveriano, attualmente chiuso, e per ciò invisibile.

 

Il 31 ottobre 2012, mentre Vittorio Ciarrocchi si accingeva a iniziare la prima di sette lezioni di latino (quasi per gioco) ospitate nella terza sala del Museo archeologico oliveriano, il pubblico era distratto da un singolare sciabordìo d’acqua proveniente dall’angolo in fondo al locale.
Ci si accorgeva così che sotto la moquette si trovava una grata sotto la quale si poteva ascoltare con grande chiarezza il rumore come di un ruscello, che nei pressi esondava allagando una vasta area di quella porzione di spazio museale.
Poi arrivo di vigili urbani, tecnici comunali e, il giorno dopo, chiusura a tempo indeterminato in attesa degli interventi per rimuovere le cause del danno in vista delle doverose riparazioni.
Al momento in cui si scrive questa nota sembra chele tubazioni esterne responsabili del guasto siano state riparate e si attende l’inizio dei lavori propedeutici al risanamento dei locali, così come concertato in un sopralluogo che ha visto riuniti, oltre ai responsabili dell’Oliveriana, tecnici del Comune, della Regione e della Soprintendenza archeologica.
Il caso ha voluto che pochi giorni dopo il non fausto evento la Regione Marche promuovesse una nuova edizione di un circuito di manifestazioni denominato “Gran tour cultura” attraverso la rete del Coordinamento di Musei, Archivi, Biblioteche (MAB Marche) invitando le istituzioni interessate a proporre iniziative volte a far conoscere e valorizzare il proprio patrimonio inteso come elemento distintivo e “creativo” del proprio territorio.
Si è pensato allora, grazie ai rapporti di collaborazione didattica instaurati da qualche anno con l’I.S.I.A. e la sua direzione, in particolare Roberto Pieracini, di esporre  prove di fotografia dei beni culturali che ritraggono gli Istituti oliveriani e tra questi il Museo archeologico realizzate dagli studenti nel 2011, sotto la guida di Marco Ravenna e nel 2012, di Paolo Semprucci.

Nasce così Il museo invisibile una “esposizione lampo”(allestimento e comunicazione visiva di Alberto Barbadoro) che sempre il caso ha voluto potesse essere disponibile per non lasciare delusi i visitatori dell’Oliveriana con delle immagini che almeno suggerissero la strepitosa importanza del Museo e l’urgenza del suo ripristino.
In proposito non bisogna dimenticare l’importanza delle raccolte esposte, il cui nucleo principale è costituito, oltre che dalle collezioni preziosissime di oggetti etruschi, greci e romani, costituite dal fondatore, Annibale Olivieri (1708 – 1789), dalla documentazione materiale proveniente dal territorio: come i reperti della necropoli di Novilara (VIII – VI secolo a.C), o gli ex voto del bosco sacro di Pesaro arcaica (a partire dal III sec. a.C.).
Infine l’esposizione costituirà una ulteriore testimonianza dell’eccellenza di questa scuola urbinate di grafica, design  e arti visive considerata una delle più importanti nel panorama europeo.

Marco Ravenna, titolare dell’omonimo studio e archivio a Bologna, si è formato nel DAMS dell’Alma Mater e poi come borsista dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna dove ha avuto modo di conoscere grandi fotografi come Paolo Monti e Mario Carrieri. In oltre trent’anni di attività Ravenna ha costituito un archivio ragguardevole, con particolare riferimento al paesaggio e ai beni culturali che costituiscono il tema principale del suo lavoro anche in relazione alla committenza di prestigiose case editrici italiane e straniere.

Paolo Semprucci,  è un fotografo pesarese che prosegue la tradizione di famiglia occupandosi di fotografia di architettura e paesaggio, still life, riproduzione e documentazione di opere d’arte e reportage industriale ricevendone significativi riconoscimenti.  Nel 2005 e 2006 ha partecipato, in qualità di fotografo, alla Missione italiana a Cirene della Seconda Università di Napoli.

Alberto Barbadoro è un artista pesarese che si applica da un lato a particolari forme di scultura con materiali che non appartengono alla tradizione plastica, dall’altra lavora con la fotografia piegandola, attraverso le nuove tecnologie digitali, verso esiti particolarmente originali; attualmente si occupa di comunicazione visiva presso l’Ente Olivieri di Pesaro.

Espongono gli Studenti:

Martina Agostini, Annamaria Amura, Roberta Capaldi, Giovanni Della Ceca, Marco Del Zotto, Orlando Lacarbonara, Stefano Maniero, Manuele Marraccini, Francesca Pedranghelu, Umberto Pertosa, Silvestro Simone Trovato Monastra.

Matteo Agostini, Emil Antic, Giacomo Bracci, Stefano Ciocchetti, Martina Ferraretto, Irene Lazzarin, Nicola Cristina Leck, Sonia Magi, Sara Meloni, Eleonora Milner, Riccardo Muzzi, Francesca Occhi, Kimberley T.M. Ossani, Giacomo Pulcinelli, Sharon Ritossa, Laura Tonon, Salvatore Valeo.

La mostra si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e con il contributo di Banca Marche.

 
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