Ente Olivieri Pesaro

Introduzione alle collezioni del Museo Oliveriano

Le raccolte antiquarie cominciarono assai per tempo a Pesaro, poiché già nella seconda metà del sec. XV esistevano nella città tre raccolte epigrafiche: una, municipale, ordinata sotto il portico del Palazzo della Comunità, una dei Signori di Pesaro, ordinata negli «Osti Ducali» e una terza, privata, nella casa del giureconsulto e poeta pesarese Pandolfo Collenuccio (1444-1504). Nel sec. XVI e XVII si costituirono poi altre collezioni private: quella dei Gozze nella loro villa di Chelmonte, accogliente però epigrafi per la maggior parte "peregrine", cioè non pesaresi, e quella dei nobili Ardizi (Museo Ardizio). Ma fu solo nel sec. XVIII che si ebbero due veri e propri musei: quello dell'erudito poligrafo G. B. Passeri (1694-1780), accogliente tra pochissimi reperti pesaresi, molte epigrafi peregrine, bronzetti e monete italiche proveniente la maggior parte dall'Umbria, oltre a vasi campani e a più di un migliaio di lucerne, acquistati sul mercato antiquario; e quello assai più importante del sommo archeologo ed erudito Annibale degli Abati-Olivieri (1708-1789), che si preoccupò di raccogliere solo materiale di scavo, soprattutto pesarese. Dalla riunione dei due musei, voluta dai fondatori fin dal 1756, nacque il Museo Archeologico Oliveriano, che si aprì al pubblico nel 1793, nel Palazzo Olivieri-Macchirelli. Nel 1885, in occasione del trasferimento del Museo nell'attuale sede di Palazzo Almerici, si riunirono in un sol luogo le raccolte di epigrafi e di marmi del Passeri, dell'Olivieri e municipali, mentre venivano donate o depositate tutte le altre epigrafi in possesso di privati. A queste collezioni, che costituiscono il fondo antico del Museo, si sono aggiunti, via via, quasi tutti i reperti archeologici di Pesaro e del suo territorio, tra i quali importantissimi quelli della Necropoli di Novilara, (sec. VIII-VII a.C.) immessi nel 1893.

Attualmente il Museo Archeologico Oliveriano comprende le seguenti collezioni: Reperti della Necropoli di Novilara. Reperti del Luco Pesarese. Bronzi e bronzetti greci, italici e romani. Monete antiche (italiche e romane, di cui oltre 4.000 reperte negli scavi del Luco). Marmi. Lapidario (disposto anche nel cortile  e lungo i rapmanti delle scale). Vai campani e fittili vari. Lucerne pagane e paleocristiane. Pietre incise. Vetri e paste vitree. A queste si aggiungono una collezione di Monete e Medaglie medioevali e moderne e avori bizantini, medioevali e moderni¹.

Fondo di coppa vitrea del IV sec. d.C.

Note

1. ITALO ZICÀRI (a cura di), Guida le Museo Oliveriano di Pesaro, Ente Olivieri editore.

 
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