Ente Olivieri Pesaro

Manoscritti

Manoscritto Oliveriano 2 - Officium Sanctae Crucis - Natività

Il fondo manoscritti è costituito da 2.000 esemplari catalogati da Ettore Viterbo, direttore dell’Oliveriana dal 1908 al 1932, nei nove volumi facenti parte della monumentale opera fondata da Giuseppe Mazzatinti e continuata da Albano Sorbelli sotto il titolo Inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia, pubblicati fin dal 1891 dalla casa editrice Olschki di Firenze e tuttora in corso di pubblicazione.

   La sezione manoscritta si è formata per successive stratificazioni sul nucleo originario dell’Olivieri, aumentando notevolmente  di numero in seguito a numerosi lasciti pervenuti per dono da parte di autorevoli studiosi quali Giovan Battista Passeri, il marchese Pietro Petrucci, il canonico Pietro Fabbri, i fratelli marchesi Astorre e Ciro Antaldi, che donarono non solo i manoscritti del loro avo Antaldo, ma anche quelli del canonico Salvatore Ortolani, di Filippo Ronconi, di Francesco Benoffi e altri; o come quelli di Fedele Salvatori per le carte di Casa Mamiani; di Saverio Lazzarini per le carte dell’illustre prozio canonico, architetto e pittore Giannandrea Lazzarini; di Federico Piattelletti per i manoscritti del colto patrizio pesarese Marco Antonio Gozze; dell’ingegnere Benedetto Passeri Modi per quelli del suo avo Diego; dei fratelli Fattori per le carte delle famiglie patrizie Ondedei, Guglielmi e Antonelli Vita; della contessa Marianna Paoli Marzetti per gli scritti del suo dotto genitore Domenico Paoli; nonché per gli acquisti fatti dalla Deputazione Oliveriana dei manoscritti di  Francesco Cassi, Giulio Perticari, Giuliano e Giacomo Vanzolini.

   Tra i manoscritti si possono menzionare il Liber de claris iuris consultis (ms. 203) di Tommaso Diplovatazio, uno dei più stimati giureconsulti del Cinquecento; gli Statuti della Città di Pesaro (ms. 1166) dell’inizio del Quattrocento; i Capitoli del Collegio de merchatanti de Pesaro et forestieri in quella abitanti (ms. 1394) approvati da Alessandro Sforza nel 1451 e le Giornate Soriane (ms. 191) del letterato pesarese Lodovico Agostini (1535-1612), ove è presente un’interessante descrizione della società e delle ville pesaresi cinquecentesche.

Ai nove volumi dell’inventario dei manoscritti Oliveriani ne andrebbe ormai aggiunto un decimo, visto che nel corso degli ultimi anni ne sono stati rinvenuti, donati o acquistati numerosissimi altri  in buona parte già inventariati. A questo nuovo fondo manoscritto vanno aggiunti codici più antichi e più recenti e di vario interesse, come un trattato musicale (ms. 2004) del pesarese fra Paolo Luchini (1535-1598) dell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino, una tra le più importanti dissertazioni teoriche del Seicento, fondamentale tappa nel campo della musicologia; un accurato elenco delle strade con i numeri civici delle case e i nomi delle famiglie che vi abitavano, dal titolo Strade e case di Pesaro (ms. 2018), copia settecentesca di uno stradario del Seicento con postille di Giuliano Vanzolini; un Registro delle persone di Pesaro e suo Distretto pregiudicate in opinione politica (ms. 2013), datato 1835, recante le generalità e il curriculum vitae di 208 persone sospette, fra cui il conte Terenzio Mamiani (1799-1885) sospettato di “rovesciare la Santa Sede e i Troni” fondandosi “sulle rivoluzioni della Spagna, della Grecia e di Napoli”; nonché 41 lettere, con firma e aggiunte autografe, scritte tra il 1575 e il 1615 dal duca di Urbino Francesco Maria II Della Rovere (ms. 2024).

Manoscritto 1999 - Corale domenicano

Particolare di un'iniziale

Manoscritto 98 - Tractatus legales

 
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