Ente Olivieri Pesaro

Collezioni

Particolare di Vitruvio Architettura

La Biblioteca Oliveriana trae origine dal lascito che il pesarese Annibale degli Abbati Olivieri fin dal 1756 fece alla Comunità pesarese della sua imponente libreria, ricca di opere a stampa soprattutto di archeologia e storia, di rare edizioni, di manoscritti e pergamene, e della collezione di reperti antiquari e materiali di scavo. Con testamento redatto il 1° marzo 1787 l’illustre studioso donò anche “a uso pubblico” altri 20.000 volumi circa tra manoscritti e stampati e ulteriore materiale archeologico e numismatico, compreso quello che l’amico ed erudito Giovan Battista Passeri gli aveva assegnato come legato unitamente a 50 codici manoscritti e ad un rilevante numero di opere a stampa, specialmente di archeologia etrusca e romana, geologia, discipline giuridiche e scientifiche.

Al patrimonio bibliografico Oliveriano fu unito un duplice preesistente fondo librario di 3.186 volumi, lasciati alla Comunità dai medici condotti Giovan Pietro Rastelli nel 1637 e Giovan Francesco Staccoli nel 1643. Oltre al rilevante patrimonio manoscritto e librario pervenuto dalle soppresse corporazioni religiose e dall’incameramento di alcuni preziosi fondi conventuali, la Biblioteca ha ricevuto nel corso degli oltre due secoli di attività numerose donazioni da parte di illustri personalità specie dell’Ottocento pesarese, tra cui degne di particolare menzione le librerie Giordani Machirelli (letteratura e storia), Petrucci (scienze naturali), Perticari (letteratura e filosofia moderna), Donzelli (scienze giuridiche). Pregiati fondi manoscritti sono stati lasciati anche da Giannandrea Lazzarini, Terenzio Mamiani, Giulio Perticari, Francesco Cassi, Giuliano Vanzolini. Il marchese Ciro Antaldi Santinelli, direttore dell’Oliveriana dal 1894 al 1907, le fece a sua volta dono di una preziosa collezione di disegni, di manoscritti e opere a stampa.

Ulteriori e successive annessioni di fondi antichi furono costituite da una rilevante parte delle biblioteche Vaccaj, Mosca-Anguissola, Gerunzi, Picciola, Rinolfi. Fondi moderni acquisiti dal 1977 ad oggi sono le raccolte librarie di Dario Ceccherelli (storia locale), Emma Corvo (lettere classiche), Angelo Guerra (arte), Sergio Lupi (filologia germanica moderna e contemporanea), Maurizio Marini (diritto, storia e geografia), Ercole Luigi Morselli (fondo autobiografico contenente epistolario, opere manoscritte e opere varie), Giancarlo Scorza (letteratura francese, tedesca e russa), Lamberto Bozzi (letteratura anglosassone), Antonio Brancati (storico, letterario e vario), Marcello Di Bella (arte, filosofia, storia), Giorgio Ugolini (manoscritto).

Di particolare rilievo l’accessione della serie di importanti quotidiani, locali e non, nonché del prezioso fondo dell’ex Ospedale psichiatrico San Benedetto, che, inaugurato nel gennaio 1829, venne chiuso in base alla legge n. 180 del maggio 1978, nota come legge Basaglia.

Attualmente il patrimonio a stampa, antico e moderno, consta di oltre 354.000 volumi.

 

 

 

Manoscritto Oliveriano 79

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