Ente Olivieri Pesaro
 

Catalogo degli incunaboli

La Biblioteca Oliveriana ha realizzato un nuovo catalogo degli incunaboli.

Il catalogo prevede, oltra alla descrizione specifica delle copie possedute, il rinvio al Incunabula Short Title Catalogue, http://www.bl.uk/catalogues/istc/ realizzato dalla British Library e alle eventuali copie digitali già realizzate nell'ambito di altri progetti.

Il catalogo verrà integrato con le riproduzioni digitali dei volumi di proprietà della Biblioteca Oliveriana non ancora digitalizzati.

[Download] elenco incunaboli

Progetto Archivio Albani

IN EVIDENZA


La strada per Pesaro: Carolina di Brunswick

Settimo appuntamento della rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione.

 

VITA E DESTINO DI CAROLINA DI BRUNSWICK

 

Nel parco di Villa Caprile si ripercorrono, duecento anni dopo, le vicende pesaresi dell’“ingiuriata regina d’Inghilterra”

 

Giovedì 15 giugno, alle ore 21.15, La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ci conduce  in uno dei luoghi “di delizia” della nostra città: Villa Caprile, splendida dimora secentesca con giardino all'italiana, teatro di verzura e giochi d’acqua, costruita dal marchese bergamasco Giovanni Mosca nel XVII secolo e oggi sede dell’Istituto Tecnico Agrario “Cecchi”.

Dopo gli affollati incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko e Cesare Lombroso, il settimo appuntamento della rassegna, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicato ad una delle figure femminili più celebri e discusse della storia britannica ed europea: Carolina di Brunswick.

Amatissima dal popolo per la sua indole filantropica e odiata dalla corte reale inglese, Carolina di Brunswick, - l”ingiuriata regina d’Inghilterra”, come ella stessa volle che fosse scritto nella sua tomba - diverrà uno dei soggetti preferiti del gossip britannico (ed europeo) dell’epoca, come testimoniano numerose vignette satirico-politiche della stampa londinese.

Per la sua condotta “immorale” Carolina fu sottoposta ad una durissima commissione d’inchiesta, mentre il Reggente, suo marito, conduceva, indisturbato, una vita ben più dissipata e adulterina.

 

Come da consuetudine, l’appuntamento prevede due momenti.

Durante la prima parte della serata Corrado Capparelli, Silvia Melini e Sara Tomasucci racconteranno (con letture e immagini) la vita di Carolina Amelia Elisabetta Di Brunswick-Wolfenbüttel, toccando i punti salienti della sua affascinante e “scandalosa” vicenda biografica: la nascita, il 17 maggio 1768, a Braunschweig, piccolo stato vassallo prussiano nella Germania del nord, secondogenita di Carlo Guglielmo Ferdinando, duca di Brunswick-Wolfenbüttel e della principessa Augusta Federica di Gran Bretagna, sorella di re Giorgio III di Gran Bretagna; l’infelice matrimonio (ovviamente combinato) con il cugino Giorgio di Galles, principe reggente di Gran Bretagna, poi incoronato come re Giorgio IV: la nascita della figlia Carlotta (tragicamente morta di parto); il suo lungo viaggio in Italia, in Europa e in Medio Oriente (dopo l’ufficiosa separazione dal reale consorte) che la porta a soggiornare anche a Villa d’Este di Cernobbio, e poi (nel biennio 1817-1819), a Pesaro, proprio a Villa Caprile, e poi a Villa Vittoria; la “riprovevole” relazione con il suo ciambellano Bartolomeo Pergami; l’increscioso incidente diplomatico con “il Cigno di Pesaro”, Gioachino Rossini; il celeberrimo processo per adulterio intentatole da re Giorgio IV (che rappresentò la rovina economica per alcuni amici pesaresi di Carolina, fra cui Antaldo Antaldi, corso a Londra a testimoniare in suo favole); la negata incoronazione e l’improvvisa, prematura morte, avvenuta il 7 agosto 1821, quando Carolina ha da poco compiuto i 54 anni.

 

Nella seconda parte della serata il periodo e le vicende pesaresi di Carolina saranno oggetto dei preziosi interventi di Chiara Agostinelli (Pesaro 1817-1819), Grazia Calegari (Carolina e Antaldo Antaldi: storia di un’amicizia), Guidumberto Chiocci (Rossini e la principessa di Galles: un incontro-scontro) e Roberta Martufi (I luoghi e le residenze pesaresi di Carolina di Brunswick).

 

L’incontro si terrà nel Parco di Villa Caprile.

In caso di maltempo: Salone degli Affreschi, piano nobile di Villa Caprile (posti limitati)

 

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro

Presidenza del Consiglio

Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Ente Olivieri di Pesaro

in collaborazione con

Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ufficio VI – Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino)

Garden Club Pesaro

e Istituto d’Istruzione Superiore “A. Cecchi” di Pesaro

con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino 

e il contributo di Arthemisia Group

 

Grazie alla collaborazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Cecchi:

dalle 19.45 alle 21.00, sarà possibile effettuare una visita di Villa Caprile e dei suoi Giardini, guidati dagli studenti dello stesso Istituto “Cecchi”.

dalle 20.30 è aperta a tutti la degustazione Aperitivo Caprile”, a cura del personale di cucina dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Cecchi”, con vini di produzione dell’Azienda Agraria dell’Istituto.

L’ingresso è libero.

info tel. 0721 33344 biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

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La rassegna di incontri La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. 

Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi,

attori come Annibale e Ave Ninchi,

partigiani come Lea e Sparta Trivella, 

politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, 

nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti,

musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, 

regnanti come Carolina di Brunswick,

artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini,

e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci,

tipografi come Annesio Nobili,

botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini,

sportivi come Riccardo Brusi,

religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza,

testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko,

ceramisti come Filippo Antonio Calegari,

architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana,

medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera.

E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

Teologia e libertà - Carmelo Dotolo

TEOLOGIA e LIBERTÀ

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Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

Giovedì 1° giugno 2017 alle ore 18,00 presso la sala Convegni di Confindustria di Pesaro Urbino (g.c.), via Cattaneo 34 – Pesaro, il prof. Carmelo Dotolo, ordinario di Teologia delle religioni nella Pontificia Università Urbaniana e decano della Facoltà di Missiologia, terrà il quinto incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcia, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo.

Il  teologo Gutierrez, il gesuita martire Rutilio e il cardinale Bergoglio sono testimoni del cambiamento prezioso che il Vaticano II ha introdotto nell’autocomprensione del cristianesimo e della sua pertinenza pubblica. La stagione post-conciliare, infatti, ha introdotto l’esigenza di un metodo teologico e pastorale più adeguato alla sua dimensione contestuale, maggiormente propenso a dialogare con le domande e le attese della ricerca umana. È a questo livello che va letto il contributo e la funzione della teologia della liberazione e del popolo, che fungono da architettura portante dell’esperienza cristiana sud-americana: ripensare la rilevanza del Vangelo, in un mondo più autonomo rispetto alle norme religiose e più sensibile a un’esperienza spirituale capace di dare senso al quotidiano. Tre indicatori sono importanti da segnalare:

a) La svolta antropologica e l’interpretazione esistenziale della Bibbia. Senza dubbio la svolta antropologica ha rappresentato una linea prospettica decisiva, anche perché ha saputo interpretare la necessità di uno stile di pensiero capace di relazionarsi con la crescita dei processi di emancipazione umana. Al contempo, emergeva tutta la ricchezza del testo biblico e delle tradizioni in esso presenti, con le sue implicazioni storiche, sociali e politiche, caratterizzate da un’intenzionalità salvifica e liberante. La storia che Dio compie con l’umanità, ha come obiettivo quello di aiutare uomini e donne a realizzare il proprio destino, a gustare nello scorrere dei giorni il significato di una presenza che abilita a far fiorire la vita.b) Una teologia del mondo e della speranza. Ne consegue per la riflessione teologica mettere a tema una particolare teologia del mondo nella sua globalità, in relazione con la novità-principio interpretativo dell’incarnazione. Da qui, l’attenzione all’esigenza e alla necessità di ripartire dagli ultimi, dagli oppressi, da coloro che non hanno voce. In sostanza, da una visione etica che pone in risalto la centralità dell’altro, soprattutto se marginale ai processi di elaborazione politici ed economici.   c) Una teologia della liberazione e del dialogo con la storia. Infine, si delinea la scelta di dare forma ad un cristianesimo in cui ogni uomo e donna possano esprimere al meglio il loro essere co-creatori di una storia e di un mondo differente. La libertà di religione, di fede, di coscienza diventano criteri imprescindibili della qualità del messaggio cristiano, nell’orizzonte di una comunione ecclesiale sempre più attenta al senso di popolo di Dio.

«Annunciare il vangelo è annunciare il mistero dell’essere figli e fratelli […] Questo annuncio dell’evangelo che convoca le persone in ecclesia è compiuto dopo aver fatto una opzione di solidarietà reale e attiva con gli interessi e le lotte dei poveri, delle classi sfruttate. Cercare di situarsi in questa posizione significa rompere radicalmente la maniera di vivere, di pensare e di comunicare la fede nella chiesa attuale» (G. Gutierrez, Prassi di liberazione e fede cristiana, in R. Gibellini (a cura di), La nuova frontiera della teologia in America Latina, Brescia, 1975, pp. 50-51). [Carmelo Dotolo]

Carmelo Dotolo, professore ordinario di Teologia delle religioni nella Pontificia Università Urbaniana di Roma e decano della Facoltà di Missiologia, è anche visiting professor nella Pontificia Università Gregoriana e nell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Habitar los confines. Por una gramatica de la existencia (Barcelona, 2013); L’annuncio del Vangelo. Dal Nuovo Testamento alla Evangelii Gaudium (Assisi, 2015); Teologia e postcristianesimo. Un percorso interdisciplinare (Brescia, 2017).

L’ultimo incontro:

giugno/luglio (data da definire):

Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti

‘900 (parte seconda); Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Teologia e libertà - Graziano Ripanti

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

Il 5 maggio 2017 alle ore 18,00 presso la sala Olivieri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza 97 – Pesaro) padre Graziano Ripanti terrà il quarto incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Franz Rosenzweig: tra teologia ebraica e suggestione cristiana.

Franz Rosenzweig nasce a Kassel il 25 dicembre 1886 in una famiglia della ricca borghesia ebraica e appartiene alla generazione di Karl Jaspers – nato nel 1883 – e di Martin Heidegger – nato nel 1889 -. Studia inizialmente medicina e scienze naturali, discipline che abbandona dopo un po’ di tempo per iscriversi alla facoltà di storia e filosofia, allievo di Friedrich Meinecke (1862-1954) – storico e filosofo che sarà il suo maestro – con il quale si laurea con la tesi Hegel e lo Stato, testo tradotto in italiano nel 1976 a cura di Remo Bodei per la casa editrice Il Mulino.

Nel 1913 è tentato di lasciare la fede ebraica per quella cristiana come avevano già fatto i suoi cugini e molti intellettuali ebrei. Ma una sera, rientrando a casa, vede una piccola sinagoga aperta in una via di Berlino ed entra; da quel momento in lui prevale l’idea di ripensare la religione ebraica convinto che in essa esista una profondità ancora sconosciuta. Diviene amico di Martin Buber con il quale tradurrà in tedesco la Bibbia e fonderà un istituto per riscoprire le verità dell’ebraismo al quale resterà fedele fino alla morte avvenuta il 10 dicembre 1929 a Francoforte sul Meno. La sua opera maggiore – La stella della redenzione -, scritta durante la prima guerra mondiale, nella terza parte mette a confronto ebraismo e cristianesimo in un senso che si direbbe quasi ecumenico.

Graziano Ripanti - già docente di Filosofia teoretica presso l’Università di Urbino e membro della Comunità dei Frati Minori via Passeri - è orientato, da sempre, verso un’attività speculativa rivolta alla capacità del pensiero di dare conto di sé stesso e di saggiare, attraverso gli effetti pratici che esso produce, la sua forza liberatrice. In questo contesto si inseriscono i due volumi Grandi ipotesi pubblicati in collaborazione con Italo Mancini. E’ su questo sfondo che si è imposto l’interesse, poi diventato esclusivo, per l’ermeneutica volto a delineare  la struttura di una modalità di pensiero in grado di assicurare l’incremento di significato. In questo quadro si segnalano, oltre alla monografia su Gadamer (1978) e quella su Agostino teorico dell’interpretazione (1980), i volumi Testo e significato, saggi di ermeneutica (1983), Le parole della metafisica (1983), Parola e ascolto (1993), dove il linguaggio acquisisce un ruolo preminente in quanto luogo in cui si assume l’evento della verità, e Parola e tempo (2001), dove la relazione è tra la parola e il dialogo e tra il dialogo e il tempo.

Nel 1993, alla scomparsa di Italo Mancini, ne raccoglie l’eredità spirituale assumendo la direzione della rivista Hermeneutica                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        I prossimi incontri:

 

giovedì 1° giugno: Carmelo Dotolo, Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcìa, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo

fine giugno (data da definire): Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti, Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

 

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Greco in trasparenza

Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, a partire da lunedì 3 aprile, le iscrizioni a un ciclo di incontri introduttivi alla conoscenza della lingua greca tenuti da Gianluca Cecchini.

Il corso si pone un fine molto pratico, quotidiano: quello di riconoscere le radici greche di tantissime parole che usiamo ogni giorno. Fornendo le competenze di lettura della lingua greca e la conoscenza delle strutture morfologiche essenziali, verranno analizzati alcuni lessemi passati nella lingua italiana e nelle principali lingue europee. Si tratterà di lezioni dialogate che potranno prendere spunto anche da sollecitazioni dell'uditorio. Il materiale consisterà in schede che verranno proiettate e che potranno essere condivise in una mailing list. Si esamineranno anche gli usi meno "canonici" della lingua greca antica, come pubblicità, siti internet dedicati all'insegnamento del greco, canzoni pop. Non sono necessari prerequisiti, se non la curiosità. 

Gianluca Cecchini, laureato in Lettere classiche, insegna Materie letterarie, Latino e Greco al Liceo classico "T. Mamiani" di Pesaro. Ha svolto attività di ricerca nell'ambito della letteratura della tarda antichità e dell'Umanesimo. Collabora con enti ed istituzioni come relatore e docente. Per l'Ente Olivieri ha collaborato all'allestimento della rappresentazione "Quel che resta del testo", durante il Salone della Parola del 2011 e ha raccontato Pinocchio di C. Collodi, nell'ambito dell''iniziativa "Canone di professori" del 2013.

 

GRECO IN TRASPARENZA

 6 incontri alla scoperta della lingua della Grecia antica con Gianluca Cecchini

 

Le lezioni avranno luogo il mercoledì alle ore 17,30 nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) dal 3 maggio al 7 giugno 2017; durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza; il corso è a numero chiuso limitato a 40 persone; l’iscrizione (da lunedì 3 aprile a sabato 29 aprile 2017) è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 30,00 (euro 20 per studenti e soci “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di rimborso spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana. L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Per informazioni e iscrizioni:

Biblioteca Oliveriana, tel. 0721-33344 (orario dal lunedì al venerdì 8.30-18.45, sabato 8.30-13);

e-mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Un monumento a Felice Cavallotti

Il Comune di Pesaro (assessorati alla Bellezza e al Dialogo) e l’Ente Olivieri -Biblioteca e Musei Oliveriani presentano martedì 11 aprile 2017 alle ore 18,00 nella sala del Consiglio comunale di Pesaro il libro di Antonio Brancati e Giorgio Benelli

 

Un monumento a Felice Cavallotti in Pesaro nell’epoca delle passioni civili

 

Si tratta dell’ultimo frutto della lunga collaborazione storiografica tra Giorgio Benelli e Antonio Brancati, recentemente scomparso. Un’opera che indaga le straordinarie vicende del monumento a Felice Cavallotti (18421898), edificato nel 1910, rimosso nel 1935, dimenticato e solo recentemente restaurato e ricomposto grazie alla generosa donazione di un privato, che ha donato al Comune di Pesaro l’artistico basamento dell’opera.

 

La cittadinanza è invitata.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Ovidio: miti in metamorfosi

Il mito nel tempo è il titolo del quarto incontro del ciclo su Ovidio che Claudia Rondolini, docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino, terrà venerdì 7 aprile alle 17.00 presso la sala della Confindustria (palazzo Ciacchi, via Cattaneo, 34 – Pesaro).

 

Nell’ultimo incontro del ciclo Ovidio: miti in metamorfosi si approfondirà il rapporto dell’opera con il milieu artistico coevo al poeta di Sulmona, soprattutto in relazione a pittura e a scultura.

Come sottolinea Alessandro Barchiesi, “L’ammirazione per i monumenti e opere d’arte è una costante […] connette insieme personaggi e lettori del poema. […] Se si parte dal paesaggio, che è una forza attiva nel poema e non solo sfondo decorativo, si possono stabilire collegamenti con quanto è noto dalla pittura pompeiana.” Ancora più stretto, per Barchiesi, il legame dell’opera con l’arte plastica: “E’ importante capire che il giardino di sculture serviva da contesto materiale per il tipo di immaginazione mitologica che sorregge l’intera poetica di Ovidio. La letteratura forniva sceneggiature mitologiche in cui identificarsi; paesaggi pianificati artificialmente offrivano scene in cui ambientare le stesse storie”. Il mito di Pigmalione offrirà lo spunto per approfondire tale suggestione e per esplorare, secondo la raffinata interpretazione di Charles Segal, “i rapporti tra la materialità del corpo, il potere mimetico dell’arte e il desiderio erotico.”

   La vicenda di Salmacide ed Ermafrodito consentirà di approfondire le potenzialità rovinose dell’eros, con un rovesciamento di ruoli rispetto a miti già narrati (come quello di Apollo e Dafne: con la coppia maschio-conquistatore e vergine-cacciatrice) e con analogie  con il mito di Eco e Narciso, dove una ninfa incline all’eros tenta di sedurre un giovane restio al desiderio sessuale e dedito alla vita naturale. Il mito di Ermafrodito offre anche una risposta a quello platonico dell’androgino. Esseri complementari che presentano tratti in comune: entrambi costituiscono la loro persona solo in seguito ad un atto violento, che ora divide (androgino) ora unisce (Ermafrodito). Questi due atti opposti sono accomunati dal fatto che in ambedue i casi essi vengono subiti,  generando uno scarto esistenziale nei confronti di una dimensione primigenia che  viene perduta per sempre.

   Si è già sottolineata, nei precedenti incontri, la compresenza nel poema di molteplici generi letterari: Ovidio non manca di includere nella sua “opera-mondo” il riferimento al poema didascalico con evidenti allusioni all’opera lucreziana. Nel XV libro il filosofo Pitagora espone la teoria della metempsicosi che fornisce una chiave di interpretazione in termini logici e razionali del principio metamorfico ispiratore del poema.  Come ha brillantemente sottolineato Italo Calvino nel saggio Lezioni americane, ”Se il mondo di Lucrezio è fatto di atomi inalterabili, quello d’Ovidio è fatto di qualità, d’attributi, di forme che definiscono la diversità d’ogni cosa e pianta e animale e persona; ma questi non sono che tenui involucri d’una sostanza comune che – se agitata da una profonda passione - può trasformarsi in quel che vi è di più diverso”.

A conclusione dell’incontro si esamineranno alcune riprese dei miti di Pigmalione e di Ermafrodito nella letteratura e nell’arte del Novecento: dal Pygmalion di George Bernard Shaw al romanzo Middlesex di Jeffrey Eugenides (Premio Pulitzer per la narrativa nel 2003).

Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche  presso l’Università degli Studi di  Urbino, è docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino. E’ componente del Consiglio Direttivo dell’”Associazione Amici della Prosa” per il triennio 2015-2017, ente per il quale cura il rapporto con le scuole. Nell’ambito del GAD Festival 2014 e 2015 ha partecipato all’iniziativa “Autori in anteprima”. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale) a progetti  indirizzati agli studenti delle scuole superiori  per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini”, promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani. E’  inoltre  tra gli organizzatori  e componenti della giuria del premio letterario “La donna si racconta”.

Nel  novembre 2015  ha tenuto un ciclo di incontri sulla Vita nova di Dante, presso la Biblioteca Oliveriana, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.


Il ciclo di conferenze su Ovidio - a cura di Claudia Rondolini – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino

e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

La conversazione sarà accompagnata dalla lettura di testi a cura Olimpia Bassi che ha frequentato i corsi di lettura ad alta voce di Lucia Ferrati. 


Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

 

Teologia e libertà - Franco Cardini

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

Il 5 aprile 2017 alle ore 18,00 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza antaldi 2 – Pesaro) il prof. Franco Cardini, professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, terrà il terzo incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Da Bartolomè De Las Casas alle reducciones guaranì: tra la scoperta del nuovo mondo e la ricerca di un mondo nuovo.

Una tenace “leggenda nera”, nata in gran parte nell’Inghilterra elisabettiana e alimentata nel mondo massonico soprattutto dopo la Rivoluzione francese, sparge da secoli equivoci e veleni sulla Compagnia di Gesù, accusata d’ipocrisia e dei peggiori intrighi e delitti (il “pugnal de’ gesuiti” di carducciana memoria…). D’altro canto, la propaganda della Compagnia ha sempre ripagato gli avversari di pari moneta, diffondendo ad esempio la caricatura del massone corrotto, avido e satanista.

I gesuiti, per compiere la loro missione, si dettero allo studio, fondarono scuole prestigiose nelle quali in tutta Europa venivano allevati i figli dei principi e si dettero allo studio della politologia e delle arti di governo. Specie in alcuni paesi europei, quali la Spagna e la Polonia, l’influenza della Compagnia sui governi dell’Europa cattolica fu profonda e duratura.
Frattanto, seguendo le navi portoghesi e spagnole, i gesuiti arrivarono fino all’India, alla Cina e al Nuovo Mondo predicando la fede ma anche insegnando a quei popoli le scienze e le tecniche occidentali. Famoso fu il contributo della Compagnia alla diffusione di certe forme di sapere – specie la matematica, la fisica, la balistica e l’architettura – sia in alcune corti indiane, sia in quella stessa dei Ming nella “Città Proibita” di Pechino e in quella giapponese degli shogun. Sul piano dell’attività missionaria i gesuiti non indietreggiarono dinanzi alla sfida acculturativa: appresero lingue e costumi dei popoli che li ospitavano e si adeguarono alla loro mentalità.
La spregiudicata sperimentazione della Compagnia determinò perfino l’adozione di riti e di strumenti liturgici induistici, buddhisti, confuciani e shintoisti nelle pratiche religiose cristiane. Si ebbero così “riti malabarici” in India e la liturgia cristiano-confuciana sostenuta in Cina da un geniale gesuita marchigiano, il padre Matteo Ricci. Ma l’Occidente non si rese conto dell’intelligenza e della finezza di quelle scelte e di quelle tecniche e il papa ne ordinò la sospensione e poi la dispersione. Anche nel Nuovo Mondo la lungimiranza dei gesuiti fu oggetto di pregiudizi e di condanne. Tra 1608 e 1767 la Compagnia diede vita, nel bacino dei fiumi Paranà e Uruguay in America latina, tra Brasile, Paraguay e Argentina, all’esperienza di libere comunità indiane, le cosiddette reducciones, in cui gli indigeni si organizzavano e si governavano liberamente, lavorando e ridistribuendo tra loro i proventi del loro lavoro: da quel modello Tommaso Campanella assunse in parte l’ispirazione per la Città del Sole. Ma gli schiavisti bianchi, soprattutto portoghesi e spagnoli appoggiati dai loro rispettivi governi, vegliavano: e favorivano le incursioni dei mercanti di schiavi che provenivano da Sao Paulo (i famosi paulistas, detti anche bandeirantes) contro quelle colonie. I gesuiti a quel punto risposero organizzando addirittura militarmente gli indios, che in tal modo ressero a lungo agli assalti degli schiavisti finché non furono piegati da una spedizione militare portoghese in piena regola voluta dal primo ministro di Lisbona, il marchese di Pombal.
E allora si verificò l’assurdo paradosso: i biechi ipocriti gesuiti furono padrini delle libertà degli indios contro gli schiavisti appoggiati dai governi illuministi europei. Voltaire, nel suo Candide, presentò la cosa in termini completamente stravolti, con i gesuiti come fautori dello schiavismo e gli illuministi come liberatori: egli, del resto, aveva lucrato comprando le azioni garantite dalla flotta portoghese inviata a reprimere la libertà india. Ma la calunnia pagava e si giunse alla soppressione della Compagnia in tutta Europa. Essa risorse solo con la Restaurazione, dopo il 1815.

Più tardi, Italo Calvino avrebbe riraccontato la vicenda nel suo Barone rampante, nei termini falsati ripresi dal Voltaire. Un grande film di alcuni anni or sono, Mission, presenta in termini sostanzialmente fedeli alla storia tale vicenda e per questo è stato attaccato con violenza da pubblicisti i quali ricordavano di aver appreso a scuola come i tenebrosi gesuiti fossero nemici di ogni libertà e come la loro rivista “Civiltà cattolica” si fosse opposta tenacemente al Risorgimento e all’unità d’Italia. Al solito, la vera storia si trova spesso a combattere contro i pregiudizi instillati anche dall’erudizione manualistica che troppo spesso trionfa ancora nelle nostre scuole. (Franco Cardini)

Franco Cardini, professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, è Directeeur de

Recherches presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, Fellow della Harvard University/Berenson Foundation e membro del Consiglio scientifico della Scuola superiore di Studi storici di San Marino. Il suo principale campo di studi è la storia delle crociate, dei pellegrinaggi in Terrasanta e dei rapporti tra Europa e mondo musulmano, approfondita tramite studi su scritti cristiani e arabo-islamici.

Tra le sue opere ricordiamo le più recentemente edite o riedite: Quell'antica festa crudele. Guerra e cultura della guerra dal Medioevo alla Rivoluzione francese; Incontri (e scontri) mediterranei. Il Mediterraneo come spazio di contatto tra culture e religioni diverse; Alle radici della cavalleria medievale; Europa e Islam. Storia di un malintesoIl Turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683Gerusalemme. Una storia; Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovranaAndare per le Gerusalemme d'Italia; L' ipocrisia dell'Occidente. Il califfo, il terrore e la storia. 

I prossimi incontri:

venerdì 5 maggio: Graziano Ripanti, Franz Rosenzweig: tra teologia ebraica e suggestione cristiana

giovedì 1° giugno: Carmelo Dotolo, Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcìa, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo

fine giugno (data da definire): Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti, Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Ovidio: miti in metamorfosi

Metamorfosi: la molteplicità del mutevole è il titolo del secondo incontro del ciclo su Ovidio che Claudia Rondolini, docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino, terrà giovedì 23 marzo alle 17.30 presso la sala della Confindustria (palazzi Ciacchi, via Cattaneo, 34 – Pesaro).

Come  il protagonista del romanzo Il mondo estremo di Christoph Ransmair si mette sulle tracce del poeta Ovidio nei luoghi della sua relegatio sulle coste del Mar Nero, così prosegue l’indagine sull’opera del poeta di Sulmona nel presente incontro del ciclo Miti in metamorfosi.
Eduard J. Kenney ha giustamente rilevato che il carattere innovativo del poema ovidiano sta nell’essersi svincolato dai modelli greci, creando un’opera d’arte autosufficiente che sarebbe diventata nel Medioevo “un surrogato di accesso diretto alla sfera dei miti greci”.
Il motivo della metamorfosi che costituisce l’elemento portante dell’opera, dal momento che non è contemplato un eroe protagonista su cui concentrare il dipanarsi delle vicende, è associato al tema della sofferenza fisica e psichica dei personaggi.
La metamorfosi è un atto tragico e distruttivo ma nello stesso tempo vitale e a salvaguardia della persistenza dell’essere. Si pensi all’episodio di Apollo e Dafne - oggetto di una delle  letture di Lucia Ferrati - in cui la bella e ritrosa ninfa rimarrà per sempre sul capo di Apollo sotto forma di corona d’alloro.
Altra caratteristica del testo è la visività delle situazioni descritte, tanto che i miti ovidiani, come ha giustamente rilevato Piero Bernardini Marzolla, sono sentiti come  “scene”  trasferibili in altre arti: “il pittore può dipingerle, lo scultore scolpirle. La storia della letteratura e la storia dell’arte europee lo attestano a ogni piè sospinto”.
Motivo di sicuro interesse è anche il rapporto tra la poesia di Ovidio e quella di Virgilio, poeta che già dagli Amores, opera di esordio del sulmonese, è stato un punto di riferimento ma anche un modello da cui distaccarsi per trovare una propria autonomia espressiva.
Il poema di Ovidio contiene in sé tutti i temi e i protagonisti dell’epos fino ad allora conosciuti e li trasforma in altro, proprio come il titolo stesso preannuncia, opera dagli “indistinti confini” per usare un’espressione di Italo Calvino che individua nella leggerezza, intesa come valore  e non come difetto, il motivo che rende Metamorfosi un classico da salvare. Nelle Lezioni americane, parlando del romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera, Calvino sostiene che esso “ci dimostra come nella vita tutto ciò che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna”: le stesse considerazioni potrebbero applicarsi all’opera ovidiana, pervasa da una profonda tristezza, conseguenza del peso che ogni trasformazione comporta nella perdita della precedente identità.
Il “poema mondo”, come sono state definite Metamorfosi, vede, come base filosofica delle trasformazioni, l’idea della convertibilità della materia rappresentata dalla metempsicosi pitagorica: nel libro quindicesimo il filosofo di Samo enuncia, con evidenti echi lucreziani, la propria dottrina, fondata sulla legge universale del mutamento: omnia mutantur, nihil interit, “tutto si trasforma, nulla muore”, benché il pitagorismo ovidiano si allontani dalla sistematicità dell’epicureismo del De rerum natura lucreziano, come sembra attestare la curiosa ripresa in Tristia (III 3.59 sgg) dove il poeta si augura “che le anime muoiano con il corpo e che nessuna sua parte sfugga all’avido rogo” perché se le parole del vecchio di Samo (Pitagora) risultassero vere “la mia ombra romana vagolerà fra le ombre dei Sàrmati e sarà sempre straniera fra selvaggi Mani”.

 

Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche  presso l’Università degli Studi di  Urbino, è docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino. E’ componente del Consiglio Direttivo dell’”Associazione Amici della Prosa” per il triennio 2015-2017, ente per il quale cura il rapporto con le scuole. Nell’ambito del GAD Festival 2014 e 2015 ha partecipato all’iniziativa “Autori in anteprima”. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale) a progetti  indirizzati agli studenti delle scuole superiori  per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini”, promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani. E’  inoltre  tra gli organizzatori  e componenti della giuria del premio letterario “La donna si racconta”. Nel  novembre 2015  ha tenuto un ciclo di incontri sulla Vita nova di Dante, presso la Biblioteca Oliveriana, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.


Il ciclo di conferenze su Ovidio - a cura di Claudia Rondolini – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

La conversazione di Claudia Rondolini sarà inframmezzata da letture di Lucia Ferrati.


Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

 

Prossimi appuntamenti della rassegna presso la sala di CONFINDUSTRIA alle ore 17.00:

 

giovedì 30 marzo 2017, Storie di eroi ed eroine

 

venerdì 7 aprile 2017, Il mito nel tempo

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

La strada per Pesaro - Cesare Lombroso

Sesto appuntamento de La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

 

CESARE LOMBROSO, DIRETTORE DEL MANICOMIO SAN BENEDETTO DI PESARO

 

 

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione giunge al sesto appuntamento.

Dopo le affascinanti storie di Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone e di Irene Kriwcenko, la rassegna racconta vita e opere di una delle figure più celebri e discusse del XX secolo: Cesare Lombroso.

Lombroso (Verona, 6 novembre 1835–Torino, 19 ottobre 1909) rappresenta, probabilmente, dopo Verdi e Garibaldi, l’italiano di fine Ottocento più noto al mondo. Considerato il padre dell'antropologia criminale, lega la sua fama soprattutto alla teoria dell'uomo “delinquente nato”, individuo, cioè, che reca nella struttura fisica i caratteri degenerativi che lo differenziano dall'uomo “normale” e socialmente inserito.

Sebbene molte sue teorie siano oggi destituite di ogni fondamento, a Lombroso - fondatore della polizia scientifica e creatore della nuova tipologia dell’istituto di medicina legale - va riconosciuto il merito di aver iniziato gli studi criminologici moderni.

Nel 1871 Cesare Lombroso venne chiamato a Pesaro a dirigere l’Ospedale Psichiatrico San Benedetto. Gina Lombroso, secondogenita di Cesare e sua biografa, scrive: “A Pesaro, Lombroso trovò, caso unico nella sua vita scientifica, pronti e alla sua portata i materiali e gli uomini che lo potevano aiutare; subito gli fu concesso di visitare a suo agio i carcerati rinchiusi nel bagno penale locale, di misurarli, interrogarli, fotografarli, il Manicomio di Pesaro fu in un attimo trasformato in un meraviglioso laboratorio di psichiatria e di antropologia criminale”. Con gli assistenti Luigi Frigerio e Gaetano Riva che ne proseguiranno l’opera dopo la sua breve ma importante permanenza pesarese, Lombroso ha inoltre la possibilità di entrare nel penitenziario di Pesaro e di studiare e “misurare” e ritrarre 400 carcerati: documenti che costituiranno il primo nucleo iconografico della sua opera più celebre:  L’Uomo delinquente

Sia nel carcere che nel manicomio di Pesaro, Lombroso sosterrà la necessità di un trattamento umano per i pazienti. E fra le altre importanti riforme igienico-sanitarie, istituirà una scuola per l'istruzione, l'organizzazione di cicli di conferenze e la pubblicazione di un bollettino quindicinale intitolato Diario dell’Ospizio di San Benedetto in Pesaro, rivista che ospita articoli di cronaca, prose, poesie degli stessi ricoverati. Un patrimonio documentario di enorme importanza che ha permesso a molti malati di uscire dal loro annoso e drammatico silenzio.

L’appuntamento che avrà luogo alle ore 18.00 di venerdì 10 marzo all’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) è realizzato dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, in collaborazione con l’Ente Olivieri di Pesaro e il contributo di Arthemisia Group e con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro (Presidenza del Consiglio, Assessorati alla Bellezza e alla Crescita), Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ufficio VI – Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino). L’incontro prevede una prima parte, Ritratto di Cesare Lombroso, in cui sarà ripercorsa la vita e l’opera di Cesare Lombroso tramite letture, affidate a Silvia Melini, Francesca di Modugno e Luigi Sica, corredate da un ricco materiale iconografico. A seguire, gli interventi di Riccardo Paolo Uguccioni (presidente dell’Ente Olivieri), Riccardo Cecchini (direttore del Museo alle Stufe, ASUR Area Vasta 1) e infine di Roberto Vecchiarelli che (coadiuvato dagli attori Giorgio Donini e Giuseppe Esposto) presenterà la sua nuovissima pubblicazione: Cronache dal manicomio. Cesare Lombroso e il giornale dei pazzi del manicomio di Pesaro.

 

 

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi, attori come Annibale e Ave Ninchi, partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini, sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera. E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

In ricordo di Antonio Brancati

In ricordo di Antonio Brancati

 

Pesaro, 7 marzo 2017 ore 18,00

 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e l’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani propongono per martedì 7 marzo p.v. alle ore 18,00 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) – piazza Antaldi, 2 - un momento di ricordo per Antonio Brancati.

 

Aderiscono al ricordo, che si avvale della collaborazione del Circolo della stampa/Pesaro, l’Accademia Agraria di Pesaro, l’Accademia Raffaello di Urbino, il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, la Fondazione “G. Rossini” di Pesaro, l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano-comitato di Pesaro e Urbino, il Rotary Club Pesaro.

 

L’illustre scomparso, che per tanti anni è stato un punto di riferimento nelle iniziative culturali della provincia di Pesaro e Urbino, verrà ricordato dall’amico e sodale prof. Giorgio Benelli.

Ovidio: miti in metamorfosi

Si comunica che per indisponibilità della docente il primo incontro del ciclo è rinviato a giovedì 16 marzo, stesso orario e stessa sede.

 

L’enigma Ovidio: l’artista e il suo tempo è il titolo del primo incontro del ciclo su Ovidio che Claudia Rondolini, docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino, terrà giovedì 9 marzo alle 18.00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza 97 – Pesaro).

 

Omnia mutantur, nihil interit (Metamorphoses, XV, 165)

 (“Tutto si trasforma, nulla perisce”)

 

   Il corso, strutturato in quattro incontri, intende approfondire alcuni aspetti dell’opera epico-mitologica “Metamorfosi” di Ovidio, composta dall’1 all’8 d.C.

   Il “poema-mondo”, come da alcuni esegeti è stato definito, costituisce una summa del genere epico precedente all’Autore: poema cosmogonico sulle orme di Esiodo ma anche didascalico, laddove assume, come giustificazione al perenne mutamento dei corpi, la teoria della metempsicosi  pitagorica.

   A differenza degli illustri predecessori del genere epico, in modo particolare Omero e Virgilio, Ovidio non concentra su un unico eroe il dipanarsi della vicenda mitica ma moltiplica i personaggi che si susseguono in un ciclo continuo - perpetuum - di trasformazioni in una narrazione labirintica strutturata “a incastro” o “a cornice”.

Anche le divinità non sfuggono al principio del mutamento e sono viste nella loro dimensione privata e turbate da passioni umane.

   Se non esiste una personalità eroica unificante o un centro narrativo l’immagine del poema è, a detta di Charles Segal, “proprio la metamorfosi: non l’essere ma il divenire, non l’essenza ma l’esistenza, non l’eternità ma il cambiamento, non il messaggio ma il medium. E’ un mondo di emozioni labili, non di fatti; di tessiture, connessioni e tonalità piuttosto che di profili ben delimitati. […] L’arte latente del poema ne costituisce allo stesso tempo il tema e il contenuto evidente: ars adeo latet arte sua (X, 252: “tanta è l’arte che nell’arte si cela”)”.

   Italo Calvino vede nella “leggerezza” e nella “rapidità” i pregi della scrittura di Ovidio e associa il procedimento compositivo dell’autore latino al “principio del cinematografo: ogni verso come ogni fotogramma dev’essere pieno di stimoli visuali in movimento.”

   Il poeta W. H. Auden affermava che le Metamorfosi sarebbero state il poema del XXI secolo e, a ben pensarci, la fluidità e il perenne divenire del narrare ovidiano ben si addicono alla visione contemporanea della “società liquida”  teorizzata da Zygmunt Bauman.

   Ma Ovidio è stato autore amato e imitato in molte epoche: nel Medioevo l’aetas Ovidiana, tra l’XI e il XII secolo, vede concentrarsi l’interesse sui carmina amatoria come fondamento dell’amor cortese e sulle Metamorfosi come “enciclopedia” del mito classico. Nel Rinascimento il poema ariostesco con la sua struttura labirintica richiama la fuga compositiva del modello ovidiano. La letteratura barocca assorbe da Ovidio la lezione della molteplicità e il gusto della accumulazione, nonché il principio fondativo stesso della metamorfosi: nell’Adone di G.B. Marino il cuore del giovane amato da Venere, ucciso da un cinghiale, viene trasformato in un bellissimo fiore di anemone.

 

   Altro campo di indagine imprescindibile è quello relativo al rapporto di Ovidio con il suo tempo. Sappiamo dai testi successivi alle Metamorfosi, in modo particolare dai Tristia e dall’Epistolae ex Ponto, che il Poeta cadde in disgrazia sotto il principato di Augusto e subì la relegatio a Tomi (l’odierna Costanza) sul Mar Nero, dove morì nel 17 d.C.

“Duo crimina, carmen et error” con queste parole Ovidio stesso nei Tristia fa cenno alla sua disgrazia. Il “carmen” è stato identificato, con una certa sicurezza, con l’Ars amatoria, testo che poteva, soprattutto nell’ultimo libro, non essere in linea con la politica moralizzatrice intrapresa da Ottaviano; per l’“error”si ipotizza un coinvolgimento del Poeta nello scandalo che vide protagonista Giulia Minore, nipote del princeps. Ovidio, nonostante le suppliche, non fu mai perdonato.

   A noi sembra che meglio di ogni altro il Poeta abbia saputo interpretare lo spirito di un’epoca: non era, in fondo, il cambiamento istituzionale di Ottaviano dalla res publica al principato una “metamorfosi” politica?
Non sarà stato un caso che Giuliano l’Apostata ne “I Cesari” attribuì allo scaltro Ottaviano l’appellativo di  “camaleontico”…

 

Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche  presso l’Università degli Studi di  Urbino, è docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino. E’ componente del Consiglio Direttivo dell’”Associazione Amici della Prosa” per il triennio 2015-2017, ente per il quale cura il rapporto con le scuole. Nell’ambito del GAD Festival 2014 e 2015 ha partecipato all’iniziativa “Autori in anteprima”. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale) a progetti  indirizzati agli studenti delle scuole superiori  per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini”, promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani. E’  inoltre  tra gli organizzatori  e componenti della giuria del premio letterario “La donna si racconta”.Nel  novembre 2015  ha tenuto un ciclo di incontri sulla Vita nova di Dante, presso la Biblioteca Oliveriana, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.

Il ciclo di conferenze su Ovidio a cura di Claudia Rondolini – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Prossimi appuntamenti della rassegna presso la Biblioteca Oliveriana alle ore 18.00:

giovedì 16 marzo 2017, Metamorfosi: la poeticità del mutevole

giovedì 23 marzo 2017, Storie di eroi ed eroine

giovedì 30 marzo 2017, Il mito nel tempo

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

100 anni di storia postale della provincia di Pesaro e Urbino

Ente Olivieri e Circolo Filatelico Numismatico Pesarese di nuovo insieme sulla ribalta filatelica. 

Dopo la mostra organizzata nel 2014, in occasione dell’emissione da parte di Poste Italiane del francobollo dedicato alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro, l’Ente, con la collaborazione del Circolo Filatelico, allestirà una mostra denominata “100 anni di storia postale della provincia di Pesaro-Urbino”, che sarà inaugurata sabato 4 marzo, alle ore 10, nella sede  della Biblioteca Oliveriana,  via Mazza, 97. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 11 marzo 2017, secondo gli orari della biblioteca (lunedì-venerdì, 8. 30- 18.45, sabato 8.30-13.00).

Sarà esposta una selezione della collezione di storia postale che il curatore, Romano Casabianca, pesarese, socio del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese, ha donato all’Ente Olivieri:  un’ampia raccolta di documenti postali (lettere, cartoline, documenti ricchi di annulli, bolli e timbri, alcuni di notevole pregio)  dal periodo pontificio all’epoca contemporanea,  che formano un pregevole “unicum”, riguardante le località che storicamente hanno avuto nella provincia la dimensione istituzionale di comune, esercitandone le relative funzioni.

La mostra, che proporrà una selezione di circa 250 fogli (ciascuno con uno, o più documenti  postali, fra i più significativi), si ripromette di conseguire importanti obiettivi: valorizzazione e divulgazione della filatelia; conoscenza, da parte di un vasto pubblico, del patrimonio della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (nel caso di specie documenti di storia postale, che non sono particolarmente noti);  arricchimento culturale dei soci del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese e della cittadinanza; incremento della cultura filatelica di base della comunità: condizione indispensabile per favorire l’accrescimento del collezionismo filatelico.

La storia postale è il frutto di un collezionismo che non si limita soltanto alla lettura del francobollo, ma che studia in modo comparato l’organizzazione dei servizi postali, concentrando la sua attenzione sull’intero documento postale, sull’oggetto cioè, inoltrato attraverso il servizio postale. La storia postale è  destinata ad avere un crescente interesse, perché, essendo in grado di approcciare personaggi e avvenimenti storici con il fascino dei documenti postali, supera il concetto di “raccolta di francobolli”  e sviluppa quello di “ricerca e di testimonianza”.

Il Consiglio Direttivo del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese ha richiesto l’attivazione, nella mattina del 4 marzo prossimo, nella sede della mostra,  dell’Ufficio Postale Distaccato di Poste Italiane, dotato di annullo speciale figurato, secondo bozzetto dell’artista pesarese, Clemente Rizzatti , socio del circolo, che si ringrazia e ha dato alle stampe una cartolina ufficiale commemorativa della mostra e un erinnofilo, che potranno essere acquisiti  sia nella mattina del 4 marzo, sia durante l’apertura della mostra.

                                                                                                                                             

Ingresso libero

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.pu,it

Teologia e libertà - Luigi Alfieri

TEOLOGIA e LIBERTÀ

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Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

Il 3 marzo 2017 alle ore 17,00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana il prof. Luigi Alfieri, ordinario di Antropologia sociale presso la Scuola di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, terrà il secondo incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Erasmo, Moro, Müntzer: tra riforma, utopia e rivoluzione.

La categoria storiografica “Rinascimento” produce enormi difficoltà riguardo all’inquadramento dei fenomeni che vi ricadono. Tendiamo a isolarla, quasi un’“epoca d’oro” fuori del tempo, oppure, la consideriamo come l’inizio del nostro mondo, l’avvio della “modernità”. Dovremmo ripensarla come la fine, grandiosa e tragica, del Medioevo. In  particolare, come l’esplosione finale di tensioni e conflitti che attraversavano la Chiesa, e il mondo cristiano in generale, già da secoli. Il vero e proprio conflitto tra Lutero e il Papato non scoppia subito, con le 95 Tesi, ma nel momento in cui Lutero riconosce pubblicamente di condividere aspetti della teologia hussita, in cui a propria volta confluiscono elementi di valdismo, di patarinismo ecc. La Riforma è un punto di coagulo di fermenti antichissimi che esplodono a contatto con altri fermenti sociali e politici: il rapporto tra principi tedeschi e impero, le frustrazioni della piccola nobiltà, l’insopportabilità della condizione dei contadini. Lutero e Müntzer, divisi da un odio feroce, esprimono le due tendenze opposte di una linea che potremmo comunque definire rivoluzionaria. Lutero sposa la causa della piccola nobiltà e le rivendicazioni di autonomia dei principi, Müntzer collega l’attuazione della purezza cristiana e il sovvertimento dell’ordine sociale. Erasmo e Moro incarnano piuttosto, nobilmente, una linea conservatrice, perseguendo una linea di riforma e purificazione all’interno delle istituzioni. Müntzer sarà sconfitto, Lutero vincerà ma ad un prezzo pesantissimo, Moro pagherà con la vita la ricerca di un equilibrio impossibile, Erasmo morirà tanto venerato quanto isolato, sconfitto dalla sua stessa incapacità di schierarsi.  

Luigi Alfieri (Siracusa, 1951) è ordinario di Antropologia sociale nella Scuola di Scienze Politiche e Sociali, di cui è Presidente, presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”. Si è occupato del pensiero di Nietzsche, di Hegel, di mitologia e di simbolica politica, con particolare attenzione al problema del rapporto tra violenza e ordine. Ultimamente si è dedicato alla delineazione di un’antropologia filosofica della guerra. Tra le sue pubblicazioni, si ricorda La stanchezza di Marte. Variazioni sul tema della guerra, Perugia, Morlacchi, 2008, II ed. accresciuta 2012. 

I prossimi incontri:

mercoledì 5 aprile: Franco Cardini, Da Bartolomè De Las Casas alle reducciones guaranì: tra la scoperta del nuovo mondo e la ricerca di un mondo nuovo

venerdì 5 maggio: Graziano Ripanti, , Franz Rosenzweig: tra teologia ebraica e suggestione cristiana

giovedì 1° giugno: Carmelo Dotolo, Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcìa, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo

fine giugno (data da definire): Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti, Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Plauto - a cura di Roberto M. Danese

Plauto, il teatro comico antico e la cultura europea  è il titolo del primo incontro del ciclo su Plauto che Roberto Mario Danese, docente di Filologia classica, Fortuna della cultura classica, Letteratura e cinema presso l'Università di Urbino “Carlo Bo”, terrà martedì 7 febbraio alle 18.00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza 97 – Pesaro).

Plauto è stato un grande drammaturgo della Roma antica, ma, in qualche modo, è anche un nostro grande contemporaneo. Il suo teatro comico, raffinatissimo e popolare, di grande rigore stilistico e di immediata presa sul pubblico, fu celeberrimo e venerato per tutta l'antichità, ma è rimasto sempre vivo e ha continuato a rinascere nei secoli successivi attraverso traduzioni, imitazioni, riscritture, che hanno dato vita alla grande commedia moderna e contemporanea, ormai diversa e lontana da Plauto, ma impossibile da concepire senza Plauto. Molière, Shakespeare, Ariosto, Machiavelli, Bibbiena, Lope de Vega, von Kleist e, se vogliamo, anche Pasolini e Saramago non avrebbero fatto tutto ciò che hanno fatto senza Plauto. I personaggi, gli episodi e le situazioni delle sue commedie sono diventati gli 'ingredienti' essenziali per intrecci comici di tutti i tempi, dal teatro, alla letteratura, al cinema. E l'efficacia, la trascinante 'forza comica' del teatro di Plauto funzionano ancora oggi sulle scene: Pseudolo, Pirgopolinice, Anfitrione e Sosia, le geniali maschere inventate da Plauto, continuano a far ridere noi come facevano ridere i Romani più di duemila anni fa.

Nel corso di questi brevi incontri cercheremo di capire come lavorava Plauto, perché le sue opere sono ancora importanti per noi e in che modo sopravvivono (e godono di buona salute) nella cultura del nostro tempo. Vedremo insomma perché Plauto è un marchio di qualità ora e sempre, un patrimonio dell'umanità che è necessario studiare, conservare e, soprattutto, rispettare.

 

Roberto Mario Danese è professore di Filologia classica, Fortuna della cultura classica, Letteratura e cinema nell'Università di Urbino Carlo Bo, dove dirige il Centro Internazionale di Studi Plautini. Si occupa di teatro latino arcaico e in special modo del teatro di Plauto, contribuendo all'Editio Plautina Sarsinatis. Nell'Ateneo urbinate ha fondato il Centro Teatrale Universitario Cesare Questa e dirige il Master Professionisti dell'Informazione Culturale. Fra i suoi studi sono comprese la filmologia, la ricezione dell'antico nella cultura moderna e contemporanea, l'antropologia del mondo antico, la traduzione per la scena, l'ecdotica dei testi teatrali antichi. È membro del Centro Studi sull'Atellana e, presso l'Università di Siena, del Centro Antropologia e Mondo Antico.

Il ciclo di conferenze su Plauto a cura di Roberto Mario Danese – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino

e del Comune di Pesaro e la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale. Ufficio VI-Ambito territoriale di Pesaro e Urbino e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Prossimi appuntamenti della rassegna presso la Biblioteca Oliveriana alle ore 18.00:

martedì 14 febbraio 2017

Plauto e il teatro moderno e contemporaneo: riscrivere e riportare sulla scena un classico

martedì 21 febbraio 2017

Plauto oggi fra letteratura teatro e cinema: istruzioni per l’uso

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Il giocoso del Furioso con Stefano Bartezzaghi

“L’aventurosa sua fortuna”.

Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso

 

dicembre 2016 / febbraio 2017

auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.), ore 18.00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Venerdì 3 febbraio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Stefano Bartezzaghi, docente di Semiotica e Teorie della creatività presso l’Università IULM di Milano, terrà una conferenza dal titolo Il giocoso del Furioso.

Una famosa definizione di Italo Calvino dice che l'Orlando Furioso è il poema che si rifiuta di incominciare e di finire. Possiamo leggerla anche nel senso che, nascendo come sequel, già solo per questo il libro invita a essere proseguito a sua volta, frammentato, ritradotto in immagini, in drammi e melodrammi, in gioco. Battaglie, zuffe, amori, incantesimi, viaggi, mattane ricevono nei versi di Ariosto una rappresentazione che è già figura e si rendono disponibili alla ripetizione, alla variazione, al commento,  e questa disponibilità all'apertura intertestuale e crossmediale è una caratteristica che parla molto chiaro e che forse solo oggi è possibile intendere appieno.

Come dice Lina Bolzoni, sotto il testo di Ariosto corre un invito incessante alla lettura come viaggio, come acquisizione di una diversità di punti di vista e una revisione dei propri parametri di verosimiglianza; inoltre il gioco, il teatro, l'immagine, la magia sono già presenti nel testo. Che i posteri ne abbiano ricavato materialmente e vi abbiano sovrapposto spettacoli, illustrazioni, magie e giochi è allora semplicemente una risposta: l'accettazione del grande gioco a cui il poema li ha invitati.

Stefano Bartezzaghi (Milano, 1962) è un enigmista, un giornalista (collabora con La Repubblica, Vanity Fair), un docente universitario (insegna Semiotica e Teorie della creatività alla IULM di Milano). Ha scritto libri su storie e tecniche di giochi di parole, sul rapporto fra gioco e letteratura (Scrittori Giocatori, Einaudi, 2010; Una telefonata con Primo Levi, Einaudi, 2012), sul concetto di creatività (Il falò delle novità, Utet, 2013). Le sue pubblicazioni più recenti sono La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network: a che gioco stiamo giocando (Utet, 2016) e Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico (Bompiani, in corso di pubblicazione).

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info. Tel. 0721 33344 ;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

Teologia e libertà

TEOLOGIA e LIBERTÀ

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Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

 

A 500 anni dalla pubblicazione di Utopia di Tommaso Moro e dalla rottura della Chiesa di Roma con l'avvio dello scisma luterano la Biblioteca Oliveriana di Pesaro in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” di Urbino promuove un ciclo di incontri di natura storica su temi teologici a partire da alcuni testi conservati presso l’Oliveriana.

La più antica istituzione culturale di Pesaro intende esplorare un ambito del pensiero umano che fuoriesce in modo evidente da quelli frequentati finora, tramite conversazioni su autori e figure emblematiche, riscoprendo teologi, filosofi e pensatori – spesso “di frontiera”, quasi sempre di matrice cristiana – tesi all’incontro con altre teologie e culture, fino a determinare, in alcuni casi, una vera e propria sperimentazione di modelli civili e sociali. L’intento è di coinvolgere un pubblico più vasto, rispetto agli specialisti, su alcuni passaggi decisivi della storia europea e mondiale: momenti storici che si sono intrecciati con fenomeni religiosi e con diverse visioni teologiche, di cui sono rintracciabili tracce significative all’interno del patrimonio bibliografico dell’Oliveriana.

 

L'idea è mettere a fuoco l'intreccio teologia/libertà a partire dal XV secolo,  iniziando dall'originale opera del monaco umanista camaldolese Ambrogio Traversari, figura-ponte tra la Chiesa di Roma e la Chiesa d'Oriente a metà del '400, in particolare durante i lavori del concilio di Ferrara/Firenze, una figura in parte anticipatrice di alcuni aspetti e contenuti della Riforma del secolo successivo; il 30 gennaio 2017 alle ore 17,00 ne parlerà nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana il biblista e teologo camaldolese Salvatore Frigerio, a suo tempo curatore di una monografia sul Traversari.

A questo incontro ne seguiranno, con cadenza mensile, altri cinque: il successivo, con Luigi Alfieri, dell’Istituto urbinate, si soffermerà sui tentativi di riforma all'interno della Chiesa di Roma – Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro – e all'interno delle chiese protestanti – Thomas Muntzer ; il terzo, con Franco Cardini, ci riporterà alle teologie e alle vicende del Nuovo Mondo tra '500 e '700 – da Bartolomé de Las Casas alle reducciones guaranì; il quarto, con il filosofo Graziano Ripanti della Comunità dei Frati minori di via Passeri, cercherà di attualizzare l’originale figura del filosofo tedesco Franz Rosenzweig, figura sospesa all’inizio del Novecento tra ebraismo e cristianesimo; il quinto, con Carmelo Dotolo della Pontificia Università Urbaniana di Roma, proverà a ripercorrere le complesse vicende delle teologie latino-americane del XX secolo – dalla "teologia della liberazione" (Gustavo Gutierrez Merino), passando per il gesuita Rutilio Grande Garcia, fino alla corrente "teologia del popolo" (di cui è espressione Jorge Mario Bergoglio, l'attuale papa); il sesto, in forma di intervista di Marco Cangiotti, dell’Università di Urbino, a Mario Tronti, chiuderà il ciclo con una ricognizione sulle teologie politiche (ed economiche) europee del '900 tra Carl Schmitt, Ernst Bloch e Walter Benjamin.

 

 

AMBROGIO TRAVERSARI

tra esperienza monastica e umanesimo fiorentino

 

Ambrogio Traversari nacque il 16 settembre 1386 a Portico di Romagna, allora borgo della Romagna fiorentina. Era rampollo della famiglia dei Traversari che, perduta la signoria di Ravenna conquistata dai Da Polenta, si era ritirata nel piccolo borgo agli inizi del 1300. Figlio di Bencivenni e di Maria di Cenni Fabbri, all’età di 14 anni entrò, a Firenze, in un monastero benedettino di austera osservanza camaldolese, inoltrandosi nel cammino dell’ascesi monastica che lo impegnò per tutta la vita.

L’amico Niccolò Piccoli, conosciuto grazie all’abate Guidone, gli fu maestro nello studio e nell’approfondimento della lingua e della letteratura greca. Seguirono studi di teologia e l’apprendimento della lingua ebraica, di cui divenne maestro a sua volta. L’impegno culturale, monastico ed ecclesiale gli fece intessere una fittissima rete di rapporti con le maggiori personalità del suo tempo. Eletto priore generale della sua congregazione, ne curò la riforma e fu promotore del concilio di Firenze (1439) impegnandosi intensamente per il ritorno della Chiesa di Oriente e della Chiesa di Occidente all’unità da lui tanto desiderata. Morì pochi mesi dopo la chiusura del concilio, il 25 ottobre 1439.

 

Dom Salvatore Frigerio, nato a Como, è vissuto trent’anni a Milano dove ha studiato ed esercitato la professione di architetto fino al 1964, anno in cui è entrato nella congregazione dei Monaci Benedettini Camaldolesi presso l’eremo di Camaldoli. Ha affrontato successivamente a Roma gli studi teologici, biblici e liturgici presso la Facoltà teologica benedettina di S. Anselmo per proseguirli, in seguito, a Gerusalemme. Credendo fortemente nella laicità monastica non ha voluto ricevere l’ordinazione presbiteriale. A Camaldoli ha creato un laboratorio di arte liturgica nel quale si è dedicato al rapporto tra liturgia e architettura e alla progettazione di spazi liturgici, insegnando contemporaneamente Storia dell’arte e collaborando con accademie e facoltà universitarie.

Nel 1993 si è trasferito nel monastero di Fonte Avellana dove si è dedicato alla rivitalizzazione dello stesso monastero e a quella dell’identità camaldolese. Dal 1994 ha collaborato con un gruppo di lavoro della Regione Marche per la formulazione e la proclamazione, avvenuta nel 1996, della Carta di Fonte Avellana per la promozione del territorio appenninico. Nel 1997, con un gruppo di studiosi, ha creato il Collegium “Scriptorium Fontis Avellanae” con lo scopo di affrontare studi interdisciplinari intorno alle discipline umanistiche, con particolare attenzione alle provocazioni della storia contemporanea.

Dal dicembre 2007 è membro della comunità camaldolese dell’eremo di Monte Giove di Fano.

 

  

Ambrogio Traversari

Bibliografia Oliveriana

 

Palladius , De vita d. Ioannis Chrysostomi archiepiscopi Constantinopolitani, dialogus, Ambrosio monacho Camaldulense interprete, Venezia, Bernardino Vitali, 1533

 

Diogenes Laertius, De uita, & moribus philosophorum libri decem, nouissime iam post omnes omnium castigationes noua diligentia emendati, ad exemplaria Graeca diligenter collati, multisque uersibus, quos superiores editiones non habent, donati ... Cum indice in omnes libros locupletissimo, Colonia, Eucharius Cervicornus, 1535

Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Dionysius Areopagita, Opera. Translatio noua Ambrosii Florentini, philosophi, rhetoris & theologi luculentissimi, abbatisque generalis ordinis camaldulensis, Venezia, Al segno della Speranza, 1546

 

Diogenes Laertius, De vita et moribus philosophorum libri 10. Cum indice locupletissimo, Lione, eredi Sébastien Gryphius, 1559
Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Diogenes Laertius, De vita et morbus philosophorum libri 10. Recens ad fidem Graeci codicis diligenter recogniti. Cum indice locupletissimo, Lione eredi Sébastien Grypius, 1561

Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Ambrogio Traversari, Latinae epistolae a domno Petro Canneto abbate Camaldulensi in libros 25. tributae variorum opera distinctae, et observationibus illustratae. Adcedit eiusdem Ambrosii vita in qua historia litteraria Florentina ab anno 1192 usque ad annum 1440. ex monumentis potissimum nondum editis deducta est a Laurentio Mehus Etruscae Academiae Cortonensis socio, Firenze, Tipografia Cesarea, 1759

 

Ambrogio Traversari, Traversariana: dieci lettere nuove del b. Ambrogio camaldolese e varie osservazioni sull’epistolario di lui pubbicate per il 5. Centenario della morte; seguono alcune lettere di Andrea (Fiocchi) da Firenze, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1939

 

Salvatore Frigerio, Ambrogio Traversari: un monaco e un monastero nell’umanesimo fiorentino, Camaldoli, Edizioni Camaldoli, 1988


Racconti di città. Concorso per scrittori e fotografi

Storie da musei, archivi e biblioteche:

concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire

 (V edizione speciale di Storie da biblioteca per MAB Marche)

 

 

Musei, archivi e biblioteche da raccontare in un concorso promosso dal MAB Marche

Cosa succede quando un gruppo di scrittori e fotografi si danno appuntamento nei nostri musei, archivi e biblioteche per raccontarne in quattro ore le peculiarità e scovarne i tesori nascosti? Di certo si tratterà di un meraviglioso viaggio al centro di un mondo tutto da scoprire, anche se ci appartiene già.

Ecco allora che il MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da ICOM, ANAI e AIB) in collaborazione con la Regione Marche – Assessorato alla Cultura e Servizio Politiche Sociali, l’Ombudsman delle Marche, l’Associazione culturale RaccontidiCittà e con StreetLib propone la quinta edizione di un concorso rivolto a tutti gli appassionati di lettura, scrittura e fotografia.

Gli elaborati racconteranno le istituzioni culturali e l’importanza che esse rivestono per le loro comunità di riferimento, con una particolare attenzione al tema della “cura”.

Armati di penna e macchina fotografica, avventuriamoci dunque fra le sale dei musei e tra i documenti di archivi e biblioteche in questo appassionante tour per ricostruire un’immagine dei nostri istituti culturali che vada al di là di ogni stereotipo.

La Biblioteca Oliveriana di Pesaro partecipa al concorso e gli aspiranti scrittori e fotografi sono invitati per giovedì 2 febbraio alle ore 14. Per iscriversi è necessario scaricare il modulo di iscrizione alla pagina http://www.mab-italia.org/index.php/comitatati/mab-marche/item/187-storie-da-biblioteca e seguire le indicazioni riportate. Prima dello svolgimento delle prove i partecipanti saranno inviati a visitare le “stanze segrete” dell’Oliveriana e verrà loro brevemente illustrata la storia dell’istituto pesarese e delle sue collezioni.

Per i vincitori, pubblicazione di un’antologia in eBook attraverso la piattaforma
StreetLib Selfpublish, buoni offerti da StreetLib da spendere nella piattaforma StreetLib Edit ed eReader offerti da MAB Marche.

Per informazioni
http://www.raccontidicitta.it/ cell.: 339 2971384; Biblioteca Oliveriana – biblio.oliveriana@provincia.ps.it, tel. 0721.33344

La strada per Pesaro. Irene Kriwcenko

La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

Da Kharkov a Pesaro: la storia di Irene Kriwcenko

Per non dimenticare

 

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione giunge al quinto appuntamento.

Dopo le appassionanti storie del poeta Nino Pedretti, delle partigiane Lea e Sparta Trivella, del botanico e naturalista Aldo J. B. Brilli-Cattarini e dello scrittore Dino Garrone è la volta di un’altra grande protagonista femminile: Irene Kriwcenko.

Un appuntamento che avrà luogo martedì 24 gennaio (nella settimana in cui viene celebrata il Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah) alle ore 18.00 presso l’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) e realizzato dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” in collaborazione con l’Ente Olivieri di Pesaro e il contributo di Arthemisia Group.

Di origine ucraina, nata a Karkhov nel 1924 – quando già da due anni l’Ucraina è una Repubblica Socialista Sovietica -, nel 1942, poco più che adolescente, Irene Kriwcenko viene deportata dai nazisti a Magdeburgo, in Germania, dove è costretta a vari tipi di lavoro forzato.

Durante la permanenza nel lager della ditta Shäffer und Budenburg conosce un italiano: Ivan Gramaccioni, Militare Internato. Irene e Ivan rimangono nelle baracche dei campi fino al momento della Liberazione, nel ’45, e nel settembre dello stesso anno si sposano in Italia.

Dopo un breve periodo trascorso ad Acqualagna, paese natale di Ivan, la giovane coppia si trasferisce a Pesaro. Irene (che morirà a Pesaro nel 2012), sarà tra i fondatori dell’Inlingua School pesarese e lavorerà come traduttrice ad Ancona, Rimini, Urbino e anche alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Nel 2010 è stato pubblicato un interessante volume (vincitore, l’anno dopo, della XII edizione del Premio di Scrittura femminile "Il paese delle donne") intitolato La deportazione femminile. Incontro con Irene Kriwcenko. Da Kharkov a Pesaro una storia in relazione”, curato dalle studiose Maria Grazia Battistoni, Rita Giomprini, Anna Paola Moretti, Mirella Moretti, con la prefazione di Daniela Padoan. Tramite un rigoroso lavoro di ricerca storico-geografica la testimonianza di Irene Kriwcenko è stata posta in relazione dalle stesse Autrici con i tragici avvenimenti dell’epoca e con altre testimonianze di deportazione femminile.

E proprio Maria Grazia Battistoni e Anna Paola Moretti saranno le ospiti relatrici dell’incontro.

Dopo la ricostruzione del percorso biografico di Irene Kriwcenko - affidato alle letture di Jessica Tonelli, Lorenzo Quaranta e Susanna Berti, corredate da un ricco supporto documentario e iconografico (gentilmente messo a disposizione da Elena Gramaccioni, figlia di Irene Kriwcenko) – la parola passerà alle due relatrici.

A Grazia Battistoni spetterà il racconto dell’incontro con Irene e della sua preziosa testimonianza, esemplare intreccio di memoria individuale e storia collettiva.

Anna Paola Moretti inquadrerà la deportazione all'interno della guerra totale e parlerà delle “diverse deportazioni”, dei vari tipi di lager nazisti e delle deportazioni dall'Italia.

Un’attenzione speciale sarà dedicata all’importanza delle memorie delle sopravvissute per comprendere la deportazione femminile, le strategie di sopravvivenza e il trauma del ritorno alla quotidianità e alla “normalità”.

Concluderà la serata un omaggio musicale alla memoria della Shoah del violoncellista Vladimir Zubinski.

Un’altra buona occasione per non dimenticare.

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro.  Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi, attori come Annibale e Ave Ninchi, partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini, sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera. E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

Con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro (Presidenza del Consiglio, Assessorati alla Bellezza e alla Crescita), Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ufficio VI – Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino) e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

 

Info www.oliveriana.pu.it; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; tel. 0721 33344

Ariosto oggi

“L’aventurosa sua fortuna”.

Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso

 dicembre 2016 / febbraio 2017

auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.), ore 18.00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Sabato 21 gennaio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Stefano Jossa, docente presso la Royal Holloway University of London, terrà una conferenza dal titolo Ariosto oggi.

Tolkien, Borges, Calvino, Jim Jarmusch e Silvio Soldini: che c'entrano con Ariosto? Tradizionalmente considerato il "campione del Rinascimento italiano", l'Orlando furioso viene sempre più spesso riproposto come il classico che meglio ci consente di interpretare ed esprimere il nostro tempo di ricerche espressive, dubbi esistenziali e incertezze politiche. A partire da riletture e riscritture di autori contemporanei, dalla letteratura al cinema, alla pittura e ai fumetti, si discuterà dei motivi per cui un poema di cinquecento anni fa può essere ancora tanto produttivo nella cultura contemporanea. 

 

Stefano Jossa insegna letteratura e cultura italiane alla Royal Holloway University of London. Tra i suoi libri più importanti si segnala la monografia su Ariosto pubblicata da il Mulino nel 2009, oltre a vari studi sulla letteratura e identità italiana (L'Italia letteraria, il Mulino, 2006; Un paese senza eroi. L'Italia da Jacopo Ortis a Montalbano, Laterza, 2013; Scritture di resistenza. Sguardi politici dalla narrativa italiana contemporanea, Carocci, 2014).

 

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ultimo appuntamento della rassegna presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio (g.c.), ore 18,00:

venerdì 3 febbraio 2017

Stefano Bartezzaghi, Università IULM di Milano

Il giocoso del Furioso

I quattro tremori del giardino

I quattro tremori del giardino

di Jean Portante

 

Lunedì 16 gennaio 2017, alle ore 11.00,  nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97), il Liceo Artistico “Scuola del Libro” di Urbino, in collaborazione con la Biblioteca Oliveriana, organizza un incontro con il poeta Jean Portante, nato nel 1950 a Differdange (Lussemburgo) da genitori italiani, provenienti dall'Abruzzo. L'autore presenterà il suo libro di poesie, I quattro tremori del giardino (La vita felice, Milano, 2016), ultima produzione di un corpus che comprende una quarantina di libri tra poesie, romanzi, saggi, e pièces teatrali, tutti ampiamente tradotti.

Il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Pesaro-Urbino, dott.ssa Marcella Tinazzi, e il Dirigente della “Scuola del Libro” di Urbino, prof.ssa Bianca Maria Pia Marrè, indirizzeranno un saluto all'autore e al pubblico presente. Seguirà l'inaugurazione della mostra di illustrazioni dedicate al libro di poesie presentato da Jean Portante, realizzate dagli allievi del I e II Perfezionamento della “Scuola del Libro” di Urbino.

La mostra resterà aperta dal 16 gennaio al 18 febbraio 2017 con il seguente orario: dal lunedì al venerdì, ore 8.30-18.30, sabato ore 8.30-13.00.

Jean Portante, membro dell’Académie Mallarmé di Francia dal 2006, ha ricevuto diversi premi tra cui il Grand Prix d’automne della Société des gens de lettres (2003) e il Prix National del Lussemburgo (2011), entrambi per l’insieme della sua opera; il Prix Mallarmé per il libro L’étrange langue e due volte il Prix Servais, nel 1993 per il miglior libro dell’anno in Lussemburgo con il romanzo Mrs. Haroy ou la mémoire de la baleine e nel 2016 con il suo ultimo romanzo, L’architecture des temps instables.

Da venticinque anni Jean Portante si dedica a un grande lavoro di traduzione, importando nel campo letterario francofono importanti voci poetiche provenienti da altri paesi, come quelle di Juan Gelman, Jerome Rothenberg, Gonzalo Rojas, Jorge Boccanera, Ulrike Draesner, Maria Luisa Spaziani, Valerio Magrelli, Edoardo Sanguineti e molti altri. Dirige inoltre le riviste «Transkrit» in Lussemburgo e «Inuits dans la jungle» in Francia e le collane Cahiers latins delle edizioni Caractères et Les Passeurs d’Inuits delle edizioni Le Castor Astral.

 

Opere in traduzione italiana:

Aperto chiuso. Poesie. Edizione EUROMA, Roma, 1994

La morte del padre. Poesie. En plein edizioni, Milano, 1999

Mrs. Haroy o la memoria della balena. Romanzo. Empiria. Roma, 2009.

La cenere delle parole. Poesie. Empiria, Roma, 2011.

Voglio dire. Poesie. La vita felice, Milano, 2012.

I quattro tremori del giardino. Poesie. La vita felice, Milano, 2016

Meditazioni ariostesche. Passioni, follia, ironia nell'Orlando furioso

“L’aventurosa sua fortuna”.

Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso

 

dicembre 2016 / febbraio 2017

auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.), ore 18.00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Sabato 14 gennaio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Fabrizio Bondi, assegnista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, terrà una conferenza dal titolo Meditazioni ariostesche. Passioni, follia, ironia nell'Orlando furioso.  

L'intervento intende, anche alla luce delle più recenti acquisizioni della critica, tornare a interrogare alcuni elementi nodali dell'interpretazione del capolavoro ariostesco, a partire dal centrale problema della follia. Quest'ultima ha sempre rappresentato uno scoglio assai arduo per tutti i lettori del Furioso. Si tratta di un tema tragico o comico? Qual è il rapporto tra la “follia del mondo” e la peculiare follia di Orlando? E quali sono le analogie e differenze con le altre celebri rappresentazioni della follia dei grandi autori della modernità, da Erasmo a Cervantes?

Strettamente legati al tema della follia sono gli altri due nuclei, uno ancora tematico e l'altro retorico-stilistico: le passioni e l'ironia. Cosa si intende quando si afferma che l'Orlando furioso sarebbe un grande e variegato repertorio delle “passioni” umane? Cosa si intendeva per “passione” ai tempi di Ariosto? Infine, si toccherà il problema dell'ironia, cioè forse la principale categoria interpretativa che, a partire dall'età romantica, è stata applicata al poema. Attraverso la semantica storica, si cercherà di comprendere come ai tempi di Ariosto si intendeva il concetto che noi rubrichiamo sotto il termine “ironia”.

Le risposte a queste domande verranno cercate prima di tutto nel testo del poema, ma pure affidandosi largamente a quello specchio - rivelatore anche quando deformante - che è la ricezione: critica, ma soprattutto figurativa. Illustrazioni librarie e opere figurative ispirate all'Orlando saranno infatti, per così dire, le co-protagoniste della conferenza.

 

Fabrizio Bondi si è formato a Parma alla scuola di Marzio Pieri, perfezionandosi quindi alla Normale di Pisa (dove è attualmente assegnista di ricerca) sotto la guida di Lina Bolzoni. È stato per due anni borsista all’Istituto Italiano di Studi Storici Benedetto Croce di Napoli e Gastdozent all’Università di Münster in Westfalia. Si è occupato soprattutto di scritture rinascimentali, barocche e contemporanee, con una particolare attenzione agli intrecci e alle interazioni della letteratura con altre forme del discorso (politico, filosofico, storico, ecc.), nonché con altre arti e tipologie mediali. Ha edito la Maschera iatropolitica di Francesco Pona (Trento 2004) e il Trattato delle passioni dell’animo di Pomponio Torelli, in corso di pubblicazione per Guanda; in uscita è anche una sua monografia dal titolo Il principe per emblemi. Letteratura e immagini del politico fra Cinquecento e Seicento (Edizioni del Mulino). È stato organizzatore e direttore scientifico di alcuni festival di poesia contemporanea.

 

 

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana, a cura di Brunella Paolini.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

 

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

 

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

 

 

Prossimi appuntamenti della rassegna presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio (g.c.), ore 18,00:

sabato 21 gennaio 2017

Stefano Jossa, Royal Holloway University of London

Ariosto oggi

 

venerdì 3 febbraio 2017

Stefano Bartezzaghi, Università IULM di Milano

Il giocoso del Furioso

Furiosi oliveriani - 17 dicembre 2017

Sabato 17 settembre l’Ente Olivieri propone un insieme di appuntamenti: l’inaugurazione di una mostra, la presentazione di un catalogo e l’avvio di un ciclo di conferenze. Il motivo conduttore è il 500° della prima edizione dell’Orlando furioso, nella consueta valorizzazione del patrimonio oliveriano.

Questa la sequenza delle iniziative:

Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – 61121 Pesaro) ore 16,30

Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana, mostra di cura di Brunella Paolini

Inaugurazione mostra e presentazione del catalogo Dall’Oliveriana. Due anni di esposizioni 2015-2016

Auditorium di palazzo Montani Antaldi (piazza Antaldi, 2 – 61121 Pesaro) ore 18,00

“L’aventurosa sua fortuna”. Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso, ciclo di conferenze a cura di Chiara Agostinelli

Alle 16,30 si inizia con l’inaugurazione dell’esposizione Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana, organizzata a ricordo dei 500 anni dalla prima uscita dell’Orlando furioso, avvenuta il 22 aprile 1516 per opera di Giovanni Mazzocchi.

Per l’occasione, viene mostrata una consistente parte della collezione bibliografica donata alla Biblioteca Olivieriana dagli eredi di Giuseppe Picciola negli anni ‘50. Il fondo è costituito da qualche migliaio di volumi tra i quali spiccano in particolare le oltre cento diverse edizioni del poema ariostesco. Tra queste sono state selezionate quelle illustrate che, essendo il Furioso uno dei testi che maggiormente ha ispirato gli illustratori per i suoi caratteri fantastici e originali, si sono susseguite in gran numero dalla prima edizione di Giolito degli anni ’40 del XVI secolo, fino alle pubblicazioni a noi contemporanee. Nelle stanze oliveriane sarà possibile osservare come l’Orlando furioso, diventato già dalle prime edizioni un best seller della letteratura, sia stato variamente illustrato nel corso dei secoli. Si ricorderà, inoltre, la figura di Giuseppe Picciola, patriota irredentista e letterato, nato in Istria nel 1859 e morto a Firenze nel 1912, il quale visse a Pesaro per diversi anni dopo il matrimonio con Beatrice Vaccai e dove fu insegnante e preside.

Nel corso dell’inaugurazione, sarà presentato il catalogo di Brunella Paolini, Dall’Oliveriana. Due anni di esposizioni 2015-2016, che propone la narrazione anche attraverso immagini delle iniziative promosse dall’Ente Olivieri, a partire dal 750° della nascita di Dante all’anniversario di Aldo Manuzio, fino al ricordo dell’entrata italiana nella Grande Guerra, tutte realizzate con l’intento di far conoscere e promuovere il patrimonio oliveriano, in parte ancora ignoto a molti concittadini.

Come strenna natalizia, i partecipanti riceveranno in omaggio una copia del catalogo.

Alle 18,00 ci si trasferisce a palazzo Montani Antaldi.
Le celebrazioni per l’Orlando furioso proseguono infatti nell’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, dove inizierà il ciclo di conferenze, curato da Chiara Agostinelli, “L’aventurosa sua fortuna”. Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso. Un ciclo che intende offrire al pubblico occasioni per sondare alcuni aspetti della variegata fortuna dell’opera, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche, all’incisività di alcuni temi – come amore, follia e ironia – che più stabilmente si sono fissati nella memoria dei lettori, fino all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea,  fra cinema e letteratura; per chiudere, giocosamente, con un intervento sui meccanismi ludici del poema. Un’operaantica da riscoprire come cosa nuova, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.
Ad aprire il ciclo di conferenze sabato 17 dicembre 2016 è Serena Pezzini, coordinatrice del Centro di Elaborazione Informatica di Testi e Immagini nella Tradizione Letteraria (CTL) della Scuola Normale Superiore di Pisa, che racconterà “Il poema per figuras. Illustrazioni dell’Orlando furioso nelle edizioni del XVI secolo”. L’incontro sarà aperto da una lettura di Lucia Ferrati.

Serena Pezzini coordina il Centro di Elaborazione Informatica di Testi e Immagini nella Tradizione Letteraria (CTL) della Scuola Normale Superiore di Pisa. Fra le organizzatrici di alcuni importanti mostre dedicate negli ultimi anni all’Orlando furioso (Donne cavalieri incanti follia. Viaggio attraverso le immagini dell’Orlando Furioso, a Pisa; L’Orlando furioso e le arti. Testo e immagini, musica e teatro, all’Accademia dei Lincei di Roma), è autrice, fra l’altro, di numerosi saggi di argomento ariostesco pubblicati in riviste e volumi (fra questi L’Orlando Furioso nello specchio delle immagini, dir. da Lina Bolzoni, Roma, Treccani, 2014).

Prossimi appuntamenti del ciclo di conferenze, che si terranno sempre nell’auditorium (g.c.) di palazzo Montani Antaldi alle ore 18,00:

sabato 14 gennaio

Fabrizio Bondi, Scuola Normale Superiore di Pisa

Meditazioni ariostesche. Passioni, follia, ironia nell'Orlando furioso   

 

sabato 21 gennaio

Stefano Jossa, Royal Holloway University of London

Ariosto oggi

 

venerdì 3 febbraio

Stefano Bartezzaghi, Università IULM di Milano

Il giocoso del Furioso


L'iniziativa è organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con il Liceo T. Mamiani di Pesaro, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

 

Accesso libero fino ad esaurimento dei posti

Liberiamo l'Oliveriana - 2

Liberiamo l’Oliveriana - 2
Iniziativa di promozione e sensibilizzazione a favore della
Biblioteca Oliveriana di Pesaro

 

Domenica 20 novembre dalle 16.30 alle 18.30, in occasione della terza edizione di Santa Cecilia Street, durante la quale anche la Biblioteca Oliveriana sarà sede di una esibizione di Sebastiano Severi che al violoncello suonerà Paul Hindemith e Gaspar Cassadò (ore 17), si ripropone l’iniziativa Liberiamo l’Oliveriana - 2.

Tra i volumi “doppi” che, per mancanza di spazio, la Biblioteca Oliveriana non ritiene di conservare (molti di essi sono interessanti per lo stretto legame con la storia della città e del territorio), ne sono stati scelti alcuni da cedere, a offerta di modico valore, a chi visiterà la biblioteca: utenti abituali e cittadini, ma anche curiosi e turisti. La cessione di questi libri, oltre a liberare spazio, aiuterà ad attivare una raccolta fondi per l’acquisto di nuove collezioni.

A questa campagna di sensibilizzazione a sostegno della biblioteca possono contribuire tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati al mantenimento e sviluppo dell’antica istituzione cittadina. E tanti cittadini, che magari non ne hanno avuto fino ad oggi l’occasione, potranno finalmente visitare la Biblioteca Oliveriana e le sue collezioni.L’iniziativa sarà attiva fino al 23 dicembre nei normali orari di apertura della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì: 8,30-18,45; sabato 8,30-13).

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721-33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Il cardinale e l'erudito

 

IL CARDINALE E L’ERUDITO

Pesaro, l’Italia e l’Europa in mille lettere tra il cardinale Giuseppe Garampi di Rimini e il nobile Annibale Olivieri di Pesaro

La conferenza, a cura dell’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, in collaborazione con l’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani e con il Rotary Club Pesaro, che ha elargito una borsa di ricerca sull'argomento, si terrà sabato 5 novembre alle ore 17.30 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) – piazza Antaldi 2, Pesaro -.

Protetto dai mobili in legno massiccio della Biblioteca Oliveriana di Pesaro c’è un piccolo tesoro fatto di carta, inchiostro e di oltre mille timbri in ceralacca rossa: la corrispondenza privata tra uno dei più prolifici storici ed eruditi della Pesaro pontificia ed uno dei più influenti cardinali del XVIII secolo. Annibale Olivieri e Giuseppe Garampi, due spiriti affini che si sostennero ostinatamente l’un l’altro nel perseguire una vita degna di umanisti rinascimentali: fini eruditi, appassionati di storia e di antiquaria e bibliofili accaniti, il tutto sullo sfondo di un secolo impetuoso che avrebbe visto l’apice e la sanguinosa fine dell’Ancien Régime. La loro profonda e intensa amicizia fu fatta di pochi intensi e attesi incontri, ma soprattutto di un rapporto epistolare lungo mezza vita: quarantacinque anni di lettere che diventano oggi testimonianze privilegiate del loro rapporto e di un mondo che – nel bene e nel male – è scomparso più di due secoli fa.

L’epistolario Garampi-Olivieri è una vera e propria panoramica sul Settecento europeo. Ci dà una visione d’insieme passibile di essere scomposta ed analizzata mille volte, ottenendo ogni volta un quadro diverso analizzando le loro riflessioni politiche e teologiche, i resoconti di dispute nobiliari e questioni familiari, il valore prosopografico e storico dei dettagli sociali, economici e politici del tempo. Queste lettere permettono di guardare al XVIII secolo con uno sguardo puro, talvolta ingenuo, ma quasi mai mediato dai filtri che necessariamente vengono posti in opere coeve pensate per la pubblicazione e l’ampia circolazione. È un mondo smisurato che si compone davanti al nostro sguardo fluendo da timide confidenze, sincerità amicali e la struggente voglia di potersi confidare un giorno faccia a faccia, senza carta, inchiostro e i tremori dovuti all’irruenza della gioventù, alla fretta della maturità o ai tremori della vecchiaia.

L’epistolario Garampi è stato consultato e studiato da ricercatori di tutta Europa ma mai nessuno aveva pensato di effettuare un lavoro sistematico su tali documenti. La collaborazione fra Biblioteca Oliveriana e Rotary Club di Pesaro ha restituito prestigio a questo piccolo gioiello attraverso la completa digitalizzazione e trascrizione dei documenti, un’opera di indicizzazione dei migliaia di personaggi, opere, luoghi e istituzioni citati, nonché uno studio storico-letterario che emergerà con compitezza in una serie di articoli previsti per il prossimo futuro. Questa nuova tranche di studi ha inoltre permesso di rintracciare lettere inedite conservate presso l’Archivio Segreto Vaticano di Roma e di indirizzare ulteriori future ricerche verso gli archivi di Vienna e di Varsavia. Si tratta insomma di un lavoro di respiro europeo che apre spiragli di collaborazioni con alcune delle più importanti istituzioni culturali del continente.

Questo incontro porterà alla scoperta di due personaggi incredibili quali sono stati Annibale Olivieri e Giuseppe Garampi, interpreti lucidi e severi dei propri tempi, capaci di restituirci riflessioni e idee da prospettive inedite ed estremamente curiose. Si parlerà della vita di uno dei cardinali che ha cambiato i destini dell’Europa moderna, arrivando a sfidarne il suo più grande Impero; delle vicende e degli avvenimenti più particolari e incredibili di un secolo che ha cambiato per sempre la storia del mondo, ma soprattutto si parlerà di un’amicizia d’altri tempi che ha sfidato i secoli appoggiata sull’inchiostro di queste lettere, appassionata e vibrante come solo quella di due anime grandi poteva essere.

Francesco Del Bianco, pesarese (classe 1987), si diploma al liceo classico “T. Mamiani” di Pesaro per poi trasferirsi a Padova. Indirizzando i propri interessi verso la storia moderna e la storia delle religioni consegue la laurea triennale in Storia all’Università degli Studi di Padova discutendo una tesi sull’Antropologia e Psicologia delle Automutilazioni. Sempre all’Università di Padova consegue la laurea magistrale in Scienze Storiche, dedicandosi alla storia contemporanea extra-europea e presentando una tesi sui rapporti diplomatici sino-statunitensi e la politica statunitense dei diritti umani durante la Guerra Fredda. Prosegue il suo percorso accademico come studente e collaboratore del Centro Interuniversitario di Storia e Politica Euro-Americana. Durante l’esperienza universitaria inizia la sua collaborazione pluriennale con la Biblioteca Oliveriana, prima come tirocinante e poi come ricercatore storico per il “Gothic Ivory Project” in collaborazione con il Courtauld Institute of Art di Londra e infine per il progetto di censimento e mappatura preliminare del Fondo Perticari. Nel frattempo segue il progetto “Corrispondenza Garampi – Olivieri” in collaborazione con l’Archivio Segreto Vaticano in modo tale da rendere fruibile l’immenso epistolario settecentesco. Attualmente sta preparando una serie di articoli riguardanti l’epistolario stesso e la storia pesarese.

Con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Info www.oliveriana.pu.it; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; tel. 0721 33344

 

La carta. I sogni - Viaggi immaginari da una mappa del '500

LA CARTA. I SOGNI

 VIAGGI IMMAGINARI DA UNA MAPPA DEL ʼ500

CAIMMI-MONTANARI-NIGRAZ-GUIDI-RAFFAELLI-CELIJA-SPIDER-CERRI-B.ORCIARI-FERRI-MULAZZANI-E.ORCIARI-BARONCIANI-SMACCHIA

A cura di Marco Savelli

Mostra dei disegni di 14 illustratori ispirati alla Oliveriana World Map, una carta nautica del 1508 conservata presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro.

Sala dello Zodiaco della Biblioteca Oliveriana

Inaugurazione sabato 22 ottobre 2016 ore 16,30

 Sarà presente Antonio Faeti

Le ricorrenze sono eventi tristi, scandiscono il tempo che se ne va senza curarsi di noi. Tuttavia il senso dell’attività umana si realizza nelle opere che produce e nel ricordo delle stesse.
La mostra La carta. I sogni. Viaggi immaginari da una mappa del ‘500 nasce appunto da più opere, da una ricorrenza e dal ricordo di un amico.

L’amico è Alberto Barbadoro, artista poliedrico, promotore di rassegne d’arte e curatore di mostre a Pesaro e altrove, dal 2010 graphic designer della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, prematuramente scomparso nell’estate del 2015: a un anno dalla sua morte, l’Ente Olivieri ne rinnova il rimpianto e il ricordo.

Una decina di anni fa poi, proprio nel 2006, Alberto Barbadoro propose nel Centro Arti Visive Pescheria una mostra intitolata Ai confini della realtà. L’arte dell’illustrazione dedicata a giovani illustratori di Pesaro. Forse non tutti i pesaresi lo sanno, ma nella loro città esiste una superlativa “scuola” di illustratori, che Barbadoro seppe invece riconoscere e incoraggiare, artisti che spesso hanno il comune denominatore della Scuola del Libro di Urbino o della scuola grafica di Massimo Dolcini e che in questi anni si sono imposti a livello nazionale e talvolta anche fuori d’Italia. Li abbiamo rintracciati proprio partendo dal catalogo del 2006, abbiamo convenuto su una collaborazione che innovasse la linea di comunicazione della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, abbiamo infine proposto loro una mostra di loro disegni suggerendo un tema, il grande Mappamondo Oliveriano, la carta nautica del 1508 che è uno dei tesori della biblioteca pesarese.

Il risultato è la mostra La carta. I sogni. Viaggi immaginari da una mappa del ‘500.  Il catalogo che l’accompagna è così un’occasione per discorrere del patrimonio oliveriano, la cui ricchezza è ogni volta una sorpresa, e per promuovere senza esitazione la modernità riflettendo sul passato e sul presente. Con i più vivi ringraziamenti a Franco Cardini, che ha prefato il catalogo, ad Antonio Faeti, che ha commentato le illustrazioni, a Marco Savelli, che ha ideato e diretto l’impresa.

(Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani; dall’introduzione del catalogo della mostra)

La mostra sarà visitabile fino al 30.11.2016 negli orari di apertura della Biblioteca (da lunedì a venerdì 8,30-18,45/sabato 8,30-13,00).

Il catalogo della mostra sarà in vendita presso la Biblioteca Oliveriana al prezzo di 16 euro; per il solo giorno dell’inaugurazione al prezzo scontato di 12 euro.

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e in collaborazione con Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Info www.oliveriana.pu.it; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; tel. 0721 33344

Storie di città. Pesaro

Una comunità a cavallo di due secoli

 

La conoscenza del passato, che già in sé è un’affascinante esperienza, è altresì una competenza che forgia la coscienza civile dei cittadini. Anche per questo l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani presenta nei quattro venerdì di ottobre 2016 un ciclo di conversazioni di storia, denominate Storie di città. Pesaro. Una comunità a cavallo di due secoli, che propongono spunti di riflessione su momenti diversi della storia contemporanea di Pesaro: la città prima e dopo il momento dell’unità nazionale, la difficile posizione dei cattolici dal non expedit al patto Gentiloni, la terribile prova del conflitto mondiale e, infine, la città nel regime fascista.

 

Questo il programma:

 

venerdì 7 ottobre, ore 17,30

Riccardo Paolo Uguccioni

Pesaro tra Stato pontificio e Regno unitario

 

Venerdì 14 ottobre, ore 17,30

Ernesto Preziosi

I cattolici a Pesaro tra Otto e Novecento

 

Venerdì 21 ottobre, ore 17,30

Luca Gorgolini

Pesaro e la sua provincia nella Grande guerra

 

Venerdì 28 ottobre, ore 17,30

Paolo Giovannini

Pesaro nel ventennio fascista

Le conferenze si svolgeranno nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana - via Mazza 97 – Pesaro.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

 

Riccardo Paolo Uguccioni è presidente dell’Ente Olivieri. Ha fondato con amici la Società pesarese di studi storici, di cui è presidente e della cui rivista, “Studi pesaresi”, è direttore responsabile.  Già docente a contratto di Storia moderna presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Urbino, è socio deputato della Deputazione di storia patria per le Marche, dell’Accademia agraria di Pesaro e dell’Accademia Raffaello di Urbino. Ha studiato aspetti di storia politica, sociale ed economica dell’Ottocento napoleonico e pontificio, occupandosi fra l’altro di censura politica, procedura giudiziaria, brigantaggio, viabilità, ferrovie, comunità ebraiche, leva militare, ecc., e approfondendo di recente il tema della carboneria. 

La conversazione investe il complesso periodo che, dopo la restaurazione del 1815, vede il diffondersi di nuove tendenze culturali e l’insorgere di nuove aspirazioni politiche cui lo Stato pontificio, sebbene non insensibile a certe novità, per sua stessa natura non potrà adattarsi. Anche dopo l’Unità nazionale, del resto, Pesaro vive una lacerazione tra patrioti progressisti e moderati, gli uni e gli altri portatori di esigenze contrapposte.

 

Ernesto Preziosi, oggi deputato al Parlamento, ha operato presso l'Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, come direttore delle Pubbliche Relazioni. Presiede il Centro studi storici e sociali (Censes). Già docente a contratto di Storia contemporanea e di Storia dei movimenti e dei partiti politici presso l'Università di Urbino, è autore di diversi saggi tra cui Educare il popolo: azione cattolica e cultura popolare tra '800 e '900 (2003); L'alfabeto sociale. Introduzione alla Dottrina sociale della Chiesa (2004); Il Vittorioso. Storia di un settimanale illustrato per ragazzi (2013). Tra i contributi afferenti a Pesaro e provincia ricordiamo: Giovani cattolici a Pesaro tra '800 e '900: origine e primi sviluppi del circolo S. Terenzio martire, 1992; Per un profilo religioso della provincia di Pesaro e Urbino nel Novecento, in La provincia di Pesaro e Urbino nel Novecento. Caratteri trasformazioni identità, a cura di A. Varni, Venezia 2003, II; Chiesa e modernità. Per un profilo della diocesi di Pesaro nel XIX secolo, in Pesaro tra Risorgimento e Regno unitario, ultimo volume di “Historica Pisaurensia”.

 

 

 

La conversazione riguarda il difficile rapporto fra i cattolici e la patria, negli anni dilaniati dalla questione romana e dal non expedit: un rapporto inizialmente aspro, che si viene stemperando nei decenni, fino al rientro dei cattolici nell’agone politico, prima nell’ambito sociale con casse rurali e leghe bianche, poi con una vera e propria rentrée politica che ha il suo fulcro nel “patto Gentiloni” (1912) e nel sorgere del Partito popolare (1919).

 

Luca Gorgolini dal 2007 è dottore di ricerca in Storia e informatica presso l’Università di Bologna. Dal 2006 al 2012 è stato assegnista di ricerca presso l'Università di Bologna, Campus di Rimini. Dal 2013  svolge la sua attività di ricerca presso il Centro studi sull’emigrazione dell’Università di San Marino. È stato direttore dell’Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino ed è membro di diversi istituti storici. Nel 2013 ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore universitario di II fascia in Storia contemporanea. È  inoltre sindaco di Monte Grimano Terme. Con Stefano Allegrezza ha curato Gli archivi di persona nell’era digitale. Il caso dell’Archivio di Massimo Vannucci, 2016; nel 2004 ha curato un quaderno della Società di studi storici per il Montefeltro su Angelo Battelli; è inoltre autore, fra l’altro, di Emozioni di guerra. Le Marche di fronte ai grandi conflitti del Novecento (2008), di Giuseppe Filippini e il socialismo riformista. Dalle leghe di resistenza alla Costituente e di L’Italia in movimento. Storia sociale degli anni Cinquanta (entrambi del 2013); recentissimo è Il Piano del Lavoro (1949-1950) e L'Italia della Ricostruzione. Dal contesto nazionale al caso pesarese, scritto con Andrea Girometti.

Nella Grande guerra la provincia di Pesaro e Urbino è investita solo marginalmente da eventi bellici, a differenza di quanto accadrà nella seconda guerra mondiale. Ma il coinvolgimento della popolazione è drammatico, fra soldati richiamati, caduti e feriti, diverse restrizioni, mutamenti di stile di vita, ecc., mentre la gente e i municipi attivano forme di solidarietà per i soldati al fronte.

 

Paolo Giovannini insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Camerino ed è membro del Comitato scientifico del quadrimestrale «Storia e problemi contemporanei» (Franco Angeli editore). Autore di numerosi studi e saggi, negli ultimi anni ha pubblicato fra l’altro Il San Benedetto. Storia del manicomio pesarese dalle origini alla Grande guerra, “Pesaro città e contà”, 27 (2009); La prima democrazia cristiana. Progetto politico e impegno culturale, Edizioni Unicopli, Milano 2014; La psichiatria di guerra. Dal fascismo alla seconda guerra mondiale, Edizioni Unicopli, Milano 2015. Un suo saggio sul manicomio pesarese è presente anche in Pesaro tra Risorgimento e Regno unitario, quinto e ultimo volume di “Historica Pisaurensia”.

La Vittoria del novembre 1918 si rivela un frutto avvelenato, la concordia civile rapidamente si spegne. La relazione riguarda appunto la forte inquietudine sociale e politica che, nel Pesarese come altrove nel regno, assume la sconcertante e contrastata cadenza che porta al sorgere del regime fascista, poi al suo pieno consolidamento.

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e in collaborazione con Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Archeologia: patrimonio comune

L'Ente Olivieri invita a partecipare al convegno Archeologia: patrimonio comune. Verso una valorizzazione dei mosaici del Duomo di Pesaro organizzato da FAI, Ente Olivieri e Archeoclub in programma il prossimo martedì 4 ottobre, ore 15,30, presso il Teatro Sperimentale (via Rossini) di Pesaro. Per l’occasione sono organizzate nei giorni indicati visite guidate ai mosaici, previa prenotazione obbligatoria.

Le Bibbie di Soncino

Nell’ambito della Giornata europea della Cultura Ebraica il Rabbinato di Ancona e delle Marche e l’Arcidiocesi di Pesaro, in collaborazione con la Biblioteca Oliveriana, promuovono per giovedì 15 settembre 2016 alle 18,30 presso la sinagoga di Pesaro (via delle Scuole) un incontro con Vittorio Robiati Bendaud.
Verranno presentati due volumi, preziosamente rifiniti e ottimamente conservati, custoditi dalla Biblioteca Oliveriana: i libri biblici da Giosuè al secondo libro dei Re, stampati a Pesaro tra il 1510 e il 1511, e i libri dei Profeti, stampati sempre a Pesaro nel 1515 (anno precedente alla istituzione del ghetto di Venezia). Si tratta di volumi da studio, con doppio carattere: l'ebraico "maiuscolo" per il testo biblico; il carattere cd. "rashì", una sorta di corsivo, per il commento in loco dell'insigne commentatore Rav Davìd Kimchì (XII-XIII sec), conosciuto come RaDaQ.
Le note manoscritte presenti, sia in ebraico sia in italiano, spiegano che i libri furono stampati in casa "Sunzino" a Pesaro, il famoso stampatore ashkenazita Soncino che soggiornò a Pesaro prima che la famiglia si spostasse a Salonicco, al Cairo e a Costantinopoli. Ci troviamo di fronte, pur non trattandosi di incunaboli, agli albori della stampa ebraica, non solo a Pesaro e in Italia, bensì nel mondo.

Ai saluti di David Meghnagi, assessore alla Cultura dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane,  e di Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri, seguiranno l’introduzione di don Giorgio Giorgetti dell’Arcidiocesi di Pesaro e l’intervento del prof. Bendaud,  che illustrerà il valore e il significato dei due volumi biblici conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro.

 

Ingresso libero
fino a esaurimento dei posti

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it


Dove corre Pinocchio? Mappe, percorsi, tracce e cantine nella letteratura per l'infanzia

Martedì 13 settembre 2016 alle ore 17,30 nella Sala “W. Pierangeli” (g.c.) dell’Amministrazione Provinciale in v.le Gramsci, 4 a Pesaro il prof. Antonio Faeti, ordinario di Storia della letteratura per l'infanzia all'Università di Bologna, tiene una conferenza intitolata

 

Dove corre Pinocchio?

Mappe, percorsi, tracce e cantine nella letteratura per l’infanzia

 
Antonio Faeti è stato per molti anni l’unico titolare, negli atenei italiani in Italia, di una cattedra di ordinario di Letteratura per l’infanzia. Così le infinite mappe che scandiscono la cartografia di quella che ancora si definisce la “Grande esclusa”, appartengono alla vicenda del suo lavoro così come all’immaginario dei bambini di ogni epoca e di ogni appartenenza culturale. Nella sua conferenza ci condurrà entro la Mappa dell’Isola del Tesoro di Stevenson ma anche nel breve mondo che va dalla via Pal all’Orto Botanico dei ragazzi di Budapest. Una sorpresa autentica sarà la mappa dei viaggi fiorentini di Sussi e Biribissi, mentre il Casentino di Emma Perodi diventerà grande come un cosmo appartato. La mappe dell’Immaginario vanno esplorate più che mai, “oggi che si perde tanto facilmente la bussola”.

Antonio Faeti (Bologna 1939), dopo aver insegnato per anni alle scuole elementari, è stato titolare della prima cattedra universitaria italiana di Storia della letteratura per l’infanzia al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna. Ha poi insegnato Grammatiche della Fantasia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha tenuto corsi annuali di alta formazione in pedagogia nell'ambito di Genus Bononiae, una fondazione culturale e artistica di quella città. Ha pubblicato saggi, romanzi e libri per ragazzi. Fra i suoi libri più conosciuti si ricordano Palomares (1967), un romanzo a fumetti antesignano dei “graphic novel”; Guardare le figure (1972); In trappola col topo. Una lettura di Mickey Mouse (1986); I diamanti in cantina (2001) e, più di recente, Gli amici ritrovati. Tra le righe dei grandi romanzi per ragazzi (2010), Il sillabario e la baionetta. Tre testi per l’unità degli italiani (2011), Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia (2011) e La storia dei miei fumetti. L’immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina (2013).

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e in collaborazione con Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Opere e manoscritti di Francesco Maria Santinelli

In occasione del convegno Francesco Maria Santinelli e la Lux Obnubilata, organizzato dal Collegio circoscrizionale della Marche del Grande Oriente d’Italia e dal Circolo Voltaire di Pesaro in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino, la Biblioteca Oliveriana propone una mostra delle opere di Santinelli, a stampa e manoscritte, comprese nel patrimonio oliveriano.

Francesco Maria Santinelli, nato a Pesaro nel 1627, autore di uno dei più famosi testi alchemici, la Lux Obnubilata di cui ricorrono i 350 anni dalla prima edizione, fu un diplomatico, cortigiano, scrittore e uomo d’arme dalla vita avventurosa e autore di numerosi altri testi oltre a quello da cui prende spunto il convegno.

Presso la Biblioteca Oliveriana sono conservati diverse opere del Santinelli, manoscritte o a stampa, antiche o in edizioni più recenti. Molte di queste sono presenti nell’esposizione che comprende anche opere critiche sul Santinelli o nelle quali lo stesso autore viene citato o individuato come elemento di riferimento per saggi di altri studiosi. Tra questi ricordiamo The Janus faces of genius. The role of alchemy in Newton’s Thought di Betty Jo Teeter Dobbs e Mysterium coniunctionis: ricerche sulla separazione e composizione degli opposti psichici nell’alchimia di Carl Gustav Jung, gentilmente prestati per l’occasione dal prof. Marco Rocchi.
Tra i volumi, che comprendono poesie, prose, canzoni, un dramma musicale e una edizione moderna dell’Androgenes hermeticus, segnaliamo il poema Carlo V, overo Tunesi racquistata conservato in poche altre copie manoscritte delle quali solo quella proveniente dal Fondo Albani della Biblioteca Vittorio Emanuele di Napoli presenta il testo integrale. Il carattere autobiografico dello scritto ha permesso di conoscere meglio il personaggio Santinelli e i suoi legami con le discipline alchemiche ed esoteriche.
Tra le opere a stampa diverse edizioni antiche delle opere in versi del Santinelli, alcune delle quali stampate a Pesaro: Le donne guerriere, Gotti, 1647, con cui inizia la sua carriera letteraria, e Canzoni
del conte Francesco Maria Santinelli dedicate alla sacra real maestà di Cristina regina gloriosissima di Svetia, edito sempre dal Gotti nel 1655 e offerto in dono alla regina in occasione del suo soggiorno a Pesaro.

 

La mostra sarà visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

(lunedì-venerdì 8.30-18.45; sabato 8.30-13.00) fino al 30 settembre 2016

Ingresso libero

Presentazione "Studia Oliveriana" a Roma presso l'Istituto della Enciclopedia Italiana

Il 21 giugno scorso presso la Sala Igea dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani a Roma, è stato presentato il primo numero della quarta serie della rivista edita dall'Ente Olivieri "Studia Oliveriana".
All'evento hanno partecipato Massimo Bray, direttore dell'Istituto e già ministro per i beni culturali, Riccardo Paolo Uguccioni, direttore responsabile della pubblicazione, il direttore scientifico Piergiorgio Parroni, professore emerito di filologia classica all'Università La Sapienza di Roma, il condirettore Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, e Guido Arbizzoni, membro del Comitato scientifico internazionale.

Dal sito della Treccani il video della presentazione.

Presentazione "Studia Oliveriana"

Presentazione in anteprima del
primo numero della quarta serie di

“Studia Oliveriana”

Pesaro, 10 giugno 2016 


Venerdì 10 giugno 2016 alle 17,00 presso la Sala del Consiglio Provinciale W. Pierangeli (via Gramsci 4, a Pesaro) viene presentato in anteprima il primo volume della quarta serie di “Studia Oliveriana. La prestigiosa rivista dell’Ente Olivieri, avviata nel lontano 1953 per volontà dell’allora presidente Scevola Mariotti e dell’allora direttore Italo Zicari, riprende il suo cammino - pur in mezzo alle tante, presenti, difficoltà - muovendo dal patrimonio librario, documentario, archeologico e storico-artistico oliveriano, per aprirsi a temi di più ampio respiro in ambiti come filologia e letteratura, storia degli studi e classical reception, storia e antichistica. Alla presentazione interverranno il presidente dell’Ente Olivieri Riccardo Paolo Uguccioni, direttore responsabile della pubblicazione, il direttore scientifico Piergiorgio Parroni, professore emerito di filologia classica all’Università La Sapienza di Roma e i condirettori Federico Condello, professore ordinario di filologia all'Università di Bologna e Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, e Guido Arbizzoni, membro del Comitato scientifico internazionale.
Pochi giorni dopo, il 21 giugno sempre alle 17, la stessa pubblicazione verrà presentata ufficialmente a Roma presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (piazza della Enciclopedia Italiana 4) dagli stessi studiosi presenti a Pesaro e da Massimo Bray, direttore dello stesso Istituto e già ministro per i beni culturali.
Pubblicata dalla Bononia University Press, la rivista si avvale di un comitato scientifico di rango internazionale e presenta già da questo primo numero della nuova serie, tra gli altri, i contributi di autori di consolidata autorevolezza quali Luciano Canfora, Remo Bodei, il compianto Mario Luni, lo stesso Massimo Bray, Guido Arbizzoni e Adriano Savio. Da segnalare, inoltre, i saggi di alcuni giovani studiosi quali Valentina Belfiore su una importante iscrizione etrusca, Anna Foka sui rimandi classici nel cinema di Woody Allen, Chiara Pallucchini su un’originale interpretazione di un avorio oliveriano, e Martin Frank, ricercatore del Max Planck Institut, sul matematico Guidobaldo Del Monte.

Xenia 2016 - Abitare a Pisaurum: dalla domus repubblicana alla villa tardoantica

Nell'ambito dell'annuale ciclo di conferenze di divulgazione archeologica X E N I A, promosso dalla Sede di Pesaro dell'Archeoclub d'Italia, la Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro hanno voluto quest'anno unirsi all'iniziativa per dare il giusto risalto all’evento storico fondativo della nostra città. Per celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di PISAURUM (184 a.C. - 2016 d.C.) sono stati invitati archeologi che - da veri “archenauti” - accompagneranno il pubblico non solo attraverso gli aspetti strettamente cronologici, ma anche, collocando il racconto sulle radici della storia pesarese all’interno di un ideale percorso espositivo.

 

Il terzo e ultimo incontro di XENIA 2016 sarà con la d.ssa LAURA CERRI e con il dott. CRISTIAN TASSINARI  (sabato 28 maggio, ore 17.30; Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli” in via Gramsci 4 a Pesaro) sul tema

 

Abitare a Pisaurum. Dalla domus repubblicana alla villa tardo antica”.

Gli scavi e le scoperte fortuite che nei secoli passati si sono susseguiti nel centro storico di Pesaro, unitamente alle scoperte più recenti frutto di scavi archeologici sistematici, hanno permesso di ricostruire l’immagine dell’antica Pisaurum, colonia romana fondata nel 184 a.C.. La posizione lungo la strada consolare Flaminia agevolò il rapido sviluppo della città testimoniato soprattutto dai resti delle sontuose domus riportati alla luce nel centro storico come le domus di via dell’Abbondanza e di piazzale Matteotti.

Le case sono lo specchio della società e il ritratto del suo tempo e i modi di abitare riflettono l’immagine della città; una città che vive è una città che cambia, che si trasforma, che si espande e si contrae sulla base del contesto storico da cui è attraversata. Grazie all’archeologia, integrata dalle fonti storiche ed epigrafiche, oggi possiamo ricostruire uno spaccato di vita dell’antica Pisaurum, dallo splendore dell’epoca repubblicana alle trasformazioni dell’età tardo antica quando le lussuose domus cittadine furono utilizzate come aree sepolcrali mentre, non lontano dalla città, si svilupparono le grandi villae – come quella di Colombarone – a indicare gli importanti mutamenti economici e sociali che segnarono la fine del mondo antico e l’alba di una nuova epoca.

LAURA CERRI archeologa, laureata in Metodologia e Tecnica della Ricerca Archeologica presso l’Università di Siena dove  ha conseguito anche il titolo di Dottore di ricerca e di Doctor Europaeus in archeologia delle province romane con un progetto sul Marocco. Ha lavorato come professore a contratto all’università di Siena nell’ambito del corso di Archeologia delle Province Romane e del corso di Archeologia Medievale ed ha svolto corsi sui metodi e sulle tecniche delle prospezioni geofisiche in archeologia. Ha collaborato con l’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR di Roma e condotto numerosi scavi in Italia, in Marocco e in Grecia e si occupa di prospezioni geofisiche per la valutazione dei siti archeologici. Attualmente lavora come archeologa per la società Tecne srl di Riccione e svolge  scavi archeologici e indagini geofisiche per enti pubblici e privati, Soprintendenze e Università. Ha pubblicato contributi scientifici su prospezioni geofisiche, scavi e ceramica romana.

CRISTIAN TASSINARI archeologo, laureato in Metodologia e Tecnica della Ricerca Archeologica presso l’Università di Bologna dove  ha conseguito anche il titolo di Dottore di ricerca con un progetto sullo scavo della villa tardo antica e della basilica paleocristiana di Colombarone. Oltre a quello di Colombarone ha condotto scavi anche in Egitto e in Turchia e collabora con l’università di Bologna sullo scavo di Ostra Vetere occupandosi dell’urbanistica dell’antica città romana. Attualmente lavora come archeologo per la società Tecne srl di Riccione e svolge  scavi archeologici per enti pubblici e privati, Soprintendenze e Università. Ha pubblicato contributi scientifici su scavi, ceramica e urbanistica romana.

 

L’iniziativa è organizzata dall’Archeoclub d’Italia - Sede di Pesaro e dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Soprintendenza Archeologico per le Marche e in collaborazione con FAI – Delegazione di Pesaro e Urbino, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società Pesarese di Studi Storici.

Xenia 2016 - Statuaria, suppellettili e mosaici nelle dimore di Potentia con Nicoletta Frapiccini

XENIA 2016

Conversazioni di divulgazione archeologica nel 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di Pisaurum (184 a.C. / 2016 d.C.)

 

Nell'ambito dell'annuale ciclo di conferenze di divulgazione archeologica X E N I A, promosso dalla Sede di Pesaro dell'Archeoclub d'Italia, la Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro hanno voluto quest'anno unirsi all'iniziativa per dare il giusto risalto all’evento storico fondativo della nostra città. Per celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di PISAURUM (184 a.C. - 2016 d.C.) sono stati invitati archeologi che - da veri “archenauti” - accompagneranno il pubblico non solo attraverso gli aspetti strettamente cronologici, ma anche collocando il racconto sulle radici della storia pesarese all’interno di un ideale percorso espositivo.

Dopo Pierluigi Dall'Aglio il secondo incontro di XENIA 2016 sarà con NICOLETTA FRAPICCINI (sabato 21 maggio, ore 17.30; Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli” in via Gramsci 4 a Pesaro) sul tema

 

Statuaria, suppellettili e mosaici nelle dimore di Potentia:

la colonia romana gemella di Pisaurum

L’esplorazione scientifica dell’area archeologia di Potentia (Porto Recanati, MC) ebbe inizio con le ricognizioni di Nereo Alfieri nel 1945. Da allora molti archeologi si sono avvicendati nella conduzione di campagne di scavo nella zona occupata dall’antica colonia romana. Del sito, ricchissimo, conosciamo l’estensione, la viabilità principale e l’identificazione di alcune delle aree più importanti come il foro, anche grazie alle ricognizioni aeree. Gli scavi archeologici hanno restituito la necropoli e le strutture di una porzione della città, con un tempio circondato da un portico, da ambienti riferibili a botteghe e da alcune abitazioni. Una complessa stratificazione ha rivelato varie fasi di vita della colonia, dall’età tardo repubblicana all’epoca tardo antica e ha offerto fondatezza alla notizia del disastroso terremoto che scosse la città intorno alla metà del I sec. a.C., come riferito da Cicerone. La ricchezza della colonia e di alcune lussuose dimore è documentata dal rinvenimento di rivestimenti pavimentali a mosaico e da alcune pregevoli statuette in marmo greco di riutilizzo di cui si può supporre l’originaria sistemazione in sale o giardini. Il rinvenimento di un deposito, probabilmente di epoca tardo-antica, da cui sono riaffiorati molti reperti bronzei, attesta la diffusione di suppellettili in metallo per impreziosire manufatti in legno: testimonianze significative che ci restituiscono una sia pur pallida immagine di questa fiorente colonia, gemella di Pisaurum, tra l’età tardo repubblicana e l’età imperiale.

Nicoletta Frapiccini, archeologa e Direttore del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, è stata allieva di Enrico Paribeni e di Luigi Beschi all’Università degli Studi di Firenze e di Francesco D’Andria alla Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica “DinuAdamesteanu”. E’ funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica delle Marche dal 2003, dove ha diretto scavi archeologici e si è occupata della valorizzazione e tutela del territorio. Dallo scorso novembre è Direttore dei Musei Archeologici Statali di Cingoli e Urbisaglia e del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, di cui ha curato l’allestimento della sezione ellenistico-romana e dove, dal 2003, cura gli eventi e la promozione oltre a occuparsi dei servizi educativi.
E’ autrice di oltre ottanta contributi scientifici, saggi, contributi per cataloghi di mostre, pubblicazioni di didattica museale ed è coautrice, con Nunzio Giustozzi, del manuale di Storia dell’Arte per la scuola media superiore per la casa editrice Hoepli (Milano).

Prossimo appuntamento:

 ° sabato 28.05.2016 , ore 17.30 (Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli”, viale Gramsci 4)

 “ Abitare a Pisaurum dalla domus repubblicana alla villa tardoantica “

 LAURA  CERRI e CRISTIAN TASSINARI, Società Archeologica Tecne-Riccione

 

L’iniziativa è organizzata dall’Archeoclub d’Italia - Sede di Pesaro  e dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Soprintendenza Archeologica per le Marche e in collaborazione con FAI – Delegazione di Pesaro e Urbino, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società Pesarese di Studi Storici.

Grand Tour Musei 2016

La Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro (via Mazza 97) hanno aderito alla manifestazione Grand Tour  Musei 2016, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche con il coordinamento di ICOM Italia e con la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

Grand Tour Musei, dedicato quest'anno a “Musei e paesaggi culturali”, è un viaggio alla scoperta del patrimonio culturale delle Marche e rappresenta un'occasione per invitare il pubblico a riflettere sul profondo legame che unisce musei, paesaggio e patrimonio culturale.

La Biblioteca Oliveriana presenterà – con la collaborazione delle Miniguide dell’I.C.S. “D. Alighieri” – parte dei suoi tesori presenti nella Sala dello Zodiaco, come la grande carta nautica di notevoli dimensioni, datata intorno al 1508 dove un cartiglio reca la scritta MUNDUS NOVUS, e la Tabula patronatus, un bronzo del III secolo recentemente restaurato a cura della Fondazione Scavolini.

Il pubblico potrà inoltre visitare nella stessa sala la mostra Dante in Oliveriana. Per i 750 anni della nascita del poeta, una rassegna di manoscritti, incunaboli, cinquecentine e altri libri antichi contenenti opere e commenti danteschi, sino alle edizioni più recenti e contemporanee delle sue opere e, nella Sala dei Cataloghi e in Sala Mosca, la mostra “…Un dì vedrete / mendìco un cieco…“. Testi omerici in Oliveriana, una rassegna di alcune delle versioni attraverso cui gli stessi testi – di certo tra i più letti e commentati di sempre - sono arrivati fino ai nostri giorni.

Non mancherà – sempre con il supporto delle Miniguide - una visita virtuale al Museo Archeologico, attualmente chiuso per lavori di restauro e nuovo allestimento delle collezioni, con proiezioni relative ai reperti presenti nella Sala di Novilara (epoca della civiltà del ferro, IX-VI sec. a.C.) e nella Sala Romana (oggetti fittili del Lucus, monumenti funebri, lucerne, bronzetti, etc.).

 

L'iniziativa del Grand Tour Musei 2016 di sabato 21 maggio osserverà il seguente orario:

9.30 - 12.30; 15,30 - 17.30

Liberiamo l'Oliveriana

Iniziativa di promozione e sensibilizzazione a favore della Biblioteca Oliveriana

 

In occasione dei lavori di restauro e riallestimento del Museo Archeologico Oliveriano, si è reso opportuno liberare alcuni locali utilizzati come depositi di fondi bibliografici.
Tra i volumi “doppi” che, per mancanza di spazio, la Biblioteca Oliveriana non ritiene di conservare (molti di essi sono interessanti per lo stretto legame con la storia della città e del territorio), ne sono stati scelti alcuni da cedere, a offerta libera, a chi visiterà la biblioteca: utenti abituali e cittadini, ma anche curiosi e turisti. La cessione di questi libri, oltre a liberare spazio, aiuterà ad attivare una raccolta fondi per l’acquisto di nuove collezioni.

A questa campagna di sensibilizzazione a sostegno della biblioteca possono – se credono – contribuire tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati al mantenimento e sviluppo dell’antica istituzione cittadina. E tanti cittadini, che magari non ne hanno avuto fino ad oggi l’occasione, potranno finalmente visitare la Biblioteca Oliveriana e le sue collezioni.L’appuntamento è per sabato 14 maggio 2016 dalle ore 9,00 alle 13,00; poi in tutti i giorni della settimana successiva, fino a sabato 21 maggio alle ore 13, nei  normali orari di apertura (lunedì-venerdì: 8,30-18,45; sabato 8,30-13).

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721-33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

Xenia 2016

Conversazioni di divulgazione archeologica nel 2.200° anniversario

della fondazione della colonia romana di Pisaurum (184 a.C. / 2016 d.C.)

 

Nell'ambito dell'annuale ciclo di conferenze di divulgazione archeologica XENIA, promosso dalla Sede di Pesaro dell'Archeoclub d'Italia, l’Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Oliveriani ha aderito all'iniziativa per dare risalto alla ricorrenza dell’evento fondativo della città.

Per celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di PISAURUM (184 a.C. – 2016 d.C.) sono stati invitati archeologi che – da veri “archenauti” – accompagneranno il pubblico non solo attraverso gli aspetti strettamente cronologici, ma anche collocando il racconto sulle radici della storia pesarese all’interno di un ideale percorso espositivo.

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Sabato 7 maggio 2016 alle ore 17,30 nell’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro apre il ciclo il prof. PIER LUIGI DALL’AGLIO trattando il tema

 

«La romanizzazione dell'ager Gallicus e la nascita di PISAURUM»

 

Normalmente si pensa alla romanizzazione delle Marche come ad un processo per tappe ben definite legate a quelle che sono le date chiave: il 295 a.C., il 284-283 a.C., il 268 a.C. e il 223 a.C. In realtà gli scavi di questi anni condotti in diverse città romane hanno portato a riconsiderare tutto questo processo e a liberarlo da quella gabbia rigida legata alle date tradizionali. E’ emerso così come la romanizzazione della regione sia stato un processo molto più fluido all'interno del quale le date tradizionali rappresentano momenti importanti, ma non dei veri e propri “spartiacque”. Anche la deduzione della fondazione di Pisaurum nel 184 a.C. va quindi inserita in questo processo articolato dal momento che la presenza delle iscrizioni del lucus Pisaurensis ha da sempre rappresentato un elemento in faticosa connessione con una rigida ricostruzione della romanizzazione di questo territorio.

 

Pier Luigi Dall’Aglio, professore associato di Topografia antica presso l'Università di Bologna, è titolare degli insegnamenti di Archeologia del paesaggio per la laurea triennale in Storia, di Topografia antica per la laurea magistrale in Archeologia e di Archeologia del paesaggio per la Scuola di Specializzazione in Archeologia. La sua attività di ricerca è legata prevalentemente all'antico assetto del territorio e alle variazioni del paesaggio nel corso del tempo. Tale attività scientifica lo ha portato a collaborare con specialisti di altre discipline e gli ha consentito di definire le modalità di approccio ad una lettura integrata del territorio come base per la realizzazione di carte di potenzialità archeologica. Autore di oltre 300 pubblicazioni, vanta una lunga attività di scavo iniziata da studente. Tra gli scavi più rilevanti da lui condotti e diretti nel nostro territorio vanno menzionati quelli effettuati nel sito della villa tardo antica e della basilica paleocristiana di Colombarone, oltre a quelli realizzati nel sito della città romana di Suasa e nel sito della città romana di Ostra Vetere. I suoi interessi scientifici per i nostri insediamenti lo hanno portato a collaborare a diversi progetti: dall'allestimento di due strutture museali (Castelleone di Suasa e San Lorenzo in Campo) a quello relativo alle aree archeologiche curato dalle Regione Marche fino alla redazione del primo progetto di carta archeologica delle Marche in collaborazione con il compianto Giuliano de Marinis.

 

Prossimi appuntamenti:

 

° sabato 21.05.2016 ore 17,30 (sala “Pierangeli”, Provincia di Pesaro e Urbino, viale Gramsci 4)

 “ Statuaria, suppellettili e mosaici nelle dimore di POTENTIA, la colonia romana gemella di Pisaurum

conversazione di

NICOLETTA  FRAPICCINI, direttore del Museo Archeologico Nazionale delle Marche

 

° sabato 28.05.2016 ore 17,30 (sala “Pierangeli”, Provincia di Pesaro e Urbino, viale Gramsci 4)

 “ Abitare a Pisaurum dalla domus repubblicana alla villa tardoantica“

conversazione di

LAURA  CERRI e CRISTIAN TASSINARI, Società Archeologica Tecne-Riccione

 

L’iniziativa è organizzata dall’Archeoclub d’Italia - Sede di Pesaro e dall’Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Oliveriani, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Soprintendenza Archeologico per le Marche e in collaborazione con FAI – Delegazione di Pesaro e Urbino, Amici della Biblioteca Oliveriana e Società pesarese di studi storici.

Grafologia 2016

Cinque incontri laboratoriali di Carla Di Carlo [terza serie 2016]

Pesaro, Biblioteca Oliveriana, via Mazza 97

Incontri settimanali, il giovedì pomeriggio, alle 17.30

dal 31 marzo al 28 aprile 2016

 

Sono aperte presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) le iscrizioni a un breve ciclo di incontri laboratoriali condotto da Carla Di Carlo in cinque lezioni.

Con l’intendimento di valorizzare ulteriormente alcuni elementi del proprio prezioso patrimonio culturale, anche attraverso l’individuazione di strumenti appropriati per interpretarlo, la Biblioteca Oliveriana di Pesaro promuove un breve ciclo di cinque incontri laboratoriali di grafologia (da giovedì 31 marzo, tutti i giovedì fino a giovedì 28 aprile, sempre alle 17.30) con esercitazioni su scritture contemporanee.

Il ciclo – condotto da Carla Di Carlo - è rivolto a chi abbia frequentato un corso precedente o comunque a chi abbia già conoscenze teoriche di base di grafologia.

Dopo le lezioni degli anni scorsi (2014 e 2015) in cui la docente aveva presentato gli elementi fondamentali dell’analisi grafologica, giovandosi anche della disponibilità di documenti di eccezionale interesse conservati nella Biblioteca Oliveriana - comprese alcune lettere di personaggi illustri noti in Italia e nel mondo - quest’anno, dando per acquisita la base teorica, si passerà direttamente alle esercitazioni pratiche su singole grafie ricavate dal Fondo Vaccaj conservato in Biblioteca utilizzando gli strumenti già appresi in grado di affrontare l’indagine grafologica di una scrittura.

Carla Di Carlo, storica del libro e delle biblioteche, bibliografa, dopo studi classici e filologici cura le edizioni del Rossini Opera Festival. Come grafologa si è formata nell’Istituto Girolamo Moretti di Urbino e si occupa di grafologia familiare e relazionale, peritale-giudiziaria, nonché di educazione e rieducazione della scrittura per adulti e bambini.

Le lezioni avranno luogo presso la Biblioteca Oliveriana, in via Mazza 97 a Pesaro.

La durata degli incontri sarà di circa un’ora e mezza. Il corso è a numero chiuso (min 15 – max 40 persone). L’iscrizione è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 40,00 (30,00 per docenti, studenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana” in regola con l’iscrizione annuale) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45; il sabato dalle 8.30 alle 13).

L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio di Regione Marche, Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e la collaborazione dell’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Differita la presentazione di "Studia Oliveriana"

Per sopravvenuti impegni istituzionali di Massimo Bray, direttore dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, la presentazione del primo volume della IV serie di “Studia Oliveriana”, prevista per venerdì 4 marzo 2016 alle ore 17,00 nell’auditorium di palazzo Montani, è differita a data che sarà prossimamente comunicata.

 

Permane invece il secondo evento del programmato Weekend Oliveriano.Sabato 5 marzo 2016 alle ore 10,00 nella sala di Ercole di palazzo Mazzolari (via Rossini 37, a Pesaro) viene dunque proposto un incontro pubblico sul tema :

 

Italo e Marcello Zicari nella cultura pesarese del ‘900.

 

Interverranno Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri; Guido Arbizzoni, che ricorderà l’attività di Italo Zicari (1912-1974), per oltre un quarto di secolo – dal 1946 al 1974 – direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, ordinatore e custode di quell’importante patrimonio, oltreché cofondatore della rivista “Studia Oliveriana”; Piergiorgio Parroni, che rievocherà la figura di Marcello Zicari (1905-1971), linguista, filologo classico e moderno, ordinario di Letteratura latina all’Università degli studi di Urbino, studioso di Catullo e di altri scrittori dell’antichità.

L’incontro sarà anche l’occasione per sottolineare l’importanza del conferimento del fondo librario di Marcello Zicari, di recente donato dagli eredi alla Biblioteca Oliveriana.

La cittadinanza è invitata.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

"...Un dì vedrete / mendico un cieco ...". Testi omerici in Oliveriana

“…Un dì vedrete / mendìco un cieco…“
Testi omerici in Oliveriana

 

Con l’Iliade e l’Odissea, poemi in esametri attribuiti ad Omero, ha inizio la letteratura greca. La tradizione dei testi omerici ha avuto un veicolo fondamentale nelle copie manoscritte che, fino all’avvento della stampa, hanno contribuito, assieme alla tradizione orale, alla loro enorme diffusione. Poi i volumi a stampa, per primi gli incunaboli, seguiti dalle svariate edizioni che fino ad oggi si sono succedute. La mostra “…Un dì vedrete / mendìco un cieco…“. Testi omerici in Oliveriana, a cura di Brunella Paolini, con inaugurazione giovedì 25 febbraio alle ore 17.00, si propone di offrire una piccola rassegna di alcune delle versioni attraverso cui i testi, di certo tra i più letti e commentati di sempre, sono arrivati fino ai nostri giorni.

   Nelle bacheche oliveriane saranno quindi esposti i documenti conservati nelle stanze dell’ateneo pesarese e realizzati dal XV secolo in avanti. Non sono presenti manoscritti, il documento più antico è l’incunabolo con il testo dell’Iliade, versione in prosa tradotta da Lorenzo Valla e stampata a Brescia nel 1497 da Battista Farfengo. Seguono le edizioni del XVI secolo che meritano, anche per la ricchezza ed accuratezza tipografica, un cenno particolare. Notiamo tra esse l’edizione dell’Iliade stampata a Venezia nel 1526 da Stefano da Sabbio ed opera di Nicola Lucanis. Il volume, di notevole rarità, è la prima versione in volgare greco del poema omerico e, oltre che per la particolarità linguistica, è di notevole pregio anche per le numerose xilografie presenti. Più in generale i volumi esposti riproducono alcune delle forme che l’Iliade, l’Odissea e anche la Batracomiomachia, altra opera attribuita ad Omero, assunsero nei diversi periodi storici: alcuni sono in lingua greca, altri in latino, altri ancora in volgare. Alcune edizioni sono particolarmente ricche per l’apparato illustrativo, altre si fanno notare per la notorietà dei traduttori. Tra questi, citiamo Ippolito Pindemonte, Vincenzo Monti, Salvatore Quasimodo. Non potevano mancare poi i testi critici su Omero e tra essi, ormai un classico, La questione omerica di Codino tra i più recenti, e il Discorso intorno all’antro delle ninfe Naiadi di Homero, di Giovanni Belloni, edito a Padova nel 1601 tra i più antichi. E ancora sull’analisi delle opere letterarie, l’Omero di Carlo Vitali, pubblicato da Vallardi nel 1937; Il mondo di Omero, antologia dall’Iliade e dall’Odissea, a cura di Pietro Janni e pubblicato da Laterza nel 1971; e L’eroe e il suo limite, responsabilità personale e valutazione etica nell’Iliade di Lucio Ceccarelli, edito dall’editrice Edipuglia nel 2001. Ovviamente il mondo mitologico è stato trattato e raccontato in mille modi e di esso si possono trovare infiniti riferimenti in ogni tempo; solo come esemplificazione saranno esposti due testi, molto diversi e lontani anche cronologicamente tra loro, che raccontano, ognuno a suo modo, uno dei più noti personaggi citati nelle opere omeriche: La Circe di Gio. Battista Geli Academico fiorentino, nella quale Ulisse, & alcuni trasformati in fere disputano dell’eccellenza, & della miseria dell’huomo, & degli animali, Venezia, Altobello Salicato 1589 e Il mito di Circe, immagini e racconti dalla Grecia a oggi, di Maurizio Bettini e Cristiana Franco, Einaudi 2010.
   Per concludere anche riscritture dei testi omerici: L’Iliade giocosa di Giovanni Francesco Loredano, Venezia 1654, La moscheide di Teofilo Folengo, Milano 1817, I paralipomeni della Batracomiomachia di Giacomo Leopardi in due edizioni, Utet 1921 e Carocci 2002.

Subito dopo l’inaugurazione, nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana alle ore 18.00, inizierà il ciclo di quattro lezioni di Alina Veneri dedicate a Omero e realizzate a cura dell’Università dell’Età Libera in collaborazione con l’Ente Olivieri.  


La mostra sarà visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

(lunedì-venerdì 8.30-18.45; sabato 8.30-13.00) fino al 30 aprile 2016

Ingresso libero

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Studia Oliveriana

“STUDIA OLIVERIANA”

Il primo numero della nuova serie



Venerdì 4 marzo alle 17 nell'Auditorium di Palazzo Montani-Antaldi (Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro) verrà presentato il primo numero della nuova serie della storica rivista “Studia Oliveriana”.

Interverranno il direttore della pubblicazione Piergiorgio Parroni, professore emerito di filologia classica all’Università La Sapienza di Roma, i condirettori Federico Condello, professore ordinario di filologia all'Università di Bologna e Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, e il direttore responsabile Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell'Ente Olivieri. In qualità di ospite d'onore sarà presente Massimo Bray, direttore della Enciclopedia Italiana e già ministro per i beni culturali.

Promossa nel lontano 1953 come organo scientifico della Biblioteca e dei Musei Oliveriani per iniziativa del grande filologo Scevola Mariotti – con Italo Zicàri in qualità di redattore responsabile -  e pubblicata ora dalla Bononia University Press, la rivista si avvale di un comitato scientifico di rango internazionale e presenta già da questo suo primo numero della nuova serie, tra gli altri, i contributi di autorevolissimi studiosi quali Luciano Canfora, Remo Bodei, il compianto Mario Luni, lo stesso Massimo Bray, Guido Arbizzoni ed Adriano Savio.

Il volume, in vendita a 25 euro, è composto da 285 pagine e da 40 tavole

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344

Media Library On Line

A partire da dicembre 2015 sono aperte le iscrizioni per il 2016 alla biblioteca digitale Media Library On Line. L’iscrizione può essere effetuata presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, Via Mazza, 97, tel. 0721-33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Novità: a partire da quest'anno, oltre che per gli spettacoli teatrali organizzati dalla rete provinciali, i possessori della Tessera Plus avranno diritto all'acquisto del biglietto a prezzo ridotto anche per tutti i maggiori Teatri della Provincia e cioè anche alle stagioni teatrali di Pesaro, Fano e Urbino.

LA FATICA DI ERCOLE - Terzo Ciclo

Martedì 15 dicembre, alle ore 17.30, si terrà il terzo ed ultimo incontro del ciclo La fatica di Ercole. Il ritorno dell’eroe ai Musei Oliveriani. La conversazione di Roberto M. Danese, docente presso l’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, dal titolo Per Ercole! Quante riscritture!, partirà dalla visione tardo antica e cristianizzata di Ercole per arrivare, attraverso Händel e Dürrenmatt, al cinema contemporaneo.

 

Grazie alla cortese disponibilità del Comune di Pesaro gli incontri sono ospitati nella sala grande di Palazzo Mazzolari - in via Rossini – dove sono stati ricollocati di recente alcuni dipinti, appartenenti al patrimonio della marchesa Vittoria Mosca, in cui la figura mitica di Ercole compare come soggetto
Il ciclo di conferenze è anche l’occasione per sottolineare da un lato la vastità del patrimonio oliveriano, memoria storica di Pesaro e complesso di beni culturali di interesse nazionale e internazionale, e dall’altro per riaffermare la collaborazione esistente da sempre tra Comune di Pesaro e Ente Olivieri.

 

 

                                                con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con

Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro

 

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ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

FATICA DI ERCOLE - Secondo Ciclo

Giovedì 10 dicembre, alle ore 17.30, si terrà il secondo incontro del ciclo La fatica di Ercole. Il ritorno dell’eroe ai Musei Oliveriani . La conversazione di Anna Cerboni Baiardi, dal titolo Il dubbio e le fatiche. Le immagini di Ercole nella storia dell’arte, partirà da un disegno oliveriano della collezione Antaldi, che raffigura l’Ercole Farnese; attraverso diapositive verranno poi illustrate le immagini dell’eroe in disegni e dipinti di autori vari, per concludere infine con alcuni quadri presenti nella sala, che rappresentano episodi della vita del semidio (“Ercole al bivio”, “Ercole fanciullo che uccide i serpenti”, ecc.).

 

Grazie alla cortese disponibilità del Comune di Pesaro gli incontri saranno ospitati nella sala grande di Palazzo Mazzolari - in via Rossini – dove sono stati ricollocati di recente alcuni dipinti, appartenenti al patrimonio della marchesa Vittoria Mosca, in cui la figura mitica di Ercole compare come soggetto
Il ciclo di conferenze sarà anche l’occasione per sottolineare da un lato la vastità del patrimonio oliveriano, memoria storica di Pesaro e complesso di beni culturali di interesse nazionale e internazionale, e dall’altro per riaffermare la collaborazione esistente da sempre tra Comune di Pesaro e Ente Olivieri.

 

L’ultimo incontro sarà

 

Martedì 15 dicembre alle ore 17,30

Roberto M. Danese, Per Ercole! Quante riscritture!

 

 

 

con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con

Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro

 


ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

FATICA DI ERCOLE

Il ritorno dell’eroe ai Musei Oliveriani

dicembre 2015
Palazzo Mazzolari
Via Rossini, 37 – Pesaro

Da qualche mese è rientrata in Oliveriana la statuetta di Ercole scomparsa nel 1964.
La vicenda è nota: trafugato 51 anni addietro ai Musei Oliveriani, il prezioso bronzetto del VI-V sec. a.C. - un Ercole che solleva minaccioso la clava con la mano destra stendendo la sinistra con gesto di protezione - è stato  ritrovato dopo mezzo secolo grazie a una tempestiva segnalazione che lo individuava nel catalogo di un’asta in procinto di svolgersi a New York ed è rientrato nel nostro Paese grazie all’intervento del comando dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona.
Il bronzetto, rinvenuto a fine Ottocento nei pressi di Isola di Fano, lungo il Tarugo, in una stipe votiva con altri oggetti poi finiti in diversi musei - da Parigi a Firenze - era pervenuto, attraverso un acquisto, alle collezioni oliveriane. Dal suo rientro a Pesaro il bronzetto di Ercole è custodito a Palazzo Almerici, sede della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, in attesa che i lavori di restauro e riallestimento del museo archeologico ne consentano nuovamente l’esposizione al pubblico contestualmente ad una mostra  che, in accordo con la Soprintendenza, andrà a ricomporre la stipe originaria.          

L’Ente Olivieri, nel frattempo, proporrà un ciclo di conferenze sulla figura mitica di Ercole con la presenza di Chiara Del Pino, della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, di Oscar Mei, di Anna Cerboni Baiardi e di Roberto Mario Danese, tutti dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”. I relatori affronteranno in tre incontri – il 3, il 10 e il 15 dicembre prossimi - gli aspetti propriamente archeologici dell’antico kouros con clava, e le vicende a cui Ercole, il suo mito e le sue proverbiali fatiche hanno dato vita nell’arte e nella letteratura, ma anche nei fumetti e nella pubblicità.

Grazie alla cortese disponibilità del Comune di Pesaro gli incontri saranno ospitati nella sala grande di Palazzo Mazzolari - in via Rossini – dove sono stati ricollocati di recente alcuni dipinti, appartenenti al patrimonio della marchesa Vittoria Mosca, in cui la figura mitica di Ercole compare come soggetto
Il ciclo di conferenze sarà anche l’occasione per sottolineare da un lato la vastità del patrimonio oliveriano, memoria storica di Pesaro e complesso di beni culturali di interesse nazionale e internazionale, e dall’altro per riaffermare la collaborazione esistente da sempre tra Comune di Pesaro e Ente Olivieri.

LA FATICA DI ERCOLE
IL RITORNO DELL’EROE AI MUSEI OLIVERIANI
Palazzo Mazzolari, via Rossini 37

3.12.2015, ore 17,30
Chiara Delpino e Oscar Mei, Dalla stipe votiva al museo. Gli aspetti archeologici

10.12.2015, ore 17,30
Anna Cerboni Baiardi, Il dubbio e le fatiche. Le immagini di Ercole nella storia dell’arte

15.12.2015, ore 17,30
Roberto M. Danese, Per Ercole! Quante riscritture!



con il patrocinio di
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

in collaborazione con
Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro

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ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it





Storie da Biblioteca

Giovedì 19 novembre alla Biblioteca Oliveriana, il quarto appuntamento di Storie da Biblioteca – Concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire

Cosa succede quando un gruppo di scrittori e fotografi si danno appuntamento nei nostri musei, archivi e biblioteche per raccontarne in quattro ore le peculiarità e scovarne i tesori nascosti? Di certo si tratterà di un meraviglioso viaggio al centro di un mondo tutto da scoprire, anche se ci appartiene già.

Ecco allora che il MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da ICOM, ANAI e AIB) in collaborazione con la Regione Marche – Assessorato alla Cultura, l’Associazione culturale RaccontidiCittà, con StreetLib e con Biblioteche Aperte propone la quarta edizione di un concorso rivolto a tutti gli appassionati di lettura, scrittura e fotografia. Gli elaborati racconteranno le istituzioni culturali e l’importanza che esse rivestono per le loro comunità di riferimento, con una particolare attenzione al tema: “l’errore”.

Armati di penna e macchina fotografica, avventuriamoci dunque fra le sale dei musei e tra i documenti di archivi e biblioteche in questo appassionante tour per ricostruire un’immagine dei nostri istituti culturali che vada al di là di ogni stereotipo.

La Biblioteca Oliveriana di Pesaro partecipa al concorso e gli aspiranti scrittori e fotografi sono inviati per giovedì 19 novembre alle ore 14. Per iscriversi scaricare il modulo di iscrizione alla pagina http://www.aib.it/attivita/2015/51595-storie-da-musei-archivi-e-biblioteche-2015-2016/ e seguire le indicazioni riportate.

Per i vincitori, pubblicazione di un’antologia in eBook attraverso la piattaforma StreetLib Selfpublish, buoni offerti da StreetLib da spendere nella libreria digitale StreetLib Store ed eReader offerti da MAB Marche.

Per maggiori informazioni:
http://www.raccontidicitta.it/, cell.: 339 2971384;  Biblioteca Oliveriana - biblio.oliveriana@provincia.ps.it, tel 0721-33344

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Valentina Bambini

Venerdì 13 novembre 2015 alle 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Valentina Bambini terrà una conferenza dal titolo Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati.

 Per comunicare con gli altri disponiamo di un ricco vocabolario di nomi, verbi, aggettivi e avverbi. A che cosa corrispondono queste distinzioni nel cervello? La ricerca in neurolinguistica ha dimostrato che il cervello umano rappresenta le diverse classi di parole in diverse regioni corticali. A differenza di altre specie, il cervello umano riesce poi ad elaborare ed estendere i significati delle parole, creando, a partire da un vocabolario finito, infiniti significati, fino ad arrivare ad usi non letterali. Per comprendere una metafora, ad esempio, il cervello mette in azione i centri canonici del linguaggio, oltre a meccanismi cognitivi in grado di comprendere le intenzioni e le emozioni altrui. Quando questo sistema è danneggiato, si è incapaci di astrarre i significati delle parole, come accade nell’autismo e nella schizofrenia. La conferenza affronterà questi temi, in un percorso attraverso diversi metodi di indagine in neurolinguistica, per capire quali siano i fondamenti neurali dell’abilità tipicamente umana di dire qualcosa nei termini di qualcos’altro.

L'incontro con Valentina Bambini costituisce il quinto e ultimo appuntamento di Lingua e parola (italiana), ciclo che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, ha inteso mettere al centro la lingua italiana indagandola sul fronte linguistico, letterario, storico e, in questo incontro di chiusura, anche in una prospettiva neurolinguistica; con l'obiettivo di farci conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

 Valentina Bambini (Torino, 1978) è Professore Associato presso il Research Center for Neurolinguistics and Theoretical Syntax Ne.T.S. dello IUSS. Formatasi alla Scuola Normale Superiore, dove si è diplomata e ha in seguito ottenuto il Perfezionamento in discipline linguistiche, è stata ricercatrice del Laboratorio di Linguistica della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha ricoperto incarichi didattici presso l’Università di Pisa e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, su temi di linguistica e neurolinguistica.

Le sue ricerche riguardano principalmente i processi cognitivi e le basi neurali delle abilità pragmatico-comunicative, in condizioni di normalità e di patologia. In particolare i suoi interessi si rivolgono ai meccanismi mentali della comprensione del linguaggio non letterale, indagati attraverso diverse tecniche sperimentali.
È stata co-responsabile di due progetti promossi dalla European Science Foundation (EURO-XPRAG), dedicati allo studio dei meccanismi di elaborazione di metafore e metonimie. Ha coordinato un progetto finanziato dalla Regione Toscana finalizzato alla creazione del test APACS (Assessment of Pragmatic Abilities and Cognitive Substrates) per la valutazione dei deficit comunicativi nei pazienti cerebrolesi.
È autrice di numerose pubblicazioni tra cui articoli su riviste nazionali e internazionali, capitoli di libri e atti di convegni: ha per esempio curato, insieme a I. Ricci e P. Bertinetto, Linguaggio e cervello - Semantica / Language and the brain - Semantics, Atti del XLII Convegno della Società di Linguistica Italiana (Bulzoni 2012) e, nel volume a cura di N. Maraschio e D. De Martino, L’italiano dei saperi.

 Ricerca, scoperta, innovazione (Le Lettere 2013), ha pubblicato il saggio La lingua di Dante entra in risonanza: contributi italiani allo studio dei correlati neurobiologici del linguaggio. Sul tema della Neuropragmatica ha curato nel 2010 un numero speciale dell’«Italian Journal of Linguistics», ed è autrice e coautrice delle voci Neurolinguistics and Neuropragmatics sull’Handbook of Pragmatics di J. Benjamins (2012).

  

 A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro


in collaborazione con

Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Pesaro, 4 novembre 2015

 

 

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Valeria Della Valle

Venerdì 6 novembre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,

Valeria Della Valle presenterà e proietterà il documentario da lei ideato e scritto Me ne frego! Il Fascismo e la lingua italiana.


Il documentario Me ne frego! Il Fascismo e la lingua italiana (Istituto Luce Cinecittà) nasce per raccontare la storia delle iniziative linguistiche del Fascismo attraverso la testimonianza delle immagini e delle voci dell’Archivio dell’Istituto Luce. Dal 1922 al 1943 fu praticata una politica linguistica fondata su principi nazionalistici e puristici: attraverso i filmati d’epoca, molti dei quali inediti, viene descritta la “bonifica linguistica” messa in atto dal regime: non solo i discorsi del duce, ma la lingua usata a scuola, alla radio, nel cinema, nel doppiaggio dovevano improntarsi alle nuove direttive. Le tappe di questo tentativo di manipolazione sono state: la campagna contro i dialetti; la lotta alle lingue straniere in nome dell’autarchia linguistica; la repressione delle minoranze linguistiche; la sostituzione del pronome voi al pronome allocutivo lei. Si cercò di creare un “italiano nuovo”, che doveva conformare la sua condotta al dogma di “credere, obbedire, combattere”: questo “italiano nuovo” doveva  esprimersi in una lingua nuova, virile, dalla quale andava eliminato tutto ciò che era considerato diverso dall’italiano concepito  come «lingua di regime».

 

L'incontro con Valeria Della Valle e la visione del documentario da lei curato costituisce il quarto appuntamento di Lingua e parola (italiana), ciclo che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola sul fronte linguistico, letterario e storico. L'incontro di chiusura, con la neurolinguista Valentina Bambini, ci introdurrà invece alle radici biologiche dei significati e ai meccanismi che ne regolano la creazione.

 

Valeria Della Valle, già professoressa associata di Linguistica italiana presso l'Università di Roma La Sapienza, ha studiato vari aspetti dell’italiano: la lingua degli antichi documenti toscani, la storia dei dizionari, la prosa dei narratori contemporanei, la grammatica italiana, la terminologia dell'arte, i neologismi. Nell’ambito di questi interessi ha pubblicato saggi, articoli, libri. Con Luca Serianni e Giuseppe Patota ha pubblicato tre grammatiche per i licei. Fa parte del comitato scientifico del “Bollettino di italianistica” e di “Quaderni del ‘900”. È  la coordinatrice scientifica della terza edizione del Vocabolario Treccani (2008). Insieme a Giovanni Adamo, con il quale coordina l’Osservatorio neologico della lingua italiana (ILIESI-CNR), ha pubblicato Innovazione lessicale e terminologie specialistiche (Olschki 2003), Neologismi quotidiani: un dizionario a cavallo del millennio 1998-2003 (ibid. 2003), Neologismi. Parole nuove dai giornali (Istituto dell'Enciclopedia Italiana 2008). Con Giuseppe Patota ha pubblicato, per la casa editrice Sperling & Kupfer, numerosi libri di divulgazione linguistica, tra i quali Viva il congiuntivo! (2009) e Viva la grammatica! (2011). Da anni cura rubriche dedicate alla lingua italiana in trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI (Rai1, Radio Rai 2, Radio Rai 3) e da ultimo, con Giuseppe Patota, ha realizzato la rubrica lessicale in video Le parole del Grande Portale della Lingua Italiana, all'interno del progetto crossmediale che Rai Educational ha creato in collaborazione con il Ministero dell’Interno e con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Il  documentario Me ne frego! Il Fascismo e la lingua italiana, prodotto da Istituto Luce Cinecittà, ideato e scritto da Valeria Della Valle, per la regia di Vanni Gandolfo, è stato presentato nello “Spazio Luce” del Festival di Venezia Biennale Cinema 2014.

Il successivo e ultimo appuntamento:

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia

Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

 

 

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro


in collaborazione con

Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Pesaro, 4 novembre 2015

 

Dante in Oliveriana Per i 750 anni della nascita del Poeta (1265-2015)

Come realizzato nella prima metà dell’anno in occasione dei 500 anni della morte di Aldo Manuzio, e poi a cavallo dell’estate con la mostra dedicata al centenario della Grande guerra, l’Ente Olivieri prosegue la sua opera di valorizzazione del proprio patrimonio.

Stavolta l’occasione per una mostra è fornita dai 750 anni della nascita di Dante Alighieri (1265-2015): anche in questo caso l’Ateneo pesarese esporrà una parte dei tantissimi documenti “danteschi” che, nel corso dei secoli, si sono sedimentati nella Biblioteca Oliveriana.

La mostra, a cura di Brunella Paolini, bibliotecaria in Oliveriana, sarà inaugurata martedì 3 novembre 2015 alle ore 17,00. Saranno in esposizione manoscritti, incunaboli, cinquecentine e altri libri antichi contenenti opere e commenti danteschi, sino alle edizioni più recenti e contemporanee delle sue opere. Molti i volumi preziosi e illustrati, antichi e moderni, e numerose le varianti delle opere, soprattutto della Divina Commedia che, a seconda dei codici e delle tradizioni testuali di riferimento, venne diversamente divulgata.

Una sezione particolare è dedicata alla Vita nuova, in collegamento con il ciclo di lezioni «La Commedia prima della Commedia. Itinerarium mentis in Deam: la Vita Nuova, viaggio nel romanzo di Beatrice», che la prof.ssa Claudia Rondolini, docente al liceo “Mamiani” di Pesaro, svolgerà presso la Biblioteca Oliveriana a partire proprio dalle ore 18,00 di martedì 3 novembre, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.

Per i 750 anni della nascita di Dante Alighieri numerose iniziative sono state organizzate in Italia e all’estero. L’anno dantesco è stato inaugurato il 4 maggio scorso a Roma, in Senato, alla presenza del presidente Mattarella e di altre autorità. La ricorrenza diventa occasione per promuovere l’apprendimento e la diffusione della lingua italiana nel mondo, sottolineare la figura di Dante, la sua poesia e le sue opere come fondamentale punto di riferimento per tutti gli italiani, simbolo dell’identità culturale dell’Italia e di tutti i suoi cittadini.
In quest’ottica si sta muovendo anche l’Ente Olivieri con la rassegna Lingua e parola (italiana), in svolgimento proprio in queste settimane in collaborazione con l’associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.
Le celebrazioni dantesche proseguiranno poi fino al 2021, quando ricorreranno i 700 anni della morte del poeta.

La mostra Dante in Oliveriana sarà poi visitabile nei normali orari di apertura della biblioteca (lunedì-venerdì 8,30-18,45; sabato 8,30-13,00) fino al 23 dicembre 2015.

Ingresso libero.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.pu.it




LINGUA E PAROLA (italiana) - Gian Mario Anselmi

Sabato 31 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Gian Mario Anselmi terrà una conferenza dal titolo Le parole di Machiavelli.

Machiavelli mette in campo una nuovissima concezione della politica e un rivoluzionario modello antropologico e come tale è ancora oggi pensatore attualissimo e tradotto in tutto il mondo. Ma la forza del suo pensiero si coniuga in modo indissolubile con la forza delle sue parole, del suo lessico, del suo inconfondibile stile che ne ha reso memorabili le stringenti osservazioni sulla politica, sull'uomo, gli stati, l'etica, le armi e tanto altro ancora. Sono straordinarie certamente e notissime le pagine del Principe ma anche di tutte le altre sue opere, storiche, politiche e letterarie: le lettere ad esempio, le commedie, tra le più belle del Rinascimento (la Mandragola), gli stessi dispacci diplomatici. Insomma entrare nel mondo di Machiavelli vuol dire entrare in un mondo di parole e cose, per dirla con Foucault, che ancora ci interroga nel terzo millennio.

Si tratta del terzo appuntamento di Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario, come nel caso  del Machiavelli di Anselmi e dei due incontri già tenuti da Paolo Albani e Giuseppe Patota, quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”), quello  neurolinguistico (Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione).
Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

Gian Mario Anselmi è professore ordinario di Letteratura italiana e di Letteratura medievale all'Università di Bologna. Si è occupato di storia della storiografia e di periodizzazione letteraria, di letteratura umanistica e rinascimentale, in particolare di Machiavelli e Guicciardini, dei quali ha fra l'altro curato presso Bollati Boringhieri e Mursia l'edizione delle opere principali, di umanesimo bolognese e romagnolo, di Ariosto e Tasso, di Aretino. Ha coordinato per l'Edizione Nazionale delle Opere di Machiavelli, presso la casa editrice Salerno, i volumi dedicati alle Istorie Fiorentine e agli scritti storici di Machiavelli. E' membro del Comitato Direttivo preposto all'Edizione Treccani dell’Enciclopedia Machiavelli. Insieme a Ezio Raimondi ha coordinato, per l'editore Bruno Mondadori, importanti antologie della letteratura italiana. Dirige il diffusissimo e innovativo magazine "griseldaonline" ed è stato fra i
fondatori, insieme ad Emilio Pasquini e Francisco Rico, della prestigiosa rivista internazionale "Ecdotica" edita da Carocci. Per Carocci è responsabile delle collane "Piccola Biblioteca Letteraria" e ''Classici italiani''; cura anche la nuova serie dei Classici Italiani BUR ed è fra i direttori della collana "Letteratura italiana. Saggi e strumenti" presso Franco Angeli.  Fra i suoi lavori e curatele ricordiamo: Ricerche sul Machiavelli storico (Pacini 1979); La saggezza della letteratura (Bruno Mondadori 1998); Gli universi paralleli della letteratura (Carocci 2003); Luoghi della letteratura italiana (Bruno Mondadori 2003); Profilo storico della letteratura italiana (Sansoni 20085); Oggetti della letteratura italiana (Carocci 20083); L'età dell'Umanesimo e del Rinascimento. Le radici italiane dell'Europa moderna (Carocci 20082); Animali della letteratura italiana (Carocci 20092); Letteratura e civiltà tra Medioevo e Umanesimo (Carocci 20112); Narrare storia e storie. Narrare il mondo (Franco Angeli 2013); Leggere Machiavelli (Pàtron 2014).

Questi i successivi appuntamenti:

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella


LINGUA E PAROLA (Italiana) - Giuseppe Patota

Sabato 24 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,
Giuseppe Patota terrà una conferenza dal titolo La grande bellezza dell'italiano: Dante, Petrarca e Boccaccio.

L’associazione fra l’italiano e la bellezza è inaccettabile sul piano teorico. Le lingue, in sé, non sono né belle né brutte, quali che siano i criteri assunti per descriverle: sono, e basta. Sul piano storico, però, il collegamento fra questi due termini è alla base di una vulgata che ricorre da molto tempo fra le persone colte di tutto il mondo. Nel tempo a sua disposizione, Giuseppe Patota illustrerà le ragioni che hanno portato a questa associazione: attraverso letture rapide ma puntuali, ci presenterà un Dante capace di tendere l’italiano come se fosse un elastico, un Petrarca che domina i numeri e il sistema binario al pari di un genio dell’informatica, un Boccaccio straordinario prestigiatore linguistico che estrae meraviglie verbali dal cilindro del suo Decameron.

Si tratta del secondo appuntamento di Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario, appunto con Giuseppe Patota, quello ideologico (Gian Mario Anselmi illustrerà la stretta connessione fra la potenza delle idee e l'efficacia dello stile in Machiavelli), quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”). La rassegna, che si è aperta con un intervento di Paolo Albani, studioso di letteratura potenziale e a sua volta scrittore potenziale, si chiuderà con un'incursione nell'universo neurolinguistico: Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione.
Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

L’Ente Olivieri e gli Amici della Biblioteca Oliveriana ricordano con affetto Alberto Bardadoro, la cui ultima opera grafica sono stati il manifesto e la cartolina del ciclo Lingua e parola (italiana).

Giuseppe Patota, storico della lingua italiana, docente all'Università di Siena – Arezzo, si è occupato di lingua letteraria italiana sette-ottocentesca (L'Ortis e la prosa del secondo Settecento, Firenze 1987), di sintassi storica dell'italiano (Sintassi e storia della lingua italiana: tipologia delle frasi interrogative, Roma 1990; Poiché fra causa, tempo e testo, Roma 2005), di storia della grammatica italiana (Leon Battista Alberti, Grammatichetta e altri scritti sul volgare, Roma 1996 e Parigi 2003; Lingua e linguistica in Leon Battista Alberti, Roma 1999). Si è inoltre dedicato alla didattica dell'italiano antico e moderno, rivolta sia a italiani sia a stranieri (Nuovi lineamenti di grammatica storica dell'italiano, Bologna 2007 e Kyoto 2008; Grammatica di riferimento della lingua italiana per stranieri, Firenze 2003; Grammatica di riferimento dell'italiano contemporaneo, Milano 2006). Dal 2004 è direttore scientifico del Grande Dizionario Italiano Garzanti. All'attività accademica affianca quella rivolta al pubblico non specialista: insieme a Valeria Della Valle è autore di fortunatissimi testi divulgativi editi da Sperling & Kupfer (dalla serie dei Salvalingua, 1995, Salvatema, 1996, Salvastile, 1997, ai più recenti Ciliegie o ciliege? E altri 2406 dubbi della lingua italiana, 2012; Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare, 2013) e da diversi anni è protagonista di rubriche radiofoniche e televisive riguardanti dubbi e curiosità sulla nostra lingua, nonché consulente scientifico di Rai Educational per la realizzazione di programmi dedicati all'insegnamento della lingua italiana.  

Questi i successivi appuntamenti:

Sabato 31 ottobre 2015: Gian Mario Anselmi, Università di Bologna
Le parole di Machiavelli

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati


A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella


con il patrocinio di
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,
Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro
 
in collaborazione con
Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili


Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it


Pesaro, 20 ottobre 2015  

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Paolo Albani

Sabato 17 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro Paolo Albani, scrittore e membro dell'OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale), tiene una conferenza dal titolo La letteratura come gioco combinatorio.

Scrivere è un processo combinatorio tra elementi dati, osservava Italo Calvino, aggiungendo: «La letteratura è un’ostinata serie di tentativi di far stare una parola dietro l’altra seguendo regole definite». L’arte di combinare le parole, attraverso operazioni logico-linguistiche o meglio sintattico-retoriche, si manifesta in modo evidente nel gioco letterario. Gli «esercizi» dell’OuLiPo e dell’OpLePo, Opifici di Letteratura Potenziale (ne sono stati membri fra gli altri Raymond Queneau, Georges Perec, Edoardo Sanguineti e lo stesso Calvino), sono lì a testimoniarlo. E' una letteratura tutta da scoprire, che va letta adottando nuove procedure linguistiche, una letteratura mossa dall’idea che la creatività trovi uno stimolo nel rispetto di regole, di costrizioni (contraintes): ad esempio quella di scrivere un testo senza mai usare una determinata lettera, come nei lipogrammi. In questo suggestivo mondo in cui fantasia e rigore si incontrano ci guiderà Paolo Albani, “scrivente e artista in proprio (e/o improprio)”, come si legge sul suo sito, e studioso di letteratura “potenziale”.

Si inaugura così la rassegna Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario (dopo Paolo Albani che ci introdurrà alle sfide della scrittura costretta e allo stesso tempo stimolata da vincoli preordinati, Giuseppe Patota proverà con dimostrazioni sul campo perché la lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio abbia meritato all'italiano la qualifica di “lingua più bella del mondo”), quello ideologico (Gian Mario Anselmi illustrerà la stretta connessione fra la potenza delle idee e l'efficacia dello stile in Machiavelli), quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”). In chiusura, un'incursione nell'universo neurolinguistico: Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione. Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

Paolo Albani, poeta visivo e scrittore, dirige «Tèchne», rivista di bizzarrie letterarie e non. Membro dell’Oplepo (Opifico di Letteratura Potenziale), è autore di tre stravaganti (e fortunate) enciclopedie pubblicate da Zanichelli: Aga magéra difúra. Dizionario delle lingue immaginarie (1994; Les Belles Lettres 2001); Forse Queneau. Enciclopedia delle Scienze Anomale (1999) e Mirabiblia. Catalogo ragionato di libri introvabili (2003); e dei libri di racconti Il sosia laterale e altre recensioni (Edizioni Sylvestre Bonnard 2003) e La governante di Jevons. Storie di precursori dimenticati (Campanotto 2007); fra le sue pubblicazioni: Dizionario degli istituti anomali nel mondo (Quodlibet, Compagnia Extra, 2009); Manualetto pratico ad uso di coloro che vogliono imparare a scrivere il meno possibile (FUOCOfuochino 2010); Dal buco della letteratura (FUOCOfuochino 2012); I mattoidi italiani (Quodlibet, Compagnia Extra, 2012); Spiritello cattivo (FUOCOfuochino 2013); Fenomeni curiosi (Quodlibet, Note azzurre, eBook, 2014).

via Domenico Mazza 97, 61121 Pesaro - tel. 0721.33344 - fax 0721.370365 - C.F. 80004170413

www.oliveriana.pu.it - e.mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it

                                                                                      
Questi i successivi appuntamenti:

Sabato 24 ottobre 2015: Giuseppe Patota, Università di Siena-Arezzo
La grande bellezza dell'italiano: Dante, Petrarca e Boccaccio

Sabato 31 ottobre 2015: Gian Mario Anselmi, Università di Bologna                    Le parole di Machiavelli

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana


Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con
Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Cinque conferenze

ottobre/novembre 2015

auditorium di palazzo Montani Antaldi (g.c.), ore 18,00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Sabato 17 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,

Paolo Albani terrà una conferenza dal titolo La letteratura come gioco combinatorio.

 

Si tratta del primo appuntamento di Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario (Giuseppe Patota proverà con dimostrazioni sul campo perché la lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio abbia meritato all'italiano la qualifica di “lingua più bella del mondo”), quello ideologico (Gian  Mario Anselmi illustrerà la stretta connessione fra la potenza delle idee e l'efficacia dello stile in Machiavelli), quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”). Apre la rassegna un intervento di Paolo Albani, studioso di letteratura potenziale e a sua volta scrittore potenziale, che, sulla scia degli esperimenti di Queneau, ci introdurrà alle sfide della scrittura costretta e allo stesso tempo stimolata da vincoli preordinati. In chiusura, un'incursione nell'universo neurolinguistico: Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione.
Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

L’Ente Olivieri e gli Amici della Biblioteca Oliveriana ricordano con affetto Alberto Bardadoro, la cui ultima opera grafica sono stati il manifesto e la cartolina del ciclo Lingua e parola (italiana).

 

Paolo Albani, poeta visivo e scrittore, dirige «Tèchne», rivista di bizzarrie letterarie e non. Membro dell’Oplepo (Opifico di Letteratura Potenziale), è autore di tre stravaganti (e fortunate) enciclopedie pubblicate da Zanichelli: Aga magéra difúra. Dizionario delle lingue immaginarie (1994; Les Belles Lettres 2001); Forse Queneau. Enciclopedia delle Scienze Anomale (1999) e Mirabiblia. Catalogo ragionato di libri introvabili (2003); e dei libri di racconti Il sosia laterale e altre recensioni (Edizioni Sylvestre Bonnard 2003) e La governante di Jevons. Storie di precursori dimenticati (Campanotto 2007); fra le sue pubblicazioni: Dizionario degli istituti anomali nel mondo (Quodlibet, Compagnia Extra, 2009); Manualetto pratico ad uso di coloro che vogliono imparare a scrivere il meno possibile (FUOCOfuochino 2010); Dal buco della letteratura (FUOCOfuochino 2012); I mattoidi italiani (Quodlibet, Compagnia Extra, 2012); Spiritello cattivo (FUOCOfuochino 2013); Fenomeni curiosi (Quodlibet, Note azzurre, eBook, 2014).

Questi gli appuntamenti dell’intero ciclo:

Sabato 17 ottobre 2015: Paolo Albani, scrittore, Opificio di Letteratura Potenziale
La letteratura come gioco combinatorio

Sabato 24 ottobre 2015: Giuseppe Patota, Università di Siena-Arezzo
La grande bellezza dell'italiano: Dante, Petrarca e Boccaccio

Sabato 31 ottobre 2015: Gian Mario Anselmi, Università di Bologna
Le parole di Machiavelli

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

 

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

 

con il patrocinio di
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino, Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con
Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

 

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

"Giovanni Valjean, compro la tua anima..."

Venerdì 18 settembre 2015 alle ore 17,30 nella Sala “W. Pierangeli” (g.c.) dell’Amministrazione Provinciale in v.le Gramsci, 4 a Pesaro il prof. Antonio Faeti, ordinario di Storia della letteratura per l'infanzia all'Università di Bologna, tiene una conferenza intitolata


“Giovanni Valjean, compro la tua anima …”
Fantasmi, galere, cantine nella letteratura popolare



Per l’occasione l’Ente Olivieri presenta al pubblico, in collaborazione con gli Amici della Biblioteca Oliveriana, il fondo di letteratura popolare presente in Oliveriana e proveniente dalla biblioteca IRAB di Pesaro. Si tratta di un fondo acquisito alla fine degli anni ’70, in seguito alla soppressione degli Istituti riuniti di assistenza e di beneficenza di Pesaro; più di recente è stato riordinato e catalogato da Brunella Paolini, bibliotecaria presso l’Oliveriana, venendo poi aggiunto al catalogo online della biblioteca.
Il fondo è composto da circa 2.200 volumi: in gran parte romanzi, appartenenti alla cosiddetta letteratura popolare, ma non mancano i classici e sono numerosi anche i romanzi per ragazzi, d’avventura e perfino del genere “rosa”. Sono in prevalenza edizioni dei primi decenni del XX secolo, con le caratteristiche tipiche dell’editoria del tempo e a volte con esiti grafici di notevole effetto. Una sezione del fondo è dedicata a testi scolastici ed educativi, anche in lingua inglese e francese, relativi a varie discipline. Non mancano ovviamente opere del ventennio: testi di propaganda, di storia, di cultura e di “mistica fascista”.
Un fondo così eterogeneo veniva forse giudicato, in altri decenni, un insieme di titoli effimeri, di modesta importanza, popolari e datati. Eppure, per costituire la biblioteca IRAB di Pesaro, si spesero tempo e soldi. Si è dunque pensato che valesse la pena, presentandolo, di interrogarsi sulle scelte educative e didattiche sottese al formarsi di quel fondo bibliografico. Un grande esperto di letteratura popolare come il prof. Faeti ne leggerà dunque gli indizi scoprendo nessi e relazioni, percorrendo «sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli», spesso giungendo a conclusioni sorprendenti.


Antonio Faeti (Bologna 1939), dopo aver insegnato per anni alle scuole elementari, è stato titolare della prima cattedra universitaria italiana di Storia della letteratura per l’infanzia al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna. Ha poi insegnato Grammatiche della Fantasia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha tenuto corsi annuali di alta formazione in pedagogia nell'ambito di Genus Bononiae, una fondazione culturale e artistica di quella città. Ha pubblicato saggi, romanzi e libri per ragazzi. Fra i suoi libri più conosciuti si ricordano Palomares (1967), un romanzo a fumetti antesignano dei “graphic novel”; Guardare le figure (1972); In trappola col topo. Una lettura di Mickey Mouse (1986); I diamanti in cantina (2001) e, più di recente, Gli amici ritrovati. Tra le righe dei grandi romanzi per ragazzi (2010), Il sillabario e la baionetta. Tre testi per l’unità degli italiani (2011), Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia (2011) e La storia dei miei fumetti. L’immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina (2013).


Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.


Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Il cortile dei perché

Il cortile dei perché - Manifesto
Il cortile dei perché - Manifesto

Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani – Pesaro

CREARE

tre sessioni di filosofia sul tema dell’atto creativo. Con bambini, ragazzi e genitori

Biblioteca e Musei Oliveriani
(Pesaro, via Mazza 97)
2, 3, 4 settembre 2015 – ore 17.30
a cura di Piero Castellano e Stefania Rubello

Sono aperte presso la Biblioteca Oliveriana le iscrizioni a un ciclo di incontri in programma da mercoledì 2 settembre a venerdì 4 settembre nei locali della Biblioteca come continuazione ideale della speciale esperienza filosofica dell’anno scorso pensata per bambini e ragazzi e intitolata Il cortile dei perché. Il titolo di quest’anno sarà CREARE. Filosofia sul tema dell’atto creativo e sarà articolato in tre appuntamenti, tutti alle 17,30, della durata di un'ora ciascuno, con la composizione di un gruppo di bambini (8-11 anni) e uno di ragazzi (11-14 anni) protagonisti dei primi due giorni; il terzo giorno sarà invece riservato, separatamente, ai genitori dei due gruppi. Ogni gruppo o, per meglio dire, ogni “comunità di ricerca” potrà arrivare ad un massimo di 15 partecipanti e sarà coordinato da due facilitatori, il prof. Piero Castellano e la dr.ssa Stefania Rubello.

Creare e non creatività perché non esiste da qualche parte “la” creatività, come una forma ideale da inseguire e mai raggiungere. È in ogni momento della vita, compreso il fare quotidiano, che ci è data la possibilità di agire cercando, inventando e sperimentando soluzioni nuove. Creare dunque come attività alla portata di tutti che ci libera dalla ripetizione meccanica e da abitudini di comportamento e di pensiero. Attraverso dei testi (ma anche immagini e brevi sequenze video) la comunità di ricerca verrà sollecitata ad una riflessione sui molteplici significati presenti nell’agire creativo, come habitus mentale teso verso nuovi “giochi” e nuove sintassi di idee e azioni, e sull’importanza che esso ha nella formazione dei giovani.
Poiché la metodologia a cui si farà prevalentemente riferimento – la Philosophy for Children\Community  elaborata da M. Lipman negli anni ’70 – è focalizzata su ciò che di volta in volta accade nella comunità di ricerca, non possono essere indicati preventivamente temi specifici. Sarà il libero dialogo delle comunità a tracciare un percorso tematico che si articolerà secondo modi, forme  e contenuti non programmabili, praticando così un’esperienza condivisa e creativa di pensiero.

Considerato il buon esito del Cortile dei Perché dell’anno scorso, e sulla base di esperienze precedenti, in questa seconda edizione proponiamo di coinvolgere anche i genitori; in questo modo, tra la pratica della Philosophy for Children e quella della Philosophy for Community, si sperimenterà una nuova pratica filosofica, definibile Philosophy for Family, per favorire uno sviluppo del tema proposto all’interno dei gruppi familiari che parteciperanno all’iniziativa.

Stefania Rubello, laureata in pedagogia e teacher educator in Philosophy for children, ama leggere storie in comunità e condividere i pensieri che esse provocano.

Piero Castellano ha insegnato filosofia nei licei. Ha fatto parte, in qualità di ricercatore, di un programma di rinnovamento della didattica della filosofia promosso dall’IRRE (Istituto di ricerca educativa Emilia-Romagna). Ha conseguito il perfezionamento in Philosophy for children presso l'Università di Padova nel 2004 e da dieci anni si occupa di pratica filosofica sia con ragazzi che con adulti.

Le iscrizioni agli incontri (a numero chiuso: 15 bambini e 15 ragazzi) sono subordinate al pagamento di una quota di partecipazione alle spese di 20,00 euro per ogni iscritto da versarsi anticipatamente presso la Biblioteca Oliveriana, via Mazza 97, Pesaro, aperta con il seguente orario estivo: dal 20 luglio all’8 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14, il sabato dalle 8.30 alle 13; chiusura totale dal 10 al 22 agosto; dal 24 al 29 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14, il sabato dalle 8.30 alle 13; dal 31 agosto la biblioteca riaprirà con l’orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45, il sabato dalle 8.30 alle 13.00.

Info: tel. 0721 33344; email biblio.oliveriana@provincia.ps.it

L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e la collaborazione dell’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Pesaro, 20 luglio 2015

Grand tour musei 2015

Biblioteca Oliveriana, Sala dello Zodiaco
16 -  18 maggio 2015

GRAND TOUR  MUSEI 2015 IN OLIVERIANA

La Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro (via Mazza 97) hanno aderito alla manifestazione Grand Tour Musei 2015, promossa dalla Regione Marche con il sostegno dei Sistemi Museali delle Province di Ancona e Macerata, di ICOM Italia e con la collaborazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche.
Anche per l’edizione 2015 del Grand Tour Musei la Regione Marche si avvale degli strumenti di promozione di Happy Museum, il progetto di marketing museale ideato per offrire una visibilità unitaria dei musei marchigiani e promuovere le loro iniziative attraverso il sito www.musei.marche.it; eventi.turismo.marche.it .

La Biblioteca Oliveriana presenterà – con la collaborazione delle Miniguide dell’I.C.S. “D. Alighieri” – parte dei suoi tesori presenti nella Sala dello Zodiaco, come la grande carta nautica di notevoli dimensioni, datata intorno al 1508 dove un cartiglio reca la scritta MUNDUS NOVUS, e la Tabula patronatus, un bronzo del III secolo recentemente restaurato a cura della Fondazione Scavolini.
Il pubblico potrà inoltre visitare la mostra intitolata Festina lente. Aldo Manuzio in Oliveriana, collocata nella Sala del catalogo e in Sala Mosca e allestita in occasione dell’anno manuziano nel quinto centenario della morte del grande stampatore e tipografo Aldo Manuzio (Bassiano 1450 - Venezia 1515).
Sono  esposte in biblioteca alcune delle edizioni più prestigiose della produzione manuziana; prima fra tutte la splendida Hypnerotomachia Poliphili, edita a Venezia nel 1499 e considerata da molti come il più bel libro mai stampato.
Non mancherà – sempre con il supporto delle Miniguide - una visita virtuale al Museo Archeologico, attualmente chiuso per lavori di restauro e nuovo allestimento delle collezioni, con proiezioni relative ai reperti presenti nella Sala di Novilara (epoca della civiltà del ferro, IX-VI sec. a.C.) e nella Sala Romana (oggetti fittili del Lucus, monumenti funebri, lucerne, bronzetti, etc.).

 

L’iniziativa del Grand Tour Musei 2015 osserverà il seguente orario:

sabato 16 maggio: 9.30 - 12.30; 16.00 - 18.30;

domenica 17 maggio: 16.00 - 18.30

lunedì 18 maggio: 9.30 - 12.30

 

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it

Festina lente - Aldo Manuzio in Oliveriana

Festina lente

Aldo Manuzio in Oliveriana

 

 

Inaugurazione domenica 29 marzo 2015 alle ore 17,30

La mostra sarà visitabile tutti i giorni secondo gli orari di apertura della biblioteca

 

Il 2015 è stato proclamato Anno Manuziano per ricordare la figura del grande stampatore e tipografo Aldo Manuzio, nato a Bassiano (nei monti Lepini) verso il 1450 e morto a Venezia cinque secoli fa, il 6 febbraio 1515.Il nome e la figura di Manuzio sono meno universalmente noti rispetto a Michelangelo o a Raffaello, ma le intuizioni e le trasformazioni applicate alla stampa e ai libri da Aldo Romano (così spesso si firmava, a memoria delle sue origini laziali) hanno influenzato la storia dell’editoria fino ai nostri giorni.A Manuzio si deve infatti l’invenzione del libro tascabile, del corsivo, della punteggiatura così come ancora oggi viene utilizzata; Manuzio non solo pubblicò i primi best seller della storia del libro ma si preoccupò anche della correttezza filologica e grammaticale dei testi scelti; fu dunque il primo editore in senso moderno, i suoi predecessori essendo stati spesso più dei tecnici che degli intellettuali. In breve, è stato colui che ha radicalmente, drasticamente e anche definitivamente modificato l’editoria.


La Biblioteca Oliveriana conserva nel suo patrimonio diverse edizioni aldine (così si chiamano i volumi editi da Aldo e dai suoi successori per il tutto il secolo XVI) e con la mostra Festina lente, curata da Brunella Paolini, da un lato rende omaggio a Manuzio, dall’altro intende favorire la divulgazione della propria storia e, contemporaneamente, far conoscere a un sempre più vasto pubblico le collezioni oliveriane.Nel quinto centenario della morte vengono così esposte alcune delle edizioni più prestigiose della produzione Manuziana. Prima fra tutti la splendida Hypnerotomachia Poliphili, edita a Venezia nel 1499, considerata da molti come il più bel libro mai stampato. Poi  i libri delle liriche classiche, tra cui il noto Catullus, Tibullus, Propertius, uno dei primi esempi dei famosi libelli portatiles (libri tascabili). Ancora un’importante edizione della Divina Commedia, diverse edizioni di autori classici e alcuni testi di grammatica tra i tanti che Aldo pubblicò durante tutta la sua attività professionale e che per tanto tempo furono poi nuovamente editi anche da altri stampatori.Nella mostra Festina lente viene inoltre ricordata la figura di Andrea Torresani (1451-1528), stampatore veneziano e suocero di Aldo, con cui lavorò a stretto contatto tanto da costituire una società che proseguì formalmente fino al 1529. Saranno esposti, infine, anche volumi stampati dai successori, Paolo (1512-1574) e Aldo il Giovane (1547-1597) e altre opere, fino al XIX secolo, che continuarono a riproporre la versione di alcuni testi come erano stati interpretati e corretti da Manuzio.Considerato il grande successo delle giornate del FAI, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, la Biblioteca sarà nuovamente visitabile.

Ingresso libero.

Grafologia 2015

GRAFOLOGIA

Sette lezioni di Carla Di Carlo [seconda serie 2015]
con esercitazioni su manoscritti di letterati, scienziati e poeti antichi e moderni conservati nella Biblioteca Oliveriana

Pesaro, sala del Consiglio provinciale “W.Pierangeli”, via Gramsci 4

Incontri settimanali, il giovedì pomeriggio, alle 17,30

dal 9 aprile al 21 maggio 2015

Sono aperte presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) le iscrizioni a un breve corso di grafologia condotto da Carla Di Carlo in sette lezioni.Con questa seconda edizione del corso l’Istituto si ripropone, come di consueto, di valorizzare alcuni elementi del proprio consistente patrimonio culturale attraverso l’individuazione di strumenti culturali appropriati in grado di interpretarlo.Così in queste sette lezioni verranno presentati gli elementi fondamentali dell’analisi grafologica, giovandosi anche della disponibilità di documenti di eccezionale interesse conservati nella Biblioteca Oliveriana, comprese alcune lettere di personaggi illustri noti in Italia e nel mondo. Si partirà dall’individuazione dei segni più importanti per ‘leggere’ la scrittura e dallo studio delle categorie per poi interpretare il carattere e l’organizzazione del temperamento condensati in ogni gesto grafico; con l’osservazione dell’elaborazione personale della scrittura in termini di spazio, energia e ritmo e, attraverso le interazioni dei diversi tratti, i partecipanti potranno alfine acquisire gli strumenti di base per affrontare l’indagine grafologica di una scrittura, sia essa contemporanea o dei secoli passati.

Carla Di Carlo (www.carladicarlo.it), storica del libro e delle biblioteche, bibliografa, dopo studi classici e filologici cura le edizioni del Rossini Opera Festival. Come grafologa si è formata nell’Istituto Girolamo Moretti di Urbino e si occupa di grafologia familiare e relazionale, peritale-giudiziaria, nonché di educazione e rieducazione della scrittura per adulti e bambini.

 

Le lezioni avranno luogo nella sala del Consiglio provinciale “W. Pierangeli”, in via Gramsci 4 a Pesaro.

La durata delle lezioni, compresi gli approfondimenti, sarà di circa un’ora e mezza. Il corso è a numero chiuso limitato a 80 persone (minimo 25). L’iscrizione è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 40,00 (30,00 per docenti, studenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45; il sabato dalle 8.30 alle 13).

L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio e la collaborazione della Regione Marche, dell’Università degli studi di Urbino, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dell’associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Servizio civile in Oliveriana

Il Museo archeologico Oliveriano è una delle sedi di attuazione del progetto "Museo Plu2 nell'ambito del bando per il servizio civile regionale, collegato a "Garanzia Giovani".
Per partecipare alla selezione è necessario inviare una domanda di partecipazione al bando pubblicato dalla provincia di Pesaro e Urbino al seguente link:

http://www.serviziocivile.provincia.pu.it/index.php?id=26470.

Coloro che supereranno la selezione dovranno garantire 1.400 ore annuali di servizio (30 ore settimanali) e riceveranno un assegno mensile di 433,80.
Possono partecipare il ragazzi in età compresa tra i 18 e i 28 anni, non studenti e non lavoratori.


Latino, una lingua viva

LATINO, una lingua viva
sei LEZIONI DI VITTORIO CIARROCCHI

Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, fino a lunedì 2 febbraio 2015, le iscrizioni a un nuovo ciclo di lezioni di lingua latina tenute da Vittorio Ciarrocchi, dopo il vivo apprezzamento riscosso dai corsi precedenti.
Queste lezioni sono un nuovo stimolo a conversare, anche con taglio ironico e maieutico, sul mondo antico e su una delle sue maggiori espressioni linguistiche, oggi spesso negletta e da certuni, incapaci di coglierne il valore culturale e umano, perfino considerata “inutile”.
Tutti dovrebbero invece sapere che il Latino è più di una semplice lingua, è espressione di una civiltà che ha dato del tu alla Storia, è una lingua che ha assunto dimensioni tanto globali da superare di molto, e molto a lungo, il pur enorme spazio politico che attorno a Roma si era creato nell’antichità classica, e ha poi finito per diventare la koiné dell’Europa fino alle soglie della Storia contemporanea.

Vittorio Ciarrocchi ha insegnato Storia e filosofia nei licei di Pesaro, Fano, Senigallia.
Ha pubblicato: Povera Italia! (1994, Nobili editore); Botta e risposta, con alcune risposte di Indro Montanelli (2007, QuattroVenti editore). Dal 1996 partecipa al «Grex Latine loquentium», associazione di appassionati di latino, i quali quotidianamente scrivono – via Internet – su argomenti di ogni genere adoperando la lingua latina. Di tale corrispondenza epistolare in Latino “vivo”, anzi “vivissimo”, Ciarrocchi ha curato una antologia, intitolata: Varia Latinitatis Vivae Testimonia (2012, E.L.I. editrice).

Il corso è a numero chiuso, limitato a 50 partecipanti (minimo 25).
Le iscrizioni si ricevono presso la Biblioteca Oliveriana; è richiesta una quota di 30 euro a titolo di contributo spese (20 euro per studenti, docenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana”); a richiesta si rilascia un attestato di partecipazione.
Patrocinio di Comune di Pesaro, Provincia di Pesaro e Urbino, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”; collaborazione degli “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Attenzione
: la partecipazione al corso richiede il possesso di nozioni elementari di lingua latina.

 

Media Library On Line

A partire da dicembre 2015 sono aperte le iscrizioni per il 2016 alla biblioteca digitale Media Library OnLine. L’iscrizione può essere effetuata presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, Via Mazza, 97, tel. 0721-33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Novità: a partire da quest'anno, oltre che per gli spettacoli teatrali organizzati dalla rete provinciali, i possessori della Tessera Plus avranno diritto all'acquisto del biglietto a prezzo ridotto anche per tutti i maggiori Teatri della Provincia e cioè anche alle stagioni teatrali di Pesaro, Fano e Urbino.

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