La Biblioteca Oliveriana ha realizzato un nuovo catalogo degli incunaboli.
Il catalogo prevede, oltra alla descrizione specifica delle copie possedute, il rinvio al Incunabula Short Title Catalogue, http://www.bl.uk/catalogues/istc/ realizzato dalla British Library e alle eventuali copie digitali già realizzate nell'ambito di altri progetti.
Il catalogo verrà integrato con le riproduzioni digitali dei volumi di proprietà della Biblioteca Oliveriana non ancora digitalizzati.
IL MUSEO ARCHEOLOGICO OLIVERIANO RIMARRA' CHIUSO
A TEMPO INDETERMINATO PER L'INAGIBILITA' DEI LOCALI CAUSATA DALL'ALLAGAMENTO DELLA TERZA SALA


CANONE DI PROFESSORI
Libri da leggere (non solo a scuola)
aprile - maggio 2013
Venerdì 3 maggio ore 18 nella Sala consiliare Provincia di Pesaro e Urbino gentilmente concessa, Paolo Boni proporrà come suo libro “canonico”, cioè da leggere e forse rileggere, un piccolo volume di Amartya Sen, La democrazia degli altri. Perché la libertà non è un’invenzione dell’Occidente, pubblicato da Mondadori nel 2004 (ora negli “Oscar”).
Il volume, che contiene la traduzione di un articolo del 2003 e di una conferenza del 1999, si può considerare anche come una riflessione che prende lo spunto dall’intervento della coalizione anglo-americana nel secondo dopoguerra iracheno: un testo che ha il merito di interrogarsi su alcuni problemi chiave della politica e dell’economia nel mondo contemporaneo, soprattutto sull’idea e la pratica della democrazia che, sostiene l’autore, qualora la si interpreti con categorie più ampie, non è una invenzione dell’Occidente. Il pluralismo, la difesa delle diversità e delle libertà fondamentali, la tolleranza, ecc. hanno abitato anche altri luoghi in altri tempi.
Sen ripropone dunque, in una scrittura agile e ben argomentata, i motivi di fondo che rendono la democrazia così attraente e indispensabile nei nostri tempi. Attraverso la sua consueta metodologia che tende a contrastare visioni culturalmente circoscritte, Sen mostra come la democrazia affondi le sue origini in radici globali e non si presenti come una prerogativa esclusivamente occidentale, bensì come un valore universale.
Amartya Sen (Santiniketan,1933), economista indiano Premio Nobel 1998 per l’economia è a tutti gli effetti un maestro del pensiero contemporaneo. Docente presso l’università di Calcutta, presso il Trinity College di Cambridge, poi a Nuova Dehli, alla London School of Economics, a Oxford e, successivamente, all’università di Harvard con l’incarico di insegnare economia e filosofia. Tra le sue opere, tradotte in tutte le lingue del mondo, ricordiamo: La diseguaglianza, (Il Mulino 1994), Globalizzazione e libertà (Mondadori 2002), La libertà individuale come impegno sociale (Laterza 2003), Identità e violenza (Laterza 2006) ), L’idea di giustizia (Mondadori 2010)
Paolo Boni è docente di Storia e Filosofia presso il Liceo classico “T. Mamiani” di Pesaro. Nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Urbino ha tenuto seminari sul pensiero di H. Arendt,. di A. Del Noce, D. Fisichella. Dottore di ricerca dal 2009, nell’a. a. 2010-2011, in qualità di docente a contratto, ha tenuto un corso dedicato a L’idea di giustizia in Amartya Sen. E’ membro del comitato scientifico della Fondazione Internazionale “Giovanni Paolo II” per il Magistero Sociale della Chiesa, della Repubblica San Marino. E’ anche docente di Storia della Filosofia moderna presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” di Pesaro, nel quale ricopre l’incarico di Direttore.
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro.
Con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. In collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Ai partecipanti che lo richiederanno sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it


“Salone della parola” IV 2013
CANONE DI PROFESSORI
Libri da leggere (non solo a scuola)
aprile - maggio 2013
Venerdì 26 aprile ore 18 nella Sala consiliare Provincia di Pesaro e Urbino gentilmente concessa, Gianluca Cecchini illustrerà Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Lorenzini (Collodi), pubblicato a Firenze in prima edizione presso Paggi nel 1883.
Cecchini propone dunque un testo che, nato per l'infanzia, è divenuto ben presto un classico, interessando anche altre espressioni artistiche come il disegno, il cinema, la musica e non cessa ancora, a 130 anni dalla pubblicazione, di affascinare e suscitare nuove interpretazioni e proposte di lettura. Per questa ragione il libro può a ragione comparire anche in un canone letterario, pur ristretto, che riprende con gli strumenti della contemporaneità la lettura più o meno remota di un testo tradotto in tutto il mondo in un numero incredibile di copie, non a caso.
Gianluca Cecchini, ha dedicato le sue ricerche prevalentemente alla latinità tarda, medievale e umanistica, per poi dedicarsi all'insegnamento di Materie letterarie, latino e greco presso il liceo classico "T. Mamiani" di Pesaro. Nel 2011, nell'ambito del Salone della Parola, ha curato con Paola Ida Orlandi l'allestimento di Quel che resta del testo, lettura scenica da Plauto, Virgilio, Adrienne Rich e Wise Guys.
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro.
Con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.
In collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Ai partecipanti che lo richiederanno sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it

CANONE DI PROFESSORI
Libri da leggere (non solo a scuola)
aprile - maggio 2013
Venerdì 19 aprile ore 18 nella Sala consiliare della Provincia di Pesaro e Urbino gentilmente concessa Chiara Agostinelli e Claudia Rondolini presentano l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (1532), giovandosi anche di illustrazioni tratte da antiche edizioni (ad esempio quella stampata a Venezia presso Valgrisi nel 1556), la riproduzione di frammenti dalla messa in scena teatrale (Spoleto, Festival dei Due Mondi, 1969 su copione di Edoardo Sanguineti) e quella televisiva (RAIUNO, 1975) di Luca Ronconi. Le letture sono di Lucia Ferrati.
Le edizioni antiche dalle quali sono tratte le immagini a commento della presentazione provengono da volumi che fanno parte di una singolare collezione, posseduta dalla Biblioteca Oliveriana, di novanta diverse edizioni dell’Orlando Furioso, di età compresa tra la metà del Cinquecento e il primo Novecento, presenti all’interno del fondo intitolato a Giuseppe Picciola (1859 – 1912).
Intreccio di storie che si dipanano sbrigliandosi da qualsiasi vincolo spazio-temporale, libera fruibilità del testo, che può essere attraversato in percorsi stravaganti e non lineari, moltiplicazione dei possibili presentati senza una gerarchia e un giudizio morale: sono le caratteristiche distintive della poetica ariostesca ma anche alcuni dei tratti che connotano la nostra dimensione culturale attuale.
Per questo l’Orlando Furioso ha destato l’interesse e catalizzato la creatività di un regista come Luca Ronconi e (anche) per questo vale la pena oggi di rileggere, a cinquecento anni di distanza, il capolavoro di Ariosto.
Chiara Agostinelli, dottore di ricerca e docente di lettere presso il Liceo Mamiani di Pesaro, ha collaborato in qualità di redattrice con le case editrici Salerno, Le Monnier, Einaudi ed è autrice di saggi e volumi di ambito storico-linguistico e letterario, che vertono in particolare su autori come Monti, Metastasio, Leopardi e sulla dimensione della scrittura femminile nell’Ottocento. Dal 2008 è membro del Consiglio di Amministrazione dell’Ente Olivieri, e in tale veste ha curato alcune delle iniziative in seno al Salone della Parola nel 2010 e 2011.
Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Urbino, è’ docente di lettere presso istituti di scuola secondaria superiore della Provincia di Pesaro e Urbino. Da alcuni anni cura i rapporti con la scuola per l’associazione “Amici della Prosa” di Pesaro. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale), a progetti (Scuola di Platea; laboratorio di teatro “Presente!”-Teatrosotterraneo; seminario su Antigone) indirizzati agli studenti delle scuole superiori per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini” promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani.
Lucia Ferrati, laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna, ha scritto saggi su Mario Morasso, Dino Garrone, Ercole Luigi Morselli, Antonio Conti. Ha curato, per l’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, la direzione artistica di numerosi festival fra cui Sipario Ducale (1995-1999), 70’s Flowers: miti e racconti di una rivoluzione (2003-2005); Le Modelle. Antiche donne & Contemporanee, Andar per fiabe. Storie fantastiche nei boschi e nei parchi della provincia di Pesaro e Urbino (2005-2010), Perle. Per le donne che cambiano (2007), Per esempio. Modelli e Testimoni del Possibile (2009-2010). Dal 1999 al 2008 è regista delle Lezioni Magistrali del festival “Antico/Presente”, organizzato dal Comune di Rimini. Dal 1994 svolge regolarmente attività di lettrice e speaker. Ha all’attivo numerosissime letture sceniche. Dal marzo 2008 è direttore della Rete Teatrale del Teatro Stabile delle Marche. Componente del Consiglio di amministrazione dell'Ente Olivieri.
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro
Con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. In collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino. Ai partecipanti che lo richiederanno sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Pesaro
“Salone della parola” IV 2013
CANONE DI PROFESSORI
Libri da leggere (non solo a scuola)
aprile - maggio 2013
Sala consiliare Provincia di Pesaro e Urbino
Enrico Capodaglio, professore di filosofia nel Liceo Scientifico Guglielmo Marconi di Pesaro, presenterà venerdì 12 aprile alle 18, nella Sala consiliare della Provincia gentilmente concessa, il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani di Giacomo Leopardi.
Questo testo scritto forse nel 1824, all’incirca al tempo della stesura delle Operette morali, pubblicato postumo, sarà il primo “libro da leggere non solo a scuola”, o rileggere, proposto nel CANONE DI PROFESSORI, un breve ciclo di quattro incontri allestito dalla Biblioteca Oliveriana.
Lo scritto di Leopardi può a buon diritto essere ascritto a un “canone”, cioè a una lista regolativa di buone letture, non perentoria, ma utile riferimento dentro e fuori della scuola: con questo spirito si è riproposto anche quest’anno un “canone”, questa volta affidato ad alcuni docenti dei licei pesaresi, una grande risorsa civile e culturale che può accompagnare la comunità nel processo mai terminato di formazione.
Nel Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani Giacomo Leopardi si ripromette di parlarne con sincerità e libertà, senza risparmiare il nostro amor proprio con danno della verità, e per questo si domanda: “perché dovrò io parlare in cerimonia alla mia propria nazione, cioè quasi alla mia famiglia e a’ miei fratelli?”.
Con questo spirito di indipendenza e di appartenenza amorosa, Leopardi osserva che nell’Italia del 1824 non c’è società, al di fuori del passeggio, degli spettacoli e delle messe. E che gli italiani, popolo stimato il più passionale tra gli europei, è invece il più freddo e scettico, perché naturalmente filosofo. Di questo passo indaga in modo affascinante i nostri caratteri costanti, se non perenni, sfatando con intuizioni decisive più di un pregiudizio.
Leopardi dà anche prova qui di una grande fantasia sociologica e antropologica, disegnando quei tratti di un italico particolarismo, di una frantumazione culturale che affonda le radici nelle vicende storiche e nella mancanza di “una società più stretta”.
Enrico Capodaglio (1954) ha scritto Nietzsche e la fenomenologia dell’interminabile (con prefazione di B. Maj, Corbo, 1983), Diciannove novelle sulla bellezza (Transeuropa, 1998), il romanzo Galleria del vento (Istmi, 2001) e Il volto chiaro. Storie critiche del ‘900 italiano (Marsilio, 2004). Ha pubblicato saggi su Platone, Leopardi, Melville, T. Mann, T. Bernhard, V. Jankélévitch, Y. Bonnefoy, indagando i legami tra filosofia e letteratura. Nella stessa prospettiva ha studiato poeti e narratori del secondo Novecento italiano. Collabora con “Strumenti critici” ed è redattore (con De Signoribus e Paoli), della rivista “Istmi. Tracce di vita letteraria”.
Ingresso libero, fino ad esaurimento posti disponibili.
Con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.
In collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino. Ai partecipanti che lo richiederanno sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it


Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Pesaro
“Salone della parola” IV 2013
CANONE DI PROFESSORI
Libri da leggere (non solo a scuola)
aprile - maggio 2013Sala consiliare Provincia di Pesaro e Urbino
Venerdì 12 aprile alle 18, nella Sala consiliare della Provincia gentilmente concessa, il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani di Giacomo Leopardi, un testo del 1824 pubblicato postumo, sarà il primo “libro da leggere non solo a scuola” o rileggere proposto nel CANONE DI PROFESSORI, il breve ciclo di incontri allestito dalla Biblioteca Oliveriana anche grazie ai buoni uffici di Chiara Agostinelli.
Nel Discorso, illustrato e commentato da Enrico Capodaglio, Giacomo Leopardi si ripromette di parlare lucidamente con sincerità e libertà, senza risparmiare il nostro amor proprio con danno della verità, e per questo si domanda: “perché dovrò io parlare in cerimonia alla mia propria nazione, cioè quasi alla mia famiglia e a’ miei fratelli?”.
Già in queste parole si intende il valore sempre attuale della grande letteratura, quella che si può ascrivere a un “canone”, cioè a una lista regolativa di buone lettura, non perentoria, ma utile riferimento dentro e fuori della scuola: con questo spirito si è riproposto anche quest’anno un “canone”, questa volta affidato ad alcuni docenti dei licei pesaresi, una grande risorsa civile e culturale che può accompagnare la comunità nel processo mai terminato di formazione.
Questo il calendario:
Venerdì 12 aprile ore 18
Enrico Capodaglio propone il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani di Giacomo Leopardi, [1824] (Firenze, Le Monnier 1906)
Venerdì 19 aprile ore 18
Chiara Agostinelli e Claudia Rondolini presentano l‘Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (1532) attraverso una cinquecentina illustrata (Venezia, Valgrisi 1556) e la messa in scena teatrale (Spoleto, Festival dei Due Mondi 1969) e televisiva (RAIUNO, 1975) di Luca Ronconi. Letture di Lucia Ferrati.
Venerdì 26 aprile ore 18
Gianluca Cecchini racconta Le avventure di Pinocchio di Carlo Lorenzini (Collodi) (Firenze, Paggi 1883)
Venerdì 3 maggio ore 18
Paolo Boni illustra La democrazia degli altri. Perché la libertà non è un’invenzione dell’Occidente di Amartya Sen (Milano, Mondadori 2005).
Ingresso libero.
Con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.
In collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino. Ai partecipanti che lo richiederanno sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it


È prorogata fino al 27 aprile la mostra fotografica Il Museo invisibile, inaugurata lo scorso 12 gennaio nella sala dello zodiaco e in altri spazi della Biblioteca Oliveriana. L’esposizione fu realizzata dopo che lo scorso autunno il museo archeologico oliveriano di Pesaro aveva subito un allagamento e veniva perciò chiuso al pubblico in attesa dei lavori di ripristino. L’iniziativa si è realizzata nel quadro di una nuova edizione di un circuito di manifestazioni, promosso dalla Regione Marche, denominato “Gran tour cultura” attraverso la rete del Coordinamento di Musei, Archivi, Biblioteche (MAB Marche) .
Si era pensato allora, grazie ai rapporti di collaborazione didattica instaurati da qualche anno con l’I.S.I.A. e la sua direzione, in particolare Roberto Pieracini, di esporre prove di fotografia dei beni culturali che ritraggono gli Istituti oliveriani e tra questi il Museo archeologico realizzate dagli studenti nel 2011, sotto la guida di Marco Ravenna e nel 2012, docente Paolo Semprucci, nell’ambito del Diploma accademico di secondo livello di grafica delle immagini che vede Paola Binante coordinatrice del corso di fotografia dei beni culturali.
Nasce così Il museo invisibile una “esposizione lampo”(allestimento e comunicazione visiva di Alberto Barbadoro) che sempre il caso ha voluto potesse essere disponibile per non lasciare delusi i visitatori dell’Oliveriana con delle immagini che almeno suggerissero la strepitosa importanza del Museo e l’urgenza del suo ripristino.
Marco Ravenna, titolare dell’omonimo studio e archivio a Bologna, si è formato nel DAMS dell’Alma Mater e poi come borsista dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna dove ha avuto modo di conoscere grandi fotografi come Paolo Monti e Mario Carrieri. In oltre trent’anni di attività Ravenna ha costituito un archivio ragguardevole, con particolare riferimento al paesaggio e ai beni culturali che costituiscono il tema principale del suo lavoro anche in relazione alla committenza di prestigiose case editrici italiane e straniere.
Paolo Semprucci, è un fotografo pesarese che prosegue la tradizione di famiglia occupandosi di fotografia di architettura e paesaggio, still life, riproduzione e documentazione di opere d’arte e reportage industriale ricevendone significativi riconoscimenti. Nel 2005 e 2006 ha partecipato, in qualità di fotografo, alla Missione italiana a Cirene della Seconda Università di Napoli.
Alberto Barbadoro è un artista pesarese che si applica da un lato a particolari forme di scultura con materiali che non appartengono alla tradizione plastica, dall’altra lavora con la fotografia piegandola, attraverso le nuove tecnologie digitali, verso esiti particolarmente originali; attualmente si occupa di comunicazione visiva presso l’Ente Olivieri di Pesaro.
La mostra osserva lo stesso orario della Biblioteca Oliveriana: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, il sabato dalle 8.30 alle 13. L’ingresso è libero.
La mostra si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e con il contributo di Banca Marche.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it

La cultura è un diritto di tutti ed è un dovere dello Stato garantirla, è un valore che appartiene alla nostra storia ed è fondamentale anche nel presente, è parte della nostra identità.
La cultura è una grande ricchezza economica ma soprattutto un fattore essenziale per una società equa, solidale, libera, aperta: produce benessere, sviluppa saperi, favorisce l'innovazione e l'inclusione sociale. L'Italia da anni non ha una strategia di sviluppo e una politica per la cultura: il nostro paese ha rinunciato a progettare il futuro e il disinteresse dei governi degli ultimi anni ha solo mortificato il valore pubblico della cultura.
Questa situazione non è più tollerabile: non sono più accettabili l'indifferenza, il degrado, la barbarie sociale che subiscono la nostra comunità e i nostri territori.
Vogliamo che il prossimo Governo si assuma precise responsabilità per il rilancio della cultura nei programmi per lo sviluppo del Paese.
www.ripartiredallacultura.it : FIRMA E DIFFONDI!


Sabato 9 marzo, alle 17,30 presso l’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, il Professor Roberto Bertinetti presenta il romanzo “Le due città” di Charles Dickens.
Con oltre duecento milioni di copie vendute nell’arco di un secolo e mezzo "Le due città" è il romanzo maggiormente letto e apprezzato nel mondo, in particolare nei paesi di lingua inglese.
Le cause della Rivoluzione francese e, soprattutto, le sue sanguinose conseguenze offrono a Dickens lo spunto per costruire una trama dagli intensi toni drammatici, dove la rivoluzione è il simbolo di ogni sconvolgimento degli assetti istituzionali a causa dell’egoismo o della miopia delle classi dirigenti.
Dickens utilizza la vicenda allo scopo di chiarire ai lettori la migliore strategia per mantenere la pace sociale, evitando gli orrori e i traumi di una possibile rivoluzione.
Il romanzo, ancora poco noto in Italia, è stato di recente riproposto dalla casa editrice Bur, nella traduzione di Beatrice Boffito Serra: il Professor Bertinetti ne ha curato la raffinata e freschissima prefazione
Roberto Bertinetti è docente di Letteratura inglese all’Università di Trieste e scrive per “Domenica”, il supplemento culturale del Sole 24 Ore, per “il Venerdì di Repubblica”, “il Messaggero” e la rivista “il Mulino”. Tra i suoi volumi, Le rovine circolari: immagini dell'artista nel XIX secolo, Virginia Woolf, l’avventura della conoscenza, Ritratti di signore. Saggio su Jane Austen, Verso la sponda invisibile. Il viaggio nella letteratura inglese da C. Dickens a V. Woolf, Dai Beatles a Blair: la cultura inglese contemporanea.
Il suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi, è Londra. Viaggio in una metropoli che non si ferma mai. Ancora per Einaudi ha curato di recente nuove edizioni di Ragione e sentimento e di Persuasione di Jane Austen; per Fazi, la prima traduzione in Italia di Doppia menzogna di William Shakespeare; per Bur Rizzoli, i Romanzi di Virginia Woolf, una raccolta di pagine inedite in Italia sulla letteratura della stessa Woolf (Consigli a un aspirante scrittore).
L’incontro è organizzato dagli “Amici della Biblioteca Oliveriana”, in collaborazione con la stessa Biblioteca, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e con il contributo della Banca delle Marche.


PEZZI FACILI
IV 2013
Cose ignote, rare, preziose o insolite dalla Oliveriana
Pesaro, auditorium Palazzo Montani Antaldi (g.c.), ore 17
Sabato 2 marzo 2013
LUISA MONTEVECCHI, Soprintendente archivistica per le Marche
commenta immagini di
Documenti inediti, curiosi e preziosi dagli archivi oliveriani
Una dimensione più che ragguardevole del patrimonio culturale della Biblioteca e dei Musei Oliveriani è costituita dagli archivi, sia pubblici che privati: non solo l’archivio storico comunale che raccoglie documenti datati dal Trecento fino al primo Novecento, ma anche, tra i tanti, quelli settecenteschi del fondatore Annibale Olivieri e del suo amico e grande archeologo Giovan Battista Passeri, quelli di Giulio Perticari e della sua Famiglia, di scienziati come Pietro Petrucci e Domenico Paoli, di uomini politici tra Otto e Novecento come Terenzio Mamiani e Giuseppe Vaccaj, di drammaturghi come Ercole Luigi Morselli. Inoltre sono da annoverarsi al patrimonio archivistico le decine di migliaia di manoscritti appartenuti a personalità più o meno eminenti della storia cittadina, nonché le quasi tremila pergamene in cui sono vergati atti ufficiali dal Medioevo fino all’Età Moderna, i cimeli di varia natura, gli avvisi a stampa, ecc.Infine, più recentemente, è in corso di acquisizione per via digitale l’enorme archivio messo a disposizione dalla famiglia Albani, documentazione che comprende, tra le altre, le carte private di papa Clemente XI, cioè di Giovanni Francesco Albani (1649 – 1721): di questo archivio sono già consultabili nel sito della Biblioteca Oliveriana oltre centomila immagini indicizzate grazie al consistente contributo di soggetti privati, come Alberto Berloni e soprattutto pubblici, a cominciare da quelli ministeriali attraverso la Soprintendenza archivistica delle Marche.
Luisa Montevecchi chiuderà, sabato 2 marzo alle 17 nell’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, il ciclo di “pezzi facili” proposti al pubblico quest’anno dalla Biblioteca Oliveriana con una immersione nella dimensione archivistica dell’Istituto: illustrerà così alcune tipologie di documenti estratti dai depositi con il criterio non sistematico ma forse suggestivo della rarità, curiosità, preziosità.
Luisa Montevecchi, Soprintendente archivistico per le Marche, ha lavorato presso l'Archivio Centrale dello Stato dove è stata responsabile del settore degli Archivi privati. Si è occupata di storia della amministrazione, è autrice e curatrice di numerose pubblicazioni tra le quali Carlo Levi, Il dovere dei tempi. Prose politiche e civili (Donzelli 2005) e Benito Mussolini, A Clara.Tutte le lettere a Clara Petacci 1943-45 (Mondadori 2011). Ha svolto attività didattica e di valorizzazione e curato mostre storico-documentarie.
L’iniziativa si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del Rotary Club di Pesaro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344;
biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it


Cose ignote, rare, preziose e insolite dalla Biblioteca OliverianaSabato 23 febbraio 2013, Auditorium Fondazione Cassa di Risparmio di PesaroSTEFANO DE CAROLIS, Università di BolognaIllustraLe valigette del medico condotto. I ferri medico chirurgici di Pietro Comandini, medico condotto del primo Novecento
Sabato 23 febbraio alle 17 nell’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi 1) lo storico della medicina Stefano De Carolis illustrerà e commenterà contenuto e significato di una recente acquisizione ricevuta dalla Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro.
Nel 2012 l’avvocato Paolo Emilio Comandini ha donato alla Biblioteca Oliveriana alcuni oggetti appartenuti al nonno Pietro (1872-1948) fra cui due valigette di cuoio contenenti numerosi strumenti chirurgici e medico-farmaceutici.
Più che per il loro valore intrinseco, assai modesto e limitato a studi specialistici, i quasi duecento pezzi che costituiscono l’intero strumentario sono importanti per ricostruire la figura di Pietro Comandini, che fu medico, letterato e antifascista.
Nato a Cesena da una famiglia di solide tradizioni repubblicane e risorgimentali, si laureò in medicina a Bologna nel 1896 dove fu allievo del celebre clinico Augusto Murri (1841-1932). Dopo un breve incarico ospedaliero a Cesena, Pietro iniziò la trafila delle “condotte” mediche, trasferendosi per lavoro in varie località romagnole e marchigiane e approdando definitivamente a Pesaro nel 1905. In questa città esercitò la sua attività professionale – ricoprendo anche altri incarichi – pressoché ininterrottamente fino alla morte; solo durante il turbine della Seconda guerra mondiale fu costretto a trasferirsi per lavoro a Cagli e quindi a sfollare sulle colline della città natale, nella “grande casa” celebrata in un bellissimo libro di ricordi dallo stesso nipote Paolo Emilio.
La donazione dello strumentario di Pietro Comandini alla Biblioteca Oliveriana offre quindi l’occasione di riscoprire un’importante figura della storia pesarese del secolo scorso ma permette soprattutto di conoscere meglio la sua attività professionale, aggiungendo nuovi particolari alla storia medica della città.
Stefano De Carolis è Dirigente Medico presso l’Unità Operativa Anziani e Disabili fisici e sensoriali dell’Azienda U.S.L. di Rimini, Responsabile Aziendale del Progetto Demenze per il territorio della Provincia di Rimini e Referente per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della stessa Azienda U.S.L. Da sempre appassionato di storia e arte, è socio della Società Italiana di Storia della Medicina (S.I.S.M.) e della International Society for the History of Medicine (I.S.H.M.); è inoltre professore a contratto di Storia della medicina al Corso di laurea in Ostetricia dell’Università degli Studi di Bologna (Sede di Rimini).È autore di numerose monografie e pubblicazioni di storia della medicina; tra esse ricordiamo il fortunato volume Ars Medica. I ferri del mestiere. La domus del ‘Chirurgo’ di Rimini e la chirurgia nell’antica Roma (Rimini 2009) in cui viene definitivamente sancita l’eccezionale importanza storico-medica di questa scoperta archeologica.
L’iniziativa si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del Rotary Club di Pesaro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it


Cose ignote, rare, preziose e insolite dalla Biblioteca Oliveriana
Leonardo Gubellini e Nicole Hofmann
presentano ed illustrano
L’erbario e le carte inedite di Pietro Petrucci (1777-1863), patriota e scienziato pesarese.
La conversazione del prossimo 16 febbraio, che si terrà presso l’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro alle ore 17, illustrerà le carte inedite e le collezioni naturalistiche del marchese Pietro Petrucci, eclettico scienziato e fervente patriota pesarese vissuto a cavallo fra Sette e Ottocento.
La figura del Petrucci è rimasta per lungo tempo nell’ombra, sepolta negli archivi della Biblioteca e della memoria, così come il suo patrimonio, che con ultimo gesto di volontà donò interamente alla Congregazione Oliveriana di cui fu a lungo presidente.
Questa lacuna comincia oggi a essere colmata grazie al lavoro di una giovane ricercatrice, Nicole Hofmann, che ha usufruito di una borsa di studio messa a disposizione dal Rotary Club di Pesaro.
Le poche notizie frammentarie che ricordano Petrucci come valente naturalista sono confermate dai numerosi fascicoli ed appunti inediti conservati tra i suoi manoscritti, oltre alla corrispondenza che illustra la fitta trama di relazioni intercorsa tra il marchese ed i principali protagonisti della sua epoca. Seguendo i passi del naturalista la Hofmann ha tracciato il profilo anche dell’uomo politico, di colui che “amò la patria quando amarla era reato” e fu esule per amore di giustizia e libertà.
Attraverso l’erbario, che colpisce non solo per la sua consistenza, ma anche per il suo valore “evocativo”, sarà ripercorsa la storia attraverso lo sguardo dei botanici fino ai giorni nostri, per capire qual è il valore ed il significato della ricerca floristica di ieri e di oggi, quali sono le persistenze e le transizioni di una disciplina antica, e moderna nel contempo, e cosa spinge i botanici oggi a ripercorrere le tracce dei venerandi maestri. Leonardo Gubellini ne sarà testimone attraverso l’esperienza del Centro Ricerche Floristiche Marche, esempio di eccellenza e di continuità tra passato, presente (e futuro?).
Leonardo Gubellini è Direttore del Centro Ricerche Floristiche Marche “A.J.B. Brilli-Cattarini” di Pesaro di proprietà dell’Amministrazione Provinciale; botanico ed entomologo, dal 1987 si occupa dello studio della flora marchigiana; ha collaborato con svariate Università ed istituti scientifici ed è stato per vari anni coadiutore didattico nel corso di Botanica Sistematica nelle Università di Urbino ed Ancona. E’ autore di numerose pubblicazioni di carattere botanico e naturalistico.
Nicole Hofmann, ricercatrice, è laureata in Conservazione dei Beni culturali. Si è occupata dello studio e del riordino di alcuni erbari storici conservati presso il Centro Ricerche Floristiche delle Marche “A.J.B. Brilli-Cattarini” di Pesaro; ha condotto, come borsista del Rotary Club di Pesaro, una prima indagine storica condotta su documenti inediti di Pietro Petrucci.
L’iniziativa, inserita nel calendario Gran Tour Cultura Marche 2013, si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del Rotary Club di Pesaro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it
Cose ignote, rare, preziose e insolite dalla Oliveriana
ROBERTO BERTINETTI
trae spunto da
John Cary, Terrestrial globe, London, 1823
per raccontare “il fardello dell’uomo bianco”
Il testo/pretesto per la conversazione della prossima domenica 3 febbraio, ore 17 nell’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro gentilmente concesso, è un mappamondo terrestre fabbricato a Londra nel 1823 dal cartografo John Cary. Oggi si trova, insieme al suo “fratello” astronomico, nella sala dello zodiaco della Biblioteca Oliveriana, bisognevole di non poche cure. Furono fatti acquistare, al costo di 32 scudi, dalla Congregazione oliveriana nel 1825 su indicazione del presidente, il nobile Pietro Petrucci, scienziato e rivoluzionario, cofondatore, tra l’altro, della Accademia agraria di Pesaro; per inciso al Petrucci, il quale lascerà erede di tutto il suo patrimonio la Biblioteca, sarà dedicato, sabato 16 febbraio un altro appuntamento di questo ciclo, nel corso del quale si parlerà del suo erbario e delle carte inedite che ci restituiscono una vicenda sconosciuta.
Questo globo, realizzato nella capitale del più vasto impero mai comparso nella storia dell’umanità, si associa nel racconto del commentatore, Roberto Bertinetti, al primo verso de Il fardello dell’uomo bianco di Rudyard Kipling (1899), una poesia ritenuta una sorta di manifesto del colonialismo e dell’imperialismo composta proprio mentre l’impero britannico inizia a sfaldarsi. Pochissimi anni più tardi il giovane Winston Churchill afferma: “ci sembra impossibile credere che si possa raggiungere un obiettivo positivo attraverso un sentiero tanto spregevole”.
Bertinetti, che è un profondo conoscitore della cultura inglese, porrà due interrogativi di fondo ai quali tenterà di offrire risposta: in quale modo un arcipelago di isole povere e piovose situate al largo della costa nordoccidentale dell’Europa è giunto a dominare il mondo? Ci sono differenze con altri imperialismi e come va giudicato l’imperialismo inglese? Sarà questa una occasione per ragionare anche sul rapporto tra letteratura e espansionismo inglese (Defoe, Conrad, Orwell) e di considerare la riflessione critica di Edward Said al centro di Orientalismi, nonché la nascita di una nuova letteratura a partire dagli anni Ottanta del Novecento (Rushdie e altri).
Roberto Bertinetti è docente di Letteratura inglese all’università di Trieste e scrive per “Domenica”, il supplemento culturale del Sole 24 Ore, per “il Venerdì di Repubblica”, “il Messaggero”, la rivista “il Mulino” e collabora con Radio3 Rai. Tra i suoi volumi: Le rovine circolari: immagini dell'artista nel XIX secolo; Virginia Woolf, l’avventura della conoscenza; Ritratti di signore. Saggio su Jane Austen; Verso la sponda invisibile. Il viaggio nella letteratura inglese da C. Dickens a V. Woolf; Dai Beatles a Blair: la cultura inglese contemporanea. Il suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi, è Londra. Viaggio in una metropoli che non si ferma mai. Sempre per Einaudi ha curato di recente nuove edizioni di Ragione e sentimento e di Persuasione di Jane Austen, per Fazi la prima traduzione in Italia di Doppia menzogna di William Shakespeare, per Bur Rizzoli i Romanzi e Consigli a un aspirante scrittore di Virginia Woolf. Tra i suoi ultimi lavori il saggio introduttivo a Le due città di Charles Dickens.
L’iniziativa si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del Rotary Club di Pesaro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it http://www.oliveriana.pu.it/


ENRICO GAMBA e LAERTE SORINI, Università di Urbino
Presentano e commentano (con dimostrazione dal vivo)
Ridolfo Capoferro da Cagli
Gran simulacro dell'arte, e dell’uso della scherma
Siena, di nuovo ristampato per Ercole Gori, 1629
Quello di domenica prossima 27 gennaio (Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, ore 17) sarà un incontro dai caratteri abbastanza insoliti.
Enrico Gamba e Laerte Sorini svilupperanno la loro narrazione a partire da un trattato di scherma del primo Seicento presente nella Biblioteca Oliveriana in un esemplare acquerellato ancorché mutilo, secondo lo schema proprio di questa rassegna; tuttavia una “dimostrazione dal vivo” e altri inserti curiosi potranno contribuire ad aumentare l’interesse non solo erudito verso la materia trattata.
Il ducato di Urbino – ci dicono i nostri esperti - può essere definito la “casa di Marte” perché nel corso del Cinquecento, fino ai primi decenni del Seicento, da Urbino esce una folta schiera di personaggi che abbracciano il mestiere delle armi: architetti militari, capitani, soldati, artiglieri. Ridolfo Capoferro da Cagli è uno di questi. Molto poco sappiamo della sua vita, lo troviamo a Siena, maestro di spada agli studenti “Alemanni” di quella Università, come tiene a dire nel frontespizio del suo trattato il Gran simulacro dell’arte, e dell’uso della scherma, che esce a Siena nel 1610. E’ questa l’opera che anche oggi lo rende, se non famoso, certamente noto nell’ambito della scherma internazionale, con tanto di traduzioni in inglese del suo trattato, riconosciuto come il ‘capostipite’ della scherma moderna. La copia del Gran simulacro conservata nella Biblioteca Oliveriana presenta una serie di interessanti particolarità che meritano di essere indagate.
Enrico Gamba è stato docente di storia della matematica presso la Facoltà di Scienze della Università Cattolica di Brescia. Ha curato numerose mostre a carattere scientifico, si occupa di storia della scienza e della tecnica, ha dedicato numerosi studi all’ambiente tecnico e scientifico del ducato di Urbino. E’ tra i fondatori del Centro Internazionale di Studi ‘Urbino e la prospettiva’.
Laerte Sorini insegna matematica all’Università di Urbino dove è anche delegato all’informatica; alla ricerca accademica affianca una poliedrica attività di divulgazione su temi scientifici, cofondatore del Centro Internazionale di Studi “Urbino e la prospettiva”, qui in veste di presidente del “Club Scherma Pesaro”.
L’iniziativa si realizza con il patrocinio e la collaborazione della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del Rotary Club di Pesaro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it http://www.oliveriana.pu
Cose ignote, rare, preziose o insolite dalla Oliveriana
Pesaro, auditorium Palazzo Montani Antaldi (g.c.), ore 17
Siamo giunti alla quarta edizione della rassegna siglata “Pezzi facili”: un ciclo di incontri a cadenza settimanale, di numero variabile, in cui l’Oliveriana (Biblioteca, Musei e Archivi) presenta e commenta per un vasto pubblico particolari “oggetti” estratti dalle proprie collezioni, in genere poco noti.
Ciò avviene con l’aiuto di maestri riconosciuti che ci consentono di comprendere la storia e il mondo nel cui contesto queste “cose ignote, rare, preziose, o insolite” prendono forma.
L’Oliveriana è il più grande istituto della memoria della provincia di Pesaro e Urbino: con questi incontri si cerca di dare un contributo alla conoscenza dell’immenso patrimonio qui conservato per essere messo a disposizione del pubblico.
La campionatura scelta quest’anno non mancherà di suscitare attenzione sia per il valore storico e culturale intrinseco, sia per la rarità, unicità o curiosità degli esemplari presi in considerazione, la cui presenza è per i più insospettata, a cominciare dall’ingente tesoro numismatico.
Domenica 20 gennaio 2013
ADRIANO SAVIO, Università di Milano
Presenta la collezione delle
Le “diecimila” monete oliveriane
Domenica 27 gennaio 2013
ENRICO GAMBA e LAERTE SORINI, Università di Urbino
Presentano e commentano (con dimostrazione dal vivo)
Ridolfo Capoferro da Cagli.
Gran simulacro dell'arte, e dell’uso della scherma
Siena, di nuovo ristampato per Ercole Gori, 1629
Domenica 3 febbraio 2013
ROBERTO BERTINETTI, Università di Trieste
Trae spunto da
John Cary
Terrestrial globe
London, 1823
Per raccontare “il fardello dell’uomo bianco”
Sabato 16 febbraio 2013
LEONARDO GUBELLINI, Centro ricerche floristiche Marche
NICOLE HOFMANN, ricercatrice
Presentano e illustrano
L’erbario e le carte inedite di Pietro Petrucci (1777 - 1863) patriota e scienziato pesarese
Sabato 23 febbraio 2013
STEFANO DE CAROLIS, Università di Bologna
Illustra
Le valigette del medico condotto.
I ferri chirurgici di Pietro Comandini, medico condotto del primo Novecento
Recentemente donati da Paolo Emilio Comandini alla Biblioteca Oliveriana
Sabato 2 marzo 2013
LUISA MONTEVECCHI, Soprintendente archivistica per le Marche
Commenta
Documenti inediti, curiosi e preziosi dagli archivi oliveriani
L’iniziativa si realizza con il patrocinio e la collaborazione della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del Rotary Club di Pesaro.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.ithttp://www.oliveriana.pu
Ente Olivieri / Biblioteca e Musei - Pesaro
Istituto Superiore per le Industrie Artistiche – Urbino
MAB Marche – programma Gran Tour Cultura 2013
Nelle teche della Sala dello Zodiaco e in altri spazi della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) saranno esposte, a partire da sabato 12 gennaio 2013 (ore 17), le immagini realizzate dagli studenti dei corsi di fotografia dei beni culturali tenuti nell’ISIA di Urbino e coordinati da Paola Binante negli anni accademici 2011 e 2012 sotto la guida dei professori Marco Ravenna (2011) e Paolo Semprucci (2012): gli esemplari in mostra (comunicazione e allestimento di Alberto Barbadoro) riguardano il Museo Archeologico Oliveriano, attualmente chiuso, e per ciò invisibile, in attesa dei lavori di ripristino necessari soprattutto dopo i recenti allagamenti occorsi.
Da un lato si potrà osservare l’altissima qualità dei risultati, dall’altra sarà un modo per non lasciare delusi i visitatori dell’Oliveriana con delle immagini che almeno suggeriscano la strepitosa importanza del Museo. Infine l’esposizione costituirà una testimonianza dell’eccellenza di questa scuola urbinate di grafica, design e arti visive considerata una delle più importanti nel panorama europeo.
L’iniziativa si inquadra nel vasto circuito di iniziative promosso dalla Regione Marche sotto la sigla “Gran Tour Cultura 2012 – 2013” attraverso la rete MAB (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da ICOM, ANAI, AIB) con lo scopo di coinvolgere le istituzioni culturali marchigiane in attività che possano sostenere, sollecitare e sviluppare la creatività dei territori.
Marco Ravenna, titolare dell’omonimo studio e archivio a Bologna, si è formato nel DAMS dell’Alma Mater e poi come borsista dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna dove ha avuto modo di conoscere grandi fotografi come Paolo Monti e Mario Carrieri. In oltre trent’anni di attività Ravenna ha costituito un archivio ragguardevole, con particolare riferimento al paesaggio e ai beni culturali che costituiscono il tema principale del suo lavoro anche in relazione alla committenza di prestigiose case editrici italiane e straniere.
Paolo Semprucci, è un fotografo pesarese che prosegue la tradizione di famiglia occupandosi di fotografia di architettura e paesaggio, still life, riproduzione e documentazione di opere d’arte e reportage industriale ricevendone significativi riconoscimenti. Nel 2005 e 2006 ha partecipato, in qualità di fotografo, alla Missione italiana a Cirene della Seconda Università di Napoli.
Alberto Barbadoro è un artista pesarese che si applica da un lato a particolari forme di scultura con materiali che non appartengono alla tradizione plastica, dall’altra lavora con la fotografia piegandola, attraverso le nuove tecnologie digitali, verso esiti particolarmente originali; attualmente si occupa di comunicazione visiva presso l’Ente Olivieri di Pesaro.
La mostra si inaugura il 12 gennaio alle 17 e resterà aperta fino al 23 marzo osservando lo stesso orario della Biblioteca Oliveriana: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, il sabato dalle 8.30 alle 13. L’ingresso è libero.
La mostra si realizza con il patrocinio e la collaborazione dalla Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e con il contributo di Banca Marche. Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Il direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani ha presentato ai soci fondatori (Provincia di Pesaro e Urbino - Comune di Pesaro - Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro) la relazione annuale sullo stato presente, sulle attività svolte e sulle prospettive future.
Data la difficile contingenza si è ritenuto opportuno per la prima volta dare pubblicità a questo documento previsto dallo statuto dell’Ente Olivieri.


Presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro sono aperte, a partire da lunedì 3 dicembre, le iscrizioni a un ciclo di sette lezioni dedicate alla lettura di documenti antichi che saranno tenute da Anna Falcioni, docente di Storia Medievale nella Università degli Studi di Urbino: sette lezioni a cadenza settimanale che si terranno presso la Sala delle colonne di Palazzo Montani Antaldi (via Passeri 72), gentilmente concessa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro a partire dall’11 gennaio 2013, alle ore 17,00.
L’Oliveriana vanta un patrimonio ingentissimo di documenti manoscritti antichi talora, come nel caso di codici miniati o delle pergamene diplomatiche, di eccezionale valore storico artistico.
Nello stesso tempo non da oggi l’Ente Olivieri, il soggetto gestore della Biblioteca, si preoccupa di valorizzare questi beni, attraverso la loro conoscenza e comprensione le più ampie possibili.
Aggiungiamo anche che, dato il contenuto della iniziativa, strettamente legato alle forme linguistiche espresse in ogni tempo, l’iniziativa si configura come aspetto della attività permanente del Salone della parola, il festival della filologia che nel 2013 celebrerà il quarto anniversario dal suo inizio.
Il breve corso potrebbe intitolarsi, sulla falsariga delle lezioni di latino di Vittorio Ciarrocchi, già sperimentate con vasto successo, "Paleografia e diplomatica quasi per gioco" per significare un modo divertente e leggero, senza per questo mancare di rigore scientifico, specialmente rivolto ai più giovani, di avvicinarsi allo studio della storia della scrittura antica, in modo particolare medievale, manoscritta e non, e alla capacità di saper riconoscere l’autenticità del documento preso in esame.
In sette lezioni, Anna Falcioni si proporrà non solo di illustrare i luoghi e gli strumenti per l’accesso concreto ai documenti, le tecniche per far capire il testo manoscritto in lingua moderna, ma anche di comprendere il legame tra l’attività di chi scriveva nel passato e tutti gli aspetti dell’esistenza allora connessi a tale attività.
Le lezioni possono essere seguite da tutti, anche da coloro che a scuola non hanno avuto l’occasione di studiare la paleografia e la diplomatica: perciò, dopo un accenno alla epigrafia antica, si farà un breve excursus sulla scrittura latina medievale, partendo dalle varie forme di grafica (sec. VI) fino alla scrittura umanistica e cancelleresca (sec. XV), a quella rinascimentale, seicentesca e settecentesca, di cui la Biblioteca Oliveriana offre innumerevoli esempi. Chi vorrà approfondire, in biblioteca non avrà che l’imbarazzo della scelta tra le migliaia di documenti manoscritti presenti.
Anna Falcioni insegna Storia Medievale alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Fa parte del comitato scientifico del Centro Studi Malatestiani di Rimini, quale coordinatrice della collana “Storia delle Signorie dei Malatesti” ed è responsabile storico dello scavo archeologico di Montecopiolo. Ha condotto ricerche documentarie negli archivi italiani e stranieri, ha partecipato a convegni nazionali ed internazionali; ha pubblicato un centinaio di saggi e articoli riguardanti le Signorie dei Malatesti e dei Montefeltro. Sul medesimo ambito di ricerca, Malatesti e Montefeltro, ha al suo attivo 50 volumi monografici, comprese le curatele. Collabora con l’Enciclopedia Italiana-Treccani e con diverse Associazioni culturali italiane e straniere in seno alle quali ha portato suoi particolari contributi.
È vicepresidente dell’Accademia Fanestre e deputato della Deputazione di storia patria per le Marche. Ha curato la sezione documentaria delle mostre internazionali su Bartolomeo Corradini (Fra’ Carnevale) e il Rinascimento a Urbino (Urbino 2005); su Gentile da Fabriano e l’altro Rinascimento (Fabriano 2006); su Raffaello Sanzio e Urbino (Urbino 2009), su Federico di Montefeltro, Battista Sforza, Elisabetta Gonzaga (Urbino 2010).
Le lezioni avranno luogo nella Sala delle colonne di Palazzo Montani Antaldi, via Passeri 72, Pesaro.
Durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza.
Il corso è a numero chiuso limitato a 45 persone.
L’iscrizione è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 50 (40 per iscritti alla Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e 30 per gli studenti) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana.
L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana
con il patrocinio di
Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro
in collaborazione con
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio Territoriale per la provincia di Pesaro e Urbino
con la partecipazione di
Banca dell’Adriatico
Biblioteca Oliveriana Pesaro
0721-33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it



Il Rotary Club di Pesaro, in collaborazione con l'Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, ha bandito un concorso per l'assegnazione di due borse di studio per ricerche applicate presso la Biblioteca Oliveriana.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 31 gennaio 2013.



GOFFREDO PALLUCCHINI
conferenza
VOCI DEL MISSISSIPPI
Corsari, battellieri, imbroglioni, scrittori
Sabato 24 novembre, in un incontro che avrà inizio alle 17,30 presso l’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, il Prof. Goffredo Pallucchini “percorrerà” le acque e le rive del Mississippi a partire dalle sorgenti per arrivare, dopo 2900 miglia, a New Orleans. Questo viaggio è un’occasione per incontrare originali, estrosi personaggi e per scoprire un serbatoio, non sempre conosciuto, di storie, miti e leggende. Il Mississippi è infatti legato a un’intensa e vivace oralità collettiva, a un bisogno potente di raccontare storie, riplasmare vite e destini. Tra i personaggi presi in considerazione: un bergamasco trapiantato nelle Marche (vissuto e morto a Filottrano), Giacomo Costantino Beltrami, che agli inizi dell’Ottocento, insieme ad altri esploratori, contribuisce a risolvere l’intricato problema delle sorgenti dell’Old Man, del grande Mississippi; Davy Crockett; il battelliere Mike Fink; il corsaro Jean Lafitte che racchiude in sé l’essenza del fiume, di quello che T. S. Eliot ha chiamato un forte dio scuro, arcigno, indomito, intrattabile.
Il Mississippi rivivrà attraverso le pagine di M. Twain, W. Faulkner, E. Welty; pagine che aiutano a decifrare quello che la Welty definisce un potente senso del luogo, qualcosa di profondamente radicato in chi ha conosciuto il respiro e il ritmo delle acque del grande fiume.
Goffredo Pallucchini, dopo aver conseguito un Ph.D. in Letteratura Italiana e un M. A. (Master of Arts) in Letterature Comparate presso l’Università del Wisconsin-Madison, ha insegnato presso l’Università del Wisconsin-Milwaukee, l’Università del Massachusetts-Amherst, Mount Holyoke College (in qualità di Visiting Professor). In Italia, oltre ad insegnare Italiano e Storia nelle scuole superiori, ha continuato a collaborare con programmi di studi organizzati dall’Università Statale di New York (SUNY New Paltz), dall’Università del Tennessee e dall’Università del Southern Connecticut.
Pubblicazioni:
- raccolta di poesie Is this a political discourse? (Aldebaran Press, Haydenville, Mass., 1978)
- un volume di racconti Il vento e i cristalli (Manni Editore, Lecce, 2000)
- il romanzo Il pittore di Edimburgo (Bononia University Press, Bologna, 2008).
L’iniziativa è organizzata dalla Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”in collaborazione con Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro,con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, con il contributo di Banca Marche
“Salone della parola” III/2012
Federico Condello (a cura di)
Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese, Prometeo. Variazioni sul mito
Marsilio, 2011
Letture di
Lucia Ferrati
Venerdì 2 novembre alle 17.30 presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Federico Condello presenterà una delle sue ultime pubblicazioni, Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese. Prometeo. Variazioni sul mito (Marsilio, 2011). La presentazione sarà accompagnata da letture di Lucia Ferrati.
Si conclude così il breve ciclo di presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”: una iniziativa della Biblioteca Oliveriana di Pesaro in cui si esprime l’attività permanente del Salone della parola, il cui scopo è quello di proporre al vasto pubblico letture approfondite di testi interessanti per la sensibilità contemporanea.
Con Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese. Prometeo. Variazioni sul mito entriamo in uno spazio, che potremmo definire estetico/politico, dove sullo sfondo si pone il Prometeo incatenato di Eschilo che è forse la tragedia che ha conosciuto più larga e durevole fortuna nella storia della cultura europea. In essa si celebra l'eroe che ha donato agli uomini il fuoco rubato agli dei e con esso l'intelligenza e la pratica del vivere civile. L’introduzione, ricchissima di riferimenti, passa in rassegna le principali attestazioni (nell’antica Grecia, in Mesopotamia e nell’era moderna).
Prometeo fa storia a sé tra i ‘classici della modernità’ e il dramma eschileo riscoperto diventa una fonte tra le tante versioni che si intrecciano fino ai giorni nostri: come l’Inno a Prometeo di Goethe, la selezione del Prometeo Liberato di Shelley e i testi di Gide e Pavese, che nel complesso forniscono al lettore un campione valido e variegato delle metamorfosi del mito prometeico, emblema dell’uomo in rivolta.
Federico Condello è ricercatore confermato in Filologia Classica all'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna; attualmente è docente di Filologia greco-latina e Letteratura e Civiltà Greca; insegna anche nel Laboratorio di traduzione specialistica dalle lingue antiche. È membro del comitato scientifico del periodico «Eikasmós», del Centro Studi «La permanenza del Classico» dell'Università di Bologna diretto da Ivano Dionigi, attualmente Rettore Magnifico dell’Ateneo. Oltre a numerosi saggi, ha curato la pubblicazione di: Edoardo Sanguineti, Teatro antico. Traduzioni e ricordi (BUR, 2006); Sofocle, Edipo re (Barbera, 2009). Da ultimo ha indagato la storia e la fortuna del mito di Elettra con il libro: Elettra: storia di un mito, (Carocci, 2010). È anche autore di testi poetici.
Lucia Ferrati, laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna, ha scritto saggi su Mario Morasso, Dino Garrone, Ercole Luigi Morselli, Antonio Conti. Ha curato, per l’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, la direzione artistica di numerosi festival fra cui Sipario Ducale (1995-1999), 70’s Flowers: miti e racconti di una rivoluzione (2003-2005); Le Modelle. Antiche donne & Contemporanee, Andar per fiabe. Storie fantastiche nei boschi e nei parchi della provincia di Pesaro e Urbino (2005-2010), Perle. Per le donne che cambiano (2007). Per esempio. Modelli e Testimoni del Possibile (2009-2010).
Dal 1999 al 2008 è regista delle Lezioni Magistrali del festival “Antico/Presente”, organizzato dal Comune di Rimini.
Dal 1994, svolge regolarmente attività di lettrice e speaker. Ha all’attivo numerosissime letture sceniche.
Dal marzo 2008 è direttore della Rete Teatrale del Teatro Stabile delle Marche.
Componente del Consiglio di amministrazione dell'Ente Olivieri.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pesaro e sostenuta da ASPES Spa e Banca dell’Adriatico.
Ingresso libero (fino ad esaurimento posti). Info Biblioteca Oliveriana Pesaro: tel. 0721.33344,
biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it ; facebook s.v. “Salone della parola”


Ente Olivieri/Biblioteca e Musei Oliveriani Pesaro
“Salone della parola” III/2012
Filologia, storia e politica. Quattro libri
Giovanni Brizzi
Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell’impero cristiano
Patron 2012
Sabato 27 ottobre alle 17.30 presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Giovanni Brizzi presenterà il suo ultimo libro, Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell’impero cristiano, Patron 2012.
Questa è la seconda di un breve ciclo di presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”: una iniziativa che si configura come un momento della attività permanente del Salone della parola, la manifestazione di filologia rivolta a un pubblico vasto promossa dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro.
Giovanni Brizzi, in questo suo ultimo corposo lavoro (448 pagine), ci offre il complesso disegno storico della vicenda di Roma lungo undici secoli, dagli inizi tribali dell’ottavo secolo a. C. fino alla nascita dell’impero cristiano. Ricchissima di riferimenti storici, letterari, archeologici, epigrafici, questa notevole documentazione è al servizio di una coraggiosa interpretazione del succedersi delle classi dirigenti e della loro ideologia: si tratta dunque della individuazione di costanti, di varianti e invariabili nei vari regimi politici, dalla monarchia delle origini, alla repubblica, fino all’impero.
L’autore ci dimostra come nell’Urbe dei Re, dei Consoli e dei Cesari il potere sia concepito come riconoscimento del merito acquisito dal politico verso i concittadini, e dunque come premio alla responsabilità assunta nei loro confronti: è questo il principio ideale che attraversa, come una costante, insieme al valore della fides, tutta la storia di Roma fino all'impero cristiano.
A questo fondamento un altro se ne contrappone, di matrice marcatamente orientale, assorbito al tempo delle conquiste oltremare: per esso, viceversa, il potere è non responsabile perché originato dei gratia, come dono insindacabile del favore divino.
Tra queste due nozioni si instaura un dibattito costante a segnare il rapporto tra amministratori e amministrati, che possono esser cittadini o divenire sudditi. La dialettica tra queste due forme identitarie segnerà poi tutta la storia dell'Occidente fino almeno alla Rivoluzione Francese.
Giovanni Brizzi, ordinario di Storia romana, ha insegnato negli Atenei di Sassari e di Udine prima di rientrare, nel 2000, a Bologna. Nominato Officier dans l'Ordre des Palmes Académiques dalla Repubblica Francese, è stato insignito del premio 'Mario di Nola' per l'opera storica dall'Accademia Nazionale dei Lincei. Per le sue attività di ricerca sulla battaglia del Trasimeno ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Tuoro sul Trasimeno. È autore di oltre duecento pubblicazioni a stampa, alcune delle quali tradotte in più lingue. Tra le più recenti: Silla (RAI-ERI, 2004), Scipione e Annibale. La guerra per salvare Roma (Laterza, 2007), Il guerriero, l'oplita, il legionario. Gli eserciti del mondo classico (Il Mulino, 2008), Rome et l'Occident con Jean-Pierre Martin (Sedes, 2010), Metus punicus. Studi e ricerche su Annibale e Roma (Angelini ed., 2011) e il recentissimo Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell'impero cristiano (Pàtron, 2012).
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pesaro e sostenuta da ASPES Spa e Banca dell’Adriatico
Ingresso libero (fino ad esaurimento posti). Info Biblioteca Oliveriana, Pesaro: tel. 0721.33344,
biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it ; facebook s.v. “Salone della parola”

Rimarranno aperte fino al 30 ottobre le iscrizioni al secondo ciclo di Latino quasi per gioco, 8 lezioni di latino tenute da Vittorio Ciarrocchi. Le lezioni rientrano ora nell’attività permanente del Salone della parola, il festival della filologia che ha come interesse dominante il linguaggio e le sue espressioni storiche.
Il corso si rivolge a tutti senza limiti di età e competenze: chi vuole avvicinarsi per la prima volta oppure riscoprire la lingua latina mediante un approccio differente. Un’opportunità per gli studenti di ogni ordine e grado nel loro percorso di studi.
Durante gli otto incontri, all’insegnamento vero e proprio del latino si affiancherà una panoramica della storia della lingua dall’età classica ai giorni nostri. Verranno quindi curati gli aspetti linguistici e storici del latino, partendo dalle nozioni fondamentali della lingua corredate dalla lettura ed analisi di testi degli autori latini classici (e non solo).
Le lezioni si terranno ogni mercoledì alle ore 17 a partire dal 31 ottobre 2012 (durata un’ora e mezza circa) e avranno luogo nei locali del Museo Oliveriano (via Mazza, 97 – Pesaro).
L’iscrizione prevede il versamento di una quota individuale di 40 euro (30 euro per gli studenti e per i soci “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di rimborso spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.45; il sabato dalle 8.30 alle 13). I posti sono limitati a 50 persone (minimo 25).
Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.



“Salone della parola” III/2012
Gramsci in carcere e il fascismo, Salerno Editrice, 2012
E’ l’Europa che ce lo chiede! Falso!, Laterza, 2012
Sabato 20 ottobre alle 17.30 presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Luciano Canfora presenterà i suoi due ultimi libri: si tratta della prima di quattro presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”.
L’iniziativa si configura come un momento della attività permanente del Salone della parola, la manifestazione di filologia rivolta a un pubblico vasto promossa dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro.
I due libri di Luciano Canfora, Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno Editrice, 2012 nella collana “Aculei”) e È l’Europa che ce lo chiede! Falso ! (Laterza, 2012 nella collana “Idòla”) si collocano perfettamente in questa dimensione critica per la quale la filologia si pone al servizio della verità.
In un caso e nell’altro si tratta di investigare su manipolazioni di testi per scopi politici: nel primo caso è una lettera il documento al centro dell’indagine, mentre nel secondo si esaminano quei luoghi comuni che si introducono per modificare la percezione della realtà economica (e politica): in ambedue i casi assistiamo ad un altro episodio di scrupoloso “smascheramento” cui Canfora ci ha abituato attraverso un impiego della filologia come “disciplina universale”.
Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno editrice, 2012) ci fornisce un quadro inedito dell’intellettuale politico italiano del Novecento più tradotto all’estero, fuori dalla “storia sacra” di partito. Merita attenzione la riflessione che egli venne maturando e perfezionando, durante il decennio della sua detenzione, intorno alla natura e alle prospettive storiche del fascismo, non solo italiano. La riconsiderazione di questo aspetto del pensiero gramsciano conduce anche, nel corso del libro, a porre sul tappeto la questione del giudizio che Gramsci viene affinando intorno all’altra esperienza centrale del Novecento, quella sovietica. Somiglianze e differenze tra i due contrapposti sistemi sono continuamente presenti alla sua attenzione critica. Va inoltre rilevato che una considerazione scientifica del fenomeno fascista, con cui Gramsci si misura nel corso della complessa elaborazione dei Quaderni, porta con sé anche alcuni corollari intorno al problema del consenso vastissimo che il fascismo ottenne nel mondo intellettuale italiano. Canfora non si limita a questo approccio teoretico. Nel volume ricostruisce alcune vicende poco chiare relative alla carcerazione, come la lettera inviata da Ruggero Grieco nel febbraio del 1928 che rese ancor più difficile la posizione giudiziaria di Gramsci, o le vicende filologiche legate alla lenta pubblicazione delle Lettere e dei Quaderni dal carcere, che subirono manomissioni e rielaborazioni successive ad opera di Togliatti, o, ancora, il tentativo messo in atto da personaggi prezzolati dal fascismo (e poi misteriosamente confluiti nelle file del PCI dopo il 25 aprile) per screditare la figura dell’intellettuale comunista. Completa il saggio un’ampia sezione di documenti, alcuni dei quali strategici per la comprensione dei rapporti tra Gramsci e alcuni membri del PCI, riportati dall’autore, dopo decenni, all’attenzione del lettore moderno.Inizio modulo
E' l'Europa che ce lo chiede! Falso!: in meno di cento pagine, per la nuova collana Idòla pubblicata da Laterza, Luciano Canfora smonta una serie di luoghi comuni a cui ci ha abituato l'attuale politica. Canfora parla di parole usate come randelli e applica gli strumenti della filologia per la sua opera di demistificazione. Si bolla come "ideologia" l'atto di pensare, si ammanta di "europeicità" ciò che va fatto ingoiare ai cittadini. L'Europa di oggi è molto lontana dal sogno europeista di Altiero Spinelli, ma anche dall'Europa dei popoli di Giuseppe Mazzini. Le hanno assegnato il premio Nobel per la pace? Per Canfora questo non è che il premio di consolazione, la maglia nera data a un flatus vocis. C'è in atto nel mondo un ritorno alla schiavitù: attenti, dice lo storico del mondo antico, gli schiavi prima o poi si ribellano e allora sono guai per tutti.
Luciano Canfora è nato a Bari il 5 giugno 1942. Storico del mondo antico, dal 1975 è professore di filologia greca e latina presso l'Università di Bari. Ha insegnato papirologia, letteratura latina, storia greca e romana. Membro dell'Institute for the classical tradition di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, Canfora dirige la rivista Quaderni di storia e la collana La città antica. I suoi numerosissimi studi, tradotti in varie lingue, innovativi e a volte provocatori, spaziano in molteplici ambiti: letteratura greca e latina (Storia della letteratura greca, 1986; Vita di Lucrezio, 1993; Un mestiere pericoloso. La vita quotidiana dei filosofi greci, 2000), filologia (Filologia e libertà, 2008), problemi di storia e di storiografia (Tucidide continuato, 1970; Totalità e selezione nella storiografia classica, 1972; Storici della rivoluzione romana, 1974; Manifesto della libertà, 1994; La storiografia greca, 1999; Giulio Cesare. Il dittatore democratico, 1999; La democrazia. Storia di un'ideologia, 2004; Tucidide tra Atene e Roma, 2005; Il papiro di Dongo, 2005), modi di conservazione e trasmissione del sapere (La biblioteca scomparsa, 1986; Il destino dei testi, 1995; La biblioteca del patriarca, 1998; Il papiro di Artemidoro, 2008; Il viaggio di Artemidoro. Vita e avventure di un grande esploratore dell'antichità, 2010; La meravigliosa storia del falso Artemidoro, 2011; Il mondo di Atene, 2011), sopravvivenza dell'antico, cultura e storia contemporanee (Cultura classica e crisi tedesca, 1976; Togliatti e i dilemmi della politica, 1989; Le vie del classicismo, 2 voll., 1989-97; Idee d'Europa, 1997; Noi e gli antichi, 2002; 1956. L'anno spartiacque, 2008; La storia falsa, 2008; La natura del potere, 2009; Gramsci in carcere e il fascismo, 2012; E' l'Europa che ce lo chiede!Falso!, 2012 ).
Ingresso libero
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it
www.oliveriana.pu.it
facebook: s.v. “salone della parola”
Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Oliveriani Pesaro
“Salone della parola” III/2012
FILOLOGIA, STORIA E POLITICA
quattro libri
Presso l’auditorium di Palazzo Montani Antaldi, gentilmente concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, si terranno con cadenza settimanale, a partire da sabato 20 ottobre alle 17.30, quattro presentazioni editoriali con gli autori raccolte sotto il titolo generale “Filologia, storia e politica”.
L’iniziativa si configura come un momento della attività permanente del Salone della parola, la manifestazione di filologia rivolta a un pubblico vasto promossa dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani di Pesaro.
Come il Salone, questa breve rassegna intende sfruttare la presa critica dei testi in esame, siano essi antichi, moderni o contemporanei: per capire meglio, per “vedere come stanno le cose”, o come varia nel tempo il nostro gusto del vero e del bello.
I due libri di Luciano Canfora presentati sabato 20 ottobre alle 17.30, Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno Editrice, 2012, collana “Aculei”) e È l’Europa che ce lo chiede! Falso ! (Laterza, 2012 collana “Idòla”) si collocano perfettamente in questa dimensione critica per la quale la filologia si pone al servizio della verità: in un caso e nell’altro si tratta di investigare su manipolazioni di testi per scopi politici; nel primo caso è una lettera il documento al centro dell’indagine, mentre nel secondo si esaminano quei luoghi comuni che si introducono per modificare la percezione della realtà economica (e politica).
Nel caso del libro di Giovanni Brizzi, proposto il 27 ottobre, la prospettiva è diversa: qui la filologia coincide con l’indagine storiografica e si pone il problema di costruire un impianto concettuale unitario per un’entità storica complessa e grandiosa, che dura un millennio: Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell’impero cristiano (Patron, 2012) è il titolo di una interpretazione radicale per la quale in Roma il potere è concepito come riconoscimento del merito acquisito dal politico verso i concittadini, e dunque come premio alla responsabilità assunta nei loro confronti. Si tratta del principio ideale che attraversa tutta la storia dell’Urbe fino all’impero cristiano. A questo fondamento un altro se ne contrappone, di matrice marcatamente orientale, assorbito al tempo delle conquiste oltremare: per esso, viceversa, il potere è non responsabile perché originato dei gratia, come dono insindacabile del favore divino.
Con Eschilo, Goethe, Shelley, Gide, Pavese. Prometeo. Variazioni sul mito il libro curato da Federico Condello entriamo in un altro spazio, potremmo dire estetico/politico, dove sullo sfondo si pone il Prometeo incatenato di Eschilo che è forse la tragedia che ha conosciuto più larga e durevole fortuna nella storia della cultura europea. In essa si celebra l'eroe che ha donato agli uomini il fuoco rubato agli dei, e con esso l'intelligenza e la pratica del vivere civile. L’introduzione passa in rassegna le principali attestazioni (nell’antica Grecia, in Mesopotamia e nell’era moderna). Così Prometeo fa storia a sé tra i ‘classici della modernità’, e il dramma eschileo riscoperto diventa una fonte tra le tante versioni che si intrecciano fino ai giorni nostri: come l’Inno a Prometeo di Goethe, la selezione del Prometeo Liberato di Shelley e i testi di Gide e Pavese, che nel complesso forniscono al lettore un campione valido e variegato delle metamorfosi del mito prometeico, emblema dell’uomo in rivolta.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pesaro e sostenuta da ASPES Spa e Banca dell’Adriatico
Ingresso libero (fino ad esaurimento posti). Info Biblioteca Oliveriana Pesaro: tel. 0721.33344,
biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; facebook s.v. “Salone della parola”

Circolo della Stampa
Ente Olivieri
Pesaro, 12 ottobre, ore 18,00
Auditorium Palazzo Antaldi
LA LETTERATURA NON È UNA PROPRIETÀ PRIVATA
Virginia Woolf inedita, più snob che militante, e maestra di letture
In occasione dell’uscita del libro
Consigli a un aspirante scrittore di Virginia Woolf (Bur Rizzoli)
A cura di Roberto Bertinetti
Interviene, con il curatore, Leonetta Bentivoglio
Letture di Lucia Ferrati
Raccoglie scritti inediti su Tolstoj e Dostoevskij, su Hemingway e Stendhal, un ricordo inedito del padre e molte pagine di diario, la nuova raccolta di scritti di Virginia Woolf, Consigli a un aspirante scrittore, curata da Roberto Bertinetti, docente di Letteratura inglese all’Università di Trieste, e tradotto da Bianca Tarozzi e Giordano Vintaloro. Il libro, edito da Bur Rizzoli, sarà presentato a Pesaro in un incontro organizzato dal Circolo della Stampa e dall’Ente Olivieri venerdì 12 ottobre alle ore 17,30 (18) nell’Auditorium di Palazzo Antaldi (g.c.).
«L’essenziale è tenersi occupati. E ora, con un certo piacere, mi accorgo che sono le sette e che devo preparare la cena. Merluzzo e salsicce. Credo che scrivendone si possano in qualche modo dominare le salsicce e il merluzzo».
Bastano queste poche parole, fra gli ultimi appunti prima del suicidio, per avere un’idea di come la letteratura occupasse ogni istante della vita della scrittrice. Dalle pagine del libro, alcune tradotte per la prima volta, ne esce fuori una lettrice attenta e severa, critica nei confronti di scrittori come Dickens, Lawrence o Joyce, e sempre comunque assorta nella lettura di un libro.
I testi pubblicati da Roberto Bertinetti mettono in evidenza però anche un altro aspetto della sua personalità: una donna più snob di quanto non si fosse creduto finora, lontana da quell’immagine che le femministe e i gender studies hanno confezionato da tempo. La tesi del curatore è che le fondatrici del movimento attribuiscono a Virginia Woolf idee che spesso non trovano riscontro nei testi. “Se è indubbio che per tutta la vita si è battuta in favore dei diritti delle donne, appare altrettanto incontestabile la sostanziale indifferenza verso i movimenti politici attivi nell’Inghilterra di inizio secolo”.
Insieme a Roberto Bertinetti, interverrà Leonetta Bentivoglio, saggista e giornalista, al quotidiano La Repubblica dagli anni Ottanta, dove scrive nella sezione Cultura occupandosi di letteratura, musica e danza. Leonetta Bentivoglio è autrice di numerosi libri, tra cui un volume “Il teatro di Pina Bausch” e una raccolta d’interviste ai massimi protagonisti internazionali del teatro musicale sul mondo di Giuseppe Verdi. Particolarmente interessata alla letteratura inglese, ha scelto, curato e tradotto in italiano una serie di short stories dello scrittore vittoriano Thomas Hardy, uscita per i Classici Garzanti col titolo “I tre sconosciuti e altri racconti”. La voce narrante sarà quella di Lucia Ferrati. I testi inediti in Italia di Virginia Woolf, in particolare il diario, saranno al centro di uno spettacolo teatrale sulla scrittrice che Roberto Bertinetti sta preparando insieme al regista Roberto Andò (recente vincitore del Premio Campiello Opera prima con il romanzo “Il Trono vuoto”, che presto diventerà un film con la regia dello stesso Andò, interpretato da Toni Servillo)e all’attrice Michela Cescon, vincitrice del David di Donatello come migliore attrice non protagonista nel 2012 per Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana.
Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, a partire da lunedì 10 settembre, le iscrizioni a un secondo ciclo di lezioni introduttive alla conoscenza della lingua latina tenute da Vittorio Ciarrocchi: le lezioni dello scorso inverno hanno infatti riscosso un vivo apprezzamento da parte dei partecipanti, molti dei quali hanno firmato una petizione per rinnovare l’esperienza al più presto.
Piace nelle conversazioni di Ciarrocchi non solo la passione e la competenza, ma soprattutto il modo di avvicinarsi al mondo antico a partire da testi, i più diversi, tradotti e commentati brillantemente e simpaticamente, come fossero stati scritti da nostri contemporanei.
Le lezioni rientrano ora nella attività permanente del Salone della parola, il festival della filologia che ha come interesse dominante il linguaggio e le sue espressioni storiche: in questo contesto la conoscenza della lingua latina occupa inevitabilmente un posto di rilievo, specie per quanti, tra i più giovani, vorranno cimentarsi nella lettura di qualcuno delle migliaia di volumi in questo idioma che l’Oliveriana può mettere a disposizione.
Queste otto lezioni vogliono solo essere solo un piccolo stimolo, non privo di spirito ironico, anche per quanti non hanno contemplato la lingua latina nel proprio corso di studi.
Dice Alessandro Schiesaro nella introduzione al suo Lingua madre. Corso di latino (Laterza 2012):
“Il latino, in effetti, è più di una lingua: è un fenomeno culturale nel cui segno si è affermata la straordinaria crescita di una civiltà che assunse dimensioni “globali”; è lo strumento che ha consentito per molti secoli di preservare ed arricchire le acquisizioni più importanti di quella civiltà; è, infine, territorio di contesa tra diversi modi di concepire, oggi, il nostro rapporto con il passato e tra diversi modelli educativi del presente. Affrontare oggi lo studio del latino significa necessariamente fare i conti, magari solo implicitamente, con tutti questi aspetti, non ultimo quello del futuro del latino, i cui spazi come lingua d’obbligo scolastico si vanno riducendo un po’ ovunque, proprio mentre in molti Paesi cresce l’interesse per uno studio su base volontaria”.
Vittorio Ciarrocchi ha insegnato storia e filosofia. nei licei di Pesaro, Fano, Senigallia. Ha pubblicato due libri: Povera Italia! (1994); Botta e risposta (2007). Collabora alle pagine pesaresi del quotidiano 'il Resto del Carlino'. Dal 1996 è associato al "Grex Latine loquentium": un gruppo di sedicenti 'matti', i quali scrivono quotidianamente in latino via Internet. La corrispondenza del gruppo riguarda argomenti di ogni genere, però è leggibile soltanto dagli iscritti: alcune lettere possono essere lette anche in un sito che si chiama 'Ephemeris'.
Le lezioni avranno luogo di mercoledì alle ore 17,00 nei locali del Museo Archeologico Oliveriano, Via Mazza, 97 – Pesaro a partire da mercoledì 31 ottobre 2012; durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza; il corso è a numero chiuso limitato a 50 persone (minimo 25); l’iscrizione (da lunedì 10 settembre a sabato 20 ottobre 2012) è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 40,00 (euro 30 per studenti e soci “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di rimborso spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana . L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza. Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, 0721-33344, orario dal lunedì al venerdì 8.30-18.45,
sabato 8.30-13. e mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it

La Biblioteca Oliveriana partecipa all'iniziativa, mettendo a disposizione dei suoi utenti le proprie sale e il proprio patrimonio il 19 ottobre 2012.La sezione Marche dell'AIB ha organizzato Storie da biblioteca. Concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire.
Per maggiori informazioni e per scaricare il regolamento e il modulo di iscrizione
www.aib.it/struttura/sezioni/marche/2012/25413-storie-da-biblioteca/
"Cosa può scaturire dall’incontro di appassionati di scrittura e fotografia, che si danno appuntamento in una biblioteca per raccontarne in quattro ore le peculiarità e scovarne i tesori nascosti? Di certo si tratterà di un meraviglioso viaggio al centro di un mondo tutto da scoprire, anche se ci appartiene già.
Ecco allora che l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) Sezione Marche, in collaborazione con l’Associazione culturale RaccontidiCittà e l’Associazione Alberghi del Libro d’Oro / Golden Book Hotels, lancia l’idea di un concorso che stimoli la partecipazione attiva e diretta di tutti gli utenti delle strutture del territorio.
Armati di penna e macchina fotografica, avventuriamoci dunque fra gli scaffali, virtuali e non, di questo appassionante tour di alcune delle biblioteche marchigiane, per ricostruirne un’immagine che vada al di là di ogni stereotipo.
Per i vincitori, pubblicazione degli elaborati in ebook, opportunità di collaborazioni freelance retribuite, eReader e weekend da trascorrere in uno degli Alberghi del Libro d’Oro."
Domenica 22 luglio alle 21.15 nel Salone metaurense del Palazzo ducale di Pesaro, avrà luogo una conferenza di Umberto Eco dal titolo Memoria e Dimenticanza.
Si tratta dell’evento unico del Salone della parola, il festival della filologia, ideato da Marcello Di Bella, direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani di Pesaro, che quest’anno avrebbe celebrato la terza edizione e che il filosofo avrebbe dovuto concludere.
I temi proposti sono cari a Umberto Eco, da lui trattati sovente, sia in scritti che in conferenze: in questo caso è significativo che la lezione magistrale abbia come sfondo un organismo che racchiude in sé tutti i caratteri delle istituzioni della memoria: l’Oliveriana è in effetti una biblioteca ragguardevole, contiene un museo archeologico con tratti distintivi originali e di interesse generale, ospita un archivio, anzi una articolazione di archivi, che conservano documenti che datano dall’età roveresca fino a quella contemporanea.
Certo il discorso di Eco andrà ben oltre il contesto locale, spaziando nel tempo, supponiamo, da Platone a Borges, cioè proponendo una personale visione delle vicende che caratterizzano la nostra storia culturale ed esistenziale, e le sue ragioni, muovendosi tra filologia e filosofia, con la ben nota intelligenza critica che contraddistingue questo grande intellettuale europeo.
Umberto Eco, professore emerito e presidente della Scuola superiore di studi umanistici della Università degli Studi di Bologna, rappresenta una delle personalità della cultura italiana più conosciute fuori dai nostri confini e le sue opere, sia di saggistica filosofica e semiologica, sia di narrativa sono tradotte in decine di paesi.
Accademico dei Lincei, il prof. Eco è Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte.
Tra le onorificenze straniere citiamo: Orden pour le Mérite für Wissenschaften und Künste, Cavaliere e Ufficiale Legion d’Onore, Gran Croce al Merito con placca dell’Ordine al Merito di Germania.
Gli sono state conferite lauree honoris causa da decine di università di ogni continente.
È anche cittadino onorario di Monte Cerignone e di San Leo.
Il suo ultimo romanzo, Il cimitero di Praga, verte su un caso famoso di costruzione di un documento falso, un caso in cui filologia e politica si incontrano (e si scontrano).
L’incontro è organizzato dalla Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, in collaborazione con la Prefettura di Pesaro e Urbino e l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”. La Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Pesaro e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro hanno patrocinato l’iniziativa assicurando il loro sostegno.
Gli organizzatori ringraziano l’hotel Excelsior di Pesaro per l’ospitalità.
La conferenza sarà preceduta dai saluti di Attilio Visconti, Prefetto di Pesaro e Urbino, di Riccardo Paolo Uguccioni, Presidente dell’Ente Olivieri, di Salvatore Siena, Presidente della Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana e da una breve introduzione di Marcello Di Bella, direttore della Biblioteca e Musei Oliveriani.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Informazioni: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel 0721 33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it
AL MUSEO !
Aperture del museo archeologico Oliveriano e visite guidate
luglio agosto 2012
Come è consuetudine, anche quest’anno il Museo Archeologico Oliveriano aprirà i battenti nei mesi di luglio e agosto, dalle 16 alle 19 dei giorni feriali, a partire da lunedì 2 luglio, grazie alla collaborazione dell’Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro, presieduto da Mario Morbidoni, cui recentemente è stato conferito l’incarico di Ispettore onorario della Soprintendenza archeologica per il territorio di Pesaro.
Inoltre ogni mercoledì pomeriggio a partire dall’11 luglio e fino al 29 agosto (escluso ferragosto), avranno luogo visite guidate al Museo archeologico Oliveriano, curate da Valeria Valchera.
Sono previsti due turni di visita: I turno: ore 16.45; II turno: ore 17.45.
Per entrambi il numero massimo di partecipanti è fissato a 30 persone (è possibile prenotarsi presso il Museo tutti i giorni feriali dalle 16 alle 19).
La visita si avvale di una premessa audio-visiva realizzata su PowerPoint cui seguirà il percorso guidato attraverso le sale del museo e la corte interna, che ospita una parte della raccolta epigrafica.
La durata di ogni turno di visita è di 50 minuti circa.
Come negli ultimi due anni, ci saranno ancora le aperture straordinarie dei giovedì sera, a partire dal 12 luglio, alle 21.15, in concomitanza con le iniziative che animano il centro storico in quelle serate: nel corso delle serate saranno proiettati documentari di grande interesse, anche grazie alla collaborazione con il festival del cinema archeologico di Rovereto: in programma il 12 luglio Decifrando il codice Maya, di David Lebrun (USA 2008), il 19 luglio I segreti del Partenone, di Gary Glassman (Francia 2008), il 2 agosto L’impero di marmo, di Folco Quilici (Italia 2004), il 9 agosto L’imperatore dei mari. I viaggi di Zheng He di Keiko Hakihara Bang (Singapore 2007), il 16 agosto Il mistero di Kyys la Sciamana di Marc Jampolski (Francia 2007).
Una serata, il 26 luglio, sarà dedicata alla mostra degli avori in corso presso il Museo Diocesano, cui ha significativamente collaborato l’Oliveriana con il prestito di molte opere di notevole valore storico e artistico; per l’occasione Mario Morbidoni, terrà una conferenza dal titolo Uno sguardo sui raffinati avori antichi, da Micene a Roma.
Chiuderà il ciclo di incontri, giovedì 23 agosto, Emanuele Mandanici con una conversazione dal titolo Un prezioso reperto del Museo Oliveriano racconta il mistero di Mitra e del suo culto.
A proposito del Museo Oliveriano è opportuno sottolineare l’importanza delle raccolte esposte, il cui nucleo principale è costituito, oltre che dalle collezioni preziosissime del fondatore Annibale Olivieri (1708 – 1789), dalla documentazione materiale proveniente dal territorio: come i reperti della necropoli di Novilara (VIII – VI secolo a.C.), o gli ex voto del bosco sacro di Pesaro arcaica (a partire dal III sec. a.C.). Si tratta del secondo o terzo museo archeologico delle Marche che non cessa di interessare gli studiosi italiani e, ancor più, gli stranieri.
Ingresso libero.
Per informazioni: 0721 33344 (ore 8 – 13); e mail biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it
Martedì 5 giugno, presso la direzione della Biblioteca e Musei Oliveriani, sono stati consegnati alla ditta Hyperborea di Pisa i lavori di digitalizzazione di un’altra quota importante dei documenti della famiglia Albani e in particolare di Papa Clemente XI, nato Giovanni Francesco Albani (1649 – 1721). Erano presenti alla firma della convenzione riguardante l’importante intervento Mauro Tosti Croce, soprintendente archivistico per le Marche, Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri, Marcello Di Bella, direttore della biblioteca e musei oliveriani, Brunella Paolini, responsabile della inventariazione e della digitalizzazione delle carte Albani, Cecilia Poggetti della ditta Hyperborea.
“Il fondo – come ha scritto Antonio Brancati - risulta di straordinario interesse non solo dal punto di vista più strettamente storico-politico, ma anche socio-economico, sia perchè comprende l'archivio privato di papa Clemente XI (1700-1721), al secolo Giovanni Francesco Albani, sia perchè estende la propria documentazione ai maggiori eventi succedutisi tra il XVI e il XVIII secolo grazie al diretto coinvolgimento di numerosi esponenti della famiglia Albani nell'ambito di uno dei più travagliati e non ancora ben noti periodi della storia italiana ed europea”.
Il progetto Archivio Albani si propone pertanto di permettere la libera consultazione, attraverso la riproduzione digitale integrale e un'adeguata inventariazione, l'importante patrimonio storico costituito dai numerosi documenti di proprietà della famiglia Albani e costituenti l'archivio privato di Papa Clemente XI Albani.
L'idea della realizzazione di una simile impresa è da attribuire completamente alla volontà di uno dei proprietari delle importanti carte, Clemente Castelbarco Albani, che in collaborazione con Antonio Brancati, direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani fino al 2009, pensò al modo di rendere accessibile, e sono ormai passati più di dieci anni, il prezioso archivio.
Data l’enorme quantità di documenti, almeno 150.000 carte, hanno reso possibile l’impostazione e l’avvio del programma la felice collaborazione tra i proprietari, l’Ente Olivieri, la Provincia di Pesaro e Urbino, la Soprintendenza archivistica delle Marche, a cui si è aggiunto, nella fase iniziale, l’importante contributo di Alberto Berloni.
Il fondo comprende diverse tipologie documentarie: lettere confidenziali, augurali, ufficiali, cronache, suppliche, memoriali, documenti amministrativi, spartiti e trattati. Le notizie riportate riguardano l'origine della famiglia Albani e le sue relazioni con i più importanti avvenimenti storici accaduti tra XVI e il XVIII secolo, la storia dell’antico ducato di Urbino e della sua devoluzione allo Stato Pontificio e i rapporti del pontefice con tutto il mondo cattolico. Di particolare rilevanza sono anche i suoi quaderni di appunti, i volumi di esercizi scolastici e i metodi di istruzione.
Attualmente si possono consultare on line, a partire dal sito della Biblioteca Oliveriana (www.oliveriana.pu.it) circa 30.000 documenti, per un totale di 100.000 immagini, consultabili attraverso diverse chiavi di accesso; occorre aggiungere che questo archivio digitale è già servito per numerosi studi e pubblicazioni.
Ora, grazie al finanziamento di 50.000 euro, provenienti dal gioco del Lotto, Ministero per i beni e le attività culturali, si procederà alla digitalizzazione e indicizzazione di altrettante immagini e un successivo contributo, di altri 90.000 euro, consentirà di concludere questa monumentale impresa.




La Biblioteca Oliveriana di Pesaro ha da tempo stretto rapporti di collaborazione con l’I.S.I.A. (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino diretto da Roberto Pieracini.
Questo ha permesso a docenti e allievi del prestigioso istituto, noto internazionalmente per l’eccellenza nel campo della grafica, del visual design e altri ambiti del visivo, di accedere direttamente ai documenti librari e non librari, spesso rari e preziosi, conservati al suo interno.
Si tratta di occasioni importanti che costituiscono lo sfondo entro cui sperimentare nuove tecniche di comunicazione a partire da un patrimonio che reclama di essere conosciuto e valorizzato: raccolte che comprendono reperti archeologici, manoscritti, incunaboli, libri antichi e moderni (oltre trecentomila), documenti archivistici, oggetti artistici, carte, disegni, fotografie, etc.
Proprio oggi, nell’ambito dell’insegnamento di tecniche di archiviazione e conservazione della fotografia tenuto dalla prof.ssa Melissa Gianferrari all’interno del II anno di corso del diploma accademico di II livello in fotografia dei beni culturali, si è svolta in Oliveriana una esercitazione/esame su documenti fotografici originali recentemente ritrovati.
Questa esercitazioni segue altre già effettuate, ad esempio di vera e propria ripresa fotografica, come quella condotta dal prof. Marco Ravenna.

Promosso dalla Biblioteca Oliveriana (Pesaro, via Mazza 97) prosegue ciclo di lezioni dal titolo Canone. Libri da leggere (possibilmente).
La quinta lezione delle 7 previste si svolgerà domenica 13 maggio alle 17 presso il Museo archeologico oliveriano: PAOLO TEOBALDI introdurrà alla lettura de La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda (1893 – 1973).
La cognizione del dolore, forse l'opera più intimamente autobiografica della produzione gaddiana, pubblicata parzialmente a puntate su “Letteratura” tra il 1938 e il 1941, appare per la prima volta in volume nel 1963 per Einaudi: “attraverso la figura dell'ingegnere Gonzalo Pirobutirro, l'autore ricerca le ragioni "oscure e vivide" del suo atroce rancore di figlio dalla natura "difettiva", del suo odio verso l'ipocrita "imbecillaggine generale del mondo" e della sua tragica, "orrida solitudine" con un linguaggio che unisce italiano letterario e aulico, dialetto lombardo popolare e borghese, spagnolo, ricco di tecnicismi, arcaismi e neologismi, trasmettendo al lettore terribili e straordinarie emozioni”.
Un romanzo incompiuto, ma non per questo meno perfetto, tanto da essere giudicato un capolavoro assoluto della letteratura italiana del Novecento.
Paolo Teobaldi è nato nel 1947 a Pesaro, dove vive e scrive (e ama anche leggere e rileggere Gadda). Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante (d’Italiano e di “scrittura creativa”). Socio fondatore del Gusto dei Contemporanei. Come narratore ha pubblicato: Scala di Giocca (EDES, Cagliari, 1984). Dopodiché, sempre per le Edizioni e/o di Roma: Finte. Tredici modi di sopravvivere ai morti (1995); La discarica (1998); Il padre dei nomi (2002; Premio Frontino-Montefeltro 2002); La badante. Un amore involontario (2004); Il mio manicomio (2007). Sempre presso le Edizioni e/o sta per uscire un suo nuovo romanzo dal titolo Macadàm, soprannome di un cantoniere che si riferisce a un tipo di pavimentazione stradale inventato dall’ingegnere scozzese John Loudon McAdam.
Domenica 20 maggio, Roberto Bertinetti, docente di letteratura inglese nella Università di Trieste e critico del supplemento culturale della domenica del “Sole 24 Ore”, propizierà la lettura di Grandi speranze (1861) di Charles Dickens che il Regno Unito celebra nel secondo centenario della sua nascita.
Il filosofo Armando Massarenti che attualmente è a capo del supplemento culturale della domenica de “Il Sole 24 Ore” chiuderà il ciclo di lezioni domenica 27 maggio commentando Allegro ma non troppo di Carlo M. Cipolla. Si tratta di un libretto pubblicato in Italia nel 1988, che contiene Le leggi fondamentali della stupidità umana, un picccolo e splendido trattato, giustamente noto.
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio diProvincia di Pesaro e Urbino e Comune di Pesaroin collaborazione conMinistero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio di Pesaro e UrbinoInfo: Biblioteca Oliveriana Pesaro 0721-33344, biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Promosso dalla Biblioteca Oliveriana (Pesaro, via Mazza 97) prosegue ciclo di lezioni a numero chiuso (massimo 65) dal titolo Canone. Libri da leggere (possibilmente).
La quarta lezione delle 7 previste si svolgerà domenica 6 maggio alle 17 presso il Museo Archeologico Oliveriano: YAMINA OUDAI CELSO introdurrà alla lettura dell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud.
I sogni hanno un significato, ricavabile all’interno di un paradigma scientifico. Questa è la scoperta di Freud documentata anche filologicamente nel suo libro che apre il Novecento: un libro che per molte ragioni può essere considerato “canonico”. La materia trattata, considerata di pertinenza del pensiero superstizioso e campo di ampie esercitazioni per ciarlatani, viene qui riconsiderata da Freud in tutti i suoi aspetti, fisiologici, psicologici e, infine, nel quadro della sua ormai ampia esperienza psicopatologica. L’Interpretazione dei sogni, è considerato unanimamente il principale lavoro di Freud, cosa di cui l’autore è ben consapevole se nella prefazione alla terza edizione inglese dice: “una intuizione come questa càpita una sola volta nella vita di un individuo”.
Ancora oggi gli argomenti della psicoanalisi sono spesso oggetto di critiche feroci, forse più sul versante della pratica psicoterapica che su quello della teoria psicologica. “Il fatto che l’uomo sia governato anche da “forze oscure” – ha scritto recentemente Umberto Galimberti – che Freud aveva collocato nell’inconscio mi pare innegabile, dal momento che l’uomo non è solo ragione, ma anche follia, come ogni notte i nostri sogni dimostrano […]”.
Di questo libro ci parlerà una giovane filosofa, Yamina Oudai Celso.
Il nucleo delle sue ricerche riguarda i rapporti tra discipline psicologico-psichiatriche e loro antecedenti filosofici, analizzati sia sul piano delle connessioni teoriche sia attraverso l'indagine storica degli autori antichi e degli autori tedeschi di fine Ottocento, con specifica attenzione all'opera di S. Freud e F. Nietzsche.
Nel maggio 2010 le è stata conferita la Borsa di studio della Fondazione Internazionale Premio Balzan per lo studio su "Psichiatria, antropologia e psicologia da Descartes all'Illuminismo francese: eredità testuali ed influssi teorici sull'opera di Freud e in particolare sulla teoria freudiana delle emozioni".
Nel contempo dalla primavera 2010 ha intrapreso una collaborazione postdottorale con l'Institut d'Histoire de la Médecine et de la Santé dell'Université de Genève (Faculté de Médecine) nell'ambito di due progetti di ricerca nel campo della storia delle emozioni.
Oudai Celso ha tenuto diverse docenze in materia psicologica e filosofica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e Milano-Bicocca.
Oltre a numerosi articoli e capitoli di libri, ha al suo attivo il volume Freud e la filosofia antica (Bollati Boringhieri, 2006).

La terza lezione delle 7 previste si svolgerà domenica 29 aprile alle 17 presso il Museo archeologico oliveriano: GIANFRANCO FABI introdurrà alla lettura del Trattato sulla moneta (1930), di John Maynard Keynes
Di John Maynard Keynes si parla tanto, specie in questo tempo di crisi, ma spesso con grandi approssimazioni. Keynes non è soltanto l’economista che pensa che non necessariamente l’interesse egoistico porti verso soluzioni illuminate (la “mano invisibile”). E la moneta peraltro è qualcosa di più concreto del libero mercato.
John Maynard Keynes (1883-1946) è giustamente considerato uno dei maggiori economisti del XX secolo, padre della macroeconomia e profondo studioso della politica monetaria.
Il Trattato sulla moneta del 1930 costituisce una pietra miliare nell’analisi economica soprattutto sotto un profilo strettamente teorico. Il ruolo della moneta, analizzato in tutti i suoi aspetti, viene considerato il fondamento attorno a cui devono girare tutti i meccanismi dell’economia. Ma questo corposo libro era stato concepito negli anni ’20, soprattutto per contestare la politica deflazionista del governo inglese, mentre con la crisi del ’29 l’attenzione di Keynes si concentra sugli effetti reali delle politiche economiche e in un altro grande saggio mette al primo posto il problema della crescita e del lavoro: nasce così nel 1936 la “Teoria generale dell’occupazione, degli interessi e della moneta”, l’opera sicuramente più citata, anche se anch’essa per lo più sconosciuta, dell’economista inglese.
Keynes è passato alla storia per il suo sostegno agli interventi statali per contrastare un ciclo economico negativo. In realtà le sue vere teorie non potrebbero essere considerate “keynesiane” secondo l’interpretazione che viene data di questo aggettivo. Perché il suo obiettivo era quello di far ruotare l’economia attorno a una moneta sostanzialmente stabile (durante la guerra si battè per una valuta unica mondiale) con una spesa pubblica in funzione anti-ciclica e con una grande attenzione ai rischi dell’inflazione.
Analizzando in profondità tutti gli aspetti della moneta Keynes avrebbe voluto un euro diverso da come è stato attuato. Voleva soprattutto valorizzare chi utilizza la moneta: cioè la persona nei suoi molteplici aspetti di lavoratore, consumatore, risparmiatore, imprenditore, cittadino, contribuente e, last but non least, individuo libero e intelligente.
Ma riscoprire il vero Keynes in questo momento vuol dire soprattutto riflettere su quante illusioni, truffe e scelleratezze sono state compiute attraverso una moneta sempre più virtuale e sempre meno garantita.
Gianfranco Fabi, 64 anni, dopo il liceo scientifico a Varese, si è laureato in scienze politiche, indirizzo economico-internazionale, all'Università degli studi di Milano, è giornalista professionista dal 1974. Ha iniziato nel 1972 l'attività a "Il Giornale del popolo" di Lugano e dal '79 è passato al “Sole-24 Ore” dove ha ricoperto vari incarichi: prima alla redazione finanza, poi alla cultura, all'economia italiana, nella caporedazione centrale. Dall'87 al '90 vice-direttore del settimanale “Mondo Economico”. Dal '91 vice-direttore poi (dal 2004 al 2009) vice-direttore vicario del “Sole 24 Ore”. Dall'ottobre 2008 al luglio 2010 direttore responsabile di Radio 24. Ora giornalista indipendente. Insegna economia al Master di comunicazione dell’Università cattolica di Milano. E’ direttore della Rivista del Banco popolare. Vive tra Varese e Milano. Tra le passioni la montagna, la moto, la bicicletta. Coniugato, due figli e (grazie a loro) otto nipoti.

La seconda lezione di Canone. Libri da leggere (possibilmente) delle 7 previste si svolgerà domenica 22 aprile alle 17 presso il Museo archeologico oliveriano: Piero Boitani introdurrà il Decamerone di Giovanni Boccaccio, un testo che non può non dirsi fondamentale per la cultura italiana e occidentale: insomma, un testo da “canone”. Il titolo completo che Boccaccio dà alla sua opera, scritta nel 1350, è Comincia il libro chiamato Decameron cognominato prencipe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in diece dì dette da sette donne e da tre giovani uomini. Con queste novelle nascono il racconto e il romanzo moderni, ispirati a una visione laica e spregiudicata del mondo, venata spesso di un erotismo che ha guadagnato all’opera censure e molte edizioni “purgate” (non poche detenute anche dall’Oliveriana).
Ci introdurrà a questo testo impareggiabile un grande studioso di letteratura medievale, comparatista e notevole anglista, nonché dantista e studioso del mito e della cultura classica, della narrazione biblica e delle sue riscritture, Piero Boitani, Professore Ordinario di Letterature Comparate alla "Sapienza" di Roma.
Ha insegnato Lingua e Letteratura Italiana all´Università di Cambridge (1971-4), Letteratura Americana e poi Lingua e Letteratura Inglese nelle Università di Pescara e Perugia (1974-85) come Professore Incaricato; Professore Ordinario di Lingua e Letteratura Inglese dal 1981, nel 1985 è stato chiamato alla "Sapienza" di Roma su quella cattedra per passare poi nel 1998 a Letterature Comparate; qui è Direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne; nel 2002 ha vinto il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei per la Critica Letteraria. È stato Presidente dell’Associazione Italiana di Anglistica e della Società Europea di Studi Inglesi (di cui è Presidente Onorario); è Fellow della British Academy, della English Association, della Medieval Academy of America, della Dante Society of America; socio de Il Mulino, della Accademia Polacca di Arti e Scienze, dell’Academia Europaea, dell’Accademia delle Scienze di Torino, dell’Arcadia; Direttore Letterario della Fondazione Valla. Tra i suoi lavori più recenti: Il Medioevo (Bologna, Il Mulino, 1991); English Studies in Transition, con R. Clark (Londra, Routledge, 1993); otto volumi di J.A.W. Bennett Memorial Lectures, con A. Torti (Cambridge, Brewer, 1983-): Ulisse: archeologia dell'uomo moderno, con R. Ambrosini (Roma, Bulzoni, 1998); Lo Spazio Letterario del Medioevo Volgare, 5 voll., con A. Varvaro e M. Mancini (Roma, Salerno, 1999-2005); Il viaggio dell'anima, con M.Simonetti e G. Bonfrate (Milano, Fondazione Valla-Mondadori, 2007).

Il primo appuntamento di
Si comincia con il quarto libro della Metafisica di Aristotele: si direbbe una partenza molto difficile, cioè l’associazione tra colui che Dante chiama “maestro di color che sanno” e il titolo di un’opera che ai più suggerisce vaghezza, rifiuto dell’esperienza concreta, nebulosità. Bisogna allora dire subito che “Metafisica” sta a significare i libri che vengono dopo la fisica nell’ordinamento dato dai dotti. In secondo luogo il quarto libro (o capitolo, diremmo noi), è quello che fonda il principio di non contraddizione, cioè quel principio che marca l’identità degli esseri viventi e costituisce la regola prima di ogni comunicazione che voglia avere un significato.
Franca D’Agostini (Docente di Filosofia della scienza al Politecnico di Torino), nota anche per la sua categorizzazione bipartita della filosofia occidentale in “analitica” e “continentale”, si cimenta qui con il tema che oggi le è particolarmente caro: quello del significato della parola “verità”.
Insegna Filosofia della Scienza al Politecnico di Torino, ed Epistemology and Political Philosophy all’Università di Milano (Facoltà di Scienze Politiche). Le sue aree di studio sono: Metafisica, Logica filosofica, Epistemologia, Metafilosofia, Storia della filosofia contemporanea.
Si è occupata in particolare di Verità, Paradossi, Nichilismo, Argomentazione pubblica, rapporti tra filosofia analitica e filosofia continentale.
È autrice di articoli e saggi in volumi collettanei e su riviste filosofiche italiane e straniere e di una decina di libri: Analitici e continentali (Cortina 1997), Breve storia della filosofia nel Novecento (Einaudi, 1999), Logica del nichilismo (Laterza 2000), Disavventure della verità (Einaudi, 2002), Le ali al pensiero. Corso di logica elementare (Paravia, 2003), Nel chiuso di una stanza con la testa in vacanza. Dieci lezioni sulla filosofia contemporanea (Carocci, 2005), The Last Fumes, Nihilism and the Nature of Philosophical Concepts (Daviesgroup, 2008), Paradossi (Carocci, 2009), Verità avvelenata. Buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico (Bollati Boringhieri, 2010), Introduzione alla verità (Bollati Boringhieri, 2011).
Ha curato l’antologia Filosofia analitica (Paravia, 1997), l’Epistula de nihilo et tenebris di Fredegiso di Tours (con una Lettera di Carlo Magno a Dungalo, il Melangolo, 1998), il volume di G. Vattimo, Vocazione e responsabilità del filosofo (il Melangolo, 2000) ed è co-curatrice di Storia della filosofia analitica (Einaudi, 2002).
Collabora ai quotidiani “la Stampa”, “il Manifesto”, “Il Fatto Quotidiano”.
Presso la Biblioteca Oliveriana (Pesaro, via Mazza 97) sono ancora aperte le iscrizioni a un ciclo di sette lezioni a numero chiuso (massimo 65) dal titolo Canone. Libri da leggere (possibilmente). Le lezioni si svolgeranno nel Museo Archeologico Oliveriano con cadenza settimanale a partire da domenica 15 aprile alle 17.
In campo letterario la parola canone deve il suo corso attualmente diffuso a un brillante professore emerito dell’università di Yale, Harold Bloom, il cui voluminoso saggio Canone occidentale pubblicato per la prima volta in Italia nel 1996 divulga le posizioni sostanzialmente tradizionaliste che ispirano l’autore. C’è una regola, prescrizione, modello (canone) da seguire e questa consiste nel non perdere tempo nella lettura di testi di scarso valore: contano Dante e Shakespeare e una schiera abbastanza ristretta di eletti prescelti tra l’Europa e gli Stati Uniti (il mondo antico merita un discorso a parte). Ecco cosa dice Bloom nel primo capitolo della sua opera, intitolato Un’ elegia per il Canone: “in origine il Canone designava la scelta dei libri nelle nostre istituzioni didattiche [statunitensi] e, nonostante la recente politica del multiculturalismo, resta vera la domanda del Canone: che cosa dovrà tentare di leggere, in questo tardo momento storico, l’individuo che ancora desideri leggere?”. Siamo di fronte alla base di una nuova versione della ratio studiorum che merita ogni rispetto, ma, come ne è espressamente consapevole Bloom, non esaurisce l’ambito delle letture da approfondire con utilità fuori e dentro la scuola.
L’esperimento che propone la Biblioteca Oliveriana è quello di associare a dei testi (volumi) importanti “maestri” che cooperano nella loro comprensione e godimento: due filosofe, Franca D’Agostini e Yamina Oudai Celso, un filosofo, Armando Massarenti, due critici letterari, Piero Boitani e Roberto Bertinetti, uno scrittore, Paolo Teobaldi e un economista giornalista, Gianfranco Fabi.
I libri prescelti spaziano dunque in diversi ambiti, ma sono tutti caratterizzati dall’essere pietre miliari nella storia della cultura, “libri per la vita” direbbe Boom, ovvero classici della letteratura (e del pensiero). Insomma dei punti cardinali, per muoversi meglio, se possibile.
Le lezioni avranno luogo nei locali del Museo Archeologico Oliveriano, via Mazza, 97 – Pesaro.
Durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza.
Il corso è a numero chiuso limitato a 65 persone (minimo 40)
l’iscrizione (da giovedì 1 marzo a giovedì 5 aprile 2012) è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 50 (40 per gli “Amici della Biblioteca Oliveriana”, 30 per gli studenti) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana.
L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza riconosciuto ai fini dell’aggiornamento degli insegnanti.
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio di
Provincia di Pesaro e Urbino e Comune di Pesaro
in collaborazione con
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio provinciale di Pesaro e Urbino

Si comincia, domenica 15 aprile, con il quarto libro della Metafisica di Aristotele, quello che fonda il principio di non contraddizione, cioè quel principio che marca l’identità degli esseri viventi e costituisce la regola prima di ogni comunicazione. Franca D’Agostini (Docente di Filosofia della scienza al Politecnico di Torino) nota anche per la sua categorizzazione bipartita della filosofia occidentale in “analitica” e “continentale” si cimenta qui con il tema che oggi le è particolarmente caro: quello del significato della parola “verità”.

Segue, domenica 22 aprile, la lezione di Piero Boitani, docente di Letterature Comparate alla "Sapienza" di Roma dedicata al Decamerone o Decameron, la raccolta di cento novelle scritta probabilmente tra il 1349 ed il 1351 da Giovanni Boccaccio. L’opera che fonda la letteratura italiana, in prosa e in volgare, un capolavoro assoluto di tutti i tempi, fonte di ispirazione per innumerevoli tentativi imitativi è qui sottoposta al commento di un grande studioso di letteratura medievale, comparatista e notevole anglista: sarà interessante osservare le novelle del Boccaccio dal punto di vista dei Canterbury Tales (1388 ca.) di Geoffrey Chaucer tanto studiati da Boitani.

Domenica 29 aprile si entra in un’altra dimensione, quella della formazione della ricchezza (e della povertà); Gianfranco Fabi commenterà il Trattato sulla moneta di John Maynard Keynes, pubblicato a Londra nel 1930, nella temperie successiva al crollo della borsa di Wall Street del 1929 e della conseguente “grande crisi”, simile per molti tratti a quella che stiamo vivendo dal 2008/2009.
Di John Maynard Keynes si parla tanto ma spesso con grandi approssimazioni. Keynes non è soltanto l’economista che pensa che non necessariamente l’interesse egoistico porti verso soluzioni illuminate (la “mano invisibile”). E la moneta peraltro è qualcosa di più concreto del libero mercato. Così osserva Gianfranco Fabi, economista e giornalista di notevole livello, già vice direttore de “Il Sole 24 ore” e di “Mondo economico” e direttore di Radio 24.

Il Novecento si apre, culturalmente parlando e nella vecchia Europa, con un’opera destinata a lasciare molte tracce Si tratta de L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud.
I sogni hanno un significato, ricavabile all’interno di un paradigma scientifico. Questa è la scoperta di Freud documentata anche filologicamente nel suo libro che apre il nuovo secolo. La materia, considerata di pertinenza del pensiero superstizioso e campo di ampie esercitazioni per ciarlatani, viene riconsiderata da Freud in tutti i suoi aspetti, fisiologici, psicologici e, infine, nel quadro della sua ormai ampia esperienza psicopatologica. Ne parla, domenica 6 maggio una giovane filosofa, Yamina Oudai Celso, lettrice presso la Fondazione Internazionale Balzan, che si è occupata lungamente di Freud, anche dal punto di vista classicistico con il libro Freud e la filosofia antica.

Domenica 13 maggio, Roberto Bertinetti, docente di letteratura inglese nella Università di Trieste e critico del supplemento culturale della domenica del “Sole 24 Ore”, propizierà la lettura di Grandi speranze (1861) di Charles Dickens. Il Regno Unito - che celebra il secondo centenario della sua nascita, avvenuta il 7 febbraio 1812 - lo ritiene in maniera unanime il padre del romanzo moderno. Dickens non solo ha inventato accorgimenti tecnici più volte impiegati in seguito; a lui si devono poi la creazione dell'editoria di massa e di giochi di destrezza nelle trame che sono stati largamente impiegati dal cinema (a iniziare da Chaplin) e dalla tv. Uscito nel 1861, "Grandi speranze" è tra le opere migliori della maturità di Dickens e offre un mirabile ritratto dell'epoca vittoriana.

Domenica 20 maggio lo studio si rivolgerà a La cognizione del dolore (1963) di Carlo Emilio Gadda. La lezione sarà tenuta dallo scrittore Paolo Teobaldi la cui conoscenza e amore per il Gran Lombardo sono ampiamente testimoniate dai suoi commenti pubblici apprezzatissimi.
A suo tempo giudicato non più di tanto per la supposta eccentricità di scrittura, l’ing. Carlo Emilio Gadda, classe 1893, è oggi da molti considerato il più grande scrittore italiano del Novecento dove La cognizione del dolore si colloca ben oltre il tracciato vagamente, o fortemente autobiografico. Siamo di fronte a una sorta di romanzo filosofico di grande impatto letterario e emotivo, dove la lingua usa tutti i registri possibili per riflettere il dire e il pensare dei vari soggetti che entrano in scena.

Armando Massarenti chiuderà il ciclo di lezioni domenica 27 maggio commentando Allegro ma non troppo di Carlo M. Cipolla. Si tratta di un libretto pubblicato in Italia nel 1988, piccolo per dimensioni e pagine che passa per un "divertissement", un guizzo anarchico dell'intelligenza. Due brevi saggi le cui vicende editoriali sono abbastanza complicate: il primo, una ilare parodia della storia economica e sociale del Medioevo; il secondo, una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana. Ora poi l'editore (Il Mulino), consapevole che la stupidità ‐ per dirla con Cipolla ‐ è «una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana», ha deciso di rendere disponibile al vasto pubblico dei lettori la versione originale di The Basic Laws of Human Stupidity che in realtà risale al 1976. Ce ne parla un filosofo, Armando Massarenti, che attualmente è a capo del supplemento culturale della domenica de “Il Sole 24 Ore”.

Siamo giunti alla terza edizione della rassegna siglata “Pezzi facili”: un ciclo di incontri a cadenza domenicale, di numero variabile, in cui l’Oliveriana (Biblioteca e Musei) presenta e commenta per un vasto pubblico particolari “oggetti” estratti dalle proprie collezioni, in genere poco noti.
Ciò avviene con l’aiuto di maestri riconosciuti che ci consentono di comprendere la storia e il mondo nel cui contesto queste “cose ignote, rare, preziose, o insolite” prendono forma.
Domenica 19 febbraio 2012
EMILIO GENTILE
Osservazioni davanti a frammenti di proiettili navali della Prima Guerra Mondiale
In un angolo recondito della Biblioteca Oliveriana di Pesaro è stato riesumato un sacchetto contenente frammenti di bomba raccolti a Pesaro e Senigallia all’inizio della Grande Guerra: bombardamento navale del giugno 1915. A questi si può accostare una sorta di tagliacarte, ancora sul tavolo della direzione, costituito da una lama ricurva fusa su un altro frammento di bomba usato come impugnatura. Uno spunto per meditare su questo immane conflitto europeo e sul suo ruolo nel ciclo risorgimentale italiano, con l’aiuto di uno dei più importanti studiosi di storia contemporanea del nostro paese.
In premessa Luca Gorgolini, giovane ricercatore, leggerà un frammento dal diario di guerra da lui curato dal titolo In faccia alla morte del fante Mario Tinti, ed. Affinità elettive 2008.
Domenica 26 febbraio
Ettore Franca e Massimo Montanari commentano di
PETRUS DE CRESCENTIIS
Ruralia commoda [in italiano], Venezia 1495
(Piero Crescenzio, De agricoltura)
Pietro de’ Crescenzi, noto anche come Pier Crescenzio (Bologna, 1233 - 1320), è considerato il maggiore agronomo del Medioevo occidentale.
Teorizzò nel suo trattato (subito volgarizzato in toscano) tecniche agronomiche e di coltivazione dei giardinihttp://it.wikipedia.org/wiki/Giardini, la cui applicazione determinerà elementi caratteristici del paesaggio agrario moderno in Italia. L’opera, che ebbe un’immensa diffusione, fu uno dei pochissimi testi di agronomia a vedere la luce nel periodo medievale, milletrecento anni dopo l’opera di Plinio e Columella. La biblioteca ne possiede un esemplare molto ben conservato.
Il commento è affidato a un agronomo e giornalista esperto di storia dell’agricoltura insieme a uno storico del Medioevo di notevole rilievo, professore ordinario nella Università di Bologna.
Domenica 4 marzo
GIUSEPPINA BENASSATI
Costruire un archivio fotografico
Nella soffitta della Oliveriana sono stati recentemente rinvenuti diversi piccoli astucci contenenti diapositive del primo Novecento, di formato medio (cm 6x9), la cui provenienza è incerta. I soggetti trattati nelle oltre cento immagini rinvenute sono i più diversi, ma prevalgono quelle aereonautiche, insieme a riproduzioni di apparati tecnici e non poche di soggetto artistico.
Si renderà necessario dunque, prima o poi, mettere mano ai vari nuclei fotografici presenti nell’Istituto e ordinarli in un vero e proprio archivio da digitalizzare.
Nel frattempo è parso opportuno mostrare alcuni di questi “pezzi” usati come pretesto per una conversazione con Giuseppina Benassati, autorità indiscussa nel campo della fotografia e della sua tutela, conservazione, catalogazione, valorizzazione.
Domenica 11 marzo
Gilberto Corbellini introduce
TULLIO MANZONI († 5.12. 2011)
Aristotele e il cervello, Carocci 2007
Con un commento di Stefania Fortuna
L’Autore, scomparso recentemente e che qui sarà ricordato, ripercorre le osservazioni sperimentali del filosofo, alcune delle quali conservarono la loro validità fino a tempi recenti. Per fare ciò ha impiegato anche testi antichi di Aristotele conservati in Oliveriana e in altre biblioteche.
Sarà questa una occasione per mostrare qualche splendido frontespizio scelto tra i tanti libri antichi di Aristotele posseduti dalla biblioteca, databili tra il XV e il XVIII secolo. L’introduzione e anche un breve ricordo dell’Autore, figura importante nella medicina marchigiana, sono affidati a due professori di Storia della medicina, l’uno nella Università di Roma e l’altra, che collaborò con l’Autore, nella Università di Ancona.
Domenica 18 marzo
STEFANO DE CAROLIS commenta
Guido De Chauliaco, Chirurgia, Venezia, Boneto Locatello per Ottaviano Scoto, 1498
Ecco un altro importante incunabolo dell’Oliveriana, dedicato alla chirurgia medioevale: una silloge di più trattati messi insieme da Guy de Chauliac, uno dei grandi maestri della chirurgia medievale formatosi alla scuola bolognese e che raffinò le conoscenze anatomiche con l’importante esperienza autoptica sulle vittime della peste nera, autorizzata da papa Clemente VI nel 1340.
Il commentatore è un medico e storico della medicina antica che ha svolto, tra le altre, ricerche importanti a Rimini e Fano.
Domenica 25 marzo
GIUSEPPE OREFICI
Vasi Inca in uno stipo dell’Oliveriana e ultime notizie del “Progetto Nazca 1982 – 2011, trent’anni di ricerca nel centro cerimoniale di Cahuachi (Perù)”
Da uno stipo dell’Oliveriana chiuso a chiave sono stati estratti alcuni vasi precolombiani accompagnati da una relazione intitolata Relation sur les Indo-Péruviens datata 1881 a firma di Pierre Sieber, un ingegnere ferroviario francese che lavorò in Perù. Qual è il significato di questa imprevedibile presenza? La domanda è posta al direttore del Centro studi e ricerche archeologiche precolombiane, noto internazionalmente anche per le sue scoperte nell’area di Nazca e per la sua interpretazione convincente delle famose linee gigantesche tracciate sul terreno.
Ingresso libero.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344;
e mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it
Comunichiamo che è stato pubblicato il bando per l'assegnazione di 14 borse lavoro per la durata di un anno a tempo pieno e di 1 borsa lavoro, per la durata di un anno a tempo parziale, finalizzate al sostegno dell'occupazione giovanile qualificata nel settore dei beni culturali.
Per leggere la presentazione e i programmi previsti per ciascuna borsa e per visionare e scaricare il bando, vedi i documenti allegati
L'amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino ha comunicato alcune variazioni al bando di selezione pubblica per l'assegnazione di borse lavoro finalizzate al sostegno dell'occupazione giovanile qualificata nel settore della valorizzazione dei beni culturali.
Per opportuna conoscenza si pubblica il testo integrale della determinazione dirigenziale del 30 dicembre 2011

Riapre la sala Passeri dopo i restauri e la biblioteca si arricchisce on line grazie a un intervento della Fondazione Scavolini
La sala di lettura più grande della Biblioteca Oliveriana (sala Passeri) era rimasta chiusa per oltre due anni a causa del soffitto incrinato. Ora, dopo i lavori di restauro realizzati dal Comune di Pesaro e gli interventi messi in opera dall’Oliveriana per il pieno recupero dello spazio e del suo arredo, per la messa a norma dell’impianto elettrico, il recupero delle lampade originarie e anche la dotazione di prese per i computer, finalmente la sala sarà aperta al pubblico.
A partire dal pomeriggio di lunedì 12 settembre sono così a disposizione dei lettori altri 29 posti, uno dei quali è destinato alla consultazione di dvd, come ad esempio quelli che registrano la maggior parte degli incontri delle due edizioni del Salone della parola: 75 dvd, senza contare tutti gli altri fin qui pervenuti dalle fonti più svariate e dei più diversi argomenti
La Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro hanno frattanto potenziato la propria presenza nella rete digitale grazie a un importante contributo di 35.000 euro messo a disposizione dalla Fondazione Scavolini.
L’intervento, che agevolerà la comunità dei lettori, dei ricercatori, degli studenti e degli studiosi, si muove lungo tre direttrici, grazie anche alla possibilità di dotarsi di ulteriori strumenti informatici.
Innanzi tutto si è iniziata una campagna di recupero dei titoli di pubblicazioni attualmente individuabili solo in sede attraverso i cataloghi cartacei che coprono un arco di tempo che parte dalle origini fino al 2000, data in cui si è iniziato a catalogare in rete: ciò significa, in prospettiva, acquisire al catalogo oliveriano on line del Servizio Bibliotecario Nazionale le schede di circa 200.000 libri di grande interesse attuale, specialmente nell’ambito delle materie umanistiche e delle scienze storiche.
Un’altra direzione dell’attività consiste nella digitalizzazione degli incunaboli posseduti, cioè i libri a stampa pubblicati prima del 1500, secondo un programma internazionale di cui è capofila la British Library: si tratta di documenti spesso molto rari e preziosi che per questa via vengono messi a disposizione full text, cioè integralmente, della comunità internazionale tramite l’Incunabula Short Title Catalogue, il catalogo dei titoli degli incunaboli basato nel sito della biblioteca londinese che già raccoglie quelli oliveriani .
Come è noto la Biblioteca Oliveriana conserva una importante collezione di oltre 800 disegni proveniente dalla antica famiglia Antaldi. Il programma prevede la digitalizzazione dei disegni e una prima catalogazione essenziale nelle schede del SIRPAC, il Sistema di catalogazione informatica regionale delle Marche, che sarà man mano integrato dai contenuti storico artistici introdotti dagli studiosi incaricati.
Infine proseguirà, coordinata da docenti della Università di Urbino, la ripresa fotografica, digitalizzazione e catalogazione informatica della vastissima collezione di lucerne, oltre 1500, costituta intorno alla metà del Settecento dal grande erudito Giovan Battista Passeri e ora visibile solo in parte nel Museo archeologico oliveriano.
Info. Biblioteca e Musei Oliveriani Pesaro tel. 0721 33344
Il 31 ottobre 2012, mentre Vittorio Ciarrocchi si accingeva a iniziare la prima di sette lezioni di latino (quasi per gioco) ospitate nella terza sala del Museo archeologico oliveriano, il pubblico era distratto da un singolare sciabordìo d’acqua proveniente dall’angolo in fondo al locale.
Ci si accorgeva così che sotto la moquette si trovava una grata sotto la quale si poteva ascoltare con grande chiarezza il rumore come di un ruscello, che nei pressi esondava allagando una vasta area di quella porzione di spazio museale.
Poi arrivo di vigili urbani, tecnici comunali e, il giorno dopo, chiusura a tempo indeterminato in attesa degli interventi per rimuovere le cause del danno in vista delle doverose riparazioni.
Al momento in cui si scrive questa nota sembra che le tubazioni esterne responsabili del guasto siano state riparate e si attende l’inizio dei lavori propedeutici al risanamento dei locali, così come concertato in un sopralluogo che ha visto riuniti, oltre ai responsabili dell’Oliveriana, tecnici del Comune, della Regione e della Soprintendenza archeologica.
Il caso ha voluto che pochi giorni dopo il non fausto evento la Regione Marche promuovesse una nuova edizione di un circuito di manifestazioni denominato “Gran tour cultura” attraverso la rete del Coordinamento di Musei, Archivi, Biblioteche (MAB Marche) invitando le istituzioni interessate a proporre iniziative volte a far conoscere e valorizzare il proprio patrimonio inteso come elemento distintivo e “creativo” del proprio territorio.
Si è pensato allora, grazie ai rapporti di collaborazione didattica instaurati da qualche anno con l’I.S.I.A. e la sua direzione, in particolare Roberto Pieracini, di esporre prove di fotografia dei beni culturali che ritraggono gli Istituti oliveriani e tra questi il Museo archeologico realizzate dagli studenti nel 2011, sotto la guida di Marco Ravenna e nel 2012, docente Paolo Semprucci, nell’ambito del Diploma accademico di secondo livello di grafica delle immagini che vede Paola Binante coordinatrice del corso di fotografia dei beni culturali.
Nasce così Il museo invisibile una “esposizione lampo”(allestimento e comunicazione visiva di Alberto Barbadoro) che sempre il caso ha voluto potesse essere disponibile per non lasciare delusi i visitatori dell’Oliveriana con delle immagini che almeno suggerissero la strepitosa importanza del Museo e l’urgenza del suo ripristino.
In proposito non bisogna dimenticare l’importanza delle raccolte esposte, il cui nucleo principale è costituito, oltre che dalle collezioni preziosissime di oggetti etruschi, greci e romani, costituite dal fondatore, Annibale Olivieri (1708 – 1789) dalla documentazione materiale proveniente dal territorio: come i reperti della necropoli di Novilara (VIII – VI secolo a.C), o gli ex voto del bosco sacro di Pesaro arcaica (a partire dal III sec. a.C.).
Infine l’esposizione costituirà una ulteriore testimonianza dell’eccellenza di questa scuola urbinate di grafica, design e arti visive considerata una delle più importanti nel panorama europeo.


Promosso dalla Biblioteca Oliveriana (Pesaro, via Mazza 97) si avvia alla conclusione il ciclo di lezioni dal titolo Canone. Libri da leggere (possibilmente).
L’ultima lezione delle 7 previste si svolgerà domenica 27 maggio alle 17 presso il Museo archeologico oliveriano: ARMANDO MASSARENTI introdurrà alla lettura di Allegro ma non troppo di Carlo Maria Cipolla (1922 – 2000), uno storico dell’economia che insegnò in Italia e negli Stati Uniti.
Si tratta di un libretto pubblicato in Italia nel 1988 da il Mulino, vero e proprio best seller, piccolo per dimensioni e pagine che passa per un "divertissement", un guizzo anarchico dell'intelligenza: “La vita è una cosa seria, molto spesso tragica, qualche volta comica” dice Cipolla in premessa di questo capolavoro del paradosso.
Contiene due brevi saggi le cui vicende editoriali sono abbastanza complicate: il primo si intitola Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo una parodia ironica e sarcastica della storia economica e sociale del Medioevo, interpretata in funzione di tre prodotti: il pepe, il vino e la lana.
Il secondo, contiene una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana. Ora poi l'editore (Il Mulino), consapevole che la stupidità ‐ per dirla con Cipolla ‐ è «una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana», ha deciso di rendere disponibile al vasto pubblico dei lettori la versione originale di The Basic Laws of Human Stupidity che in realtà risale al 1976. Essa vede gli stupidi come un gruppo di gran lunga più potente delle maggiori organizzazioni come le mafie o le lobby industriali, non organizzato e senza ordinamento, vertici o statuto, ma che tuttavia riesce ad operare con incredibile coordinazione ed efficacia. Nello stesso libro si trovano enunciate le cinque leggi fondamentali della stupidità.
Ce ne parla un filosofo, Armando Massarenti, che attualmente è a capo del supplemento culturale della domenica de “Il Sole 24 Ore”. È membro del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi, presieduto da Giuliano Amato. Ha insegnato come professore a contratto nelle università di Bologna, Lugano, Siena, Milano. Dirige per Mondadori Università la collana Scienza e filosofia. Fa parte delle giurie di due premi per la divulgazione scientifica: il Premio Giovanni Maria Pace, promosso dalla SISSA di Trieste, il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, legato al Campiello (Padova), e il premio letterario Merck Serono. È stato anche nella giuria del Premio del Giovedì "Marisa Rusconi", conferito ogni anno a Milano a un romanzo italiano opera prima. Per la sua attività giornalistica e pubblicistica ha vinto diversi premi. Nel 1993 il Premio Dondi per la Storia della Scienza, delle tecniche e dell'Industria (Padova), nel 2000 il Premio Voltolino per la divulgazione scientifica (Pisa), nel 2007 il Premio Mente e Cervello (Torino) e nel 2011 il premio Capri, il premio Argil e il premio Capalbio.
Ha curato e introdotto diversi volumi di argomento filosofico-scientifico, tra i quali ricordiamo: L'etica da applicare (con Antonio Da Re). Milano, 1991; Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima. Guanda, Milano, 2006; Staminalia. le cellule etiche e i nemici della ricerca, Guanda, Milano, 2008; Il filosofo tascabile. Dai presocratici a Wittgenstein. 44 ritratti per una storia del pensiero in miniatura. Guanda, Milano, 2009; Dizionario delle idee non comuni. Guanda, Milano, 2010; Filosofia. Sapere di non sapere (con Emiliano Di Marco), 3 volumi, manuale per le scuole, D'Anna, Firenze, 2011-2012; Perché pagare le tangenti è razionale ma non vi conviene, Guanda, Milano, 2012.
Le lezioni hanno luogo nei locali del Museo Archeologico Oliveriano, via Mazza, 97 – Pesaro.
Durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza.
Il corso è a numero chiuso, previa iscrizione, limitato a 65 persone
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio di
Provincia di Pesaro e Urbino e Comune di Pesaro
in collaborazione con
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio di Pesaro e Urbino
Biblioteca Oliveriana Pesaro
0721-33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Promosso dalla Biblioteca Oliveriana (Pesaro, via Mazza 97) prosegue ciclo di lezioni dal titolo Canone. Libri da leggere (possibilmente).
La sesta lezione delle 7 previste si svolgerà domenica 13 maggio alle 17 presso il Museo archeologico oliveriano: ROBERTO BERTINETTI introdurrà alla lettura di Grandi speranze di Charles Dickens.
Il Regno Unito - che ha celebrato il secondo centenario della sua nascita, avvenuta il 7 febbraio 1812 - lo ritiene in maniera unanime il padre del romanzo moderno. Dickens non solo ha inventato accorgimenti tecnici più volte impiegati in seguito; a lui si devono poi la creazione dell'editoria di massa e di giochi di destrezza nelle trame che sono stati largamente impiegati nel cinema (a iniziare da Chaplin) e in tv.
Un orfano al quale un misterioso benefattore assegna un vitalizio. Un’eccentrica signora che ha scelto di fermare il tempo della sua casa al giorno e all’ora in cui ha appreso, pochi minuti prima di recarsi in chiesa per le nozze, che il fidanzato è fuggito. Un galeotto evaso che sogna di “possedere un gentiluomo”. E poi Londra, labirintica metropoli “dove il fermento del lavoro e la follia del denaro alimentano ogni brama”. Su questi elementi Charles Dickens poggia l’avvincente trama di Grandi speranze (1861), rivisitando il genere del romanzo di formazione affermatosi nell’intera Europa dall’inizio dell’Ottocento. Con Grandi speranze lo scrittore offre una eccellente sintesi delle contraddizioni dell’epoca vittoriana, di un periodo sottomesso al dogma del progresso eppure pieno di nostalgia per un passato che non potrà tornare.
Roberto Bertinetti è docente di Letteratura inglese all’università di Trieste e scrive per “Domenica”, il supplemento culturale del Sole 24 Ore, per “il Venerdì di Repubblica”, “il Messaggero”, la rivista “il Mulino” e collabora con Radio3 Rai. Tra i suoi volumi: Le rovine circolari: immagini dell'artista nel XIX secolo; Virginia Woolf, l’avventura della conoscenza; Ritratti di signore. Saggio su Jane Austen; Verso la sponda invisibile. Il viaggio nella letteratura inglese da C. Dickens a V. Woolf; Dai Beatles a Blair: la cultura inglese contemporanea. Il suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi, è Londra. Viaggio in una metropoli che non si ferma mai. Sempre per Einaudi ha curato di recente nuove edizioni di Ragione e sentimento e di Persuasione di Jane Austen, per Fazi la prima traduzione in Italia di Doppia menzogna di William Shakespeare, per Bur Rizzoli i Romanzi di Virginia Woolf.
Il filosofo Armando Massarenti che attualmente è a capo del supplemento culturale della domenica de “Il Sole 24 Ore” chiuderà il ciclo di lezioni domenica 27 maggio commentando Allegro ma non troppo di Carlo M. Cipolla. Si tratta di un libretto pubblicato in Italia nel 1988, che contiene Le leggi fondamentali della stupidità umana, un piccolo e splendido trattato, giustamente noto.
Le lezioni hanno luogo nei locali del Museo Archeologico Oliveriano, via Mazza, 97 – Pesaro
Durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza
Il corso è a numero chiuso, previa iscrizione, limitato a 65 persone
L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio di
Provincia di Pesaro e Urbino e Comune di Pesaro
in collaborazione con
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio di Pesaro e Urbino
Biblioteca Oliveriana Pesaro
0721-33344
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Gentili Amici,
nel corso del 2011 si è costituita a Pesaro l’associazione culturale “Amici della Biblioteca Oliveriana”, per iniziativa di cinque soci fondatori, Gianfranco Buscarini, Marcello Luchetti, Silvia Pantanelli, Camillo Piazza Spessa e chi scrive.
L’Associazione è indipendente, senza fini di lucro e persegue esclusivamente le finalità di promozione della cultura, dell’istruzione, della formazione e delle conoscenze, riunendo i sostenitori della Biblioteca Oliveriana in un ambito autonomo, pur operando in stretta intesa con il Presidente dell’Ente Olivieri, proprietario e amministratore della Biblioteca e del Museo Archeologico Oliveriani, e con il Direttore della Biblioteca stessa.
Lo statuto dell’Associazione è rintracciabile sul sito della Biblioteca (www.oliveriana.pu.it), alla voce “Amici della Biblioteca Oliveriana”, insieme al modulo di iscrizione.
Se siete abituali frequentatori della Biblioteca, certamente avrete già conoscenza dell’incommensurabile patrimonio ivi custodito, offerto gratuitamente allo studio, alla consultazione e alla visione dei cittadini di Pesaro e, grazie alle moderne tecniche di digitalizzazione, non è retorico dire del mondo. Verosimilmente, avrete avuto già occasione di partecipare alle molteplici iniziative organizzate dalla Biblioteca ed aperte gratuitamente al pubblico: sono sicuro che, assistendo per esempio alle serate del ciclo sui “Pezzi facili”, o seguendo l’articolato itinerario del “Salone della parola” o visitando le mostre allestite all’interno e all’esterno della Biblioteca, sarete rimasti colpiti in ogni caso dal generoso sforzo organizzativo, dall’inventiva e soprattutto dall’alta qualità di ciò che veniva proposto.
A fronte dell’ encomiabile impegno di chi è chiamato a custodire, far vivere e possibilmente incrementare le dotazioni della Biblioteca, dell’Archivio Storico del Comune di Pesaro, del Museo Archeologico e delle altre collezioni, ben note difficoltà di carattere logistico e finanziario si frappongono al sereno svolgimento di quei delicati compiti.
Sulla base di queste constatazioni, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, lungi dal pretendere di risolvere problemi così seri, nasce con l’intento di manifestare concretamente l’apprezzamento, l’incoraggiamento e la vicinanza dei cittadini di Pesaro a tutti coloro che, con le diverse responsabilità, concorrono a mantenere efficiente e vitale una Istituzione di tale prestigio, essenziale per la vita culturale della Città. A questo fine, l’Associazione tende a realizzare, anche attraverso il diretto coinvolgimento dei propri soci, le attività espressamente elencate nello statuto, che Vi invito a leggere.
In conclusione, per le ragioni sopra esposte, Vi prego di considerare la possibilità di entrare a far parte dell’Associazione, sottoscrivendo l’apposito modulo e versando la quota annuale di 30 euro per il 2012, facendomi garante del fatto che ogni euro versato sarà esclusivamente destinato a finanziare iniziative concretamente a sostegno della Biblioteca, così come saranno di volta in volta concordate con gli organi di governo dell’Ente Olivieri e della Biblioteca Oliveriana.
Cordialmente,
Salvatore Siena, Presidente dell’Associazione.

Salone della parola
Festival della filologia
7|8|9|10 luglio 2011
Un'idea senza parola o modo di esprimerla,
ci sfugge, o ci erra nel pensiero come indefinita o mal nota
a noi medesimi che l'abbiamo concepita. Colla parola prende corpo
e quasi forma invisibile, e sensibile, e circoscritta
Giacomo Leopardi, Zibaldone
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