Ente Olivieri Pesaro
 

Catalogo degli incunaboli

La Biblioteca Oliveriana ha realizzato un nuovo catalogo degli incunaboli.

Il catalogo prevede, oltra alla descrizione specifica delle copie possedute, il rinvio al Incunabula Short Title Catalogue, http://www.bl.uk/catalogues/istc/ realizzato dalla British Library e alle eventuali copie digitali già realizzate nell'ambito di altri progetti.

Il catalogo verrà integrato con le riproduzioni digitali dei volumi di proprietà della Biblioteca Oliveriana non ancora digitalizzati.

[Download] elenco incunaboli

Progetto Archivio Albani

IN EVIDENZA


Note Oliveriane. Autunno - I conservatori in Italia

Il ciclo Note Oliveriane/Autunno promosso dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, in occasione della proclamazione di Pesaro come Città della musica, in linea con le celebrazioni rossiniane nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, prosegue  con il secondo incontro, a cura di Ludovico Bramanti e dedicato alla storia dei conservatori in Italia. L’appuntamento è per mercoledì 17 ottobre presso la sala degli incontri di Confindustria di Pesaro e Urbino, palazzo Ciacchi, in via Cattaneo 34 a Pesaro alle 17,30.

 

Presentazione della conferenza del 17 ottobre:

 

I conservatori in Italia
con Ludovico Bramanti


Il termine "Conservatorio", usato per designare una scuola di musica, nasce in Italia nel XVII secolo e si diffonde poi in tutto il mondo. La storia dei Conservatori italiani è dunque una storia plurisecolare, significativa del ruolo della musica nella cultura italiana delle varie epoche. Una recente riforma del 1999 ha trasformato i Conservatori italiani in Istituti superiori di studi musicali, facenti parte del sistema universitario dell'Alta Formazione.

 

Ludovico Bramanti, è Direttore del Conservatorio statale “Gioachino Rossini” di Pesaro dal novembre del 2014. Pianista e musicologo, ha svolto per venti anni attività organizzativa in campo musicale, soprattutto nel settore del teatro d’opera. Dal 1995 al 2014 ha lavorato al Rossini Opera Festival di Pesaro con mansioni diverse, fra cui quella di Coordinatore artistico: in questa veste ha curato rapporti con teatri, istituzioni musicali, case discografiche, amministrazioni pubbliche, artisti, nonché progettato e gestito corsi di formazione professionale del FSE per tecnici teatrali. Ha svolto attività concertistica, solistica e cameristica, in Italia e all’estero. Ha insegnato discipline diverse in molti Conservatori italiani. Già vincitore di concorso a cattedre per titoli ed esami di Storia della musica e titolare di una cattedra di Pratica della lettura vocale pianistica per Didattica della musica al Conservatorio di Genova, dal 2007 è titolare di una cattedra di Pianoforte al Conservatorio di Pesaro. Dal 1989 al 1991 è stato Direttore dell’Istituto Musicale Pareggiato “Beniamino Gigli” di Recanati. Ha compiuto studi umanistici e musicali diplomandosi in pianoforte, con lode, al Conservatorio di Ferrara e laureandosi in Lettere, con lode, all’Università di Pisa, con una tesi in Storia della musica.

 

Prossimo appuntamento di Note Oliveriane / Autunno presso sala degli incontri di Confindustria di Pesaro e Urbino, via Cattaneo, 34 Pesaro, ore 17,30:

 

 

mercoledì 24 ottobre

 

Le fonti musicali oliveriane
con Brunella Paolini
partecipazione di Pamela Lucciarini
e Associazione Marchigiana Musica Antica

 

 

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, lUniversità dell’età libera ed Enti Concerti di Pesaro, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

 

Note Oliveriane. Autunno

In occasione della proclamazione di Pesaro come Città della musica, in linea con le celebrazioni rossiniane nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani prosegue la rassegna denominata Note Oliveriane 2018, con una  serie di conferenze dedicate alla storia e alle fonti musicali. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la sala degli incontri di Confindustria di Pesaro e Urbino, palazzo Ciacchi, in via Cattaneo 34 a Pesaro alle 17,30.

Il primo appuntamento è martedì 9 ottobre con una conferenza dedicata al compositore pesarese di adozione Carlo Piero Giorgi (1897-1967), insegnante di armonia, fuga, contrappunto e composizione presso il Conservatorio di musica “G. Rossini” di Pesaro. Il secondo incontro sarà mercoledì 17 ottobre con Ludovico Bramanti, Direttore del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro che illustrerà la storia delle più importanti istituzioni musicali nazionali con una conferenza dal titolo I conservatori in Italia; il ciclo si concluderà mercoledì 24 ottobre con la conversazione Le fonti musicali oliveriane, curata da Brunella Paolini, bibliotecaria presso la Biblioteca Oliveriana, e con interventi musicali realizzati da Pamela Lucciarini e dall’Associazione Marchigiana di Musica Antica (A.M.M.A.).

 

Presentazione della conferenza del 9 ottobre:

 

Carlo Piero Giorgi (1897-1967): l’uomo e il musicista.

Il nipote Piero Giorgi, Paolo Peretti musicologo e docente del Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo, autore di un articolo sul compositore pubblicato nell'ultimo numero di «Nuovi Studi Pesaresi» del 2018, e Paola Ciarlantini, musicologa e docente del Conservatorio A.Casella de L'Aquila, racconteranno per immagini, parole e musica l’uomo, l’artista e il maestro.

Carlo Piero Giorgi, nato nel 1897 a Montecassiano e morto nel 1967 a Pesaro, sua città di adozione, è stato compositore, musicologo e insegnante di armonia, fuga, contrappunto e composizione al Conservatorio di Pesaro, maestro di musicisti illustri, tra cui spiccano Ada Melica, Sauro Sili e Riz Ortolani.

Le sue composizioni sono state eseguite e rappresentate in Italia e all'estero, trasmesse prima dall’EIAR e poi dalla RAI nonchè dalla Radio Svizzera italiana e Radio Belga. È autore di quattro opere liriche, tutte rappresentate durante la sua vita, su libretti di autori marchigiani quali il drammaturgo Antonio Galeazzo Galeazzi, il commediografo Antonio Conti e l’attore Annibale Ninchi.

Ha scritto una decina di colonne sonore cinematografiche tra il 1938 e il 1951, per autori e attori importanti, come nel caso del film drammatico L’abito nero da sposa diretto da Luigi Zampa e interpretato da Fausto Giacchetti.

Come musicologo ebbe l’incarico dalla Fondazione Rossini della revisione di brani di musica sacra raccolti nel XI Quaderno degli inediti di Rossini pubblicato nel 1965.

 

Gli interventi in programma:

Piero Giorgi, Racconto per immagini della vita del M° Piero Giorgi, mio zio;

Paolo Peretti, Carlo Piero Giorgi (1897-1967): l’uomo, il musicista;

Paola Ciarlantini, Il Compositore Piero Giorgi e le opere liriche scritte su libretti di autori marchigiani.

 

Gli interventi saranno intervallati dall’ascolto di alcuni brani del compositore, registrati e trasmessi dalla radio.

 

Prossimi appuntamenti di Note Oliveriane / Autunno presso sala degli incontri di Confindustria di Pesaro e Urbino, via Cattaneo, 34 Pesaro, ore 17,30:

mercoledì 17 ottobre
I conservatori in Italia
con Ludovico Bramanti


mercoledì 24 ottobre
Le fonti musicali oliveriane
con Brunella Paolini
partecipazione di Pamela Lucciarini
e Associazione Marchigiana Musica Antica

 

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, lUniversità dell’età libera ed Enti Concerti di Pesaro, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Nati da Abramo. Un'ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo

Giovedì 13 settembre 2018 alle ore 21.00 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 - Pesaro) l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani, la Cooperativa Sociale Labirinto e lo SPRAR di Pesaro (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in collaborazione con l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Pesaro, la Società pesarese di studi storici, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e l’Università dell’Età Libera, propongono un incontro a più voci dal titolo Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo.

   L’iniziativa si prospetta come continuazione di quella tenutasi a maggio con Vittorio Robiati Bendaud, Moulay Zidane El Amrani e don Marco Di Giorgio dal titolo Ebrei, cristiani, musulmani. Valori comuni e paure reciproche all’interno del breve ciclo denominato Monoteismi.

   All’incontro parteciperanno gli autori del volume Nati da Abramo Myrna Chayo, ex docente di Lingua Araba all’IsMEO e all’Università degli Studi di Milano, Paolo Branca, docente di Lingua Araba e Islamistica all’Università Cattolica di Milano e Moulay Zidane El Amrani, arabista e docente presso le Università di Padova e la Cattolica di Milano: un’ebrea, un cristiano e un musulmano, in rappresentanza dei tre grandi monoteismi, detti anche abramitici perché credono in un Dio unico che ha parlato agli uomini nel corso della storia, a diverse riprese, in lingue diverse, e attraverso inviati e profeti diversi, ma tutti portatori del medesimo messaggio di pace e misericordia, e tutti appartenenti alla stirpe di Abramo.

 

Il processo che si è ormai convenuto di definire di “globalizzazione” o di “modernizzazione”, avviato un po’ più di mezzo millennio fa, quando la civiltà euro-occidentale ha inaugurato la grande epoca delle scoperte e delle conquiste oceaniche e che oggi appare giunto a una fase che molti hanno ormai considerato conclusiva, ha comportato il nascere e lo svilupparsi di molte tesi relative al rapporto, alla convivenza, al dialogo tra culture e religioni differenti: con esiti talora tragici – come il diffondersi dei sentimenti xenofobi, delle teorie razzistiche, dell’oppressione coloniale, delle pratiche schiavistiche e addirittura genocide – ma talaltra ispirati invece alla ricerca dell’equilibrio e della mutua comprensione.

Così Franco Cardini delinea il problema del rapporto fra culture e religioni nell’introduzione al volume Nati da  Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo.

     È appunto per sviluppare il secondo corno del dilemma, quello della mutua comprensione, che viene proposto anche questo incontro. Le religioni non dialogano, perché propongono verità assolute; ma gli uomini che le professano sì. Il dialogo interculturale e il confronto interreligioso non possono comunque prescindere dal ‘principio dell’alterità’, cioè dal riconoscimento dell’altro, che è poi corollario del ‘riconoscimento di noi stessi’; ma nei fenomeni complessi che chiamiamo ‘religioni’ occorre una serenità che nasce anzitutto dalla conoscenza, e non da aprioristica valutazione.

 

Myrna Chayo, nata ad Aleppo (Siria), all’età di due anni - nel 1948 - ha lasciato la Siria ed è andata a Beirut (Libano) insieme con la sua famiglia., con la quale alla fine del 1958 si è trasferita in Italia, a Milano.

Conosce arabo, ebraico, francese, inglese, italiano, oltre ad un certo livello di portoghese brasiliano.

E' stata docente di Lingua Araba nella sezione lombarda dell'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente (IsMEO) dal 1968 al 1995 e all'Università degli Studi di Milano dal 1973 al 2011.

Dal 2003 al 2009 ha coordinato i corsi facoltativi di lingua araba istituiti per le scuole medie della Lombardia dall'Ufficio Scolastico Regionale ed ha ideato per loro del materiale didattico basato sui nuovi criteri stabiliti in Europa e pubblicato on line nel 2008 con il logo del MIUR.

Tra i suoi scritti si ricordano un piccolo saggio-ricerca Tanti paesi, una manina: filastrocche dall'India al Marocco, pubblicato in Bandhu. Scritti in onore di Carlo Della Casa (Edizioni dell'Orso, 1997) e il saggio Fratelli umani in Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo (Marietti, 2017).

 

Paolo Branca, laureato in Lingua e Letteratura Araba presso la Facoltà di Lingue Orientali dell'Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia nel 1982, diplomato in Lingua Araba presso l'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente (IsMEO) di Milano e in possesso del certificato di Perfezionamento in Arabo, è stato relatore in numerosi incontri e seminari di studio sull'Islam presso varie istituzioni, tra le quali Pontificia Universitas Urbaniana, Institut du Monde Arabe - Parigi, Accademia della Guardia di Finanza - Bergamo, Centro Alti Studi per la Difesa - Roma, Université de Lausanne, Università di Pisa, Università di Firenze, Università di Venezia, Università di ‘Ayn Shams (Il Cairo), Université St. Joseph (Beirut), inoltre a Agadir (Marocco), Mascate (Oman), Algeri (Algeria), Harvard (Usa).

In tali occasioni, accanto ai temi classici dell'Islamologia, ha trattato in particolare le problematiche del rapporto Islam - mondo moderno, con speciale riferimento ai fenomeni del fondamentalismo e del riformismo musulmani.

Dall’a.a. 2007/2008 è professore associato di Lingue e Letteratura Araba presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano Voci dell'Islam moderno: il pensiero arabo-musulmano fra rinnovamento e tradizione (Marietti, 1991), Introduzione all'Islam (S. Paolo, 1995), L'établissement de l'Islam et ses organisations, in Islams d'Europe (Editions de l'Aube, 1995), I musulmani (Il Mulino, 2000), Il Corano (Il Mulino, 2001), Moschee inquiete. Tradizionalisti, innovatori, fondamentalisti nella cultura islamica (Il Mulino, 2003) e le traduzioni di Nagib Mahfuz, Vicolo del Mortaio (Feltrinelli, 1989) e di Tabari / Bal'ami, Biografia del profeta Maometto (Mondadori, 1990).

 

Moulay Zidane El Amrani, arabista, nato a Casablanca, dal 1984 risiede in Italia. È stato docente di Arabo Letterario Moderno presso l’Università degli Studi di Bologna e docente e formatore in materia di comunicazione interculturale presso diversi enti. Attualmente è docente al Master in “Studi sull'Islam d'Europa" presso l'Università degli Studi di Padova e al Master "Monoteismi" presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È inoltre formatore, scrittore e blogger sulle tematiche di comunicazione interculturale e interreligiosa; opera quale consulente nel Settore Migranti presso Labirinto Cooperativa Sociale di Pesaro.

 

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, la Cooperativa Sociale Labirinto e lo SPRAR di Pesaro (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in collaborazione con l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Pesaro, la Società pesarese di studi storici, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e l’Università dell’Età Libera, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Luciano Pavarotti. Le ragioni di un mito

WUNDERKAMMER ORCHESTRA (in collaborazione con Ente Olivieri)
presenta
“LUCIANO PAVAROTTI, LE RAGIONI DI UN MITO”
a Pesaro, l’omaggio a una delle grandi voci del XX secolo

Palazzo Montani-Antaldi
(auditorium) Piazzale Antaldi - Pesaro
8 settembre 2018 ore 17:15

 

INGRESSO LIBERO
(con posti riservati per i Soci WKO, prenotazione consigliata entro il 6 settembre su info@wunderkammerorchestra.com)

 

Leone Magiera (direttore d’orchestra e pianista)
“La voce di Luciano Pavarotti: tipologia vocale, inquadramento storico-stilistico, repertorio e sua evoluzione”

 

Silvana Silbano (titolare della cattedra di canto al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, mezzosoprano)
“La tecnica di canto di Luciano Pavarotti: comparazioni”

 

Adua Veroni (agente teatrale)
“Da una vita normale allo star-system: essere moglie e agente di Luciano Pavarotti”


Micaela Magiera (scrittrice)
“La bambina sotto il pianoforte: storie d’amore di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti” (Edizioni Artestampa)

 

Stefano Gottin (presidente WunderKammer Orchestra e moderatore)
“Io c'ero o....avrei voluto esserci!”.

 

La WunderKammer Orchestra ha intensamente voluto questo convegno, di grande richiamo e ricco di significati per la città di Pesaro, sia per l’argomento trattato sia per l’autorevolezza dei relatori, tutti testimoni diretti -e quindi “memoria storica” - della carriera e dell’arte di Luciano Pavarotti, uno dei più grandi tenori del XX secolo la cui popolarità planetaria, così come era avvenuto solo per Enrico Caruso e Beniamino Gigli, si è elevata al “mito” facendo di “Big Luciano”, dagli anni Ottanta in poi, non solo uno dei personaggi più famosi del mondo ma un’icona di rilevanza storica.Ma si sa che il “mito” si autoalimenta e finisce per collocare sullo sfondo le ragioni stesse che l’hanno determinato, rendendole indistinte, confuse, o facendole addirittura cadere nell’oblio: di qui l’urgenza di documentare che Luciano Pavarotti non esprime quell’“arte degli effetti senza cause” che Wagner, con perfida invidia, ascriveva a un suo famoso collega, di grande successo. D’altra parte, poco prima di lasciarci, nel 2007, il grande tenore modenese aveva chiesto di essere ricordato come “cantante lirico”, ossia, implicitamente, che qualcuno desse conto proprio delle “ragioni del mito”, da cui prende titolo e argomento la giornata a lui dedicata.Ci è parso quindi opportuno e anzi doveroso che proprio a Pesaro – città che Luciano aveva scelto come sua seconda residenza del cuore e buen retiro – si realizzasse l’evento promosso dalla Associazione Wunderkammer Orchestra e ospitato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, che ringraziamo, durante il quale sarà proposto un excursus, con l’ascolto e la proiezione di eccezionali momenti della straordinaria carriera di Luciano Pavarotti nel suo periodo d’oro: quello che precede il “mitico” “Concerto dei tre tenori” del 7 luglio 1990 alle Terme di Caracalla e i successivi concerti pop degli anni Novanta e Duemila.

 

In ricordo di Vittoria Mosca

Con il patrocinio del Comune di Pesaro – Assessorato alla Cultura e del Comune di Recanati, in collaborazione con l'Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani e Sistema Museo, si intende proporre al vasto pubblico un breve ciclo, a cura della dott.ssa Elena Bacchielli, dal titolo In ricordo di Vittoria Mosca, nobildonna illuminata che dona al Comune di Pesaro - tramite lascito testamentario - 4500 opere d’arte che oggi arricchiscono le preziose raccolte dei Musei Civici della città ed abbelliscono alcuni palazzi signorili del centro storico.

In occasione dei 133 anni dalla morte della marchesa Vittoria Mosca – venuta a mancare nel suo palazzo di Pesaro – palazzo Mazzolari – l’8 settembre del 1885, si desidera ricordarla - per il quarto anno consecutivo - nelle due giornate di sabato 8 e di domenica 9 settembre 2018 con due conferenze, che si concentreranno sui rapporti di parentela fra i marchesi Mosca di Pesaro e i conti Leopardi di Recanati.

L’incontro di sabato 8 settembre si terrà alle ore 17:30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro), per un racconto inedito della vita di Giacomo Leopardi, cugino della nobildonna pesarese Vittoria Mosca, con una descrizione della poetica leopardiana da un punto vista nuovo, non solo pessimistico, e  della Biblioteca della famiglia Leopardi.

A parlare di Giacomo Leopardi sarà Emanuela Natale, che svolge la propria professione presso Casa Leopardi a Recanati; verrà inoltre presentata la libreria Mosca che è conservata dal 1928 all’interno della Biblioteca Oliveriana. La conferenza si concluderà con una visita guidata da Elena Bacchielli nelle sale della Biblioteca Oliveriana, per ammirare alcuni libri della collezione Mosca e gli stupendi oggetti antichi provenienti dalla donazione Olivieri ivi conservati.

 

L’incontro di domenica 9 settembre si terrà sempre alle ore 17:30 presso il cortile di palazzo Almerici, sede della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro). Durante l’incontro verranno ricostruiti i rapporti di parentela fra i marchesi Mosca e i conti Leopardi, attraverso la lettura di epistole – alcune inedite – e poesie scritte da Vittoria Mosca che evidenziano tematiche care a Giacomo Leopardi.

Elena Bacchielli curerà l’omaggio al Sommo Poeta con letture sceniche di Elena Levantini e Luigi Sica di alcuni suoi Canti ed Emanuela Natale parlerà degli eredi di Casa Leopardi ancora in vita. Gli interventi musicali alla chitarra classica saranno tenuti da Michele Rampino.

Elena Bacchielli, laureata in Storia dell’Arte con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ nel febbraio del 2008, inizia qualche mese dopo a lavorare come operatrice museale presso i Musei Civici della sua città di Pesaro. Il desiderio di imparare sempre cose nuove e l’amore per la ricerca scientifica d’archivio, la portano nel 2011 ad ottenere l’abilitazione per la professione di Guida Turistica nella Provincia di Pesaro e Urbino e nel novembre del 2013 a pubblicare - con il contributo della BCC di Gradara - il volume Vittoria Mosca Toschi: amantissima delle arti belle. Tra intimità poetica e filantropia, rielaborazione della tesi di laurea specialistica. La pubblicazione è ricca di materiale documentario inedito, ricercato presso gli Archivi della Biblioteca Oliveriana.
Dal 2015 racconta ai cittadini e ai turisti della sua città aspetti inediti della vita privata della nobildonna pesarese Vittoria Mosca e la storia della sua collezione d’arte, creando l’evento In ricordo di Vittoria Mosca, che si svolge nei palazzi più importanti del centro storico nei giorni dell’8 e 9 settembre, in qualità di curatrice oltre che di organizzatrice dell’evento. Dal 2017 collabora come Guida Turistica con il Fai - Fondo per l’Ambiente Italiano - Delegazione della Provincia di Pesaro e Urbino, organizzando visite guidate nei luoghi e/o monumenti più sconosciuti della città.

 

Emanuela Natale, laureanda in Giurisprudenza presso l’Università  Federico II di Napoli, esperta guida di Casa Leopardi a Recanati, da oltre dieci anni lavora con tale ruolo nei luoghi leopardiani per coloro che desiderano conoscere o approfondire le proprie nozioni sul giovane Giacomo, partendo dalla prestigiosa biblioteca paterna fino al celebre Colle dell’Infinito. Con la sua professione offre la possibilità di conoscere il Leopardi dei celebri “Canti” ed anche un Leopardi inedito, attraverso i ricordi d’infanzia tramandati dagli eredi ancora in vita e le lettere e i documenti custoditi nella Sua Casa natale a Recanati.


L’iniziativa è promossa dal Comune di Pesaro - Assessorato alla Cultura e dal Comune di Recanati in collaborazione con l’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro e Sistema Museo con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

 

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Note Oliveriane / Estate - Francesco Guccini: l'altro poeta

In occasione della proclamazione di Pesaro come Città della musica, in linea con le celebrazioni rossiniane nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, presenta il terzo ed ultimo appuntamento di  Note Oliveriane / Estate in programma giovedì 2 agosto alle ore 21.15 presso il cortile di palazzo Almerici, sede della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) dal titolo Francesco Guccini: l’altro poeta con esecuzioni musicali a cura di Enzo Vecchiarelli (letture, canto, chitarra) e interventi di Claudio Tombini (letture, canto) e Massimiliano Poderi (violino).

 

Con questo “spettacolo” vogliamo far conoscere meglio Francesco Guccini. Un grande cantautore, un poeta che tocca un’enorme quantità di temi e la cui poetica poggia su diversi registri linguistici, da quelli più aulici a quelli più popolari. Disse di lui Dario Fo: “Quella di Guccini è una voce di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero”.

Oltre che di scrittura (canzoni e romanzi), Guccini si occupa di lessicologia, lessicografia, glottologia, etimologia, dialettologia, traduzioni, teatro. Da sempre è amato da giovani e meno giovani, atei e credenti, politicamente di sinistra e di destra… ed è uno di quei rari casi in cui, ad un vasto ed eterogeneo seguito popolare, corrisponde anche un forte  apprezzamento da parte della critica.

Infiniti i premi e i riconoscimenti andati a Guccini. Inoltre gli sono state dedicate mostre, conferite cittadinanze onorarie e lauree honoris causa. Il suo nome è stato dato a un asteroide, a una farfalla, a un cactus messicano.

 

Enzo Vecchiarelli, laureato in Canto e in Lettere / Storia della Musica,  ha anche studiato Chitarra classica e Composizione. Ha al suo attivo pubblicazioni musicologiche (libri, articoli), conferenze, consulenze. Concertista, compositore e arrangiatore, ha collaborato con Dario Fo, Virgilio Savona (Quartetto Cetra), Daniele Gatti, Pippo Baudo, Francesco Gazzè, Max Gazzè.

 Da musicista, ha inciso otto album con il Gruppo Musicaparole e ha partecipato, come autore e strumentista, alle incisioni di album di altri artisti come, per esempio, Maximilian di Max Gazzè. Da attore ha inciso molti album di fiabe. Ha vinto primi premi nazionali come autore di testi teatrali.

 

Claudio Tombini, attore teatrale e cinematografico, passa con facilità dalla declamazione dei classici (Divina Commedia, poesie medievali e rinascimentali, etc.) alle “macchiette” cabarettistiche (Achille Campanile, Walter Chiari, etc.) e alla caratterizzazione di personaggi “folk” dell’amata Val Metauro. Ha lavorato con Ermanno Olmi, Kim Rossi Stuart, Dario Fo, Antonio Calenda, Michele Placido, Roberto Herlitzka, Piera Degli Esposti, Aldo Giuffrè, Claudio Collovà, Gabriele Vacis, Ferruccio Soleri, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile delle Marche e altri.  

 

Massimiliano Poderi, laureato in violino, si è perfezionato - in varie località europee - nel repertorio cameristico e solistico con prestigiosi maestri di fama mondiale. Ha vinto numerosi concorsi. Ha fatto parte di svariate formazioni cameristiche (dal duo al quartetto d’archi) e sinfoniche. Molteplice la sua attività artistico-concertistica con il “Gruppo Musicaparole”, di cui è entrato a far parte nel 2005, partecipando anche all’ incisione di cinque album.

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e gode del patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro ed Enti Concerti di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Processo al '68

L’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, il Comune di Pesaro – Assessorato alla Crescita e la Cooperativa Sociale Labirinto in collaborazione con la Società pesarese di studi storici intendono proporre al vasto pubblico un incontro a più voci dal titolo Processo al ‘68, che si terrà presso il cortile di palazzo Ricci (via Sabbatini, 28 – Pesaro) lunedì 30 luglio alle ore 21.00 In caso di maltempo presso il cinema Astra - via Rossini, 82).

 

I due avvocati d'eccezione, Paolo Ercolani (difesa), docente dell'Università ‘Carlo Bo’ di Urbino, e Diego Fusaro (accusa), docente dello IASSP di Milano, entrambi filosofi e molto in evidenza sui media nazionali, porteranno anche a Pesaro questa interessante formula che ha già riscontrato notevoli successi in varie parti d'Italia.

Si tratterà di un vero e proprio processo, con tanto di giudice - Franco Elisei, presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche -, e giudici inquisitori che incalzeranno gli avvocati con le loro domande (Luigi Luminati, capopagina de Il Resto del Carlino, Simonetta Marfoglia, capopagina del Corriere Adriatico e Anna Rita Ioni, direttore di Radio Fano).

Ma, e questa è la formula che ha destato maggiore scalpore e segnato notevole successo, a esprimere la sentenza di condanna o assoluzione sarà il pubblico stesso, a cui verrà data una scheda su cui pronunciarsi in un senso o nell'altro, anonimamente, per poi inserirla in una vera e propria urna elettorale. Alla fine della serata verrà letto il verdetto.

Un'occasione originale, insomma, ma anche stimolante e autorevole, per ricostruire e analizzare uno dei periodi storici più significativi della nostra storia contemporanea, che ha diviso e divide tuttora le opinioni di moltissime persone. E che naturalmente divide i due illustri avvocati, che già in altre circostanze si sono pubblicamente scontrati su temi scottanti della cronaca odierna.

"L'evento storico che ha segnato la vittoria definitiva del capitalismo finanziario e apolide", secondo Diego Fusaro.

"L'ultimo grande evento rivoluzionario della storia mondiale", secondo Paolo Ercolani.

 

Le premesse per una serata di tensioni ma anche di serio divertimento ci sono tutte, e il pubblico che interverrà (l'ingresso è gratuito) sarà quello che stabilirà il verdetto finale.

 

 

Paolo Ercolani (Roma, 1972) è docente di filosofia presso l'Università degli studi ‘Carlo Bo’ di Urbino.

È fondatore e membro del Comitato scientifico dell'Associazione internazionale "Filosofia in movimento"

(www.filosofiainmovimento.it), nonché editorialista e blogger de "L'Espresso" (gruppo Espresso-La Repubblica).

È autore di articoli e saggi pubblicati in italiano, inglese e tedesco su autorevoli riviste nazionali e internazionali, nonché collaboratore di Rai educational (canale filosofico).

Ha pubblicato e pubblica articoli su "La Lettura" (Corriere della sera), Micromega e il Manifesto. Fra i suoi libri più conosciuti La storia infinita. Marx, il liberalismo e la maledizione di Nietzsche (La scuola di Pitagora, 2011), con prefazione di Luciano Canfora, L'ultimo Dio. Internet, il mercato e la religione stanno costruendo una società post-umana (Dedalo, 2012), con prefazione di Umberto Galimberti, Contro le donne. Storia e critica del più antico pregiudizio (Marsilio, 2016), che ha scatenato un fervente dibattito sui media nazionali e internazionali, The West Removed. Economics, democracy, freedom: a counter-history of our civilization (Mimesis International, 2016).

Da giungo 2016 è responsabile scientifico del progetto "Educazione sentimentale nelle scuole", organizzato e patrocinato dal Consiglio regionale della Regione Piemonte. È allievo del grande studioso Domenico Losurdo, tradotto in tutto il mondo e recentemente scomparso.

 

Diego Fusaro (Torino, 1983) insegna “Storia della filosofia” presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici). È studioso della filosofia della storia e delle strutture della temporalità storica, con particolare attenzione per il pensiero di Fichte, Hegel, Marx e per la “storia dei concetti” tedesca. Dirige la collana filosofica “I Cento Talleri” dell’editrice Il Prato ed è il curatore del progetto internet “La filosofia e i suoi eroi” (www.filosofico.net). Ha fondato l’associazione e la rivista “Interesse Nazionale” (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più recenti: Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario (Bompiani, 2009), Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita (Bompiani, 2010), Coraggio (Cortina, 2012), Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani, 2012), Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile (Il Melangolo, 2013), Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione (Bompiani, 

2014), e Fichte e l’anarchia del commercio. Genesi e sviluppo di “Stato commerciale chiuso” (Il Melangolo, 2014), Antonio Gramsci. La passione di essere nel mondo (Feltrinelli, 2015), Pensare altrimenti (Einaudi, 2017), Storia e coscienza del precariato. Servi e signori della globalizzazione (Bompiani, 2018).

È editorialista de “La Stampa” e de “Il Fatto Quotidiano”. Si definisce “allievo indipendente di Hegel e di Marx”. Nel 2016 ha tenuto un seminario su Gramsci presso la Harvard University..

 


L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, dal Comune di Pesaro - Assessorato alla Crescita e dalla Cooperativa Il Labirinto in collaborazione con la Società pesarese di studi storici con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

 

Note Oliveriane / Estate. Lo strano caso di Galeazzo Sabbatini

In occasione della proclamazione di Pesaro come Città della musica, in linea con le celebrazioni rossiniane nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e con Musicae Amoeni Loci, presenta il secondo appuntamento di  Note Oliveriane / Estate in programma giovedì 26 luglio alle ore 21.15: Lo strano caso di Galeazzo Sabbatini, Storia di un musicista, diplomatico Pesarese con esecuzioni musicali dell’ensemble LA FLORA, diretto da Willelm Peerik e interventi di Maria Chiara Mazzi.

 

C’è musica prima di Rossini: questo l’intento della ricerca che Musicae Amoeni Loci  sta portando avanti da qualche tempo, per sottolineare il valore della cultura musicale nella città prima di nascita dell’operista.
Dopo i concerti dedicati a Pace e Zacconi, si approda a Galeazzo Sabbatini, teorico e compositore della prima metà del Seicento del quale mai nessuno finora aveva ricostruito la vita ed eseguito l’opera. La biografia minima e generica, piena di dati vaghi e talora contraddittori e elementi non definiti della vita e dell'attività di Sabbatini narrata dai repertori internazionali è stata finalmente precisata attraverso i documenti finora mai indagati. Così sia la vita che l’opera di Sabbatini hanno preso nuova forma e nuova vita: in contatto, a Pesaro con l’intellighenzia locale e con i personaggi più in vista del territorio, divenuto maestro di cappella a Mirandola, si trasforma in diplomatico attivo in Europa per la famiglia ducale dei Pico nei delicatissimi anni Trenta del Seicento senza smettere tuttavia di comporre musica sacra e profana! È poi al centro anche di una delle discussioni teorico-musicali più intriganti di quella parte di secolo, a fianco di coloro che, in Europa, all’epoca, ragionavano di accordature e temperamenti, circondato da un’autorità e da una fama internazionali grazie alle quali il suo nome è stato riportato nei trattati di teoria musicale fino alla fine Ottocento. Restano ancora domande alle quali, forse, non ci sarà mai risposta. Sabbatini aveva davvero smesso di comporre musica negli ultimi vent’anni della sua vita, una volta tornato a Pesaro? Se sì, da dove provengono le sue composizioni riportate dalle antologie inglesi e tedesche del Seicento? E ancora: perché è stato ucciso con un colpo di archibugio in piazza? Forse un giorno troveremo queste risposte.
Intanto abbiamo aperto le porte su un mondo che è molto più vario e complesso di quanto una voce di enciclopedia potrà mai raccontare. Un mondo che fa di Galeazzo Sabbatini molto di più di uno dei tanti professionisti della musica che hanno arricchito il territorio e la musica marchigiana nella prima metà del 600.
(M.C. Mazzi)

M.C. Mazzi. Diplomata in pianoforte e clavicembalo presso il Conservatorio di Bologna e laureata in Lettere moderne a indirizzo storico e in Discipline della musica presso l'Università di Bologna, Accademico Filarmonico di Bologna, musicologa, tiene conferenze di argomento storico musicale per varie istituzioni italiane; è docente di Storia ed Estetica Musicale presso il Conservatorio “Rossini” di Pesaro. Autrice di numerosi volumi su temi storico-musicali, ha pubblicato saggi storico-musicali per riviste specialistiche e divulgative.

Willem Peerik, nato nei Paesi Bassi, ha iniziato giovanissimo gli studi musicali diplomandosi in pianoforte al Conservatorio di Utrecht. Si è poi trasferito in Italia per perfezionarsi nello strumento a tastiera ed ha intrapreso lo studio del clavicembalo laureandosi brillantemente al Conservatorio Rossini. Ha seguito corsi di perfezionamento con prestigiosi maestri risultando vincitore di importanti concorsi musicali. Collabora come pianista e clavicembalista accompagnatore presso il Conservatorio Rossini ed è maestro collaboratore all’Accademia di Canto “Città di Pesaro”. Dal 2004 è direttore artistico del festival di musica antica ‘Musicae Amoeni Loci’.

 

Ensemble La Flora
Alida Oliva, Soprano
Giovanni Cantarini, Tenore
Margherita Degli Esposti, Violoncello
Willem Peerik, Clavicembalo

 

PROGRAMMA

 

DI GALEAZZO SABBATINI:

 

dal Madrigali Concertati a 2,3, e 4 voci…. 1630 Op. V libro 4

-       A che tanto piagarmi

-       Udite o selve

 

dal Secondo libro dei Madrigali 1636 Op. II libro 2

-       Stringimi quanto vuoi

-       Ohimé misero

 

dal Madrigali Concertati a 2,3,e 4 voci ….1636 Op. VI libro 5

-       Folgori Giove

-       Viver tra pianti

 

dal Sacrae Laudes duabus, trinis…. 1626 op.III libro 1

-       Audi Maria Virgo

-       Beatus Vir

 

dal Sacrarum Laudum…. 1637 op. VII libro 2

-       O GloriosaI

-       In tribulatione

 

 

Prossimo appuntamento di Note Oliveriane / Estate presso il cortile di palazzo Almerici, sede della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) alle ore 21.15:

 


giovedì 2 agosto
Francesco Guccini: l’altro poeta
Enzo Vecchiarelli – letture, canto, chitarra
Claudio Tombini – letture, canto
Massimiliano Poderi – violino

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro ed Enti Concerti di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

 

Note Oliveriane 2018 / Estate

In occasione della proclamazione di Pesaro come Città della musica, in linea con le celebrazioni rossiniane nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani intende proseguire durante l’estate la rassegna denominata Note Oliveriane 2018, una serie di attività di carattere musicale iniziata nel marzo 2018 con Simbiosi. Le parole e la musica, un ciclo di quattro conferenze nelle quali è stato affrontato il rapporto non sempre lineare fra musica e parole, dai trovatori ai libretti d’opera, dai calembours rossiniani ai cantautori contemporanei.

 

L’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, inaugura Note Oliveriane / Estate giovedì 19 luglio alle ore 21.15 con Il canto del cigno, esecuzioni musicali tratte da G. Rossini, G. Crescentini e A. Zingarelli con Pamela Lucciarini, soprano, ed Elisabetta Rossi, arpa, che si terranno nel cortile di palazzo Almerici, sede della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro). A questo primo appuntamento seguiranno altri due concerti, il 26 luglio e il 2 agosto.

 

Il canto del cigno:

Gioachino Rossini si impone come innovatore in ambito vocale e formale; le sue opere per la prima volta sono scritte per essere eseguite esattamente come egli  voleva. Era in uso prima di lui che i cantanti acquisissero le linee melodiche e le adattassero a loro misura con vocalizzi, fioriture, cadenze e che riscrivessero in pratica la musica a loro piacimento. Per tutto il Settecento infatti, grazie alle scholae e ai seminari molto fiorenti nelle Marche e a Napoli, i cantanti possedevano la preparazione necessaria per essere essi stessi compositori. I grandi castrati italiani in special modo - figure come Caffarelli, Farinelli, Velluti, Crescentini - erano talmente conosciuti ed apprezzati in tutta Europa da poter incutere timore reverenziale agli stessi compositori.

In tale contesto Rossini, a cavallo tra i due secoli, raccoglie questa grande eredità facendola propria e, ben attento ai tempi che cambiavano (un editto napoleonico impediva la castrazione nel nord d’Italia dai primi dell’Ottocento e fu definitivamente interdetta dall’Unità d’Italia), seppe trasportare nella sua musica la magia di questa prassi esecutiva, fino ad allora proprietà esclusiva dei cantanti. Infatti  dagli impresari veniva spesso chiesto ai compositori di scrivere in maniera semplice ed ampia e di dare spazio alla fantasia improvvisativa della star del momento. Da qui è scaturito poi l’erroneo giudizio negativo da parte dei moderni nei confronti dei grandi maestri napoletani di fine Settecento, come ad esempio Cimarosa e Paisiello.

Il programma della serata prende inizio da uno dei più celebri castrati di fine Settecento, Girolamo Crescentini, presente anche presso la corte di Napoleone e noto didatta e direttore del Liceo Musicale di Bologna e del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Compositore di numerosi brani da camera per canto e piano e di opere didattiche, fu un sensibilissimo interprete e insegnante di canto; la famosa Colbran, prima moglie e cantante di Rossini, fu sua allieva e si presume che questo abbia fortemente influenzato la scrittura rossiniana all’epoca in via di definizione stilistica. I brani di Rossini sono tratti sia dalle opere cantate dalla Colbran che da piccoli ma raffinatissimi camei della sua ultima produzione cameristica.

 

Il programma:

Gioachino Rossini: La partenza - canzonetta da Le soirèe musicales

Girolamo Crescentini: Numi se giusti siete - cantata

Gioachino Rossini: Giusto ciel in tal periglio - aria dall’opera Maometto II

Antonio Zingarelli: Ombra adorata aspetta - aria variata da G. Crescentini dall’opera Romeo e Giulietta

Gioachino Rossini: Bel raggio lusingher - aria dall’opera Semiramide

Gioachino Rossini: Assisa al piè d’un salce - aria dall’opera Otello

Gioachino Rossini: Tanti affetti - aria dall’opera La donna del lago

  

 

Pamela Lucciarini Debutta con Bressan nel Don Giovanni di Mozart col ruolo di Elvira. L’anno seguente sotto la direzione di Fabio Biondi interpreta l’Opera La Didone di Cavalli a Torino. Nel 2009 con Riccardo Muti si esibisce a L’Opera Garnier e a Ravenna Festival con l’Opera Demofoonte di N. Jommelli e con La Venexiana interpreta L’Incoronazione di Poppea a La Cité de la Musique,  registrando per Glossa. Negli anni successivi con F. Biondi canta in Norvegia Ascanio in Alba di Mozart e a Jesi, Cuenca, Cracovia, La Fenice sul rogo di Pergolesi. Con Cantar Lontano si esibisce ad Innsbruck, Anvers, Utrecht. Con E. Onofri in prima moderna inscena Antigono di Mazzoni a Lisbona. Recentemente ha preso parte al Festival delle Nazioni in una prima assoluta di F.M.Paradiso e alla Stagione concertistica degli Amici della Musica  di Ancona ha cominciato un percorso triennale dedicato alla musica del Seicento.

 

Elisabetta Rossi

Elisabetta Rossi ha studiato al Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro nella classe di Arpa della Professoressa Bianca Maria Monteverde con la quale si è diplomata nell'anno 1994/95 con la votazione di 10/10. Svolge attività concertistica in formazioni cameristiche (dal duo al quartetto di arpe, duo arpa e flauto e soprattutto in Trio – arpa, violino e flauto - Ban Ensemble) con un repertorio che spazia dal classico fino al contemporaneo, passando per la musica popolare. Con il Ban Ensemble è entrata a far parte di un’originale formazione, The BeatLess Chamber Orchestra, con la quale esegue il repertorio cosiddetto “sinfonico” della storica band inglese. Il Ban Ensemble si è da ultimo esibito al prestigioso festival di Tongeren in Belgio.

 

 

Prossimi appuntamenti di Note Oliveriane / Estate presso il cortile di palazzo Almerici, sede della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) alle ore 21.15:

 

giovedì 26 luglio
Lo strano caso di Galeazzo Sabbatini
Ensemble LA FLORA
con Maria Chiara Mazzi
direttore Willem Peerik


giovedì 2 agosto
Francesco Guccini: l’altro poeta
Enzo Vecchiarelli – letture, canto, chitarra
Claudio Tombini – letture, canto
Massimiliano Poderi – violino

 

 

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro ed Enti Concerti di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Pesaro al tempo di Rossini

In occasione della proclamazione di Pesaro come Città della musica, in linea con le celebrazioni rossiniane nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, le Associazioni Quatermass-x, Etra entra nell’arte e almaloci.com, in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, inaugureranno venerdì 13 luglio alle ore 20.00 la mostra Pesaro al tempo di Rossini, curata da Brunella Paolini e Roberto Vecchiarelli e allestita presso gli spazi espositivi della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro), rendendo visibili alcuni documenti che mettono il musicista in relazione con la sua città natale.

I materiali si ripartiranno in diverse sezioni: da una parte si vedrà Rossini nella prospettiva della sua vicinanza con il conte Giulio Perticari e della sua influenza culturale; dall’altra, lasciandosi contagiare dalle evocazioni e dalle invenzioni del musicista, si sarà condotti verso un più vasto fronte di ispirazione che giunge fino a Torquato Tasso.

Un’altra declinazione della mostra è legata ad un itinerario urbano, Pesaro al tempo di Rossini, condotto dall’Associazione Etra nell’ambito del progetto Walkscape.
Si tratta di una visita guidata che si compirà sempre il 13 luglio alle ore 18, partendo dal fronte del Teatro Rossini.

Attraverso l’indirizzo www.almaloci.com è possibile seguire l’itinerario georeferenziato e con contenuti iconografici sul proprio cellulare. Sempre sullo stesso indirizzo web è possibile seguire l’itinerario da soli, oppure stando a casa davanti ad un computer.

Mostra e itinerario urbano permettono insieme di ‘aggrovigliare’ lo studio storico con il tessuto cittadino, il documento con la gente e le strade, il suono con i rumori della città, le vedute con i luoghi e le radici.

Il concept e i testi del walkscape sono stati ideati e curati da Roberto Vecchiarelli, la conduzione del walkscape è affidata ad Antonella Micaletti, la digitalizzazione a Settimio Perlini.

 

La mostra resterà aperta fino al 7 agosto nell’orario di apertura della Biblioteca Oliveriana (lunedì e giovedì 8.30-18.45; martedì, mercoledì e venerdì 8.30-14.30).

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Due concerti in collaborazione con WunderKammer Orchestra

WUNDERKAMMER ORCHESTRA
ENTE OLIVIERI – Biblioteca e Musei Oliveriani

presentano

TRIO DI IMOLA E QUARTETTO NOÛS

 in concerto a Pesaro il 12 e il 15 luglio 2018

 

Due progetti di musica da camera curati dalla Wunderkammer Orchestra, in collaborazione con Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, da non perdere a Pesaro. Il 12 luglio alla Corte Interna della Biblioteca Oliveriana il Trio di Imola, giovane e promettente formazione, si esibisce in un programma di musiche di Haydn, Mendelssohn e Šostakovič. Il 15 luglio a Villa Imperiale appuntamento straordinario con il Quartetto Noûs, tra le realtà musicali più interessanti e acclamate della sua generazione, che presenta un programma celebrativo che tiene conto di due anniversari, i 150 anni dalla morte di Rossini e i 100 da quella di Debussy, completato da brani di Puccini e Mendelssohn.

L’Associazione Wunderkammer Orchestra che ha espresso l’omonimo ensemble, fa fede con queste due prossime iniziative a uno dei suoi principali scopi statutari, sostenere cioè la conoscenza e la diffusione della cultura musicale attraverso iniziative diverse. Entrambi i progetti sono aperti al pubblico, fatto salvo il diritto di prelazione dei soci dell’associazione che sono sempre più numerosi.

In questa circostanza si è scelto di ospitare due formazioni cameristiche molto differenti tra loro. Nel primo appuntamento si è voluto promuovere una realtà emergente nel panorama italiano, il Trio di Imola, di cui fa parte una giovane musicista della Wunderkammer Orchestra, la violinista Angioletta Iannucci Cecchi, che lo compone insieme alla violoncellista Maria Cristina Mazza e alla pianista Marianna Tongiorgi. Con il concerto del Quartetto Noûs¸ cioè Tiziano Baviera e Alberto Franchin violini, Sara Dambruoso viola e Tommaso Tesini violoncello, si è voluto invece portare a Pesaro una delle eccellenze della cameristica italiana a livello internazionale.

I due appuntamenti sono sostenuti da Ente Olivieri Biblioteca e Musei, Emergency, Incontri per la Democrazia, Santori e Centroffset. Per il concerto del Quartetto Noûs si ringrazia la Creval per il sostegno e il Comune di Pesaro che ha concesso il patrocinio.

 

INFO

Trio di Imola: Cortile Oliveriana / 12 luglio 2018 / inizio h. 20.45 / ingresso gratuito.

Quartetto Noûs: Villa Imperiale / 15 luglio /  intero € 55,00 / ridotto under 30 € 45,00

> programma della serata: h 18.30, “La Villa Imperiale di Pesaro”  presentazione prof.ssa Maria Rosaria Valazzi; h 19.10, “Diritto alla cura, diritto alla pace: l’esperienza di Emergency”, presentazione dott.ssa Elena Damiani di Emergency; h 19.30 Concerto; h 21.15 Buffet in pineta.

Info e prenotazioni: info@wunderkammerorchestra.com / 366 6094910

I libri di Oz - con Antonio Faeti

L’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, promuove per martedì 19 giugno alle ore 21.15 presso la corte interna della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97- Pesaro) un incontro con Antonio Faeti che presenterà il volume I libri di Oz di L. Frank Baum, tradotti e raccontati da  Chiara Lagani e illustrati da Mara Cerri.

 

L. Frank Baum (1856-1919) è stato uno scrittore statunitense, ma anche produttore teatrale e cinematografico. Il suo libro più famoso è Il meraviglioso Mago di Oz (1900), che fu immediatamente un best seller e diventò un musical messo in scena da Broadway e in tutti gli Stati Uniti per anni e anni (nel 1939 il film di Fleming, con Judy Garland, che tutti ricordano).

Dopo Il meraviglioso mago di Oz Baum scrisse altri tredici romanzi – e una sessantina di racconti non-Oz, in parte firmati con pseudonimo - ambientati nello stesso mondo, con la piccola Dorothy e i suoi vecchi amici, ai quali se ne aggiungono via via di nuovi non meno bizzarri e simpatici, come Testadizucca, lo Scarasaggio Sommamente Eccessivo, la gallina Billina, la Tigre Famelica, l’automa Tic-Toc che pensa e parla solo se caricato a molla, e tanti altri. I romanzi successivi, sebbene poco o nulla conosciuti in Italia, non sono affatto inferiori al capostipite. La saga dei libri di Oz non cessò con la morte del suo autore, ma proseguì a firma di altri scrittori fino al 1963, totalizzando quaranta uscite. Gli autori dei cosiddetti “Famosi Quaranta” continuarono sempre a firmarsi “storici reali di di Oz”.

 

Chiara Lagani, fondatrice della compagnia teatrale Fanny & Alexander, negli anni scorsi ha messo in scena un ciclo di spettacoli tratti dai libri di Oz: ora, per questo volume dei Millenni edito da Einaudi, ha tradotto e antologizzato i quattordici romanzi, ha scritto i collegamenti tra un episodio e l’altro per fornire le informazioni necessarie sulle parti tagliate, ha corredato il volume di brevi note che mettono in luce ulteriori riferimenti tra i vari racconti. In collaborazione con lei, Mara Cerri ha realizzato i disegni a colori e in bianco e nero che accompagnano le storie di Dorothy e dei suoi soci.

Così anche il pubblico italiano può percorrere in un solo volume, per la prima volta, l’intero ciclo dei libri di Oz passando da un romanzo all’altro come se fossero i capitoli di un’unica grande storia e recuperando il fascino di una saga che negli Stati Uniti si è radicata nell’immaginario collettivo ed è stata oggetto delle più svariate interpretazioni, da quelle politiche a quelle religiose, gnostiche, psicanalitiche.

Ma l’assoluto valore di questi romanzi sta proprio nel non farsi costringere in nessuno schema interpretativo; la libertà narrativa di Baum, la sua continua invenzione fantastica, gli esilaranti giochi linguistici, l’ambivalenza emotiva, fra comicità, paura e malinconia, attivano da sempre una misteriosa complicità con i lettori di ogni età che appartiene ai piaceri dell’intelligenza e alla sostanza della vera letteratura.

 

 

Antonio Faeti (Bologna 1939), dopo aver insegnato per anni alle scuole elementari, è stato titolare della prima cattedra universitaria italiana di Storia della letteratura per l’infanzia al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna. Ha poi insegnato Grammatiche della Fantasia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha tenuto corsi annuali di alta formazione in pedagogia nell'ambito di Genus Bononiae, una fondazione culturale e artistica di quella città. Ha pubblicato saggi, romanzi e libri per ragazzi. Fra i suoi libri più conosciuti si ricordano Palomares (1967), un romanzo a fumetti antesignano dei “graphic novel”; Guardare le figure (1972); In trappola col topo. Una lettura di Mickey Mouse (1986); I diamanti in cantina (2001) e, più di recente, Gli amici ritrovati. Tra le righe dei grandi romanzi per ragazzi (2010), Il sillabario e la baionetta. Tre testi per l’unità degli italiani (2011), Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia (2011) e La storia dei miei fumetti. L’immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina (2013).

 

Chiara Lagani (Ravenna 1974) è drammaturga, attrice e autrice teatrale. Ha fondato, con Luigi De Angelis, il gruppo teatrale Fanny & Alexander, con il quale ha realizzato, tra gli altri, il progetto triennale Ada, cronaca familiare, ispirato al romanzo di Nabokov e vincitore di due premi Ubu e, tra il 2007 e il 2011, un ciclo di undici performance e spettacoli dedicati al Mago di Oz. Da oltre un decennio porta avanti un percorso di formazione per attori e drammaturghi tenendo corsi di scrittura e recitazione nei più importanti teatri, scuole e università italiane ed europee. Da cinque anni conduce un laboratorio sperimentale per l’infanzia dal titolo Pianeta giallo.

 

Mara Cerri (Pesaro 1978) è illustratrice e autrice di cinema d’animazione. Tra gli albi illustrati pubblicati: Via Curiel 8 e A una stella cadente di cui è autrice anche dei testi, Il nuotatore di Paolo Cognetti, La pantera nera sotto il letto di Andrea Bajani, E non mi fermo di Albino Pierro (Orecchio Acerbo Editore) e Occhi di vetro dei Fratelli Mancuso (Else Edizioni). Il corto animato Via Vuriel 8, realizzato con Magda Guidi, ha vinto nel 2011 la sezione Corti Italia del Torino Film Festival.

 

Nel pomeriggio alle ore 17,30 presso la libreria Le foglie d'oro in via Gavelli 2:
Viaggio in giornata  nel mondo di Oz.

Guide autorizzate: Chiara Lagani (drammaturga, attrice e traduttrice) e Mara Cerri (illustratrice )

Con la complicità di Silvia Veroli (giornalista).

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

 

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it 

Francesco Belfiori - Lucum conlucare romano more

L’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con la Società pesarese di studi storici e l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, presenta giovedì 7 giugno 2018 alle ore 17,30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) il volume di Francesco Belfiori

 

“LUCUM CONLUCARE ROMANO MORE”

Archeologia e religione del lucus Pisaurensis

 (Bononia University Press, 2017)



Il luogo di culto noto in letteratura come lucus Pisaurensis costituisce una delle testimonianze archeologiche più importanti per lo studio della colonizzazione dell’ager Gallicus - le attuali Marche settentrionali – e della religione romana di età medio-repubblicana nel settore centro-italico.

Il lavoro, nato nell'ambito delle ricerche in territorio marchigiano che il DISCI - Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università degli Studi di Bologna conduce da ormai trent'anni e pubblicato da Bononia University Press nel 2017, si pone da una parte l’obiettivo della revisione della vecchia documentazione a disposizione, dall’altra quello dello studio, ancora inedito, di tutto il materiale votivo restituito dal santuario. Quest’ultimo, di tipo “etrusco-laziale-campano”, unitamente all’esistenza di un pantheon romano-latino testimoniato per via epigrafica dagli altari del santuario, certifica la diffusione di riti e culti allogeni nel distretto pesarese all’inizio del III sec. a.C., contestualmente all’annessione del territorio da parte di Roma e al progressivo stanziamento di nuove genti, che portarono con sé nuovi usi liturgici e religiosi direttamente dal Lazio.

 

Francesco Belfiori, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà (sezione di Archeologia) dell’Università di Bologna, dove ha conseguito la laurea magistrale e il diploma di specializzazione, svolge le sue ricerche nell’ambito dell’archeologia classica, con particolare riferimento a tematiche inerenti all’archeologia del sacro e del rito, all’urbanistica greca e romana, alla colonizzazione e alla romanizzazione dell’Italia centrale in età repubblicana. Inoltre esercita attività di rilievo archeologico dei monumenti antichi e dei contesti di scavo nell’ambito delle attività del Laboratorio di Topografia. Dal 2010 è coinvolto in vari progetti del Dipartimento di Storia Culture Civiltà nelle Marche, Pompei, Agrigento.


Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it 

Caprile Illuminata. Gli Amori, le Arti, i Giochi, la Natura

Dal primo al 3 giugno, tre giorni tra incontri, concerti, letture e molto altro nel verde di Villa Caprile

E’ la ‘piccola Versailles italiana’ - con la sua nobile architettura nel cuore del Parco San Bartolo e gli incantevoli giardini con i giochi d’acqua - ed è il simbolo perfetto di quella Pesaro che, tra il XVIII e il XIX secolo, fu definita ‘la piccola Atene delle Marche’ grazie ad una vita culturale e sociale davvero vivace ed effervescente. Per questo, dal primo al 3 giugno, Villa Caprile sarà la protagonista di una rassegna densa di proposte per andare alla scoperta di quei tempi gloriosi di storia cittadina, promossa dall’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro, dall’Istituto Tecnico e Professionale Agrario A. Cecchi e Amat, con la direzione artistica di Lucia Ferrati.
Fatta costruire nel 1640 da Giovanni Mosca come ‘dimora di delizie’ (l’assetto attuale si deve invece ai lavori commissionati da Carlo Mosca nel 1763), Villa Caprile è stata esuberante epicentro di lettere, arti, teatro e feste galanti. Qui soggiornano personaggi straordinari come Giacomo Casanova, Stendhal, Napoleone e Carolina di Brunswick, fascinose presenze in una città in cui, nella imperante cultura pontificia, si stavano insinuando le nuove correnti illuministe. Ad animare quella querelle des anciens et des modernes tutta pesarese ci furono, fra gli altri, Carlo e Francesco Mosca Barzi, Francesco Montani, Annibale degli Abbati Olivieri, Giovan Battista Passeri, Giannandrea Lazzarini, Costanza Monti, Giulio Perticari, Francesco Cassi, Antaldo Antaldi e, ovviamente, Gioachino Rossini. Nei decenni in cui Villa Caprile vive il suo massimo splendore, a Pesaro riescono a convivere gli opposti: tradizione e innovazione, provincialismo ed europeismo, neoclassico e rococò, scienza e occulto, artificio e natura, pudore e libertinaggio.

A raccontarci tutto ciò, ogni giorno - a partire dalle 17 -, circondati dalla bellezza del verde, esperti e studiosi, artisti (poeti, attori, musicisti, pittori), stilisti, maestri profumieri, cuochi, animatori e studenti. Spazio pure ai più piccoli con laboratori, letture e visite a misura di bambino. In programma anche la possibilità di cenare con menù ispirati al Settecento preparati dalla scuola.

‘Caprile Illuminata’ fa parte del programma della XVII edizione di Caprile Agrishow. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Qui il programma completo:
www.comune.pesaro.pu.it/novita-in-comune/dettaglio/news/caprile-illuminata-gli-amori-le-arti-i-giochi-la-natura/

In caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno nel Salone degli Affreschi del piano nobile della villa, nell’Oratorio di San Francesco e nella tensostruttura.

info

Amat/uffici di Pesaro 0721 3592515, 366 6305500 reteteatripu@amat.marche.it
Istituto d’istruzione Superiore A. Cecchi 0721 21440 segreteria@iiscecchi.gov.it

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------

CAPRILE ILLUMINATA  Gli Amori, le Arti, i Giochi, la Natura

1-2-3 gìugno 2018

Villa Caprile, strada Caprile

 

enti promotori
Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza, Istituto d’Istruzione Superiore A. Cecchi, Amat
con Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Ente Parco Naturale San Bartolo

in collaborazione con
Accademia Agraria in Pesaro, Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Ufficio VI-Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino, Liceo Artistico F. Mengaroni, I.P.S.I.A. Istituto Tecnico Professionale G. Benelli, Liceo Scientifico e Musicale G. Marconi e Associazione Turistica Pro Loco di Candelara-Candele a Candelara, Biblioteca Louis Braille, Habitania oggetti complementi d’arredo, libreria Il Catalogo

con il sostegno di Coop Alleanza 3.0

si ringraziano per la preziosa partecipazione
Associazione Culturale Amici della Biblioteca Oliveriana, Ente Olivieri. Biblioteca e Musei Oliveriani, FAI/delegazione di Pesaro e Urbino, Garden Club, Università dell’Età Libera

Solcando le leggende nere nella buia oscurità. La Regia Marina e l’8 settembre 1943

Martedì 29 maggio alle ore 17.30 presso la sala conferenze di Confindustria di Pesaro (g.c., palazzo Ciacchi, via Cattaneo, 34 – Pesaro) l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e l’A.N.M.I. di Pesaro – M.O.V.M. Vincenzo Rossi in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” propongono al vasto pubblico l’incontro Solcando le leggende nere nella buia oscurità. La Regia Marina e l’8 settembre 1943 che sarà tenuto dal dott. Enrico Cernuschi, noto studioso di storia navale.
Economia e potere marittimo sono le due facce della stessa moneta. Lo scambio di merci crea ricchezza e le merci viaggiano per oltre il 90% via mare. Fino a quando esisterà il principio di Archimede il trasporto via mare costerà, infatti, meno di quello via terra, per tacere dei costosissimi e sempre minuscoli aerei.
Se la Marina Mercantile è il sistema sanguigno dell’economia mondiale (ossia della vita, del lavoro e del risparmio di tutti noi), la Marina Militare assicura la circolazione contro le offese della natura e degli uomini.
Si percorrerà una sorta di periplo ideale, navale ed economico, che parte da Pesaro il 18 agosto 1926, in occasione del celebre discorso mussoliniano pronunciato in vista della futura “Quota 90”, e che si chiude, di nuovo a Pesaro, con l’incontro proposto.
Verrà esaminato un percorso rettilineo, che ha come propria dimostrazione e momento di meditazione la catena di leggende nere sorte in occasione delle vicende affrontate dalla Regia Marina al momento dell’armistizio dell’8 settembre 1943, non ultime quelle verificatesi a cavallo tra Pescara e Ortona nel corso dei due giorni successivi. Si tratta di mettere la prora su questi miti smontando, una per una, le varie vulgate proposte dai tardi epigoni del passato regime.
Per l’occasione, inoltre, verranno prodotti anche elementi crittografici e documenti originali inediti. Quello che emergerà, alla fine, è un quadro di grande attualità destinato, si spera, a permettere a tutti di affrontare con serena coscienza gli impegnativi compiti che la Marina e il Paese tutto stanno affrontando durante la “buia oscurità” del XXI secolo.

Enrico Cernuschi, classe 1960, nato a Bologna e radicato a Pavia, laureato in giurisprudenza, lavora come funzionario di una delle maggiori banche italiane. Studioso di storia navale, quale scrittore e giornalista, ha dato alle stampe, nel corso di 27 anni, 38 volumi e oltre 700 articoli pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia.
Tra i più recenti si ricordano On seas contested. The seven great navies of the Second World War (Naval Institute, 2010; Premio Stone & Stone, il Bancarella statunitense, conferito a New York nel 2011); Gran pavese. Storie di mare, di guerra e di fiume (Mursia, 2011, Premio Marincovich 2012); Navi e quattrini. L’economia e la Marina Militare italiana fino al XXI secolo (in edibus, 2013); “Ultra” la fine di un mito. La guerra dei codici tra gli inglesi e le Marine italiane 1934-1945 (Mursia, 2014); Battaglie sconosciute. Storia riveduta e corretta della Regia Marina durante la Grande Guerra (in edibus, 2014); Quando tuonano i grossi calibri. Punta Stilo 9 luglio 1940 (Ufficio Storico della Marina Militare, 2016); Gli italiani dell’Invincibile Armata. L'altra storia della guerra anglo-spagnola 1585-1604 (Mursia, 2016); Malta, 1940-1943. La storia inconfessabile (in edibus, 2016); Noi e loro. Analisi di alcuni grandi successi della Marina alla luce delle nuovi fonti di archivio (Ufficio Storico della Marina Militare, 2016); con Alessandro Gazzi Sea power. The Italian Way (Ufficio Storico della Marina Militare, 2017).
Ha inoltre scritto alcune voci della World War I. The Definitive Encyclopedia and Document Collection pubblicata dalla ABC-Clio negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Pubblica regolarmente su Rivista Marittima, il mensile dello Stato Maggiore della Marina Militare, Lega Navale e Marinai d’Italia ed è “regolar contributor” dell’annuario inglese Warship e della Naval War College Review della U.S. Navy.

L'iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’A.N.M.I. di Pesaro – M.O.V.M. Vincenzo Rossi in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Un particolare ringraziamento a Confindustria di Pesaro e Urbino per la sensibilità sempre dimostrata nell’accogliere le iniziative culturali proposte.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili
Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

La strada per Pesaro. Annesio Nobili

Tredicesimo appuntamento della rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

ANNESIO NOBILI

 Mercoledì 23 maggio a palazzo Ciacchi

Dopo gli incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko, Cesare Lombroso,  Carolina di Brunswick, Annibale e Ave Ninchi, Carlo Pedrotti, Adelelmo Campana, Magda Minciotti e Alberto Zedda la rassegna  La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione (ideata e diretta da Lucia Ferrati), giunge al suo tredicesimo appuntamento.

Protagonista dell’incontro di mercoledì 23 maggio, alle ore 17.30, a palazzo Ciacchi, sede di Confindustria Pesaro Urbino (g.c), sarà il tipografo Annesio Nobili.

L’iniziativa - organizzata da Comune di Pesaro, Presidenza del Consiglio, Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita, Confindustria di Pesaro e Urbino , Amat con il sostegno di  Banca di Credito Cooperativo di Gradara, in collaborazione con Ente Olivieri di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”   intende rendere omaggio a questo affascinante personaggio, pesarese d’adozione.

Nato a Norcia dal notaio Giovanni Nobili e da Angela Todini nel 1777, Annesio nutre fin da giovane il desiderio di diventare tipografo. Lasciata Norcia compie l’apprendistato a Foligno presso gli stampatori Feliciano Campitelli e Giovanni Battista Tomassini, ma lavora anche ad Ancona con Arcangelo Sartori.
A Roma, entra a lavorare nell’officina di Giovanni Poggioli, tipografo ufficiale della Regia Camera Apostolica (amministrazione finanziaria dello Stato pontificio) nonché stampatore 'camerale', e in quanto tale destinatario delle commissioni governative.
Quello romano è un periodo fondamentale per la carriera di Nobili che stringe importanti amicizie in ambito politico.
Nel 1816, durante la restaurazione del potere papale in Romagna, diventa direttore della stamperia dell’Amministrazione del Lotto a Bologna. Tra il 1817 e il 1818, Nobili apre due stabilimenti in Emilia Romagna e ottiene il privilegio per i fogli delle amministrazioni del Lotto, della Finanza, dell’Arma dei carabinieri e la concessione per le stampe dei passaporti.
Nel frattempo cura l’edizione di collane pubblicate in fascicoli (come gli Opuscoli scientifici per l’Università pontificia di Bologna) e i Classici sacri e profani (1821).
Nel 1823 nuovo trasferimento. Stavolta la città è Pesaro dove Nobili decide di aprire un nuovo stabilimento e trasferire il proprio domicilio.
E anche l’officina pesarese ottiene presto diversi appalti governativi fregiandosi del titolo di camerale. La tipografia pesarese sarà dotata di ben nove torchi e diverrà in breve tempo la più importante stamperia dello Stato Pontificio.
Nello stesso tempo Nobili stringe società con la stamperia bolognese Giacinto Fiori, nella quale, pochi mesi dopo, subentra anche Vincenzo Costantini, possidente romano e computista presso l’Amministrazione del Lotto, e “strettamente legato alle gerarchie ecclesiastiche”.
La ricca e preziosa corrispondenza fra Nobili e Costantini fornisce notizie inedite anche sulla vita privata di Annesio Nobili: e se all’inizio del carteggio il tipografo fa riferimento a sua moglie Caterina Pontini, dalle lettere si evince che otterrà l’annullamento di questo matrimonio per convolare a nozze con Flavia Palucci.
Nel 1824 Nobili è lo stampatore ufficiale della legazione di Bologna e gli viene commissionata la pubblicazione del Breviario generale dei Cappuccini.
Nel 1826 si aggiudica il contratto più importante della sua carriera: l’”esclusiva” per la pubblicazione dei libri scolastici nelle quattro legazioni e province di Pesaro, Urbino, Ancona e Bologna.
Nonostante il difficile contesto economico in cui nascono e si sviluppano i suoi stabilimenti, l’editore e libraio Annesio Nobili svolgerà un fondamentale ruolo di intermediazione culturale nel panorama della prima metà dell’Ottocento.
Nelle Marche e in Romagna, durante il biennio dei moti rivoluzionari (1831-32), che condurranno all’instaurazione del governo liberale l’officina di Bologna viene occupata e utilizzata per la stampa di materiale patriottico e di giornali di propaganda.
Dal canto suo Nobili, convinto assertore della fazione conservatrice, sostiene la 'buona causa' divulgando opuscoli  clandestini antiliberali, come i Dialoghetti sopra le materie correnti nell’anno 1831, l’opera politica d’esordio di Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, che viene stampata, nell’anonimato, nella officina pesarese.
Il pamphlet godrà di uno straordinario successo: e da questo momento il Conte Monaldo affiderà a Nobili la pubblicazione di tutte le sue opere,  oltreché la stampa del giornale
«La Voce della Ragione», che fonda e dirige tra il 1832 e il 1835.
Fra Annesio Nobili e Monaldo Leopardi, come si evince dal ricco rapporto epistolare, si instaura un profondo rapporto di stima e amicizia che coinvolgerà anche Paolina e Pierfancesco Leopardi, attivi collaboratori nella redazione del periodico fondato dal padre.
Annesio Nobili muore il 5 settembre 1835, a Senigallia, a 57 anni.
I suoi stabilimenti gli sopravviveranno: la tipografia bolognese si unirà allo stabilimento dei Della Volpe e proseguirà l’attività fino al 1840.
La prospera officina pesarese sarà ancora attiva nel 1891.

L’incontro de La Strada per Pesaro dedicato ad Annesio Nobili prevede due interventi.

Il primo di Sara Lorenzetti, intitolato Ritratto di Annesio Nobili, illustrerà le vicende biografiche e professionali del personaggio, ricostruite tramite letture (affidate a Enrico Fossa) e alla proiezione di immagini.

Il secondo, di Riccardo Paolo Uguccioni, è dedicato a Librai e censura nella Pesaro della Restaurazione.

A palazzo Ciacchi, saranno altresì esposte, grazie alla cura di Brunella Paolini,  alcune preziose opere tipografiche di Annesio Nobili.

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro
Presidenza del Consiglio
Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Confindustria di Pesaro e Urbino

Amat

con il sostegno di

Banca di Credito Cooperativo di Gradara

e in collaborazione con

Ente Olivieri di Pesaro

Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

 

Un particolare ringraziamento a Maria Grazia Alberini e Brunella Paolini per la preziosa collaborazione

 

Per informazioni

tel. 0721 33344 biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

___________________________________________________

 

La rassegna di incontri La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” che, per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. 

Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi,  attori come Annibale e Ave Ninchi,  partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, la Famiglia Mosca, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti e Alberto Zedda,    regnanti come Carolina di Brunswick,  artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini,  e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini,  sportivi come Riccardo Brusi,  religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari,  architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana,  medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera.  E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

Stradomenica in biblioteca - 20 maggio 2018

Presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza, 97), nella ricorrenza della Stradomenica del 20 maggio, sarà visitabile - dalle 15.30 alle 18.00 - la mostra Un manicomio di carte. Cesare Lombroso a Pesaro, l'esperienza del Diario del San Benedetto e la vocazione letteraria del luogo a cura di Roberto Vecchiarelli dell’Associazione Quatermass-x, Antonella Micaletti di Etra, Settimio Perlini di “almaloci.com”, nell’ambito del progetto Memorie e Diari del San Benedetto.

 

Visite guidate dal curatore della mostra Roberto Vecchiarelli saranno effettuate alle 16.00 e alle 17.00.

 

L’iniziativa - all’interno della più ampia dal titolo Tocca ‘l mur. Quarantesimo anniversario della legge n.180 / Basaglia – 1978/2018 nasce dalla ricorrenza del quarantesimo della legge 180 del 13 maggio 1978, più conosciuta come legge Basaglia, che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) istituendo servizi di igiene mentale pubblici, basandosi sulle “più umane” concezioni psichiatriche promosse e sperimentate da Franco Basaglia presso il manicomio San Giovanni di Trieste.

 

Alle 18.00 si potrà partecipare allo Walkscape Camminata intorno (e dentro) al San Benedetto (prenotazione: cell. 3498062441; appuntamento: via Massimi).

Questa camminata accompagnata da un cellulare smartphone permette, attraverso il materiale fotografico raccolto e prodotto da Quatermass-x, di conoscere l'interno di questo grande istituto. Il progetto è reso possibile da Almaloci e condotto da Etra.

 

Suoni di dentro: echi e voci dal San Benedetto (soundwalk)

Camminata libera attorno al San Benedetto.

In questo contesto Quatermass-x insieme ad Almaloci e LEMS (il laboratorio di musica elettronica del Conservatorio) ha prodotto un file audio che,  scaricato sul telefonino dal sito almaloci.com, permette un’esperienza sonora di realtà aumentata collegando il vagabondaggio all’ascolto. La cura del suono è di Thomas Spada.

 

           

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it

Memorie e Diari del San Benedetto

Venerdì 18 maggio alle ore 17.00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro), l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, Roberto Vecchiarelli dell’Associazione Quatermass-x, Antonella Micaletti di Etra, Settimio Perlini di “almaloci.com”, nell’ambito del progetto Memorie e Diari del San Benedetto, presenteranno il documentario di Filippo Biagianti dal titolo Andalas de libertade, collegato all’evento Tocca ‘l mur.

 

Sentieri di Libertà” rappresenta la metafora viva di un modello di terapia, che considera la comunità locale, luogo di cura ideale per affrontare e con-prendere la sofferenza psichica.

I sentieri di montagna sono al contempo un viaggio nel mondo, in una dimensione terrena, ed un tragitto nella propria interiorità, perché conducono alle vette dei monti e ai dirupi dell’anima. Il procedere in direzioni e dimensioni opposte ma strettamente collegate, quella conscia e quella inconscia, permette di riappropriarsi del mondo e di ritrovare se stessi.

In quest’ottica, la terapia diviene percorso di crescita personale, ricerca di senso, possibilità di accogliere i sogni e di andare incontro al proprio futuro, ma soprattutto libertà di essere se stessi, al di là di quella dimensione esistenziale che troppo schematicamente chiamiamo malattia.

Questo tema è affine a quello della mostra Un manicomio di carte: infatti anche al tempo di Cesare Lombroso e del suo assistente Luigi Frigerio (intorno al 1872), oltre alle attività redazionali, gli internati potevano ricorrere alle camminate, poi riportate nelle cronache stesse del Diario ed elette a vero e proprio momento di evasione dai limiti della ‘carcerazione’. 

La camminata consentiva l’incontro casuale e stravagante, oppure la possibilità di confrontarsi con la cosiddetta ‘normalità’ dell’ambiente cittadino. La camminata e le sue conseguenti ore di sciopero, estranee quindi ad un rapporto funzionale con la realtà produttiva, permetteva un momento di riflessione o di piacere assoluto. 

 

Sarà presente l’autore del documentario Filippo Biagianti.

 

 

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, Associazione Quatermass-x, Etra e “almaloci.com” con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Manicomio di carte - Esposizione 11 maggio - 16 giugno 2018

Venerdì 11 maggio 2018 alle ore 17.00 presso la Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) si inaugura la mostra Un manicomio di carte. Cesare Lombroso a Pesaro, l'esperienza del Diario del San Benedetto e la vocazione letteraria del luogo a cura di Roberto Vecchiarelli dell’Associazione Quatermass-x, Antonella Micaletti di Etra, Settimio Perlini di “almaloci.com”, nell’ambito del progetto Memorie e Diari del San Benedetto.

L’iniziativa - all’interno della più ampia dal titolo Tocca ‘l mur. Quarantesimo anniversario della legge n.180 / Basaglia – 1978/2018 – nasce dalla ricorrenza del quarantesimo della legge 180 del 13 maggio 1978, più conosciuta come legge Basaglia, che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) istituendo servizi di igiene mentale pubblici, basandosi sulle “più umane” concezioni psichiatriche promosse e sperimentate da Franco Basaglia presso il manicomio San Giovanni di Trieste.

E’ questa per l’Associazione Quatermass-x, promotrice della mostra insieme ad Etra e almaloci.com, l’occasione per mettere il punto su un lavoro decennale che, in particolare, si è focalizzato sulla ‘scrittura memorialistica’ all’interno del manicomio.

Infatti, una delle tematiche più interessanti che potevano emergere dal tanto e ricco materiale archiviato è la creazione di un giornale manicomiale da parte del celebre alienista Cesare Lombroso: il Diario dell’Ospizio di San Benedetto in Pesaro.

Si è ritenuto che questa tematica, legata alla scrittura prodotta all’interno del manicomio attraverso un giornale, fosse quella più vicina al senso di questo anniversario basagliano.

Inoltre alla voce degli internati fa eco una produzione letteraria che da Torquato Tasso agli scrittori contemporanei fa del San Benedetto un luogo con una forte vocazione letteraria.

Verranno esposti documenti provenienti in parte dai fondi della Biblioteca Oliveriana e in parte dal Fondo Ospedale Psichiatrico Provinciale (FOPP) – salvato e raccolto da Antonio Brancati all’epoca della chiusura del San Benedetto -, opere e cimeli dalla collezione Elio Giuliani, materiale fotografico di Roberto Vecchiarelli, lo studio storico architettonico di Elisa Del Fattore con la collaborazione di Roberto Vecchiarelli e il materiale video realizzato da Quatermass-x e LEMS (Laboratorio elettronico per la musica sperimentale - Conservatorio G. Rossini).

Inoltre verranno presentate opere di artisti ispirati alle memorie cartacee del FOPP - Barbara Amadori, Thomas Spada, Nadia Trotta, Alessia Manzone, Martina Giorgi - e degli studenti del Corso di Modellistica, Tecnologia dei nuovi materiali e Beni culturali dell'Accademia di Belle Arti di Urbino.

Per l'inaugurazione Liz Marsigli leggerà alcuni testi ispirati al lavoro di Franco Basaglia e della sua equipe di Trieste.

I ‘’Filodrammatici del manicomio San Benedetto’’ interpreteranno La lettera U di Ugo Igino Tarchetti (concept Roberto Vecchiarelli, interpreti Giorgio Donini, Giuseppe Esposto, Francesca di Modugno).

Sono molti i punti di contatto fra Lombroso e gli esponenti della scapigliatura. Questo racconto di Tarchetti, che per esteso si intitola anche La lettera U - Manoscritto di un pazzo, pare uscito dal Diario del San Benedetto fondato da Lombroso.

La mostra sarà visibile fino al 16 giugno 2018 dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30 su richiesta.

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, Associazione Quatermass-x, Etra e “almaloci.com” con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Monoteisi. Ebrei, Cristiani, Musulmani. Valori comuni e paure reciproche

Giovedì 10 maggio 2018 alle ore 17.30 presso la sala conferenze di Confindustria (g.c., palazzo Ciacchi, via Cattaneo, 34 - Pesaro) l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani, la Cooperativa Sociale Labirinto e lo SPRAR di Pesaro (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in collaborazione con l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Pesaro, la Società pesarese di studi storici, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e l’Università dell’Età Libera propone un incontro su un tema di grande attualità dal titolo Monoteismi. Ebrei, Cristiani, Musulmani. Valori comuni e paure reciproche.

Parteciperanno Vittorio Robiati Bendaud, don Marco Di Giorgio e Moulay Zidane El Amrani; un ebreo, un cristiano e un musulmano, in rappresentanza dei tre grandi monoteismi, detti anche abramitici perché credono in un Dio unico che ha parlato agli uomini nel corso della storia, a diverse riprese, in lingue diverse, e attraverso inviati e profeti diversi, ma tutti portatori del medesimo messaggio di pace e misericordia, e tutti appartenenti alla stirpe di Abramo.

Queste tre dimensioni spirituali, ma anche filosofiche, culturali e sociali hanno coesistito nella pace e in armonia per secoli, contribuendo insieme all’elevazione dell’umanità in tutti gli ambiti della scienza e della conoscenza, come fu in Andalusia, in Sicilia e nel Maghreb. Tuttavia, in altrettante epoche, si sono anche guardate con reciproco sospetto, spesso sfociato in frizioni, conflitti e guerre sanguinarie combattute “nel nome dello stesso Dio”.

Sia nei Testi che nei contesti, ciò che accomuna le tre religioni e le loro collettività di fedeli è di gran lunga superiore a ciò che le differenzia. E ciò che le differenzia non è nato per separare, ma per incuriosire, stimolare l’intelletto e far dialogare.

Spesso, però, ebrei, cristiani e musulmani, invece di valorizzare ciò che li accomuna, hanno stigmatizzato ed enfatizzato le loro differenze, favorendo così rigidismi, integralismi, stereotipi e ostilità preconcette, e dipingendo, gli uni degli altri, spauracchi e identità immaginarie. Pregiudizi e clichés che inquinano il nostro attuale clima sociale, già fragile di suo, alimentando diffidenze e paure, alle quali, però, la politica e la mediatizzazione superficiale delle tre grandi religioni non è mai estranea.

 

Vittorio Robiati Bendaud è coordinatore del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia e direttore della collana “Biblioteca di Storia e Pensiero Ebraici” per la casa editrice Salomone Belforte .È stato allievo e assistente personale del prof. Rav Giuseppe Laras. Cresciuto alla scuola del cardinale Carlo Maria Martini e del prof. Paolo De Benedetti, è impegnato ormai da diversi anni a promuovere la cultura del dialogo ebraico-cristiano, come testimoniano le sue presenze ai “Colloqui di Camaldoli” e i numerosi interventi agli  “Incontri a Due Voci” a San Fedele. Oltre ad essere impegnato in attività di docenza sia nelle università italiane che estere è ricercatore, saggista e storico.

Don Marco Di Giorgio, ordinato sacerdote nel 1984, consegue la licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma nel 1989, la laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Urbino nel 1994 e il dottorato - sempre in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana - nel 2015 con una tesi dal titolo “Babilonia nell’Apocalisse”. Dal 2003 è docente di Sacra Scrittura – Nuovo Testamento, dapprima presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Fano e in seguito presso l’Istituto “Giovanni Paolo II” di Pesaro. Direttore del Centro Diocesano di Pastorale Giovanile (1989-2005) e responsabile regionale per le Marche (1998-2004), assistente dell’AGESCI per la provincia di Pesaro e Urbino e la Regione Marche (1996-2003), direttore della Caritas Diocesana (dal 2008), dall’ottobre 2011 è parroco della parrocchia San Luigi Gonzaga in Pesaro.

Moulay Zidane El Amrani, arabista, nato a Casablanca, dal 1984 risiede in Italia. È stato docente di Arabo Letterario Moderno presso l’Università degli Studi di Bologna e docente e formatore in materia di comunicazione interculturale presso diversi enti. Attualmente è docente al Master in “Studi sull'Islam d'Europa" presso l'Università degli Studi di Padova e al Master "Monoteismi" presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È inoltre formatore, scrittore e blogger sulle tematiche di comunicazione interculturale e interreligiosa; opera quale consulente nel Settore Migranti presso Labirinto Cooperativa Sociale di Pesaro.

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, la Cooperativa Sociale Labirinto e lo SPRAR di Pesaro (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in collaborazione con l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Pesaro, la Società pesarese di studi storici, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e l’Università dell’Età Libera, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

Un particolare ringraziamento a Confindustria di Pesaro e Urbino per la sensibilità sempre dimostrata nell’accogliere le iniziative culturali proposte.

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Storia dei Castelli della Repubblica di San Marino

In collaborazione con l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani, mercoledì 2 maggio 2018 alle ore 17,30 presso la sala “Passeri” della Biblioteca (via Mazza, 97 – Pesaro) viene presentata la collana, ideata e curata da Girolamo Allegretti,

Storia dei Castelli della Repubblica di San Marino

Il curatore ne discute con Ercole Sori.

La collana Storia dei Castelli della Repubblica di San Marino (dove castello è ciò che in Italia si chiamerebbe comune) è nata per delineare – con rigore scientifico, taglio divulgativo e accurate ricerche archivistiche – la storia dei Castelli sammarinesi sulla falsariga della Local history inglese e di analoghe esperienze italiane. Non la storia di San Marino nella sua forma statuale, dunque,  ma nella fattispecie delle comunità che la compongono. L’operazione, che  si è appena conclusa dopo l’uscita di nove volumi (2.480 pagine, 65 autori di saggi, 24 fotografi), editi a cadenza annuale con il sostegno economico dell’Ente Cassa di Faetano, è stata coordinata da Girolamo Allegretti – di cui la Società pesarese di studi storici ricorda la lunga e fruttuosa direzione della rivista “Pesaro città e contà” – il quale vi ha coinvolto decine di ricercatori e studiosi.


Girolamo Allegretti ha studiato temi di storia economica e sociale, i cui esiti sono stati accolti da importanti riviste e opere collettanee (a partire da Marchigiani in Maremma in Storia d’Italia Einaudi, Le Marche a cura di S. Anselmi); si è occupato poi di storia delle comunità minori a partire da Montefeltro e Massa Trabaria per poi concentrare il suo lavoro sull’area pesarese (ricordiamo Monte Baroccio; Tavullia; “Costellazione”, collana di storia dei centri minori del comune di Pesaro; ecc.). Il metodo – comparativo, globale e dunque multidisciplinare su base topografica, saggiato anche in studi su comunità toscane, romagnole e laziali – ha informato nell’ultimo decennio l’impegnativo progetto sammarinese.

Ercole Sori ha insegnato Storia economica presso l'Università Politecnica delle Marche. Attualmente dirige il Centro sammarinese di studi storici presso l'Università di San Marino. Alla storia dell'economia in senso stretto ha affiancato lo studio della sua intersezione con la società e l'ambiente fisico; studioso dell’emigrazione, è stato relatore a convegni e seminari e ha organizzato il convegno internazionale "Le Marche fuori dalle Marche. Migrazioni interne ed emigrazione all'estero dal XVIII al XX secolo", di cui ha curato gli atti. Nel 1999 ha organizzato il convegno internazionale "Migrazioni internazionali e piccoli stati. Dalla storia all'attualità".

Ai presenti sarà fatto omaggio del volume IX (Città di San Marino) della collana.

Aperitivo di commiato

 

La cittadinanza è invitata

Alessandro Belmonte (1757-1838). Ufficiale di Marina dell'Armada Real ai porti dell'Adriatico

L’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con la Società pesarese di studi storici e l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, presenta venerdì 27 aprile 2018 alle ore 17,30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) il volume di Rosita Copioli e Alberto Silvestro

 

Alessandro Belmonte (1757-1838)

Ufficiale di Marina dall’Armada Real ai porti dell’Adriatico

 (Digitalprint, 2018, pp. 448)



L’autrice Rosita Copioli riporterà alla luce un riminese completamente dimenticato, di rilievo internazionale.

Alessandro Belmonte, cartografo, esploratore scientifico nelle maggiori spedizioni della Marina spagnola, patriota, ispettore dei porti dell’Adriatico, si occupa dell’industria di mare nel senso più ampio, per «il bene della cosa», del Governo e della società. Influisce in modo determinante sui nipoti Alessandro e Ruggero Baldini che con Claudio Tintori fondano l’Industria dei Bagni di Mare nel 1843, subito dopo la sua scomparsa.

Il volume ricostruisce, con una vastissima documentazione totalmente inedita, proveniente da numerosi archivi italiani e stranieri, vari ambienti storici internazionali

e rivela i profondi legami della nobiltà emiliano-romagnola, marchigiana e italiana in genere, in relazione con gli incarichi dello Stato pontificio e le sue più alte gerarchie, fino a quelli con i pontefici o con altri governi italiani e stranieri in diverse attività politiche, militari, economiche, culturali, scientifiche e letterarie.

Vengono evidenziati anche gli strettissimi legami tra le famiglie di Rimini e Pesaro con un capitolo di storia pesarese, illustrata da documenti della Biblioteca Oliveriana.


Rosita Copioli, poetessa, scrittrice, studiosa, oltre a numerosi libri di storia, ha pubblicato Le acque della mente (Mondadori, 2016) e con G. Morin L’Olimpo: i miti greci di Fellini (SEM, 2016) e Il Casanova di Fellini: ieri e oggi 1976-2016 (Senato della Repubblica-Gangemi, 2017). Per l’attività in seno all’Associazione Adolphe Noël des Vergers che presiede, è stata insignita dell’onorificenza di «Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres» della Repubblica Francese.

 

Alberto Silvestro, ingegnere navale e contrammiraglio, si è sempre occupato di studi sulla Marina storica, soprattutto pontificia e ottocentesca, in collaborazioni con riviste, e in libri propri. In particolare ha dedicato importanti ricerche sulla figura di Alessandro Belmonte, attraverso lunghe ricerche d’archivio, da quello di Stato di Roma per le carte pontificie, a quelli della Marina di Malta e della Marina spagnola.


Quinto Protti, di Digitalprint, inaugura con questo libro un’attività di edizioni sensibili alla cultura di Rimini.



Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it  

Dalle Fiandre alle Marche - Secondo appuntamento

Mercoledì 18 aprile 2018 alle ore 17.30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 - Pesaro) la dott.ssa Tamara Dominici terrà l’ultimo incontro del breve ciclo Dalle Fiandre alle Marche: l’arrivo di Giusto di Gand, organizzato dall’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e la Società pesarese di studi storici.

La rete di dubbi e misteri che avvolge la figura del pittore fiammingo Giusto di Gand si infittirà, intrecciandosi con quella di Pietro Spagnolo, anch’egli al servizio del duca Federico. Se escludiamo infatti la Comunione degli Apostoli, unica opera attribuita con certezza a Giusto, per gli Uomini Illustri, il Ritratto di Federico da Montefeltro e Guidobaldo, le Arti Liberali e infine il Federico e Guidobaldo che ascoltano un’orazione si parla di dipinti tutti variamente assegnati tra Giusto, Pedro Berruguete, Donato Bramante, Giovanni Santi e Melozzo da Forlì.
Si prenderà quindi spunto dalla mostra che ha visto nel 2015 il rientro al Palazzo Ducale di Urbino di quattordici delle ventotto tavole degli Uomini Illustri per riepilogare e approfondire quanto detto finora in merito a Giusto e alle opere a lui storicamente attribuite.

Tamara Dominici ha conseguito la laurea magistrale in Storia dell’arte nel novembre 2013 presso l’Ateneo urbinate. Dopo un periodo di tirocinio all’M-Museum Leuven (Belgio), nel 2017 ha acquisito il diploma post-laurea di Specializzazione in beni storici artistici presso l’Università di Macerata, discutendo la tesi “La produzione artistica e il suo valore ai tempi dei Duchi di Borgogna. Il caso di Dieric Bouts”. Ha all’attivo pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali e nazionali tra cui Arte Marchigiana, Studi Pesaresi, Studiolo e Il capitale culturale. Ora continua la sua attività di ricerca volta ad approfondire tematiche riguardanti l’arte nordica e i suoi rapporti con l’Italia fra i secoli XIV-XVII.

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società pesarese di studi storici, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Stradomenica in Oliveriana - 15 aprile 2018

Nuova apertura della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97) domenica 15 aprile dalle ore 15.30 alle ore 18.30 con brevi visite guidate (15.45; 16.45 e 17.45).

Per l’occasione sarà esposta per la prima volta una collezione di medaglie contemporanee donata recentemente da un giovane collezionista, Mauro Mancino, che non riuscendo a reperire medaglie in grado di soddisfare parametri come originalità del soggetto, qualità dei materiali e del processo produttivo, ha deciso, agli esordi con Andrea Sozzi, di iniziare una produzione propria.

Saranno inoltre visitabili alcune sale, tuttora adibite a deposito dell’Archivio Storico Comunale, recentemente restaurate grazie al contributo del Comune di Pesaro, e allestite come “contenitori” di oggetti di varie epoche e natura (es. busti, anfore, una macchina elettrostatica… ed altre curiosità), aperte per la prima volta al pubblico il 29 gennaio 2018 in occasione dell’evento Una biblioteca disvelata, all’interno della manifestazione Grand Tour Cultura 2017 – Marche fuori dal comune. Per una lettura inedita del nostro patrimonio: dentro / fuori musei, archivi e biblioteche, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, in collaborazione con Fondazione Marche Cultura e MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche).

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it

Accademia AIIA ricorda Walter Bajocchi

L’Accademia AIIA, in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, propone un incontro in memoria di Walter Bajocchi, fondatore dell’Accademia AIIA, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa.L’evento, previsto per venerdì 13 aprile alle ore 17.15 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro), ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, del Quartiere n. 3 delle Colline e dei Castelli, delle associazioni Pro Loco di Candelara, Stele e Anfora di Novilara.Walter, come uomo e artista, si è sempre impegnato affinché l’associazione da lui fondata crescesse e si sviluppasse. Il suo principale obiettivo era la formazione dei giovani sui quali investiva tante energie, avendo a cuore soprattutto i giovani in difficoltà, nella convizione che un percorso artistico li avrebbe aiutati a risolvere i propri problemi.

L'evento commemorativo è per l'Accademia l'occasione per riflettere sulle attività svolte in questo anno, fare un bilancio del percorso intrapreso ed iniziare la nuova campagna associativa.

Il maestro Giordano Perelli racconterà l’esperienza del primo corso, organizzato sotto la sua direzione,  in cui in  si è approfondita la tecnica dell’acquaforte classica. Al corso hanno partecipato 15 persone, tra appassionati e professionisti: Niccolò Amadori, Teresa Cagnoli, Luciana Ceci, Alberto Cenerini, Barbara Genga, Alessandro Giampaoli, Rita Maccagnani, Mara Pianosi, Muzio Piccioni, Gerardo Prosperi, Caterina Rasa', Cristina Rosati, Liuba Zoni e Franco Tebaldi.Al termine dell’esperienza è stato realizzato un “Leporello” con le 15 incisioni calcografiche elaborate dai corsisti ai quali è stata lasciata libertà di tema e formato. Il Leporello, libro d'arte originale e caratteristico della tradizione incisoria, sarà presentato all'evento e donato in copia alla Biblioteca Oliveriana.La figura di Walter Bajocchi sarà ricordata attraverso un video, gentilmente concesso da Zarri Comunicazioni: si tratta di un'intervista, realizzata dall'emittente Fano TV, che ci restituisce a pieno la sua umanità, l'ironia, l'esuberanza e la passione per il suo lavoro e per la vita.Nella stessa occasione la pittrice emergente Rossella De Stefani donerà all’Accademia un ritratto di Walter che sarà collocato nella sede dell’associazione. La scelta non a caso è ricaduta su  Rossella De Stefani che, oltre a vantare notevoli doti di ritrattista, è stata collaboratrice dell'AIIA e amica personale del maestro Bajocchi.Maggiori informazioni sull’evento e sulle attività dell’associazione sono reperibili sul sito: www.aiiaincisione.com.

 

dott. Lorenzo Fattori

Presidente AIIA

 

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Dalle Fiandre alle Marche

Mercoledì 11 aprile 2018 alle ore 17.30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 - Pesaro) la dott.ssa Tamara Dominici terrà il primo incontro del breve ciclo Dalle Fiandre alle Marche: l’arrivo di Giusto di Gand, organizzato dall’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e la Società pesarese di studi storici.

Federico da Montefeltro fece di Urbino una delle capitali culturali del Rinascimento: esperto conoscitore di letteratura, matematica e architettura, nonché collezionista di manoscritti rari, fu uno dei mecenati più attenti all’arte fiamminga. Questo clima si rivelò ideale per avanzare nuove proposte artistiche e così, in quegli anni, si segnalano in città presenze illustri quali quelle di Paolo Uccello, di Piero della Francesca e del fiammingo Giusto di Gand.

Quest’ultimo appare come una figura assai problematica e tutt’altro che definita chiaramente nei documenti, la cui unica opera certa risulta essere la Comunione degli Apostoli, oggi custodita presso la Galleria Nazionale delle Marche.

I due incontri proposti offrono perciò un’occasione per approfondire e analizzare l’attività del “maestro Giusto depintore”, figura enigmatica la cui personalità pittorica è indissolubilmente legata alle vicende artistiche accadute sotto l’egida dei Montefeltro.

Tamara Dominici ha conseguito la laurea magistrale in Storia dell’arte nel novembre 2013 presso l’Ateneo urbinate. Dopo un periodo di tirocinio all’M-Museum Leuven (Belgio), nel 2017 ha acquisito il diploma post-laurea di Specializzazione in beni storici artistici presso l’Università di Macerata, discutendo la tesi “La produzione artistica e il suo valore ai tempi dei Duchi di Borgogna. Il caso di Dieric Bouts”. Ha all’attivo pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali e nazionali tra cui Arte Marchigiana, Studi Pesaresi, Studiolo e Il capitale culturale. Ora continua la sua attività di ricerca volta ad approfondire tematiche riguardanti l’arte nordica e i suoi rapporti con l’Italia fra i secoli XIV-XVII. 

Il secondo ed ultimo incontro si terrà mercoledì 18 aprile alle ore 17,30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 –Pesaro)

L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società pesarese di studi storici, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

A caccia di antenati. Nuovo corso di genealogia

NUOVO CORSO

 

A CACCIA DI ANTENATI

Scopri le origini della tua famiglia e crea il tuo albero genealogico

CORSO PRATICO

 

A seguito del successo della prima edizione sono nuovamente aperte presso la Biblioteca Oliveriana, fino a sabato 28 aprile 2018, le iscrizioni al nuovo corso pratico, organizzato dalla dott.ssa Sandra Di Orazio, bibliotecaria, che permette ai partecipanti di conoscere la storia della propria famiglia costruendo l’albero genealogico familiare.

Durante il percorso i partecipanti potranno scoprire come ricercare i documenti per ricostruire il proprio albero genealogico in piena autonomia, impostare una strategia di ricerca, conoscere le banche dati che conservano i documenti di interesse genealogico, legare la propria ricerca al contesto storico e sociale in base all'epoca di riferimento tramite i documenti conservati negli archivi e nelle biblioteche.

 

Sandra Di Orazio, ultima discendente della famiglia dei Di Orazio originari di Teramo, nasce a Fossombrone nel 1976; il suo ramo paterno si estende fino al 1730 circa (ma le sue ricerche non sono ancora terminate), mentre quello materno proviene dalla famiglia Rinaldi di Fossombrone.

Laureatasi in Conservazione dei Beni Culturali ad Urbino, dal 2013 ha maturato un’insana passione per la genealogia, che coltiva facendo ricerche e corsi in vari comuni della provincia. Vive e lavora a Fano.

 

Il corso a numero chiuso (min. 12 – max. 20 partecipanti) si articola in quattro lezioni in presenza  - della durata di circa 90 minuti - presso la Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97) il lunedì 7, 14, 21 e 28 maggio alle ore 17, esercitazioni a distanza e visita (facoltativa) presso l’Archivio di Stato di Pesaro.

 

Le iscrizioni si ricevono presso la Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97); è richiesta una quota di 60 euro a titolo di contributo spese. I partecipanti devono essere dotati di pc / tablet personali.

Ai partecipanti verranno fornite le slide proiettate durante le lezioni; è necessario che gli iscritti abbiano un account di posta elettronica o una chiavetta di memoria. L’account di posta elettronica è necessario inoltre per effettuare le esercitazioni a casa.

 

A richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

 

L’iniziativa è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Archivio di Stato di Pesaro e con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

Info. Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 ; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Simbiosi. Le parole e la musica - Simone Lenzi

Venerdì 23 marzo, alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro), Simone Lenzi, scrittore e musicista toscano, chiuderà il ciclo Simbiosi. Le parole e la musica, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, con un incontro dal titolo Per il verso giusto: parole e musica nella canzone.

Dopo la poesia musicata dei trovatori e l’intensa stagione del melodramma ottocentesco, la rassegna si chiude tornando alla forma breve della canzone, questa volta quella novecentesca dei grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Gino Paoli a Franco Battiato, dai Beatles ai Rolling Stones. A condurci nel grande laboratorio della canzone popolare e a farcene esplorare il dietro le quinte, spiegandoci come funziona una canzone, sarà Simone Lenzi, autore del saggio Per il verso giusto. Piccola anatomia della canzone (Marsilio, 2017). 

Lenzi si muove sul doppio fronte della musica e della parola: infatti è fondatore e frontman del gruppo rock dei Virginiana Miller, con i quali ha pubblicato numerosi album, ma anche autore di romanzi.

Nella sua riflessione sulla canzone, Lenzi enuncia tre postulati: "Tutte le canzoni sono canzoni d’amore (anche quelle che non lo sono); tutte le canzoni sono canzoni politiche (anche quelle che non si impegnano); tutte le canzoni sono orecchiabili (anche quelle che quando le sentiva tuo nonno si affacciava in cameretta e scuoteva la testa: «Ma che robaccia è?»)". Partendo da qui, Lenzi ci illustrerà le strategie con cui una canzone, amalgama di testo e musica che tende alla simbiosi, “si impegna a essere quello che è”.

Simone Lenzi (Livorno, 1968) affianca l’attività di musicista e autore di canzoni a quella di scrittore. È fra i fondatori, nel 1990, del gruppo dei Virginiana Miller, il cui primo CD, Gelaterie sconsacrate (B&B/Sony), esce nel 1997; ad esso seguono numerosi altri album fino a Venga il regno, del 2013 (Ala bianca / Warner music). Nel 2014 con la canzone Lettera di San Paolo agli operai i Virginiana Miller si aggiudicano la Targa Tenco .

Nel 2012 esce il suo primo romanzo intitolato La generazione (Dalai Editore) dal quale è tratto il soggetto per il film Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, di cui è cosceneggiatore.

La canzone omonima dei Virginiana Miller presente nel film è vincitrice del Premio David di Donatello come "miglior canzone originale" nel 2013.

Nel 2013 pubblica per la collana Contromano (Editori Laterza) il libro Sul Lungomai di Livorno, che l’anno dopo vince il Premio Satira di Forte dei Marmi. Nel 2014 esce, per Laterza, Mali minori, vincitore nel 2016 del Premio Ceppo Città di Pistoia. Nel 2017 esce Per il verso giusto. Piccola anatomia della canzone, un saggio sulla forma canzone edito da Marsilio. Insieme a Simone Marchesi, docente di Italianistica all’Università di Princeton, ha curato la traduzione di alcuni testi tratti dal primo libro degli Epigrammi di Marziale (Semicerchio, rivista di poesia comparata, 2008) e di An Explanation of America, poema di Robert Pinsky (Un’America, Le Lettere, 2009).

Nell’anno in cui Pesaro, nominata dall’Unesco “Città della musica”, si propone, nel centocinquantenario della morte di Rossini, come laboratorio di riflessione e luogo di fruizione privilegiato della musica, il ciclo di incontri Simbiosi. Le parole e la musica, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, intende mettere a tema l’incontro, radicato fin dalle origini nella nostra tradizione occidentale, fra codici espressivi diversi, grazie al quale ognuno dei due elementi potenzia il segnale dell’altro e ne amplifica la portata emotiva e comunicativa. Dalla canzone provenzale, immancabilmente associata, nelle sue origini, al canto e all’accompagnamento strumentale, alla straordinaria stagione dell’opera lirica, che ha visto testo e musica a fasi alterne prevalere l’uno sull’altra, fino alla pervasività della canzone popolare e d’autore che, abbattendo qualsiasi barriera culturale e sociale, è stata ed è capace di racchiudere nel suo breve giro di quattro minuti l’aria di un’epoca e di restituirci l’aria delle nostre personali epoche, il ciclo propone alcuni momenti di questa intensa, e non sempre pacifica, relazione fra la musica e le parole, amalgama capace di produrre un “tutto” che vale sempre più della somma delle sue parti.

L'iniziativa, curata da Chiara Agostinelli, è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro.


Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

 

Simbiosi. Le parole e la musica - Simone Lenzi

Venerdì 23 marzo, alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro), Simone Lenzi, scrittore e musicista toscano, chiuderà il ciclo Simbiosi. Le parole e la musica, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, con un incontro dal titolo Per il verso giusto: parole e musica nella canzone.

Dopo la poesia musicata dei trovatori e l’intensa stagione del melodramma ottocentesco, la rassegna si chiude tornando alla forma breve della canzone, questa volta quella novecentesca dei grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Gino Paoli a Franco Battiato, dai Beatles ai Rolling Stones. A condurci nel grande laboratorio della canzone popolare e a farcene esplorare il dietro le quinte, spiegandoci come funziona una canzone, sarà Simone Lenzi, autore del saggio Per il verso giusto. Piccola anatomia della canzone (Marsilio, 2017). 

Lenzi si muove sul doppio fronte della musica e della parola: infatti è fondatore e frontman del gruppo rock dei Virginiana Miller, con i quali ha pubblicato numerosi album, ma anche autore di romanzi.

Nella sua riflessione sulla canzone, Lenzi enuncia tre postulati: "Tutte le canzoni sono canzoni d’amore (anche quelle che non lo sono); tutte le canzoni sono canzoni politiche (anche quelle che non si impegnano); tutte le canzoni sono orecchiabili (anche quelle che quando le sentiva tuo nonno si affacciava in cameretta e scuoteva la testa: «Ma che robaccia è?»)". Partendo da qui, Lenzi ci illustrerà le strategie con cui una canzone, amalgama di testo e musica che tende alla simbiosi, “si impegna a essere quello che è”.

Simone Lenzi (Livorno, 1968) affianca l’attività di musicista e autore di canzoni a quella di scrittore. È fra i fondatori, nel 1990, del gruppo dei Virginiana Miller, il cui primo CD, Gelaterie sconsacrate (B&B/Sony), esce nel 1997; ad esso seguono numerosi altri album fino a Venga il regno, del 2013 (Ala bianca / Warner music). Nel 2014 con la canzone Lettera di San Paolo agli operai i Virginiana Miller si aggiudicano la Targa Tenco .

Nel 2012 esce il suo primo romanzo intitolato La generazione (Dalai Editore) dal quale è tratto il soggetto per il film Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, di cui è cosceneggiatore.

La canzone omonima dei Virginiana Miller presente nel film è vincitrice del Premio David di Donatello come "miglior canzone originale" nel 2013.

Nel 2013 pubblica per la collana Contromano (Editori Laterza) il libro Sul Lungomai di Livorno, che l’anno dopo vince il Premio Satira di Forte dei Marmi. Nel 2014 esce, per Laterza, Mali minori, vincitore nel 2016 del Premio Ceppo Città di Pistoia. Nel 2017 esce Per il verso giusto. Piccola anatomia della canzone, un saggio sulla forma canzone edito da Marsilio. Insieme a Simone Marchesi, docente di Italianistica all’Università di Princeton, ha curato la traduzione di alcuni testi tratti dal primo libro degli Epigrammi di Marziale (Semicerchio, rivista di poesia comparata, 2008) e di An Explanation of America, poema di Robert Pinsky (Un’America, Le Lettere, 2009).

Nell’anno in cui Pesaro, nominata dall’Unesco “Città della musica”, si propone, nel centocinquantenario della morte di Rossini, come laboratorio di riflessione e luogo di fruizione privilegiato della musica, il ciclo di incontri Simbiosi. Le parole e la musica, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, intende mettere a tema l’incontro, radicato fin dalle origini nella nostra tradizione occidentale, fra codici espressivi diversi, grazie al quale ognuno dei due elementi potenzia il segnale dell’altro e ne amplifica la portata emotiva e comunicativa. Dalla canzone provenzale, immancabilmente associata, nelle sue origini, al canto e all’accompagnamento strumentale, alla straordinaria stagione dell’opera lirica, che ha visto testo e musica a fasi alterne prevalere l’uno sull’altra, fino alla pervasività della canzone popolare e d’autore che, abbattendo qualsiasi barriera culturale e sociale, è stata ed è capace di racchiudere nel suo breve giro di quattro minuti l’aria di un’epoca e di restituirci l’aria delle nostre personali epoche, il ciclo propone alcuni momenti di questa intensa, e non sempre pacifica, relazione fra la musica e le parole, amalgama capace di produrre un “tutto” che vale sempre più della somma delle sue parti.

L'iniziativa, curata da Chiara Agostinelli, è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro.


Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

 

Conferenza con Vittorio Robiati Bendaud

Lunedì 19 marzo 2018 alle ore 17.30 presso la sala degli incontri di Confindustria Pesaro e Urbino (g.c. - via Cattaneo 34, Pesaro) il dott. Vittorio Robiati Bendaud terrà una conferenza dal titolo Nei domini del Sultano e oltre ancora. Dal 1492 a fine '800, passando per Costantinopoli, Gerusalemme, Salonicco e il Maghrib. E’ questo il secondo ed ultimo incontro del breve ciclo L’ebraismo e l’Oriente, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e la Società pesarese di studi storici.

"Spesso, ed erroneamente, si ha una comprensione esclusivamente 'europea' dell'ebraismo e della sua ricchissima storia. Tuttavia, pena il totale fraintendimento del passato e, ancor più, del presente, l'ebraismo che conosciamo si è sviluppato non in Europa o nei confini dell'Impero Romano, bensì negli antichi domini sassanidi, per poi delinearsi in maniera sostanziale a contatto con la cultura islamica coeva, tra ricezione e rifiuti vicendevoli. Questa storia fondamentale, gloriosa e tenace, non esente da angosce e da bagni di sangue, è un frammento essenziale per meglio comprendere la nostra convulsa attualità".

Il dott. Vittorio Robiati Bendaud è coordinatore del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia e direttore della collana “Biblioteca di Storia e Pensiero Ebraici” per la casa editrice Salomone Belforte .
È stato allievo e assistente personale del prof. Rav Giuseppe Laras.
Cresciuto alla scuola del cardinale Carlo Maria Martini e del prof. Paolo De Benedetti, è impegnato ormai da diversi anni a promuovere la cultura del dialogo ebraico-cristiano, come testimoniano le sue presenze ai “Colloqui di Camaldoli” e i numerosi interventi agli  “Incontri a Due Voci” a San Fedele.
Oltre ad essere impegnato in attività di docenza sia nelle università italiane che estere è ricercatore, saggista e storico.

 

L’iniziativa  è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società pesarese di studi storici, con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino,  Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Un particolare ringraziamento a Confindustria di Pesaro e Urbino per la sensibilità sempre dimostrata nell’accogliere le iniziative culturali proposte.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Stradomenica in Oliveriana - 18 marzo ore 15,30-18,30

Domenica 18 marzo 2018 - Apertura straordinaria: 15,30-18,30

L’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro (via Mazza, 97) ha aderito alla manifestazione Grand Tour Cultura 2017 – Marche fuori dal comune. Per una lettura inedita del nostro patrimonio: dentro / fuori musei, archivi e biblioteche, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, in collaborazione con Fondazione Marche Cultura e MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche), con l’iniziativa UNA BIBLIOTECA DISVELATA, inauguratasi il 29 gennaio 2018.

L’evento è nato dall’apertura per la prima volta al pubblico di alcune sale, tuttora adibite a deposito dell’Archivio Storico Comunale, recentemente restaurate grazie al contributo del Comune di Pesaro, e allestite come “contenitori” di oggetti di varie epoche e natura (es. busti, anfore, una macchina elettrostatica… ed altre curiosità).

In quell’occasione si è registrato un flusso di visitatori tale da ritenere opportuno riproporre, durante le Stradomeniche cittadine, la stessa iniziativa, alla scoperta di oggetti curiosi, spesso impensabili all’interno di una istituzione culturale quale può essere una biblioteca viva da oltre duecentoventi anni.

Pertanto domenica 18 marzo, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, la Biblioteca Oliveriana riaprirà le sale del piano superiore, di solito non accessibili al pubblico, e la sala dello Zodiaco, offrendo brevi visite guidate con il seguente orario: 15.45, 16.45 e 17.45.

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it

 

 

 

 

Raffello e Signorelli della Biblioteca Oliveriana in mostra ad Ascoli Piceno

L'Ente Olivieri, Biblioteca e Musei Oliveriani, partecipa alla mostra Cola dell’Amatrice, da Pinturicchio a Raffaello che verrà inaugurata ad Ascoli Piceno, presso il Palazzo dei Capitani del Popolo, Piazza del popolo il prossimo 17 marzo. Tra le opere esposte anche due pezzi della collezione di disegni di proprietà della famiglia Antaldi: Raffaello Sanzio, Figura acefala panneggiata, recto - Figura maschile nuda, verso e Luca Signorelli, Testa di un santo.

Simbiosi. Le parole e la musica - Maria Chiara Mazzi

 

Venerdì 16 marzo, alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro), Maria Chiara Mazzi, docente di Storia e storiografia della musica presso il Conservatorio ‘G. Rossini’ di Pesaro, terrà il terzo incontro del ciclo Simbiosi. Le parole e la musica dal titolo “Questo è un nodo avviluppato”: il rapporto fra testo e musica in Gioachino Rossini.

Prima la musica o prima le parole? Nell’eterno dilemma della storia dell’opera, il melodramma della Restaurazione e quello di Rossini sono, da questo punto di vista, un incredibile laboratorio. Non potendo analizzare l’intera vicenda del rapporto dei due mezzi espressivi nel compositore, si sono scelti tre modelli per raccontare questo “nodo avviluppato”: la pratica degli autoimprestiti (l’uso della stessa musica in contesti narrativi differenti), “Mi lagnerò tacendo” (l’uso dello stesso testo per narrare diversi contesti) e la meccanica delle iterazioni. Tutto nella creazione di una sorta di “teatro dell’assurdo” che Rossini modernamente utilizza per mettere in ridicolo le convenzioni di un genere plurisecolare.

Maria Chiara Mazzi (Bologna,1955) è diplomata in pianoforte e clavicembalo a Bologna e laureata col massimo dei voti e la lode in Lettere Moderne ad indirizzo storico e in DAMS. Ha lavorato per il RISM di Kassel e per il DEUMM dell’Utet; ha pubblicato saggi storico-musicali per riviste specialistiche (fra cui il Bollettino del Centro Rossiniano di Studi) e su volumi miscellanei (pubblicati dall’Università Salesiana e da CLUEB); tiene conferenze di argomento storico musicale per varie associazioni, corsi di Storia della musica presso i Licei e realizza i progetti educativi per il Bologna Festival. Scrive programmi di sala per il Teatro Pavarotti di Modena e la Fondazione Musica Insieme di Bologna, realizza guide all’ascolto per rassegne concertistiche (a Bologna, Fano, Modena, Forlì e per festival quali Itinerari Organistici in Appennino e Musicae Amoeni Loci) ed è referente musicologico dell’Orchestra Sinfonica Rossini. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra cui Fantasia in musica, in tre volumi (Alice, 2005), In viaggio con Mozart. Città d’Europa visitate dal grande salisburghese (TCI, 2006), Note di celluloide: vite di grandi musicisti raccontate dal cinema (Controvento, 2008), Il bel suonare (Controvento, 2009) e un testo di storia della musica (Raccontare la musica, Eufonia, 2016). Ha tenuto conferenze per gli ultimi anniversari rossiniani a Pesaro e ha collaborato all’allestimento della mostra su Cenerentola a Casa Rossini nell’estate 2017. Dal 1984 insegna Storia e Storiografia della musica presso il Conservatorio ‘G. Rossini’ di Pesaro.

Nell’anno in cui Pesaro, nominata dall’Unesco “Città della musica”, si propone, nel centocinquantenario della morte di Rossini, come laboratorio di riflessione e luogo di fruizione privilegiato della musica, il ciclo di incontri Simbiosi. Le parole e la musica, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, intende mettere a tema l’incontro, radicato fin dalle origini nella nostra tradizione occidentale, fra codici espressivi diversi, grazie al quale ognuno dei due elementi potenzia il segnale dell’altro e ne amplifica la portata emotiva e comunicativa.

Dalla canzone provenzale, immancabilmente associata, nelle sue origini, al canto e all’accompagnamento strumentale, alla straordinaria stagione dell’opera lirica, che ha visto testo e musica a fasi alterne prevalere l’uno sull’altra, fino alla pervasività della canzone popolare e d’autore che, abbattendo qualsiasi barriera culturale e sociale, è stata ed è capace di racchiudere nel suo breve giro di quattro minuti l’aria di un’epoca e di restituirci l’aria delle nostre personali epoche, ripercorreremo alcuni momenti di questa intensa, e non sempre pacifica, relazione fra la musica e le parole, amalgama capace di produrre un “tutto” che vale sempre più della somma delle sue parti.

L'iniziativa, curata da Chiara Agostinelli, è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro.

 

Ultimo appuntamento del ciclo Simbiosi. Le parole e la musica, presso auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro) alle ore 18.00:

 

venerdì 23 marzo

Simone Lenzi, musicista e scrittore

Per il verso giusto: parole e musica nella canzone

 

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Simbiosi. Le parole e la musica. Secondo appuntamento

Venerdì 9 marzo, alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro), Luca Serianni, già docente di Storia della lingua italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma, terrà una conferenza dal titolo Il linguaggio dei libretti d’opera fra tradizione e innovazione.

La lingua dei libretti ottocenteschi ha una sua cifra caratteristica e riconoscibile, distinta per l'opera seria e l'opera buffa. Il condizionamento del genere e la tipicità delle situazioni sono più importanti rispetto alla personalità dei musicisti alla quale, in varia misura, i librettisti ottocenteschi si sforzano di aderire, secondo il principio "prima la musica, poi le parole". L'intervento si soffermerà su alcuni esempi tipici, senza rinunciare a dire qualcosa sulla svolta che contrappone il melodramma del secondo Ottocento a quello in voga nella prima metà del secolo. 

 

Luca Serianni (Roma, 1947) ha insegnato Storia della lingua italiana nell’Università “La Sapienza” di Roma dal 1980 al 2017 ed è dottore honoris causa dell’Università di Valladolid. Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, della Crusca, dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Arcadia, corrispondente non residente dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, vice-presidente della Società Dante Alighieri, direttore delle riviste “Studi linguistici italiani” e “Studi di lessicografia italiana”, membro del Comitato scientifico delle riviste "Zeitschrift für Romanische Philologie" e "Italica", si è occupato di vari argomenti di storia linguistica italiana antica e moderna e di didattica dell'italiano. Nel luglio 2017 (D.M. 499) è stato nominato coordinatore di un gruppo di lavoro col compito di individuare interventi operativi per migliorare le competenze di lingua italiana negli studenti di istruzione secondaria di primo e secondo grado. Ha scritto una fortunata Grammatica italiana, più volte ristampata (come Garzantina col titolo Italiano, nel 1997) e ha curato, con P. Trifone, una Storia della lingua italiana a più mani (Einaudi, 1993-94). Ha pubblicato, tra l'altro, i seguenti volumi: Viaggiatori, musicisti, poeti (Garzanti, 2002), Italiani scritti (Il Mulino, 2003, 20072), Un treno di sintomi. I medici e le parole: percorsi linguistici nel passato e nel presente (Garzanti, 2005), Prima lezione di grammatica (Laterza 20108), La lingua poetica italiana. Grammatica e testi (Carocci, 2009), L'ora d'italiano (Laterza, 20104), Italiano in prosa (Cesati, 2011), Prima lezione di storia della lingua italiana (Laterza, 2015), Parola (Il Mulino, 2016), Italiano di ieri e di oggi (Il Mulino, 2017).

 

Nell’anno in cui Pesaro, nominata dall’Unesco “Città della musica”, si propone, nel centocinquantenario della morte di Rossini, come laboratorio di riflessione e luogo di fruizione privilegiato della musica, il ciclo di incontri Simbiosi. Le parole e la musica, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, intende mettere a tema l’incontro, radicato fin dalle origini nella nostra tradizione occidentale, fra codici espressivi diversi, grazie al quale ognuno dei due elementi potenzia il segnale dell’altro e ne amplifica la portata emotiva e comunicativa.

     Dalla canzone provenzale, immancabilmente associata, nelle sue origini, al canto e all’accompagnamento strumentale, alla straordinaria stagione dell’opera lirica, che ha visto testo e musica a fasi alterne prevalere l’uno sull’altra, fino alla pervasività della canzone popolare e d’autore che, abbattendo qualsiasi barriera culturale e sociale, è stata ed è capace di racchiudere nel suo breve giro di quattro minuti l’aria di un’epoca e di restituirci l’aria delle nostre personali epoche, ripercorreremo alcuni momenti di questa intensa, e non sempre pacifica, relazione fra la musica e le parole, amalgama capace di produrre un “tutto” che vale sempre più della somma delle sue parti.

L'iniziativa, curata da Chiara Agostinelli, è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro.

Prossimi appuntamenti del ciclo Simbiosi. Le parole e la musica, presso auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro) alle ore 18.00:

 

venerdì 16 marzo

Maria Chiara Mazzi, Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro
“Questo è un nodo avviluppato”: il rapporto fra testo e musica in Gioachino Rossini

 

venerdì 23 marzo

Simone Lenzi, musicista e scrittore
Per il verso giusto: parole e musica nella canzone

 

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Scrivere a mano

L’insegnamento del gesto grafico nella storia e nell’attualità:

dalla calligrafia alle scritture dei giovani di oggi

 

Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, fino a martedì 20 marzo 2018, le iscrizioni a un breve corso condotto da Carla Di Carlo.
Con l’intendimento di valorizzare ulteriormente alcuni elementi del proprio prezioso patrimonio culturale, la Biblioteca Oliveriana promuove un ciclo di cinque incontri (di giovedì e precisamente 22, 29 marzo, 5, 12, 19 aprile alle ore 17.30) sulla storia dell’educazione al gesto grafico dai trattati calligrafici alle scritture odierne di bambini e ragazzi.

Dopo le lezioni degli anni scorsi (2014-2017) in cui Carla Di Carlo ha presentato gli elementi fondamentali dell’analisi grafologica, giovandosi anche della disponibilità di documenti di eccezionale interesse conservati nella Biblioteca Oliveriana - comprese alcune lettere di personaggi illustri noti in Italia e nel mondo - quest’anno la docente ripercorre le mutazioni avvenute nella didattica della scrittura nei secoli. Dal serbatoio immenso della Biblioteca emergono carte che non solo testimoniano l’evoluzione e i cambiamenti dell’atto scrittorio, ma ci raccontano come si è insegnato e quanta importanza ha avuto nel quadro delle discipline scolastiche.

Carla Di Carlo, storica del libro e delle biblioteche, bibliografa, dopo studi classici e filologici cura le edizioni del Rossini Opera Festival. Come grafologa si è formata nell’Istituto Girolamo Moretti di Urbino e si occupa di grafologia familiare e relazionale, peritale-giudiziaria, nonché di educazione della scrittura per adulti e bambini.

Le lezioni presso la Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) avranno la durata di circa 90 minuti. Il corso è a numero chiuso (min 15 – max 40 persone). L’iscrizione è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 40,00 (euro 30,00 per docenti, studenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana” in regola con l’iscrizione annuale) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45; il sabato dalle 8.30 alle 13). L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana e gode del patrocinio di Regione Marche, Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Info. Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 ; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Simbiosi. Le prole e la musica

SIMBIOSI. LE PAROLE E LA MUSICA

 

 

Venerdì 2 marzo, alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro), Corrado Bologna, docente di Filologia romanza presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, terrà una conferenza dal titolo Le nozze armoniche di Testo e Musica (prima del divorzio). Un percorso che ci porterà dalla poesia “naturalmente” musicata dei Provenzali, insieme poeti e musicisti, dediti a vere e proprie perfomance per il pubblico di corte, a quella della Scuola Siciliana che, secondo Aurelio Roncaglia, fu una poesia pensata solo nella dimensione della scrittura e dunque volta all’esaltazione dei valori propriamente verbali e interiori. Poesia di scrittori non più cantori, che segnerà in modo indelebile la tradizione lirica italiana.

 

Corrado Bologna, nato a Torino nel 1950, insegna Letterature romanze medioevali e moderne presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e Letteratura medioevale e rinascimentale presso l’Università della Svizzera Italiana. Si è occupato fra l'altro di trovatori provenzali, Dante, Petrarca, Ariosto, Giulio Camillo, Manzoni, Carlo Emilio Gadda e Roberto Longhi, Miguel de Unamuno e Fernando Pessoa, della tradizione e fortuna dei classici italiani, del rapporto fra testi letterari e immagini, del ruolo della vocalità nelle culture umane.

Fra i suoi libri Flatus vocis. Metafisica e antropologia della voce, con prefazione di P. Zumthor (Bologna, Il Mulino, 1992); Tradizione e fortuna dei classici italiani, 2 voll. (Torino, Einaudi, 1993); La macchina del “Furioso”. Una lettura delle “Satire” e dell’“Orlando” (Torino, Einaudi, 1998); Il ritorno di Beatrice. Simmetrie dantesche fra “Vita Nova” e “Commedia” (Roma, Salerno Editrice, 1998); El Teatro de la Mente. De Giulio Camillo a Aby Warburg (Madrid, Siruela, 2017).

Ha curato l'edizione italiana di alcuni saggi, fra cui Karóly Kerényi, Nel labirinto (Torino, Boringhieri, 1983); Jean Starobinski, Ritratto dell'artista da saltimbanco (Torino, Boringhieri, 1984); Giorgio Raimondo Cardona, I linguaggi del sapere (Roma-Bari, Laterza, 1990); Miguel de Unamuno, Vita di don Chisciotte e Sancio Panza (Milano, Bruno Mondadori, 2005); Enrico Castelli, Il demoniaco nell'arte (Torino, Bollati Boringhieri, 2007); Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine (Torino, Einaudi, 2012).

 

L’incontro con Corrado Bologna apre il ciclo di incontri Simbiosi. Le parole e la musica. Associazione stretta e permanente fra due organismi di specie differenti - come recita la definizione scientifica -, la simbiosi fra poesia e musica si radica fin dalle origini nella nostra tradizione occidentale e ne accompagna lo sviluppo fino ai nostri giorni.

Nell’anno in cui Pesaro, nominata dall’Unesco “Città della musica”, si propone, nel centocinquantenario della morte di Rossini, come laboratorio di riflessione e luogo di fruizione privilegiato della musica, il ciclo di incontri organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” intende mettere a tema tale incontro fra codici espressivi diversi, grazie al quale ognuno dei due elementi potenzia il segnale dell’altro e ne amplifica la portata emotiva e comunicativa.

Dalla canzone provenzale, immancabilmente associata, nelle sue origini, al canto e all’accompagnamento strumentale, alla straordinaria stagione dell’opera lirica, che ha visto testo e musica a fasi alterne prevalere l’uno sull’altra, fino alla pervasività della canzone popolare e d’autore che, abbattendo qualsiasi barriera culturale e sociale, è stata ed è capace di racchiudere nel suo breve giro di quattro minuti l’aria di un’epoca e di restituirci l’aria delle nostre personali epoche, ripercorreremo alcuni momenti di questa intensa, e non sempre pacifica, relazione fra la musica e le parole, amalgama capace di produrre un “tutto” che vale sempre più della somma delle sue parti.

 

 

L'iniziativa, curata da Chiara Agostinelli, è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro.

 

 

Prossimi appuntamenti del ciclo Simbiosi. Le parole e la musica, presso auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 – Pesaro) alle ore 18.00:

 

venerdì 9 marzo

Luca Serianni, Università di Roma “La Sapienza”

Il linguaggio dei libretti d’opera fra tradizione e innovazione

 

venerdì 16 marzo

Maria Chiara Mazzi, Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro

“Questo è un nodo avviluppato”: il rapporto fra testo e musica in Gioachino Rossini

 

venerdì 23 marzo

Simone Lenzi, musicista e scrittore

Per il verso giusto: parole e musica nella canzone

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

La strada per Pesaro. Alberto Zedda

nell’ambito della Settimana rossiniana

Dodicesimo appuntamento della rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

ALBERTO ZEDDA

Mercoledì 28 febbraio alla Chiesa dell’Annunziata

 

Dopo gli incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko, Cesare Lombroso,  Carolina di Brunswick, Annibale e Ave Ninchi, Carlo Pedrotti, Alelelmo Campana, Magda Minciotti la rassegna  La Strada per Pesaro, pesaresi d’adozione (ideata e diretta da Lucia Ferrati), giunge al suo dodicesimo appuntamento.

Protagonista dell’incontro di mercoledì 28 febbraio, alle ore 18.00, alla Chiesa dell’Annunziata, via dell’Annunziata (di fianco ai Musei Civici), sarà il Maestro Alberto Zedda.

L’iniziativa - organizzata da Comune di Pesaro, Presidenza del Consiglio, Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita, Rossini Opera Festival, Fondazione Rossini, Amat con il sostegno di  Banca di Credito Cooperativo di Gradara, in collaborazione con Ente Olivieri di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”- intende rendere omaggio a questo straordinario musicista, pesarese d’adozione.

Nella Settimana rossiniana 2018 non poteva mancare il ricordo di Alberto Zedda, uno dei protagonisti della cosiddetta «Rossini renaissance», che schiuderà scenari, fino ad allora impensabili, nel campo della conoscenza e dell’interpretazione della musica del Cigno di Pesaro.

Io sono soltanto un interprete, un mezzo di comunicazione fra personaggi come Rossini e le nostre anime. Devo dire che faccio questo mestiere con particolare passione ed entusiasmo, qualità che col passare degli anni invece di diminuire, lasciandosi andare alla stanchezza e al dubbio, mi sembrano aumentare. Ogni anno sono più interessato, più innamorato del mio autore, cerco di conoscerlo meglio, di collegarlo coi fatti dello spirito e della cultura della sua epoca. Ma soprattutto con le espressioni della nostra cultura contemporanea. Tutto questo dà alla mia giornata un significato, un senso importante”.

Così diceva di sé Alberto Zedda, direttore d'orchestra, musicologo e docente (ha anche insegnato all’Università di Urbino), nato a Milano il 2 gennaio 1928 e morto a Pesaro, il 6 marzo 2017.

Dopo gli studi presso il Conservatorio di Milano, dirige l’Orchestra da Camera del Politecnico e lavora frequentemente all’Angelicum di Milano (coltivando soprattutto la musica vocale del primo Barocco e del primo Settecento).

Nel 1957 Zedda è vincitore del concorso internazionale della Rai per direttori d'orchestra. Da quel momento lo aspetta una lunga carriera sul podio delle più prestigiose istituzioni musicali: in Italia (La Scala, Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, per citarne solo alcuni), e all’estero, in Germania, Olanda, Belgio, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Israele, Stati Uniti, Cina, Giappone.

Ma in questo stesso periodo viene chiamato a dirigere la sua prima opera lirica: Il barbiere di Siviglia, di Gioachino Rossini. Sarà un incontro fatale.

Sul Barbiere gravava, secondo Zedda, un imponente bagaglio di tradizioni esecutive spesso incompatibili con le indicazioni del testo musicale. Decide quindi di rifiutare ogni trita consuetudine per attenersi, quanto più possibile, alla volontà rossiniana originale.

Sua sarà la prima lettura critica della partitura del Barbiere che prenderà vita, nel 1969, in una memorabile messa in scena scaligera diretta dal Maestro Claudio Abbado, per la regia di Jean-Pierre Ponnelle.

Nel 1971, a Pesaro, la Fondazione Rossini, presieduta da Wolframo Pierangeli inizia a intraprendere il monumentale progetto di pubblicazione di tutte le opere di Rossini in edizione critica. Per realizzare tale progetto viene nominato un Comitato di Redazione composto dal Direttore del Centro Rossiniano di Studi Bruno Cagli, da Philip Gosset e da Alberto Zedda.

Lo scopo dell’impresa non si basa solo sulla restituzione filologica delle opere (per sradicare, una volta per tutte, lo storico pregiudizio che confinava Rossini nel ruolo di autore buffo), ma anche sulla realizzazione di partiture che ne permettessero, concretamente, l’esecuzione.

Fondamentale, per questo, sarà, dal 1980, la collaborazione con il Rossini Opera Festival.

Fra il pubblico di quella prima del Barbiere alla Scala c’era un medico pesarese, grande cultore e appassionato di musica: Gianfranco Mariotti.

Nel 1980 Mariotti diventa Assessore alla Cultura di Pesaro e inizia subito a lavorare sul progetto di un festival dedicato a Rossini che metta in scena tutte le opere in edizione critica.

Pochi mesi dopo nasce la prima edizione del Rossini Opera Festival: in cartellone Gazza ladra, diretta da Gianandrea Gavazzeni per la regia di Sandro Sequi e L’inganno felice, diretto dallo stesso Zedda con la regia  di Bruno Cagli.

Zedda sarà consulente artistico del ROF dal 1981 al 1992 e poi direttore artistico dal 2001 al 2015.

Curerà le edizioni critiche di Gazza ladra (del ’79), di Cenerentola (del ’98), dell’amatissima Semiramide (con Philip Gossett, del 2001) e poi ancora del Barbiere di Siviglia (del 2009).

Al Festival dirigerà diverse opere rossiniane, ma in tutto il mondo guiderà le più grandi orchestre nell’esecuzione dei capolavori del genio pesarese: La cambiale di matrimonio, L'equivoco stravagante, L'inganno felice, La scala di seta, La pietra del paragone, L'occasione fa il ladro, Il signor Bruschino, Tancredi, L'italiana in Algeri, Il turco in Italia, Elisabetta regina d'Inghilterra, Torvaldo e Dorliska, Il barbiere di Siviglia, Otello, La Cenerentola, La gazza ladra, Armida, Adelaide di Borgogna, Mosè in Egitto, Ermione, La donna del lago, Maometto II, Semiramide, Il viaggio a Reims, Moïse et Pharaon, Le Comte Ory, Guillaume Tell; La morte di Didone, Le nozze di Teti e di Peleo, Giovanna d'Arco, Stabat mater, Petite messe solennelle. E delle 34 registrazioni di opere eseguite sotto la sua direzione, ben 19 sanno quelle rossiniane.

Direttore del Carlo Felice di Genova (nel ’91) della Scala di Milano (nel ’92), poi direttore artistico del Festival della Valle d’Itria, e del Festival Barocco di Fano “A vagheggiare Orfeo”, Zedda sarà anche uno straordinario insegnante e scopritore di talenti nel campo della musica classica e lirica.

Nel 1989, fonda l’Accademia Rossiniana (oggi dedicata allo stesso Zedda, che la dirigerà fino alla sua scomparsa), con l’intento di rivolgersi a cantanti, direttori d’orchestra, musicologi, operatori culturali e appassionati d’ogni sorta per diffondere quel “verbo” rossiniano che Mariotti, Zedda e gli studiosi della Fondazione Rossini venivano applicando agli spettacoli pesaresi.

Sposato con Graziella Rossi da cui ha una figlia, Paola, che gli darà tre nipotini (Valentina, Luca e Chiara, tutti musicisti),  Zedda si risposa, molti anni dopo, con Cristina Vásquez, sua compagna di vita fino ai suoi ultimi giorni.

Il 28 ottobre 1998 Alberto Zedda viene nominato Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il 25 marzo del 2000 è nominato Presidente onorario della Deutsche Rossini Gesellschaft.

Nel 2005 è insignito del Premio Campoamor come Megliore Direttore.

Il 21 novembre 2007 l’Università di Macerata consegna al Maestro  la Laurea Honoris Causa in "Scienze della comunicazione."

Nel luglio 2008 la città di Pesaro gli conferisce l’onorificenza di “cittadino benemerito”.

Nel 2012 gli viene consegnato il Premio Campoamor a Toda una Carrera.

Nel 2013 è nominato ‘Académico Correspondiente’ della Real Academia Sevillana de Buenas Letras.

Nel 2014 il Circulo de Bellas Artes di Madrid gli consegna la Medalla de Oro.

Nel 2017 vince l’International Opera Awards (Londra) e il Premio Internazionale Terras sem sombra (Portogallo).

Nel 2012 l’editore Ricordi pubblica un libro di Alberto Zedda: le Divagazioni Rossiniane: “taccuino di studio e di passione raccoglie eterogenee riflessioni di un musicista che, incontrato fortuitamente Rossini, è rimasto colpito dalla profondità delle sue creazioni musicali e drammaturgiche, tanto da dedicargli gran parte della sua energia”.

Come in tutti gli incontri de La Strada per Pesaro la prima parte sarà dedicata al Ritratto di Alberto Zedda ovvero al racconto delle sue vicende biografiche e professionali ricostruito tramite letture (affidate a Cristian Della Chiara, Francesca Di Modugno e Silvia Melini) e alla proiezione di immagini d’epoca.

Nella seconda parte, la parola passerà a Gianfranco Mariotti per un ricordo dell’amico e collega Alberto Zedda.

La chiusura dell’incontro sarà affidata alla musica. la Gioachino Orchestra,  orchestra giovanile della Provincia di Pesaro e Urbino, diretta da Michele Mangani eseguirà, infatti, Fantasia dal Barbiere di Siviglia di G. Rossini, per due flauti ed archi (2015), di Michele Mangani, solisti Tommaso Bacchielli e Maria Laura Mangani

 

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro

Presidenza del Consiglio

Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Rossini Opera Festiva

Fondazione Rossini

Amat

con il sostegno di

Banca di Credito Cooperativo di Gradara

e in collaborazione con

Ente Olivieri di Pesaro

Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

 

Un particolare ringraziamento alla Famiglia Zedda per la preziosa collaborazione

 

Per informazioni

tel. 0721 33344 biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Stradomenica in Oliveriana - 18 febbraio ore 15,30-18,30

STRADOMENICHE  2018 IN OLIVERIANA

L’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro (via Mazza, 97) ha aderito alla manifestazione Grand Tour Cultura 2017 – Marche fuori dal comune. Per una lettura inedita del nostro patrimonio: dentro / fuori musei, archivi e biblioteche, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, in collaborazione con Fondazione Marche Cultura e MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche), con l’iniziativa UNA BIBLIOTECA DISVELATA, inauguratasi il 29 gennaio 2018.


L’evento è nato dall’apertura per la prima volta al pubblico di alcune sale, tuttora adibite a deposito dell’Archivio Storico Comunale, recentemente restaurate grazie al contributo del Comune di Pesaro, e allestite come “contenitori” di oggetti di varie epoche e natura (es. busti, anfore, una macchina elettrostatica… ed altre curiosità).

 

In quell’occasione si è registrato un flusso di visitatori tale da ritenere opportuno riproporre, durante le Stradomeniche cittadine, la stessa iniziativa, alla scoperta di oggetti curiosi, spesso impensabili all’interno di una istituzione culturale quale può essere una biblioteca viva da oltre duecentoventi anni.

Pertanto domenica 18 febbraio e domenica 18 marzo, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, la Biblioteca Oliveriana riaprirà le sale del piano superiore, di solito non accessibili al pubblico, e la sala dello Zodiaco, offrendo brevi visite guidate con il seguente orario: 15.45; 16.45 e 17.45.

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it

Conferenza con Vittorio Robiati Bendaud

Lunedì 12 febbraio 2018 alle ore 17.30 presso la sala degli incontri di Confindustria Pesaro e Urbino (g.c. - via Cattaneo 34, Pesaro) il dott. Vittorio Robiati Bendaud terrà una conferenza dal titolo Oltre il Mediterraneo. Il definirsi dell'ebraismo tra la piana dell'antica Babilonia, i deserti d'Arabia, i monti etiopi e i giardini andalusi. E’ questo il primo incontro del breve ciclo L’ebraismo e l’Oriente, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e la Società pesarese di studi storici.

     "Spesso, ed erroneamente, si ha una comprensione esclusivamente 'europea' dell'ebraismo e della sua ricchissima storia. Tuttavia, pena il totale fraintendimento del passato e, ancor più, del presente, l'ebraismo che conosciamo si è sviluppato non in Europa o nei confini dell'Impero Romano, bensì negli antichi domini sassanidi, per poi delinearsi in maniera sostanziale a contatto con la cultura islamica coeva, tra ricezione e rifiuti vicendevoli. Questa storia fondamentale, gloriosa e tenace, non esente da angosce e da bagni di sangue, è un frammento essenziale per meglio comprendere la nostra convulsa attualità".

Il dott. Vittorio Robiati Bendaud è coordinatore del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia e direttore della collana “Biblioteca di Storia e Pensiero Ebraici” per la casa editrice Salomone Belforte . 

È stato allievo e assistente personale del prof. Rav Giuseppe Laras. Cresciuto alla scuola del cardinale Carlo Maria Martini e del prof. Paolo De Benedetti, è impegnato ormai da diversi anni a promuovere la cultura del dialogo ebraico-cristiano, come testimoniano le sue presenze ai “Colloqui di Camaldoli” e i numerosi interventi agli  “Incontri a Due Voci” a San Fedele.

Oltre ad essere impegnato in attività di docenza sia nelle università italiane che estere è ricercatore, saggista e storico.

 

Il secondo ed ultimo incontro, dal titolo Nei domini del Sultano e oltre ancora. Dal 1492 a fine '800, passando per Costantinopoli, Gerusalemme, Salonicco e il Maghrib, si terrà lunedì 19 marzo alle ore 17,30 presso la sala degli incontri di Confindustria Pesaro e Urbino (g.c.,via Cattaneo 34 – Pesaro).


L’iniziativa  è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società pesarese di studi storici, con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino,  Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Un particolare ringraziamento a Confindustria di Pesaro e Urbino per la sensibilità sempre dimostrata nell’accogliere le iniziative culturali proposte.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

A caccia di antenati - Corso pratico di genealogia

A CACCIA DI ANTENATI

Scopri le origini della tua famiglia e crea il tuo albero genealogico

CORSO PRATICO

 

   Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, fino a giovedì 22 febbraio 2018, le iscrizioni a un corso pratico, organizzato dalla dott.ssa Sandra D’Orazio, bibliotecaria, che permette ai partecipanti di conoscere la storia della propria famiglia costruendo l’albero genealogico familiare.

   Durante il percorso i partecipanti potranno scoprire come ricercare i documenti per ricostruire il proprio albero genealogico in piena autonomia, impostare una strategia di ricerca, conoscere le banche dati che conservano i documenti di interesse genealogico, legare la propria ricerca al contesto storico e sociale in base all'epoca di riferimento tramite i documenti conservati negli archivi e nelle biblioteche.

 

   Sandra D’Orazio, ultima discendente della famiglia dei Di Orazio originari di Teramo, nasce a Fossombrone nel 1976; il suo ramo paterno si estende fino al 1730 circa (ma le sue ricerche non sono ancora terminate), mentre quello materno proviene dalla famiglia Rinaldi di Fossombrone.

   Laureatasi in Conservazione dei Beni Culturali ad Urbino, dal 2013 ha maturato un’insana passione per la genealogia, che coltiva facendo ricerche e corsi in vari comuni della provincia. Vive e lavora a Fano.

 

   Il corso si attiverà con un minimo di 15 partecipanti e si articola in quattro lezioni in presenza  - della durata di circa 90 minuti -  presso la Biblioteca Oliveriana  (via Mazza, 97) il lunedì 26 febbraio, 5, 12 e 19 marzo alle ore 17, esercitazioni a distanza e visita (facoltativa) presso l’Archivio di Stato di Pesaro.

 

   Le iscrizioni si ricevono presso la Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97); è richiesta una quota di 60 euro a titolo di contributo spese. I partecipanti devono essere dotati di pc / tablet personali.

Ai partecipanti verranno fornite le slide proiettate durante le lezioni; è necessario che gli iscritti abbiano un account di posta elettronica o una chiavetta di memoria. L’account di posta elettronica è necessario inoltre per effettuare le esercitazioni a casa.

 

A richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

 

L’iniziativa è organizzata dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Archivio di Stato di Pesaro e con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

  Info. Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 ; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Latino, una lingua viva

LATINO, una lingua viva

 OTTO LEZIONI DI VITTORIO CIARROCCHI

 

Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, fino a sabato 17 febbraio 2018, le iscrizioni a un nuovo ciclo di lezioni di lingua latina tenute dal prof. Vittorio Ciarrocchi, dopo il vivo apprezzamento riscosso dai corsi precedenti.Queste lezioni sono un nuovo stimolo a conversare, anche con taglio ironico e maieutico, sul mondo antico e su una delle sue maggiori espressioni linguistiche, oggi spesso negletta e da certuni, incapaci di coglierne il valore culturale e umano, perfino considerata “inutile”.Tutti dovrebbero invece sapere che il Latino è più di una semplice lingua, è espressione di una civiltà che ha dato del tu alla Storia, è una lingua che ha assunto dimensioni tanto globali da superare di molto, e molto a lungo, il pur enorme spazio politico che attorno a Roma si era creato nell’antichità classica, e ha poi finito per diventare la koiné dell’Europa fino alle soglie della Storia contemporanea.

 

Vittorio Ciarrocchi ha insegnato Storia e filosofia nei licei di Pesaro, Fano, Senigallia.

Ha pubblicato: Povera Italia! (1994, Nobili editore); Botta e risposta, con alcune risposte di Indro Montanelli (2007, QuattroVenti editore), Opinioni scomode (2016, QuattroVenti editore). 

Dal 1996 partecipa al «Grex Latine loquentium», associazione di appassionati di latino, i quali quotidianamente scrivono – via Internet – su argomenti di ogni genere adoperando la lingua latina. Di tale corrispondenza epistolare in Latino “vivo”, anzi “vivissimo”, Ciarrocchi ha curato una antologia, intitolata: Varia Latinitatis Vivae Testimonia (2012, E.L.I. editrice).

 

 

Il corso di otto lezioni - della durata di circa 60 minuti,  presso il Liceo Classico “T. Mamiani” (via Gramsci, 2) ogni martedì alle 17 a partire dal 20 febbraio - è a numero chiuso, limitato a 30 partecipanti (minimo 15).Le iscrizioni si ricevono presso la Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97); è richiesta una quota di 40 euro a titolo di contributo spese; a richiesta si rilascia un attestato di partecipazione.

 

Attenzione: la partecipazione al corso richiede il possesso di nozioni elementari di lingua latina.

 

Info. Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 ; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Grand Tour Cultura

GRAND TOUR CULTURA 2017 – MARCHE FUORI DAL COMUNE

PER UNA LETTURA INEDITA DEL NOSTRO PATRIMONIO: DENTRO / FUORI MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE

 

 

UNA BIBLIOTECA DISVELATA

 

   Promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, in collaborazione con Fondazione Marche Cultura e MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche), la V edizione del GRAND TOUR CULTURA 2017 intende sviluppare una lettura inedita del patrimonio culturale custodito in musei, archivi e biblioteche della nostra regione, con lo scopo di meravigliare e sentire ancora “vivi e parlanti” documenti, cimeli e opere d’arte che testimoniano la ricca storia locale.

   La Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) aderisce alla iniziativa e vuole proporre una lettura inedita del proprio patrimonio: come la storia di un territorio, e quindi della sua comunità, comprenda anche oggetti curiosi, spesso impensabili all’interno di una istituzione culturale quale può essere una biblioteca viva da oltre duecentoventi anni.

 

   Lunedì 29 gennaio alle ore 17.00 saranno pertanto aperte per la prima volta al pubblico le sale, tuttora adibite a deposito dell’Archivio Storico Comunale, recentemente restaurate grazie al contributo fondamentale del Comune di Pesaro, e allestite come “contenitori” di oggetti di varie epoche e natura (es. busti, anfore, una macchina elettrostatica… ed altre curiosità); parimenti il pianerottolo del piano superiore d’ora in poi potrà essere destinato a spazio espositivo temporaneo.


 

Visita su richiesta fino al 16 febbraio: dal lunedì al venerdì, ore 10.30-12.30; 15.30-17.30

 

L’ingresso è gratuito

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel 0721 33344, biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

La strada per Pesaro -

 

La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

MAGDA MINCIOTTI: UNA STORIA DA NON DIMENTICARE

Undicesimo appuntamento della rassegna

 

 

   Dopo gli incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko, Cesare Lombroso, Carolina di Brunswick, Annibale e Ave Ninchi, Carlo Pedrotti, Adelelmo Campana la rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, giunge al suo undicesimo appuntamento.

   Protagonista dell’incontro di venerdì 26 gennaio, alle ore 17.30 presso la Biblioteca Bobbato (Galleria dei Fonditori, 64 c/o Centro Commerciale Miralfiore Ipercoop, 1°piano), sarà Magda Minciotti.

   L’iniziativa - organizzata da Comune di Pesaro, Presidenza del Consiglio, Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita, Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato, Anpi di Pesaro e Urbino, Iscop, Banca di Credito Cooperativo di Gradara in collaborazione con Ente Olivieri di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, Istituto Scolastico Provinciale (Rete delle Scuole di Pesaro e Urbino) e Amat - intende rendere omaggio alla storia di Magda Minciotti e allo straordinario diario da lei scritto all’età di quindici anni.

   Magda Minciotti nasce a Fossato di Vico il 20 luglio 1929 da Giuseppe e Angelina Poggi, ferventi mazziniani. A Chiaravalle, dove risiede dal 1934, la famiglia Minciotti partecipa attivamente alla Resistenza, fino a diventare una delle più attive nella lotta contro il nazifascismo, partecipando anche a molte azioni di sabotaggio e al salvataggio dei prigionieri alleati.

La madre di Magda, Angelina, appartiene al GAP di Chiaravalle, il padre Giuseppe al GAP di Polverigi, il fratello Giorgio al gruppo “Cameranesi” di Montemarciano, la sorella Agnese Lapini al GAP di Chiaravalle, il fratellastro Giacinto è comandante del Distaccamento “Nello Congiu”, formazione in cui milita anche Magda.

   L’8 luglio 1944, in seguito a denunce fasciste, la gendarmeria tedesca attua un rastrellamento a Monte San Vito. Stanno cercando il comandante partigiano Giacinto Minciotti: non trovandolo, arrestano, per rappresaglia, una quindicina di ostaggi, tra cui Giuseppe Minciotti, Giorgio e Magda.

A Montemarciano comincia per Magda e il fratello Giorgio (che troverà la morte durante la prigionia) la via crucis della carcerazione in mano alle SS.

   Magda sarà deportata nei lager di Norimberga (“la città dei giocattoli”) e a Bayreuth per lavorare nell’industria bellica della Siemens. L’azienda (colosso industriale del settore elettrico ed elettronico, con sede a Monaco di Baviera e un enorme stabilimento a Berlino) è stata una delle prime compagnie a installare una fabbrica dentro un campo di concentramento gestito dalle SS, aprendo a Ravensbrück, destinato specificamente alle donne, uno stabilimento e un proprio lager con venti capannoni. La Siemens non è scomparsa con la caduta di Hitler: ancor oggi è il gruppo industriale tedesco maggiore d'Europa per fatturato e dipendenti.

   Il libretto di lavoro di Magda alla Siemens, Werkzeugbuch n. 8540, reca la data del 22 agosto 1944.

Dopo quindici giorni dal suo arresto, Magda inizia a scrivere un diario su un blocchetto di ricevute ANEEA (l’Associazione Nazionale fra gli Enti Economici dell'Agricoltura), dalle dimensioni di centimetri 8 per 12. Scrive sul retro dei foglietti privi di stampa con una grafia minutissima, per sfruttare ogni millimetro di spazio bianco.

Pagina dopo pagina, Magda ci porta dentro il viaggio della sua deportazione, nell’inferno delle fabbriche, nel degrado delle baracche, sotto i bombardamenti. Riuscirà a conservare il diario nei vari spostamenti, in Italia e in Germania, e a riportarlo a casa con sé. Appena tornata a Chiaravalle, nell’agosto 1945 ricopierà il diario su un quaderno a quadretti dalla copertina nera e i bordi rossi.

   Come Etty Hillesum o Anna Frank, pur nella paura, nel freddo, nella fame, nella fatica e nella miseria umana e materiale di quella terribile esperienza, Magda, bella ragazzina dalle lunghe trecce castane e dallo sguardo profondo ed intelligente, non riesce a non amare profondamente la vita, a non fare progetti per il futuro.

   E come ha scritto Gisella Modica: “Questo sguardo innocente e luminoso di Magda sul mondo che la circonda, fatto di imperio e di forza; questo sguardo che il primo dell’anno del 1945 guardando la neve illuminata da un sole debole la farà sentire “sommessamente felice” e giocherà divertita “inzuppandosi di neve fino alle ossa”, mi ha continuamente rimandato a quello amoroso e compassionevole di Violetta nella tragedia incompiuta di Simone Weil Venezia Salva. Uno sguardo che sa vedere la bellezza anche laddove è nascosta e apparentemente sepolta per sempre, che salverà Venezia, così come aiuterà Magda a mantenere una misura umana in mezzo all’orrore, contribuendo alla sua salvezza”.

   Dopo la liberazione Magda conosce in Germania Vincenzo Castellani. Carabiniere, mandato a combattere in Grecia, era stato catturato dai tedeschi nel settembre 1943 e poi anch’egli deportato prima a Norimberga e poi a Bayreuth.

Magda e Giorgio si sposano ad Assisi il 18 febbraio 1950. Avranno quattro figli: due maschi, Giorgio e Davide e due femmine, Lina e Bruna.

Magda seguirà il marito nelle varie località in cui man mano l’Arma lo destinerà. Passa alcuni anni a Civitanova Marche, alla fine del 1959 arriva a Novafeltria dove rimane per una decina d’anni, poi nell’ottobre 1969 approda stabilmente a Pesaro.

Magda Minciotti muore a Pesaro il 28 luglio 1990.

   Per molti anni nessuno leggerà il diario di Magda. Verrà consegnato settant’anni dopo dal figlio di Magda, Giorgio Castellani, alla storica Anna Paola Moretti che, nel 2017, per la Collana di ricerche storiche dell’Istituto Storia Marche, Edizioni Affinità Elettive, pubblica il volume  Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione con la prefazione di Luciana Tavernini.

   Nel libro di Moretti il diario di Magda dialoga con documenti familiari, fotografie, incontri con testimoni: volti e luoghi della memoria che ricostruiscono, con grande accuratezza e perizia, la biografia di Magda e il contesto della sua straordinaria storia.

Un documento unico e prezioso che apre una pagina ancora troppo poco studiata e conosciuta: quella della deportazione per lavoro coatto il cui “emergere può disegnare una nuova mappa storica e contribuire a ripensare la storia del Novecento”.

In prossimità della Giornata della Memoria, quella di Magda Minciotti è un’altra storia da non dimenticare.

   Come in tutti gli incontri de La Strada per Pesaro la prima parte sarà dedicata al Ritratto di Magda Minciotti ovvero al racconto delle sue vicende biografiche ricostruito tramite letture (affidate a Valentina Butera, Luca Cenciarini, Laura Martufi, Claudia Urbinati) e alla proiezione di immagini d’epoca.

   Nella seconda parte, la parola passerà alla relatrice Anna Paola Moretti autrice del testo Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione (collana di ricerche storiche dell’Istituto Storia Marche, Edizioni Affinità Elettive, 2017)

 

L’incontro è a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro

Presidenza del Consiglio

Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato

Anpi di Pesaro e Urbino

Iscop

con il sostegno di

Banca di Credito Cooperativo di Gradara

e in collaborazione con

Ente Olivieri di Pesaro

Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Istituto Scolastico Provinciale (Rete delle Scuole di Pesaro e Urbino)

Amat

 

si ringrazia la famiglia Castellani per i documenti e le immagini inedite

 

Per informazioni

tel. 0721 33344 biblio.oliveriana@provincia.ps.it

___________________________________________________

 

La rassegna di incontri La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” che, per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. 

Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi,  attori come Annibale e Ave Ninchi,  partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini,  sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi. Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera.  E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

Ricordo di Carlo Bo

Giovedì 25 gennaio alle ore 14,00 su Rairadio3, per la rubrica Wikiradio, conversazione di Massimo Raffaelli su Carlo Bo.

La strada per Pesaro: Adelelmo Campana

Foto di Mauro Tamburini

La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

ADELELMO CAMPANA

Decimo appuntamento della rassegna

 

   Dopo gli incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko, Cesare Lombroso,  Carolina di Brunswick, Annibale e Ave Ninchi, Carlo Pedrotti, la rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, giunge al suo decimo appuntamento.

   Protagonista dell’incontro di venerdì 15 dicembre, alle ore 17.00, presso la Sala Convegni di Palazzo Ciacchi, sede di Confindustria Pesaro Urbino (g.c.), in  v. Cattaneo, 34, sarà Adelelmo  Campana.

   L’iniziativa - organizzata da Comune di Pesaro, Presidenza del Consiglio, Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita e Confindustria Pesaro Urbino in collaborazione con Ente Olivieri di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e  Amat – intende rendere omaggio a questo straordinario intellettuale e docente.

   Nato a Carpegna il 15 ottobre 1931 dopo aver superato brillantemente, pur da autodidatta, l’accesso alle scuole ginnasiali, Campana prosegue gli studi liceali e universitari grazie a una borsa di studio elargita dal Pio Sodalizio dei Piceni e lavorando come istitutore presso il Collegio Raffaello di Urbino prima, e poi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni. Nel ’55 si laurea con lode alla Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma con Natalino Sapegno. Superato il concorso a cattedra per le scuole superiori, nel ’56 insegna, per un anno, al Liceo Classico “Raffaello” di Urbino. Qui incontra la sua futura moglie: Maria Luisa Brigidi, che sposerà nel 1963 e dalla quale avrà il figlio Eugenio. Nel ’56 è insegnante di italiano e latino al Liceo Classico “Mamiani” di Pesaro. Fra gli alunni, nel corso degli anni: Goffredo Pallucchini, Paolo Teobaldi  ed Enrico Capodaglio.

Nel frattempo, sempre continuando gli studi e gli approfondimenti, è relatore di prestigiose conferenze a Roma, Bologna, Ascoli Piceno, Como, Riccione.

   Nel 1974, per un semestre, vive un’esperienza all’estero come visiting professor all’Università Madison, nel Wisconsin. La sua carriera scolastica continua, fino al pensionamento, nel ruolo di Ispettore ministeriale della Pubblica Istruzione. Dal 1975 al 1980, sotto i sindaci Stefanini e Tornati è nominato, come indipendente, Assessore alla Cultura del Comune di Pesaro.

In tale veste è protagonista e fautore di numerose importanti iniziative per la città tra cui il posizionamento di sculture nella zona mare, la riapertura, del Teatro “Rossini” e la mostra Arte e immagine tra Ottocento e Novecento Pesaro e Provincia allestita a Palazzo Lazzarini.

   Intellettuale sempre attento e attivo collabora alla «Grande Antologia Filosofica» di Marzorati e alla rivista «Nuovi Studi Politici». Fra le sue pubblicazioni: Leonardo. La vita, il pensiero e i testi esemplari, edizioni Accademia 1973 e Benedetto Croce. Filosofia e Cultura, del 1976.

Collabora, inoltre, alla scrittura e alla cura di numerosi programmi di Radio RAI. Tra questi: Sfogliando l’Artusi, nel 1979 e il Processo a Giordano Bruno, nel 1980.

Grande successo riscuoteranno il ciclo di lezioni tenutosi a Cattolica (Scrittori e scriventi. I generi della prosa).

Quindi nel triennio 1997-’98-‘99  gli incontri urbinati Leggere Dante, Leggere Petrarca e Leggere i poeti italiani del ‘900 e, dal 2000 al 2003, le quattro edizioni della rassegna di conferenze letterarie Esempi di Bello Scrivere, organizzate dalla Provincia di Pesaro e Urbino. Adelelmo Campana è morto a Pesaro il 12 ottobre 2013.

Il Fondo Campana, che raccoglie la gran parte dei suoi scritti autografi e a stampa, è oggi conservato presso la Biblioteca Oliveriana.

 

Come in tutti gli incontri de La Strada per Pesaro la prima parte sarà dedicata al Ritratto di Adelelmo Campana ovvero al racconto delle sue vicende biografiche e professionali ricostruito tramite letture (affidate a Corrado Capparelli e Silvia Melini) e alla proiezione di immagini d’epoca.

Nella seconda parte, la parola passerà ai relatori.

Nell’ordine, interverranno: Paolo Teobaldi I gusti di un contemporaneo, Enrico Capodaglio Scritti a voce, Goffredo Pallucchini Due passi nel Wisconsin,  Marcello Di Bella Il professore laico.

Al termine degli interventi prenderà la parola Anna Maria Benedetti Pieretti  per un breve ricordo di Adelelmo Campana, suo compagno di scuola.

 

L’incontro è a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro

Presidenza del Consiglio

Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Confindustria Marche Nord (Unione Industriali Ancona e Pesaro e Urbino. Sede territoriale Pesaro Urbino)

con il sostegno di

Banca di Credito Cooperativo di Gradara

e in collaborazione con

Ente Olivieri di Pesaro

Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Amat

 

Un particolare ringraziamento a Maria Luisa Brigidi Campana per la preziosa collaborazione

 

Per informazioni

tel. 0721 33344 biblio.oliveriana@provincia.ps.it

___________________________________________________

 

La rassegna di incontri La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” che, per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. 

Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi,  attori come Annibale e Ave Ninchi,  partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini,  sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi. Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera.  E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

L'ora del tè

CURIOSITA’ DA UNA COLLEZIONE PRIVATA

   Domenica 3 dicembre 2017, alle ore 17.00, presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97), l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, inaugura la mostra L’ora del tè. Curiosità da una collezione privata, a cura della prof.ssa Donatella De Negri. Una breve prolusione sarà tenuta dalla curatrice e dalla prof.ssa Roberta Magnabosco.  

   L’iniziativa nasce dalla passione di una collezionista per un oggetto, la teiera, certamente in passato più usato nella quotidianità. Pezzi curiosi, comici, con reminiscenze letterarie tratte dai classici soprattutto della letteratura inglese.

   Così da oggetto senza particolari pretese, diffuso dapprima nelle case dei nobili, in seguito esteso ad una popolazione più vasta, si è arrivati alla produzione moderna di manifatture ancora attive, alcune delle quali vantano una lunga tradizione, come la “Sadler” che a metà del sec. XVIII inventò il modo di trasportare sulla maiolica una stampa impressa sulla carta.

   Tra i pezzi esposti si segnalano, per originalità e pregio, quelli di Paul Cardew e Tony Carter, famosi ceramisti inglesi della seconda metà del XX secolo, con i quali la realizzazione delle teiere si trasforma in arte: tutte le loro opere sono create a mano e in tiratura limitata.

 

Donatella De Negri, laureatasi con lode alla facoltà di Lettere e Filosofia de “La Sapienza” di Roma, si è specializzata in Letteratura italiana del Cinquecento con il prof. G. Savarese, con cui ha collaborato. Ha approfondito la propria formazione professionale attraverso corsi di aggiornamento e seminari di didattica promossi dalle Università degli Studi di Bologna, Macerata e Roma. Ha insegnato presso Licei ed Istituti Tecnici del Lazio, dell’Emilia Romagna e delle Marche. Dal 1992 è docente di Italiano e Storia presso il Liceo artistico “F. Mengaroni” di Pesaro, dove ha seguito, in particolare, progetti relativi alla biblioteca, al teatro e alla lettura.

 

Roberta Magnabosco, docente di Italiano e Storia  presso il Liceo artistico “F. Mengaroni” di Pesaro -  dove si è diplomata nel 1989 -, consegue la laurea con lode in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico nel 1994 presso l’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea dedicata ai rapporti tra design industriale e arte, ispirandosi al lavoro del ceramista e designer pesarese Franco Bucci. Ha collaborato con l’architetto Valerio Morpurgo alla redazione di pubblicazioni sul design pesarese negli anni ‘60/’70 e frequentato corsi di formazione in Storia dell’Arte presso l’Università di Bologna. Consegue la laurea in Lingue e Letterature Straniere (lingue francese e inglese) presso l’Ateneo di Urbino nel 2014, con una tesi dedicata al pensiero sull’Estetica dell’arte di Andrè Malraux. In qualità di guida presso i Musei Civici di Pesaro e Casa Rossini ha partecipato a vari corsi di formazione relativi a gestione museale e didattica dell’arte.

 

La mostra resterà aperta dal 3 dicembre 2017 al 20 gennaio 2018 con il seguente orario:

dal lunedì al venerdì, ore 8.30-18.45, sabato ore 8.30-13.00.

 

Ingresso libero - Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.pu,it

Incontro con l’autore

 

LUCIANO CANFORA

Pensare la rivoluzione russa

 (Stilo Editrice, 2017)

 

“Io faccio in questo momento un’esperienza di comunismo. Essa è riuscita parzialmente, ma in molti punti è fallita. Davanti a questi risultati io non intendo far violenza ai fatti. Se Marx è sbagliato, bisogna riscrivere il Capitale” (Lenin).

 

   A cento anni dalla rivoluzione russa, per molti – storici e non solo – vero spartiacque del XX secolo, diverse sono state le pubblicazioni che hanno cercato di fare i conti con i fatti dell’ottobre ’17 e con l’esperienza messa in atto dalla conquista del Palazzo d’Inverno da parte dei bolscevichi.

   L’intero esperimento sovietico – durato poco più di settant’anni – è stato dal suo avvio oggetto di riflessioni, studi e ricerche a livello globale che hanno cercato di rendere ragione prima della sua ascesa e poi della sua caduta risalente a quasi trent’anni fa.

   Un secolo sembra una distanza temporale sufficiente a valutare obiettivamente un fatto storico. Ma non è così, soprattutto quando si tratta di eventi – quali le rivoluzioni – che hanno suscitato passioni forti e contrapposte. L’esperienza del giudizio sempre aperto e mai conclusivo su Cromwell e su Robespierre ci insegna che anche su Lenin gli storici e tutti coloro che sono interessati alla storia continueranno a lungo a incrociare le armi.

   Questo libro, apparso in una prima stesura a ridosso della fine dell’URSS e ora aggiornato e ampliato, si propone come bilancio storiografico e indagine sulle cause e sugli esiti, nonché sui protagonisti, dell’evento capitale del secolo XX: nella certezza che il XXI è ancora alle prese coi problemi che allora quegli uomini tentarono di risolvere.

 

Venerdì 17 novembre alle ore 17.00 presso l’auditorium della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi 2 – Pesaro), l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani organizza un incontro con il prof. Luciano Canfora, che presenterà il suo volume Pensare la rivoluzione russa (Stilo Editrice, 2017).

 

Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari. Fa parte del Comitato scientifico dell’"Istituto della Enciclopedia Italiana". Dirige la rivista "Quaderni di storia" (dal 1975) e collabora al “Corriere della sera”.

Ultime pubblicazioni: La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone (Laterza 2014); Gli antichi ci riguardano (il Mulino 2014); Il presente come storia. Perché il passato ci chiarisce le idee (Rizzoli 2014); Augusto figlio di Dio (Laterza 2015); Gli occhi di Cesare. La biblioteca latina di Dante (Salerno Editrice 2015); Tucidide. La menzogna, la colpa, l’esilio (Laterza 2016); La schiavitù del capitale (il Mulino 2017); Cleofonte deve morire. Teatro e politica in Aristofane (Laterza 2017).

 

L’iniziativa  è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, in collaborazione con la biblioteca “Bobbato” e con l’Istituto di Storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino,  e con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Storie da biblioteca - VI edizione

Storie da biblioteca:

concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire

 (VI edizione speciale di Storie da biblioteca per MAB Marche)

 

Musei, archivi e biblioteche da raccontare in un concorso promosso dal MAB Marche

Sabato 28 ottobre, alle ore 9,00 la Biblioteca Oliveriana aprirà le sue stanze segrete agli aspiranti scrittori e fotografi che vorranno partecipare alla sesta edizione del concorso Storie da biblioteca. Concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire.
Il MAB Marche (coordinamento AIB Marche, ANAI Marche e ICOM Marche), in collaborazione con la Regione Marche – Assessorato alla Cultura e Servizio Politiche Sociali, l’Ombusdam delle Marche, l’Associazione culturale Raccontidicittà e con StreetLib, ripropone questa iniziativa dedicata a tutti gli appassionati di lettura, scrittura e fotografia.
Il giorno del concorso, prima dell’inizio delle prove, è prevista una breve visita guidata della Biblioteca Oliveriana, durante la quale i partecipanti saranno accompagnati anche nei depositi e nelle stanze solitamente non aperti al pubblico. Poi ci saranno quattro ore di tempo per preparare gli elaborati, racconti o fotografie, che dovranno illustrare, in forma personale ed originale, il luogo ospitante, tenendo presente il tema scelto per questa edizione, il riuso.

Coloro che intendono partecipare possono trovare tutte le informazioni necessarie nel sito www.raccontidicitta.it  o al link http://www.aib.it/attivita/2017/65198-storie-musei-archivi-biblioteche-2017/. Il modulo di adesione, disponibile online, dovrà essere compilato e inviato a silvia@raccontidicitta.it. In alternativa si possono ricevere tutte le istruzioni utili telefonando o scrivendo alla Biblioteca Oliveriana. Sarà comunque possibile iscriversi anche il giorno dell’evento.

Per i vincitori, pubblicazione di un’antologia in eBook attraverso la piattaforma StreetLib Selfpublish, buoni offerti da StreetLib da spendere nella piattaforma StreetLib Edit ed eReader offerti da MAB Marche.

Per informazioni
http://www.raccontidicitta.it/ cell.: 339 2971384; Biblioteca Oliveriana – biblio.oliveriana@provincia.ps.it, tel. 0721.33344

Presentazione della serie "I piccoli oliveriani"

Abituati da sempre a pensare all’Oliveriana come a un luogo frequentato esclusivamente da ricercatori, studiosi e studenti delle superiori e dell’università, ci si dimentica spesso che nella Biblioteca sono cresciute e maturate da tempo esperienze di didattica di prim’ordine grazie ad alcuni istituti della media inferiore e ad insegnanti intraprendenti e capaci. Il risultato, alla fine, si è spesso tradotto in elaborati di didattica della storia che si sono segnalati all’interno del mondo della formazione per il rigore e la qualità dei testi e per un metodo di costruzione condivisa del sapere spesso dimenticato.

Nel caso della 1^ E dell’I.C.S. “A. Olivieri” di Pesaro l’elaborato curato dall’insegnante Maria Barbara Brusa ha ottenuto nel concorso Raccontare il Medio Evo - al termine dell’anno scolastico 2015/16 - un importante riconoscimento a livello nazionale da parte del prestigioso Istituto Storico Italiano per il Medio Evo come testo “meritevole di pubblicazione”.

Per questo, in coincidenza con l’uscita del secondo numero della quarta serie di «Studia Oliveriana», lo abbiamo dato alle stampe nella sua originale freschezza e pulizia avvalendoci semplicemente dell’aiuto del nostro grafico per rielaborarne l’impaginazione.

Con questa pubblicazione la Biblioteca Oliveriana intende avviare una valorizzazione editoriale del lavoro svolto da tempo da diversi istituti scolastici della città e della provincia nell’ambito della didattica grazie al ricco patrimonio conservato nella Biblioteca.

D’ora in poi le ricerche legate ai percorsi formativi delle singole classi che avranno ottenuto riconoscimenti significativi verranno pubblicate nella collana “I piccoli oliveriani” promossa dalla Biblioteca Oliveriana.  
La pubblicazione - intitolata Il testamento di Pandolfo II Malatesta Signore di Pesaro - verrà presentata giovedì 26 ottobre alle ore 15.00 presso l’I.C.S. “A. Olivieri” (via Confalonieri, 9 – Pesaro).  

Nell’occasione saranno presenti Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri, Anna Scimone, dirigente dell’istituto scolastico, Luigi Raffaelli, grafico della pubblicazione, e Maria Barbara Brusa, insegnante coordinatrice del progetto didattico. Elio Giuliani, di Radio Incontro, intervisterà i ragazzi protagonisti della ricerca su Pandolfo Malatesta.

Al termine dell’incontro la Biblioteca Oliveriana donerà copie del piccolo volume all’I.C.S. “A Olivieri”.

 

Glottologia e toponomastica

GLOTTOLOGIA E TOPONOMASTICA

 Perché parlare di indoeuropeistica?

 ***

Martedì 19 settembre alle ore 17,30 presso la sala degli incontri di Confindustria Pesaro e Urbino (g.c. - via Cattaneo 34, Pesaro)  il prof. Augusto Ancillotti, già ordinario di Glottologia e Linguistica Generale, terrà il primo incontro del breve ciclo Glottologia e toponomastica. Perché parlare di indoeuropeistica?, organizzato dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

L’analisi toponomastica presenta problemi di vario genere che si collocano su due piani: quello generale dell’etimologia, e quello particolare delle peculiarità semantiche del nome proprio.

L’analisi etimologica è governata da regole ben precise, proprie della linguistica genetica, detta anche linguistica comparativa o glottologia. L'etimologia consiste nel riconoscere la struttura morfologica e la struttura semantica che una parola aveva quando fu varata come "neologismo". E solo riconoscendo la struttura morfologica della parola, oltre alle sue peculiarità fonologiche, si può tendere di assegnarla ad una lingua o ad un'altra.

Ogni lingua possiede un proprio DNA, costituito dall’insieme delle sue corrispondenze costanti con il modello di riferimento (nel caso delle lingue dell’Italia, il modello si chiama “indoeuropeo”). Il linguista riconosce in ogni parola l’avverarsi o meno di quel DNA: e le parole in cui il DNA non appare rispettato, sono necessariamente voci entrate da una lingua diversa da quella che le utilizza, cioè si tratta di prestiti.

Quindi, non è certo sulla somiglianza superficiale che si può basare una procedura etimologica.

I problemi specifici della toponomastica comportano una serie di altre conoscenze e regole che devono

guidare l’indagine. È necessario per esempio porre precise limitazioni ad ogni livello: dal numero e tipo delle lingue a cui far riferimento, alla tipologia dei referenti possibili. Eccone alcune.

1. La toponomastica riflette sempre il modo con cui “la gente del posto” chiama i luoghi nella pratica quotidiana.

2. La toponomastica riflette la lingua della popolazione femminile, perché nel passato la regola era che i figli

imparassero a parlare dalle madri e dalle donne di casa.

3. La “resistenza” di una denominazione di luogo è molto diversa a seconda della classe onomastica: quella degli idronimi è la classe più stabile e meno esposta a sostituzioni, quindi più conservativa e perciò fatta di voci estremamente arcaiche; i nomi delle grandi montagne (Catria) sono molto conservativi, mentre non lo sono quelli dei poggi (Colle Bruciato), che si identificano facilmente con un’area ridotta o un singolo proprietario; i nomi degli abitati sono più esposti al ricambio, e seguono più facilmente di altri toponimi il succedersi delle lingue nell’area.

Solo se si recupera la “parola” nella sua pienezza di segno, significante + significato, potremo sperare di aver proposto un’etimologia ad un toponimo. E solo riconoscendo la pertinenza della forma ad uno strato linguistico specifico si può sperare di coglierne il significato “originario”.

Augusto Ancillotti, laureato in sanscrito nel 1971 e professore ordinario di Glottologia e Linguistica Generale oggi a riposo, ha insegnato presso le Università di Milano, Mogadiscio e Perugia, dove è stato anche prorettore e dove ha presieduto il corso di laurea in Scienze della comunicazione.

Negli anni 2010-2013 è stato presidente di Professione Comunicatore. Associazione Professionale dei Comunicatori, periodo durante il quale ha svolto anche la funzione di coordinatore del Gruppo di lavoro per le professioni della Comunicazione presso la UNI (Ente Nazionale per l'Unificazione), Milano, che ha prodotto la norma “UNI 11483 Attività professionali non regolamentate ‐ Figura professionale del comunicatore ‐ Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.

Dal mese di giugno 2014 è assessore alla Cultura del Comune di Gubbio.

Nell’ambito della ricerca scientifica si è occupato di analisi del “livello profondo” logico-semantico, di toponomastica, di pragmatica del testo, di teoria della linguistica genetica, di formazione delle lingue indoeuropee: cassitico, trace, umbro.

E' autore di un centinaio di pubblicazioni accademiche, tra cui il manuale universitario Elogio del variabile. Introduzione alla linguistica storica (Guerini, Milano 1988) e la completa traduzione commentata delle Tavole Iguvine (Augusto Ancillotti-Romolo Cerri, Le tavole di Gubbio e la civiltà degli Umbri, Edizioni Jama, Perugia 1996).

Al di fuori dell’attività accademica ha tenuto decine di corsi professionalizzanti nell’ambito della formazione alla comunicazione e della scrittura professionale; è stato promotore di turismo culturale e divulgatore scientifico, favorendo la conoscenza delle radici del mondo umbro attraverso eventi culturali pubblici e tenendo innumerevoli conferenze e incontri dedicati alla divulgazione della ricerca di ambito linguistico.

Recentemente si è dedicato anche alla scrittura d'evasione, pubblicando il romanzo di formazione Lo sguardo lungo (Edizioni Jama, Perugia 2013), i romanzi storici Pane di farro (Edizioni Jama, Perugia 2013) e La mano del dio, (Morlacchi Editore, Perugia 2016), e redigendo due pièces teatrali sul mondo degli antichi Umbri e delle Tavole Iguvine, rappresentate a Gubbio nell'estate del 2015 (Le parole venute dal passato) e nell'estate 2016 (E fusero le parole sacre nel bronzo ...).Tutte forme, in verità, di didattica mascherata.

Il secondo incontro si terrà martedì 26 settembre alle ore 17,30 presso la sala degli incontri di Confindustria Pesaro e Urbino (via Cattaneo 34 – Pesaro).

L’iniziativa  è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro in collaborazione con l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino e Comune di Pesaro.


Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it

Eredità di Pirandello

Conversazione di

Corrado Donati

 

In occasione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani propone una conversazione del prof. Corrado Donati dal titolo Eredità di Luigi Pirandello. L’appuntamento è per martedì 5 settembre 2017 alle ore 17.30 presso la sala conferenze (g.c.) della Confindustria di Pesaro e Urbino (via Cattaneo, 34 – Pesaro).

L'esposizione riguarderà alcuni punti nodali della poetica di Pirandello, con il supporto di riferimenti alle opere narrative e teatrali che disegnano il percorso della riflessione dell'autore in ordine a tre problemi fondamentali:  il problema della coscienza del soggetto in rapporto con l'altro da sé, il problema della verità e, infine, il ruolo dell'arte come si va precisando nel corso della vita dello scrittore fino all'esito conclusivo dell'opera incompiuta, I giganti della montagna.

Corrado Donati ha insegnato Letteratura italiana contemporanea nelle Università di Urbino e di Trento. La sua attività di ricerca scientifica, oltre che all'opera di Pirandello (con due volumi, La solitudine allo specchio e Il sogno e la ragione, e numerosi interventi a convegni), si è rivolta allo studio delle riviste letterarie del primo Novecento e alle opere di narratori quali Bontempelli, Buzzati, Baldini, De Marchi, Svevo, etc. Dopo l'esperienza universitaria ha fondato e diretto per sedici anni la casa editrice Metauro.

 

L’incontro è promosso dall’Ente Olivieri in collaborazione con l’associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

 

La strada per Pesaro: Carolina di Brunswick

Settimo appuntamento della rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione.

 

VITA E DESTINO DI CAROLINA DI BRUNSWICK

 

Nel parco di Villa Caprile si ripercorrono, duecento anni dopo, le vicende pesaresi dell’“ingiuriata regina d’Inghilterra”

 

Giovedì 15 giugno, alle ore 21.15, La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ci conduce  in uno dei luoghi “di delizia” della nostra città: Villa Caprile, splendida dimora secentesca con giardino all'italiana, teatro di verzura e giochi d’acqua, costruita dal marchese bergamasco Giovanni Mosca nel XVII secolo e oggi sede dell’Istituto Tecnico Agrario “Cecchi”.

Dopo gli affollati incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko e Cesare Lombroso, il settimo appuntamento della rassegna, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicato ad una delle figure femminili più celebri e discusse della storia britannica ed europea: Carolina di Brunswick.

Amatissima dal popolo per la sua indole filantropica e odiata dalla corte reale inglese, Carolina di Brunswick, - l”ingiuriata regina d’Inghilterra”, come ella stessa volle che fosse scritto nella sua tomba - diverrà uno dei soggetti preferiti del gossip britannico (ed europeo) dell’epoca, come testimoniano numerose vignette satirico-politiche della stampa londinese.

Per la sua condotta “immorale” Carolina fu sottoposta ad una durissima commissione d’inchiesta, mentre il Reggente, suo marito, conduceva, indisturbato, una vita ben più dissipata e adulterina.

 

Come da consuetudine, l’appuntamento prevede due momenti.

Durante la prima parte della serata Corrado Capparelli, Silvia Melini e Sara Tomasucci racconteranno (con letture e immagini) la vita di Carolina Amelia Elisabetta Di Brunswick-Wolfenbüttel, toccando i punti salienti della sua affascinante e “scandalosa” vicenda biografica: la nascita, il 17 maggio 1768, a Braunschweig, piccolo stato vassallo prussiano nella Germania del nord, secondogenita di Carlo Guglielmo Ferdinando, duca di Brunswick-Wolfenbüttel e della principessa Augusta Federica di Gran Bretagna, sorella di re Giorgio III di Gran Bretagna; l’infelice matrimonio (ovviamente combinato) con il cugino Giorgio di Galles, principe reggente di Gran Bretagna, poi incoronato come re Giorgio IV: la nascita della figlia Carlotta (tragicamente morta di parto); il suo lungo viaggio in Italia, in Europa e in Medio Oriente (dopo l’ufficiosa separazione dal reale consorte) che la porta a soggiornare anche a Villa d’Este di Cernobbio, e poi (nel biennio 1817-1819), a Pesaro, proprio a Villa Caprile, e poi a Villa Vittoria; la “riprovevole” relazione con il suo ciambellano Bartolomeo Pergami; l’increscioso incidente diplomatico con “il Cigno di Pesaro”, Gioachino Rossini; il celeberrimo processo per adulterio intentatole da re Giorgio IV (che rappresentò la rovina economica per alcuni amici pesaresi di Carolina, fra cui Antaldo Antaldi, corso a Londra a testimoniare in suo favole); la negata incoronazione e l’improvvisa, prematura morte, avvenuta il 7 agosto 1821, quando Carolina ha da poco compiuto i 54 anni.

 

Nella seconda parte della serata il periodo e le vicende pesaresi di Carolina saranno oggetto dei preziosi interventi di Chiara Agostinelli (Pesaro 1817-1819), Grazia Calegari (Carolina e Antaldo Antaldi: storia di un’amicizia), Guidumberto Chiocci (Rossini e la principessa di Galles: un incontro-scontro) e Roberta Martufi (I luoghi e le residenze pesaresi di Carolina di Brunswick).

 

L’incontro si terrà nel Parco di Villa Caprile.

In caso di maltempo: Salone degli Affreschi, piano nobile di Villa Caprile (posti limitati)

 

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro

Presidenza del Consiglio

Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Ente Olivieri di Pesaro

in collaborazione con

Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ufficio VI – Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino)

Garden Club Pesaro

e Istituto d’Istruzione Superiore “A. Cecchi” di Pesaro

con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino 

e il contributo di Arthemisia Group

 

Grazie alla collaborazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Cecchi:

dalle 19.45 alle 21.00, sarà possibile effettuare una visita di Villa Caprile e dei suoi Giardini, guidati dagli studenti dello stesso Istituto “Cecchi”.

dalle 20.30 è aperta a tutti la degustazione Aperitivo Caprile”, a cura del personale di cucina dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Cecchi”, con vini di produzione dell’Azienda Agraria dell’Istituto.

L’ingresso è libero.

info tel. 0721 33344 biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

___________________________________________________

 

La rassegna di incontri La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. 

Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi,

attori come Annibale e Ave Ninchi,

partigiani come Lea e Sparta Trivella, 

politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, 

nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti,

musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, 

regnanti come Carolina di Brunswick,

artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini,

e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci,

tipografi come Annesio Nobili,

botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini,

sportivi come Riccardo Brusi,

religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza,

testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko,

ceramisti come Filippo Antonio Calegari,

architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana,

medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera.

E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

Teologia e libertà - Carmelo Dotolo

TEOLOGIA e LIBERTÀ

***

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

Giovedì 1° giugno 2017 alle ore 18,00 presso la sala Convegni di Confindustria di Pesaro Urbino (g.c.), via Cattaneo 34 – Pesaro, il prof. Carmelo Dotolo, ordinario di Teologia delle religioni nella Pontificia Università Urbaniana e decano della Facoltà di Missiologia, terrà il quinto incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcia, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo.

Il  teologo Gutierrez, il gesuita martire Rutilio e il cardinale Bergoglio sono testimoni del cambiamento prezioso che il Vaticano II ha introdotto nell’autocomprensione del cristianesimo e della sua pertinenza pubblica. La stagione post-conciliare, infatti, ha introdotto l’esigenza di un metodo teologico e pastorale più adeguato alla sua dimensione contestuale, maggiormente propenso a dialogare con le domande e le attese della ricerca umana. È a questo livello che va letto il contributo e la funzione della teologia della liberazione e del popolo, che fungono da architettura portante dell’esperienza cristiana sud-americana: ripensare la rilevanza del Vangelo, in un mondo più autonomo rispetto alle norme religiose e più sensibile a un’esperienza spirituale capace di dare senso al quotidiano. Tre indicatori sono importanti da segnalare:

a) La svolta antropologica e l’interpretazione esistenziale della Bibbia. Senza dubbio la svolta antropologica ha rappresentato una linea prospettica decisiva, anche perché ha saputo interpretare la necessità di uno stile di pensiero capace di relazionarsi con la crescita dei processi di emancipazione umana. Al contempo, emergeva tutta la ricchezza del testo biblico e delle tradizioni in esso presenti, con le sue implicazioni storiche, sociali e politiche, caratterizzate da un’intenzionalità salvifica e liberante. La storia che Dio compie con l’umanità, ha come obiettivo quello di aiutare uomini e donne a realizzare il proprio destino, a gustare nello scorrere dei giorni il significato di una presenza che abilita a far fiorire la vita.b) Una teologia del mondo e della speranza. Ne consegue per la riflessione teologica mettere a tema una particolare teologia del mondo nella sua globalità, in relazione con la novità-principio interpretativo dell’incarnazione. Da qui, l’attenzione all’esigenza e alla necessità di ripartire dagli ultimi, dagli oppressi, da coloro che non hanno voce. In sostanza, da una visione etica che pone in risalto la centralità dell’altro, soprattutto se marginale ai processi di elaborazione politici ed economici.   c) Una teologia della liberazione e del dialogo con la storia. Infine, si delinea la scelta di dare forma ad un cristianesimo in cui ogni uomo e donna possano esprimere al meglio il loro essere co-creatori di una storia e di un mondo differente. La libertà di religione, di fede, di coscienza diventano criteri imprescindibili della qualità del messaggio cristiano, nell’orizzonte di una comunione ecclesiale sempre più attenta al senso di popolo di Dio.

«Annunciare il vangelo è annunciare il mistero dell’essere figli e fratelli […] Questo annuncio dell’evangelo che convoca le persone in ecclesia è compiuto dopo aver fatto una opzione di solidarietà reale e attiva con gli interessi e le lotte dei poveri, delle classi sfruttate. Cercare di situarsi in questa posizione significa rompere radicalmente la maniera di vivere, di pensare e di comunicare la fede nella chiesa attuale» (G. Gutierrez, Prassi di liberazione e fede cristiana, in R. Gibellini (a cura di), La nuova frontiera della teologia in America Latina, Brescia, 1975, pp. 50-51). [Carmelo Dotolo]

Carmelo Dotolo, professore ordinario di Teologia delle religioni nella Pontificia Università Urbaniana di Roma e decano della Facoltà di Missiologia, è anche visiting professor nella Pontificia Università Gregoriana e nell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Habitar los confines. Por una gramatica de la existencia (Barcelona, 2013); L’annuncio del Vangelo. Dal Nuovo Testamento alla Evangelii Gaudium (Assisi, 2015); Teologia e postcristianesimo. Un percorso interdisciplinare (Brescia, 2017).

L’ultimo incontro:

giugno/luglio (data da definire):

Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti

‘900 (parte seconda); Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Teologia e libertà - Graziano Ripanti

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

Il 5 maggio 2017 alle ore 18,00 presso la sala Olivieri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza 97 – Pesaro) padre Graziano Ripanti terrà il quarto incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Franz Rosenzweig: tra teologia ebraica e suggestione cristiana.

Franz Rosenzweig nasce a Kassel il 25 dicembre 1886 in una famiglia della ricca borghesia ebraica e appartiene alla generazione di Karl Jaspers – nato nel 1883 – e di Martin Heidegger – nato nel 1889 -. Studia inizialmente medicina e scienze naturali, discipline che abbandona dopo un po’ di tempo per iscriversi alla facoltà di storia e filosofia, allievo di Friedrich Meinecke (1862-1954) – storico e filosofo che sarà il suo maestro – con il quale si laurea con la tesi Hegel e lo Stato, testo tradotto in italiano nel 1976 a cura di Remo Bodei per la casa editrice Il Mulino.

Nel 1913 è tentato di lasciare la fede ebraica per quella cristiana come avevano già fatto i suoi cugini e molti intellettuali ebrei. Ma una sera, rientrando a casa, vede una piccola sinagoga aperta in una via di Berlino ed entra; da quel momento in lui prevale l’idea di ripensare la religione ebraica convinto che in essa esista una profondità ancora sconosciuta. Diviene amico di Martin Buber con il quale tradurrà in tedesco la Bibbia e fonderà un istituto per riscoprire le verità dell’ebraismo al quale resterà fedele fino alla morte avvenuta il 10 dicembre 1929 a Francoforte sul Meno. La sua opera maggiore – La stella della redenzione -, scritta durante la prima guerra mondiale, nella terza parte mette a confronto ebraismo e cristianesimo in un senso che si direbbe quasi ecumenico.

Graziano Ripanti - già docente di Filosofia teoretica presso l’Università di Urbino e membro della Comunità dei Frati Minori via Passeri - è orientato, da sempre, verso un’attività speculativa rivolta alla capacità del pensiero di dare conto di sé stesso e di saggiare, attraverso gli effetti pratici che esso produce, la sua forza liberatrice. In questo contesto si inseriscono i due volumi Grandi ipotesi pubblicati in collaborazione con Italo Mancini. E’ su questo sfondo che si è imposto l’interesse, poi diventato esclusivo, per l’ermeneutica volto a delineare  la struttura di una modalità di pensiero in grado di assicurare l’incremento di significato. In questo quadro si segnalano, oltre alla monografia su Gadamer (1978) e quella su Agostino teorico dell’interpretazione (1980), i volumi Testo e significato, saggi di ermeneutica (1983), Le parole della metafisica (1983), Parola e ascolto (1993), dove il linguaggio acquisisce un ruolo preminente in quanto luogo in cui si assume l’evento della verità, e Parola e tempo (2001), dove la relazione è tra la parola e il dialogo e tra il dialogo e il tempo.

Nel 1993, alla scomparsa di Italo Mancini, ne raccoglie l’eredità spirituale assumendo la direzione della rivista Hermeneutica                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        I prossimi incontri:

 

giovedì 1° giugno: Carmelo Dotolo, Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcìa, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo

fine giugno (data da definire): Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti, Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

 

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Greco in trasparenza

Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, a partire da lunedì 3 aprile, le iscrizioni a un ciclo di incontri introduttivi alla conoscenza della lingua greca tenuti da Gianluca Cecchini.

Il corso si pone un fine molto pratico, quotidiano: quello di riconoscere le radici greche di tantissime parole che usiamo ogni giorno. Fornendo le competenze di lettura della lingua greca e la conoscenza delle strutture morfologiche essenziali, verranno analizzati alcuni lessemi passati nella lingua italiana e nelle principali lingue europee. Si tratterà di lezioni dialogate che potranno prendere spunto anche da sollecitazioni dell'uditorio. Il materiale consisterà in schede che verranno proiettate e che potranno essere condivise in una mailing list. Si esamineranno anche gli usi meno "canonici" della lingua greca antica, come pubblicità, siti internet dedicati all'insegnamento del greco, canzoni pop. Non sono necessari prerequisiti, se non la curiosità. 

Gianluca Cecchini, laureato in Lettere classiche, insegna Materie letterarie, Latino e Greco al Liceo classico "T. Mamiani" di Pesaro. Ha svolto attività di ricerca nell'ambito della letteratura della tarda antichità e dell'Umanesimo. Collabora con enti ed istituzioni come relatore e docente. Per l'Ente Olivieri ha collaborato all'allestimento della rappresentazione "Quel che resta del testo", durante il Salone della Parola del 2011 e ha raccontato Pinocchio di C. Collodi, nell'ambito dell''iniziativa "Canone di professori" del 2013.

 

GRECO IN TRASPARENZA

 6 incontri alla scoperta della lingua della Grecia antica con Gianluca Cecchini

 

Le lezioni avranno luogo il mercoledì alle ore 17,30 nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – Pesaro) dal 3 maggio al 7 giugno 2017; durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza; il corso è a numero chiuso limitato a 40 persone; l’iscrizione (da lunedì 3 aprile a sabato 29 aprile 2017) è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 30,00 (euro 20 per studenti e soci “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di rimborso spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana. L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Per informazioni e iscrizioni:

Biblioteca Oliveriana, tel. 0721-33344 (orario dal lunedì al venerdì 8.30-18.45, sabato 8.30-13);

e-mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Un monumento a Felice Cavallotti

Il Comune di Pesaro (assessorati alla Bellezza e al Dialogo) e l’Ente Olivieri -Biblioteca e Musei Oliveriani presentano martedì 11 aprile 2017 alle ore 18,00 nella sala del Consiglio comunale di Pesaro il libro di Antonio Brancati e Giorgio Benelli

 

Un monumento a Felice Cavallotti in Pesaro nell’epoca delle passioni civili

 

Si tratta dell’ultimo frutto della lunga collaborazione storiografica tra Giorgio Benelli e Antonio Brancati, recentemente scomparso. Un’opera che indaga le straordinarie vicende del monumento a Felice Cavallotti (18421898), edificato nel 1910, rimosso nel 1935, dimenticato e solo recentemente restaurato e ricomposto grazie alla generosa donazione di un privato, che ha donato al Comune di Pesaro l’artistico basamento dell’opera.

 

La cittadinanza è invitata.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Ovidio: miti in metamorfosi

Il mito nel tempo è il titolo del quarto incontro del ciclo su Ovidio che Claudia Rondolini, docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino, terrà venerdì 7 aprile alle 17.00 presso la sala della Confindustria (palazzo Ciacchi, via Cattaneo, 34 – Pesaro).

 

Nell’ultimo incontro del ciclo Ovidio: miti in metamorfosi si approfondirà il rapporto dell’opera con il milieu artistico coevo al poeta di Sulmona, soprattutto in relazione a pittura e a scultura.

Come sottolinea Alessandro Barchiesi, “L’ammirazione per i monumenti e opere d’arte è una costante […] connette insieme personaggi e lettori del poema. […] Se si parte dal paesaggio, che è una forza attiva nel poema e non solo sfondo decorativo, si possono stabilire collegamenti con quanto è noto dalla pittura pompeiana.” Ancora più stretto, per Barchiesi, il legame dell’opera con l’arte plastica: “E’ importante capire che il giardino di sculture serviva da contesto materiale per il tipo di immaginazione mitologica che sorregge l’intera poetica di Ovidio. La letteratura forniva sceneggiature mitologiche in cui identificarsi; paesaggi pianificati artificialmente offrivano scene in cui ambientare le stesse storie”. Il mito di Pigmalione offrirà lo spunto per approfondire tale suggestione e per esplorare, secondo la raffinata interpretazione di Charles Segal, “i rapporti tra la materialità del corpo, il potere mimetico dell’arte e il desiderio erotico.”

   La vicenda di Salmacide ed Ermafrodito consentirà di approfondire le potenzialità rovinose dell’eros, con un rovesciamento di ruoli rispetto a miti già narrati (come quello di Apollo e Dafne: con la coppia maschio-conquistatore e vergine-cacciatrice) e con analogie  con il mito di Eco e Narciso, dove una ninfa incline all’eros tenta di sedurre un giovane restio al desiderio sessuale e dedito alla vita naturale. Il mito di Ermafrodito offre anche una risposta a quello platonico dell’androgino. Esseri complementari che presentano tratti in comune: entrambi costituiscono la loro persona solo in seguito ad un atto violento, che ora divide (androgino) ora unisce (Ermafrodito). Questi due atti opposti sono accomunati dal fatto che in ambedue i casi essi vengono subiti,  generando uno scarto esistenziale nei confronti di una dimensione primigenia che  viene perduta per sempre.

   Si è già sottolineata, nei precedenti incontri, la compresenza nel poema di molteplici generi letterari: Ovidio non manca di includere nella sua “opera-mondo” il riferimento al poema didascalico con evidenti allusioni all’opera lucreziana. Nel XV libro il filosofo Pitagora espone la teoria della metempsicosi che fornisce una chiave di interpretazione in termini logici e razionali del principio metamorfico ispiratore del poema.  Come ha brillantemente sottolineato Italo Calvino nel saggio Lezioni americane, ”Se il mondo di Lucrezio è fatto di atomi inalterabili, quello d’Ovidio è fatto di qualità, d’attributi, di forme che definiscono la diversità d’ogni cosa e pianta e animale e persona; ma questi non sono che tenui involucri d’una sostanza comune che – se agitata da una profonda passione - può trasformarsi in quel che vi è di più diverso”.

A conclusione dell’incontro si esamineranno alcune riprese dei miti di Pigmalione e di Ermafrodito nella letteratura e nell’arte del Novecento: dal Pygmalion di George Bernard Shaw al romanzo Middlesex di Jeffrey Eugenides (Premio Pulitzer per la narrativa nel 2003).

Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche  presso l’Università degli Studi di  Urbino, è docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino. E’ componente del Consiglio Direttivo dell’”Associazione Amici della Prosa” per il triennio 2015-2017, ente per il quale cura il rapporto con le scuole. Nell’ambito del GAD Festival 2014 e 2015 ha partecipato all’iniziativa “Autori in anteprima”. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale) a progetti  indirizzati agli studenti delle scuole superiori  per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini”, promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani. E’  inoltre  tra gli organizzatori  e componenti della giuria del premio letterario “La donna si racconta”.

Nel  novembre 2015  ha tenuto un ciclo di incontri sulla Vita nova di Dante, presso la Biblioteca Oliveriana, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.


Il ciclo di conferenze su Ovidio - a cura di Claudia Rondolini – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino

e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

La conversazione sarà accompagnata dalla lettura di testi a cura Olimpia Bassi che ha frequentato i corsi di lettura ad alta voce di Lucia Ferrati. 


Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

 

Teologia e libertà - Franco Cardini

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

Il 5 aprile 2017 alle ore 18,00 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza antaldi 2 – Pesaro) il prof. Franco Cardini, professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, terrà il terzo incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Da Bartolomè De Las Casas alle reducciones guaranì: tra la scoperta del nuovo mondo e la ricerca di un mondo nuovo.

Una tenace “leggenda nera”, nata in gran parte nell’Inghilterra elisabettiana e alimentata nel mondo massonico soprattutto dopo la Rivoluzione francese, sparge da secoli equivoci e veleni sulla Compagnia di Gesù, accusata d’ipocrisia e dei peggiori intrighi e delitti (il “pugnal de’ gesuiti” di carducciana memoria…). D’altro canto, la propaganda della Compagnia ha sempre ripagato gli avversari di pari moneta, diffondendo ad esempio la caricatura del massone corrotto, avido e satanista.

I gesuiti, per compiere la loro missione, si dettero allo studio, fondarono scuole prestigiose nelle quali in tutta Europa venivano allevati i figli dei principi e si dettero allo studio della politologia e delle arti di governo. Specie in alcuni paesi europei, quali la Spagna e la Polonia, l’influenza della Compagnia sui governi dell’Europa cattolica fu profonda e duratura.
Frattanto, seguendo le navi portoghesi e spagnole, i gesuiti arrivarono fino all’India, alla Cina e al Nuovo Mondo predicando la fede ma anche insegnando a quei popoli le scienze e le tecniche occidentali. Famoso fu il contributo della Compagnia alla diffusione di certe forme di sapere – specie la matematica, la fisica, la balistica e l’architettura – sia in alcune corti indiane, sia in quella stessa dei Ming nella “Città Proibita” di Pechino e in quella giapponese degli shogun. Sul piano dell’attività missionaria i gesuiti non indietreggiarono dinanzi alla sfida acculturativa: appresero lingue e costumi dei popoli che li ospitavano e si adeguarono alla loro mentalità.
La spregiudicata sperimentazione della Compagnia determinò perfino l’adozione di riti e di strumenti liturgici induistici, buddhisti, confuciani e shintoisti nelle pratiche religiose cristiane. Si ebbero così “riti malabarici” in India e la liturgia cristiano-confuciana sostenuta in Cina da un geniale gesuita marchigiano, il padre Matteo Ricci. Ma l’Occidente non si rese conto dell’intelligenza e della finezza di quelle scelte e di quelle tecniche e il papa ne ordinò la sospensione e poi la dispersione. Anche nel Nuovo Mondo la lungimiranza dei gesuiti fu oggetto di pregiudizi e di condanne. Tra 1608 e 1767 la Compagnia diede vita, nel bacino dei fiumi Paranà e Uruguay in America latina, tra Brasile, Paraguay e Argentina, all’esperienza di libere comunità indiane, le cosiddette reducciones, in cui gli indigeni si organizzavano e si governavano liberamente, lavorando e ridistribuendo tra loro i proventi del loro lavoro: da quel modello Tommaso Campanella assunse in parte l’ispirazione per la Città del Sole. Ma gli schiavisti bianchi, soprattutto portoghesi e spagnoli appoggiati dai loro rispettivi governi, vegliavano: e favorivano le incursioni dei mercanti di schiavi che provenivano da Sao Paulo (i famosi paulistas, detti anche bandeirantes) contro quelle colonie. I gesuiti a quel punto risposero organizzando addirittura militarmente gli indios, che in tal modo ressero a lungo agli assalti degli schiavisti finché non furono piegati da una spedizione militare portoghese in piena regola voluta dal primo ministro di Lisbona, il marchese di Pombal.
E allora si verificò l’assurdo paradosso: i biechi ipocriti gesuiti furono padrini delle libertà degli indios contro gli schiavisti appoggiati dai governi illuministi europei. Voltaire, nel suo Candide, presentò la cosa in termini completamente stravolti, con i gesuiti come fautori dello schiavismo e gli illuministi come liberatori: egli, del resto, aveva lucrato comprando le azioni garantite dalla flotta portoghese inviata a reprimere la libertà india. Ma la calunnia pagava e si giunse alla soppressione della Compagnia in tutta Europa. Essa risorse solo con la Restaurazione, dopo il 1815.

Più tardi, Italo Calvino avrebbe riraccontato la vicenda nel suo Barone rampante, nei termini falsati ripresi dal Voltaire. Un grande film di alcuni anni or sono, Mission, presenta in termini sostanzialmente fedeli alla storia tale vicenda e per questo è stato attaccato con violenza da pubblicisti i quali ricordavano di aver appreso a scuola come i tenebrosi gesuiti fossero nemici di ogni libertà e come la loro rivista “Civiltà cattolica” si fosse opposta tenacemente al Risorgimento e all’unità d’Italia. Al solito, la vera storia si trova spesso a combattere contro i pregiudizi instillati anche dall’erudizione manualistica che troppo spesso trionfa ancora nelle nostre scuole. (Franco Cardini)

Franco Cardini, professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, è Directeeur de

Recherches presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, Fellow della Harvard University/Berenson Foundation e membro del Consiglio scientifico della Scuola superiore di Studi storici di San Marino. Il suo principale campo di studi è la storia delle crociate, dei pellegrinaggi in Terrasanta e dei rapporti tra Europa e mondo musulmano, approfondita tramite studi su scritti cristiani e arabo-islamici.

Tra le sue opere ricordiamo le più recentemente edite o riedite: Quell'antica festa crudele. Guerra e cultura della guerra dal Medioevo alla Rivoluzione francese; Incontri (e scontri) mediterranei. Il Mediterraneo come spazio di contatto tra culture e religioni diverse; Alle radici della cavalleria medievale; Europa e Islam. Storia di un malintesoIl Turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683Gerusalemme. Una storia; Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovranaAndare per le Gerusalemme d'Italia; L' ipocrisia dell'Occidente. Il califfo, il terrore e la storia. 

I prossimi incontri:

venerdì 5 maggio: Graziano Ripanti, Franz Rosenzweig: tra teologia ebraica e suggestione cristiana

giovedì 1° giugno: Carmelo Dotolo, Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcìa, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo

fine giugno (data da definire): Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti, Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Ovidio: miti in metamorfosi

Metamorfosi: la molteplicità del mutevole è il titolo del secondo incontro del ciclo su Ovidio che Claudia Rondolini, docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino, terrà giovedì 23 marzo alle 17.30 presso la sala della Confindustria (palazzi Ciacchi, via Cattaneo, 34 – Pesaro).

Come  il protagonista del romanzo Il mondo estremo di Christoph Ransmair si mette sulle tracce del poeta Ovidio nei luoghi della sua relegatio sulle coste del Mar Nero, così prosegue l’indagine sull’opera del poeta di Sulmona nel presente incontro del ciclo Miti in metamorfosi.
Eduard J. Kenney ha giustamente rilevato che il carattere innovativo del poema ovidiano sta nell’essersi svincolato dai modelli greci, creando un’opera d’arte autosufficiente che sarebbe diventata nel Medioevo “un surrogato di accesso diretto alla sfera dei miti greci”.
Il motivo della metamorfosi che costituisce l’elemento portante dell’opera, dal momento che non è contemplato un eroe protagonista su cui concentrare il dipanarsi delle vicende, è associato al tema della sofferenza fisica e psichica dei personaggi.
La metamorfosi è un atto tragico e distruttivo ma nello stesso tempo vitale e a salvaguardia della persistenza dell’essere. Si pensi all’episodio di Apollo e Dafne - oggetto di una delle  letture di Lucia Ferrati - in cui la bella e ritrosa ninfa rimarrà per sempre sul capo di Apollo sotto forma di corona d’alloro.
Altra caratteristica del testo è la visività delle situazioni descritte, tanto che i miti ovidiani, come ha giustamente rilevato Piero Bernardini Marzolla, sono sentiti come  “scene”  trasferibili in altre arti: “il pittore può dipingerle, lo scultore scolpirle. La storia della letteratura e la storia dell’arte europee lo attestano a ogni piè sospinto”.
Motivo di sicuro interesse è anche il rapporto tra la poesia di Ovidio e quella di Virgilio, poeta che già dagli Amores, opera di esordio del sulmonese, è stato un punto di riferimento ma anche un modello da cui distaccarsi per trovare una propria autonomia espressiva.
Il poema di Ovidio contiene in sé tutti i temi e i protagonisti dell’epos fino ad allora conosciuti e li trasforma in altro, proprio come il titolo stesso preannuncia, opera dagli “indistinti confini” per usare un’espressione di Italo Calvino che individua nella leggerezza, intesa come valore  e non come difetto, il motivo che rende Metamorfosi un classico da salvare. Nelle Lezioni americane, parlando del romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera, Calvino sostiene che esso “ci dimostra come nella vita tutto ciò che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna”: le stesse considerazioni potrebbero applicarsi all’opera ovidiana, pervasa da una profonda tristezza, conseguenza del peso che ogni trasformazione comporta nella perdita della precedente identità.
Il “poema mondo”, come sono state definite Metamorfosi, vede, come base filosofica delle trasformazioni, l’idea della convertibilità della materia rappresentata dalla metempsicosi pitagorica: nel libro quindicesimo il filosofo di Samo enuncia, con evidenti echi lucreziani, la propria dottrina, fondata sulla legge universale del mutamento: omnia mutantur, nihil interit, “tutto si trasforma, nulla muore”, benché il pitagorismo ovidiano si allontani dalla sistematicità dell’epicureismo del De rerum natura lucreziano, come sembra attestare la curiosa ripresa in Tristia (III 3.59 sgg) dove il poeta si augura “che le anime muoiano con il corpo e che nessuna sua parte sfugga all’avido rogo” perché se le parole del vecchio di Samo (Pitagora) risultassero vere “la mia ombra romana vagolerà fra le ombre dei Sàrmati e sarà sempre straniera fra selvaggi Mani”.

 

Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche  presso l’Università degli Studi di  Urbino, è docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino. E’ componente del Consiglio Direttivo dell’”Associazione Amici della Prosa” per il triennio 2015-2017, ente per il quale cura il rapporto con le scuole. Nell’ambito del GAD Festival 2014 e 2015 ha partecipato all’iniziativa “Autori in anteprima”. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale) a progetti  indirizzati agli studenti delle scuole superiori  per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini”, promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani. E’  inoltre  tra gli organizzatori  e componenti della giuria del premio letterario “La donna si racconta”. Nel  novembre 2015  ha tenuto un ciclo di incontri sulla Vita nova di Dante, presso la Biblioteca Oliveriana, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.


Il ciclo di conferenze su Ovidio - a cura di Claudia Rondolini – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

La conversazione di Claudia Rondolini sarà inframmezzata da letture di Lucia Ferrati.


Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

 

Prossimi appuntamenti della rassegna presso la sala di CONFINDUSTRIA alle ore 17.00:

 

giovedì 30 marzo 2017, Storie di eroi ed eroine

 

venerdì 7 aprile 2017, Il mito nel tempo

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

La strada per Pesaro - Cesare Lombroso

Sesto appuntamento de La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

 

CESARE LOMBROSO, DIRETTORE DEL MANICOMIO SAN BENEDETTO DI PESARO

 

 

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione giunge al sesto appuntamento.

Dopo le affascinanti storie di Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone e di Irene Kriwcenko, la rassegna racconta vita e opere di una delle figure più celebri e discusse del XX secolo: Cesare Lombroso.

Lombroso (Verona, 6 novembre 1835–Torino, 19 ottobre 1909) rappresenta, probabilmente, dopo Verdi e Garibaldi, l’italiano di fine Ottocento più noto al mondo. Considerato il padre dell'antropologia criminale, lega la sua fama soprattutto alla teoria dell'uomo “delinquente nato”, individuo, cioè, che reca nella struttura fisica i caratteri degenerativi che lo differenziano dall'uomo “normale” e socialmente inserito.

Sebbene molte sue teorie siano oggi destituite di ogni fondamento, a Lombroso - fondatore della polizia scientifica e creatore della nuova tipologia dell’istituto di medicina legale - va riconosciuto il merito di aver iniziato gli studi criminologici moderni.

Nel 1871 Cesare Lombroso venne chiamato a Pesaro a dirigere l’Ospedale Psichiatrico San Benedetto. Gina Lombroso, secondogenita di Cesare e sua biografa, scrive: “A Pesaro, Lombroso trovò, caso unico nella sua vita scientifica, pronti e alla sua portata i materiali e gli uomini che lo potevano aiutare; subito gli fu concesso di visitare a suo agio i carcerati rinchiusi nel bagno penale locale, di misurarli, interrogarli, fotografarli, il Manicomio di Pesaro fu in un attimo trasformato in un meraviglioso laboratorio di psichiatria e di antropologia criminale”. Con gli assistenti Luigi Frigerio e Gaetano Riva che ne proseguiranno l’opera dopo la sua breve ma importante permanenza pesarese, Lombroso ha inoltre la possibilità di entrare nel penitenziario di Pesaro e di studiare e “misurare” e ritrarre 400 carcerati: documenti che costituiranno il primo nucleo iconografico della sua opera più celebre:  L’Uomo delinquente

Sia nel carcere che nel manicomio di Pesaro, Lombroso sosterrà la necessità di un trattamento umano per i pazienti. E fra le altre importanti riforme igienico-sanitarie, istituirà una scuola per l'istruzione, l'organizzazione di cicli di conferenze e la pubblicazione di un bollettino quindicinale intitolato Diario dell’Ospizio di San Benedetto in Pesaro, rivista che ospita articoli di cronaca, prose, poesie degli stessi ricoverati. Un patrimonio documentario di enorme importanza che ha permesso a molti malati di uscire dal loro annoso e drammatico silenzio.

L’appuntamento che avrà luogo alle ore 18.00 di venerdì 10 marzo all’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) è realizzato dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, in collaborazione con l’Ente Olivieri di Pesaro e il contributo di Arthemisia Group e con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro (Presidenza del Consiglio, Assessorati alla Bellezza e alla Crescita), Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ufficio VI – Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino). L’incontro prevede una prima parte, Ritratto di Cesare Lombroso, in cui sarà ripercorsa la vita e l’opera di Cesare Lombroso tramite letture, affidate a Silvia Melini, Francesca di Modugno e Luigi Sica, corredate da un ricco materiale iconografico. A seguire, gli interventi di Riccardo Paolo Uguccioni (presidente dell’Ente Olivieri), Riccardo Cecchini (direttore del Museo alle Stufe, ASUR Area Vasta 1) e infine di Roberto Vecchiarelli che (coadiuvato dagli attori Giorgio Donini e Giuseppe Esposto) presenterà la sua nuovissima pubblicazione: Cronache dal manicomio. Cesare Lombroso e il giornale dei pazzi del manicomio di Pesaro.

 

 

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi, attori come Annibale e Ave Ninchi, partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini, sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera. E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

In ricordo di Antonio Brancati

In ricordo di Antonio Brancati

 

Pesaro, 7 marzo 2017 ore 18,00

 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e l’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani propongono per martedì 7 marzo p.v. alle ore 18,00 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) – piazza Antaldi, 2 - un momento di ricordo per Antonio Brancati.

 

Aderiscono al ricordo, che si avvale della collaborazione del Circolo della stampa/Pesaro, l’Accademia Agraria di Pesaro, l’Accademia Raffaello di Urbino, il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, la Fondazione “G. Rossini” di Pesaro, l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano-comitato di Pesaro e Urbino, il Rotary Club Pesaro.

 

L’illustre scomparso, che per tanti anni è stato un punto di riferimento nelle iniziative culturali della provincia di Pesaro e Urbino, verrà ricordato dall’amico e sodale prof. Giorgio Benelli.

Ovidio: miti in metamorfosi

Si comunica che per indisponibilità della docente il primo incontro del ciclo è rinviato a giovedì 16 marzo, stesso orario e stessa sede.

 

L’enigma Ovidio: l’artista e il suo tempo è il titolo del primo incontro del ciclo su Ovidio che Claudia Rondolini, docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino, terrà giovedì 9 marzo alle 18.00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza 97 – Pesaro).

 

Omnia mutantur, nihil interit (Metamorphoses, XV, 165)

 (“Tutto si trasforma, nulla perisce”)

 

   Il corso, strutturato in quattro incontri, intende approfondire alcuni aspetti dell’opera epico-mitologica “Metamorfosi” di Ovidio, composta dall’1 all’8 d.C.

   Il “poema-mondo”, come da alcuni esegeti è stato definito, costituisce una summa del genere epico precedente all’Autore: poema cosmogonico sulle orme di Esiodo ma anche didascalico, laddove assume, come giustificazione al perenne mutamento dei corpi, la teoria della metempsicosi  pitagorica.

   A differenza degli illustri predecessori del genere epico, in modo particolare Omero e Virgilio, Ovidio non concentra su un unico eroe il dipanarsi della vicenda mitica ma moltiplica i personaggi che si susseguono in un ciclo continuo - perpetuum - di trasformazioni in una narrazione labirintica strutturata “a incastro” o “a cornice”.

Anche le divinità non sfuggono al principio del mutamento e sono viste nella loro dimensione privata e turbate da passioni umane.

   Se non esiste una personalità eroica unificante o un centro narrativo l’immagine del poema è, a detta di Charles Segal, “proprio la metamorfosi: non l’essere ma il divenire, non l’essenza ma l’esistenza, non l’eternità ma il cambiamento, non il messaggio ma il medium. E’ un mondo di emozioni labili, non di fatti; di tessiture, connessioni e tonalità piuttosto che di profili ben delimitati. […] L’arte latente del poema ne costituisce allo stesso tempo il tema e il contenuto evidente: ars adeo latet arte sua (X, 252: “tanta è l’arte che nell’arte si cela”)”.

   Italo Calvino vede nella “leggerezza” e nella “rapidità” i pregi della scrittura di Ovidio e associa il procedimento compositivo dell’autore latino al “principio del cinematografo: ogni verso come ogni fotogramma dev’essere pieno di stimoli visuali in movimento.”

   Il poeta W. H. Auden affermava che le Metamorfosi sarebbero state il poema del XXI secolo e, a ben pensarci, la fluidità e il perenne divenire del narrare ovidiano ben si addicono alla visione contemporanea della “società liquida”  teorizzata da Zygmunt Bauman.

   Ma Ovidio è stato autore amato e imitato in molte epoche: nel Medioevo l’aetas Ovidiana, tra l’XI e il XII secolo, vede concentrarsi l’interesse sui carmina amatoria come fondamento dell’amor cortese e sulle Metamorfosi come “enciclopedia” del mito classico. Nel Rinascimento il poema ariostesco con la sua struttura labirintica richiama la fuga compositiva del modello ovidiano. La letteratura barocca assorbe da Ovidio la lezione della molteplicità e il gusto della accumulazione, nonché il principio fondativo stesso della metamorfosi: nell’Adone di G.B. Marino il cuore del giovane amato da Venere, ucciso da un cinghiale, viene trasformato in un bellissimo fiore di anemone.

 

   Altro campo di indagine imprescindibile è quello relativo al rapporto di Ovidio con il suo tempo. Sappiamo dai testi successivi alle Metamorfosi, in modo particolare dai Tristia e dall’Epistolae ex Ponto, che il Poeta cadde in disgrazia sotto il principato di Augusto e subì la relegatio a Tomi (l’odierna Costanza) sul Mar Nero, dove morì nel 17 d.C.

“Duo crimina, carmen et error” con queste parole Ovidio stesso nei Tristia fa cenno alla sua disgrazia. Il “carmen” è stato identificato, con una certa sicurezza, con l’Ars amatoria, testo che poteva, soprattutto nell’ultimo libro, non essere in linea con la politica moralizzatrice intrapresa da Ottaviano; per l’“error”si ipotizza un coinvolgimento del Poeta nello scandalo che vide protagonista Giulia Minore, nipote del princeps. Ovidio, nonostante le suppliche, non fu mai perdonato.

   A noi sembra che meglio di ogni altro il Poeta abbia saputo interpretare lo spirito di un’epoca: non era, in fondo, il cambiamento istituzionale di Ottaviano dalla res publica al principato una “metamorfosi” politica?
Non sarà stato un caso che Giuliano l’Apostata ne “I Cesari” attribuì allo scaltro Ottaviano l’appellativo di  “camaleontico”…

 

Claudia Rondolini, laureata in Lettere Classiche  presso l’Università degli Studi di  Urbino, è docente di lettere presso l’istituto “Raffaello” di Urbino. E’ componente del Consiglio Direttivo dell’”Associazione Amici della Prosa” per il triennio 2015-2017, ente per il quale cura il rapporto con le scuole. Nell’ambito del GAD Festival 2014 e 2015 ha partecipato all’iniziativa “Autori in anteprima”. Ha collaborato con AMAT (Associazione Marchigiana per l’Attività Teatrale) a progetti  indirizzati agli studenti delle scuole superiori  per una fruizione consapevole dello spettacolo teatrale. E' ideatrice e coordinatrice del progetto “Crescendo per Rossini”, promosso da Rossini Opera Festival e Fondazione Rossini, iniziativa volta a diffondere la conoscenza del melodramma tra i giovani. E’  inoltre  tra gli organizzatori  e componenti della giuria del premio letterario “La donna si racconta”.Nel  novembre 2015  ha tenuto un ciclo di incontri sulla Vita nova di Dante, presso la Biblioteca Oliveriana, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.

Il ciclo di conferenze su Ovidio a cura di Claudia Rondolini – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo “T. Mamiani” rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Prossimi appuntamenti della rassegna presso la Biblioteca Oliveriana alle ore 18.00:

giovedì 16 marzo 2017, Metamorfosi: la poeticità del mutevole

giovedì 23 marzo 2017, Storie di eroi ed eroine

giovedì 30 marzo 2017, Il mito nel tempo

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

100 anni di storia postale della provincia di Pesaro e Urbino

Ente Olivieri e Circolo Filatelico Numismatico Pesarese di nuovo insieme sulla ribalta filatelica. 

Dopo la mostra organizzata nel 2014, in occasione dell’emissione da parte di Poste Italiane del francobollo dedicato alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro, l’Ente, con la collaborazione del Circolo Filatelico, allestirà una mostra denominata “100 anni di storia postale della provincia di Pesaro-Urbino”, che sarà inaugurata sabato 4 marzo, alle ore 10, nella sede  della Biblioteca Oliveriana,  via Mazza, 97. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 11 marzo 2017, secondo gli orari della biblioteca (lunedì-venerdì, 8. 30- 18.45, sabato 8.30-13.00).

Sarà esposta una selezione della collezione di storia postale che il curatore, Romano Casabianca, pesarese, socio del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese, ha donato all’Ente Olivieri:  un’ampia raccolta di documenti postali (lettere, cartoline, documenti ricchi di annulli, bolli e timbri, alcuni di notevole pregio)  dal periodo pontificio all’epoca contemporanea,  che formano un pregevole “unicum”, riguardante le località che storicamente hanno avuto nella provincia la dimensione istituzionale di comune, esercitandone le relative funzioni.

La mostra, che proporrà una selezione di circa 250 fogli (ciascuno con uno, o più documenti  postali, fra i più significativi), si ripromette di conseguire importanti obiettivi: valorizzazione e divulgazione della filatelia; conoscenza, da parte di un vasto pubblico, del patrimonio della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (nel caso di specie documenti di storia postale, che non sono particolarmente noti);  arricchimento culturale dei soci del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese e della cittadinanza; incremento della cultura filatelica di base della comunità: condizione indispensabile per favorire l’accrescimento del collezionismo filatelico.

La storia postale è il frutto di un collezionismo che non si limita soltanto alla lettura del francobollo, ma che studia in modo comparato l’organizzazione dei servizi postali, concentrando la sua attenzione sull’intero documento postale, sull’oggetto cioè, inoltrato attraverso il servizio postale. La storia postale è  destinata ad avere un crescente interesse, perché, essendo in grado di approcciare personaggi e avvenimenti storici con il fascino dei documenti postali, supera il concetto di “raccolta di francobolli”  e sviluppa quello di “ricerca e di testimonianza”.

Il Consiglio Direttivo del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese ha richiesto l’attivazione, nella mattina del 4 marzo prossimo, nella sede della mostra,  dell’Ufficio Postale Distaccato di Poste Italiane, dotato di annullo speciale figurato, secondo bozzetto dell’artista pesarese, Clemente Rizzatti , socio del circolo, che si ringrazia e ha dato alle stampe una cartolina ufficiale commemorativa della mostra e un erinnofilo, che potranno essere acquisiti  sia nella mattina del 4 marzo, sia durante l’apertura della mostra.

                                                                                                                                             

Ingresso libero

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.pu,it

Teologia e libertà - Luigi Alfieri

TEOLOGIA e LIBERTÀ

***

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

Il 3 marzo 2017 alle ore 17,00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana il prof. Luigi Alfieri, ordinario di Antropologia sociale presso la Scuola di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, terrà il secondo incontro del ciclo Teologia e libertà dal titolo Erasmo, Moro, Müntzer: tra riforma, utopia e rivoluzione.

La categoria storiografica “Rinascimento” produce enormi difficoltà riguardo all’inquadramento dei fenomeni che vi ricadono. Tendiamo a isolarla, quasi un’“epoca d’oro” fuori del tempo, oppure, la consideriamo come l’inizio del nostro mondo, l’avvio della “modernità”. Dovremmo ripensarla come la fine, grandiosa e tragica, del Medioevo. In  particolare, come l’esplosione finale di tensioni e conflitti che attraversavano la Chiesa, e il mondo cristiano in generale, già da secoli. Il vero e proprio conflitto tra Lutero e il Papato non scoppia subito, con le 95 Tesi, ma nel momento in cui Lutero riconosce pubblicamente di condividere aspetti della teologia hussita, in cui a propria volta confluiscono elementi di valdismo, di patarinismo ecc. La Riforma è un punto di coagulo di fermenti antichissimi che esplodono a contatto con altri fermenti sociali e politici: il rapporto tra principi tedeschi e impero, le frustrazioni della piccola nobiltà, l’insopportabilità della condizione dei contadini. Lutero e Müntzer, divisi da un odio feroce, esprimono le due tendenze opposte di una linea che potremmo comunque definire rivoluzionaria. Lutero sposa la causa della piccola nobiltà e le rivendicazioni di autonomia dei principi, Müntzer collega l’attuazione della purezza cristiana e il sovvertimento dell’ordine sociale. Erasmo e Moro incarnano piuttosto, nobilmente, una linea conservatrice, perseguendo una linea di riforma e purificazione all’interno delle istituzioni. Müntzer sarà sconfitto, Lutero vincerà ma ad un prezzo pesantissimo, Moro pagherà con la vita la ricerca di un equilibrio impossibile, Erasmo morirà tanto venerato quanto isolato, sconfitto dalla sua stessa incapacità di schierarsi.  

Luigi Alfieri (Siracusa, 1951) è ordinario di Antropologia sociale nella Scuola di Scienze Politiche e Sociali, di cui è Presidente, presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”. Si è occupato del pensiero di Nietzsche, di Hegel, di mitologia e di simbolica politica, con particolare attenzione al problema del rapporto tra violenza e ordine. Ultimamente si è dedicato alla delineazione di un’antropologia filosofica della guerra. Tra le sue pubblicazioni, si ricorda La stanchezza di Marte. Variazioni sul tema della guerra, Perugia, Morlacchi, 2008, II ed. accresciuta 2012. 

I prossimi incontri:

mercoledì 5 aprile: Franco Cardini, Da Bartolomè De Las Casas alle reducciones guaranì: tra la scoperta del nuovo mondo e la ricerca di un mondo nuovo

venerdì 5 maggio: Graziano Ripanti, , Franz Rosenzweig: tra teologia ebraica e suggestione cristiana

giovedì 1° giugno: Carmelo Dotolo, Gustavo Gutierrez Merino, Rutilio Grande Garcìa, Jorge Mario Bergoglio: un continente tra teologia della liberazione e teologia del popolo

fine giugno (data da definire): Marco Cangiotti dialoga con Mario Tronti, Karl Schmitt, Ernst Bloch, Walter Benjamin: un continente tra teologia politica e teologia economica.

Il ciclo di incontri Teologia e libertà è promosso dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e del Comune di Pesaro e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Plauto - a cura di Roberto M. Danese

Plauto, il teatro comico antico e la cultura europea  è il titolo del primo incontro del ciclo su Plauto che Roberto Mario Danese, docente di Filologia classica, Fortuna della cultura classica, Letteratura e cinema presso l'Università di Urbino “Carlo Bo”, terrà martedì 7 febbraio alle 18.00 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza 97 – Pesaro).

Plauto è stato un grande drammaturgo della Roma antica, ma, in qualche modo, è anche un nostro grande contemporaneo. Il suo teatro comico, raffinatissimo e popolare, di grande rigore stilistico e di immediata presa sul pubblico, fu celeberrimo e venerato per tutta l'antichità, ma è rimasto sempre vivo e ha continuato a rinascere nei secoli successivi attraverso traduzioni, imitazioni, riscritture, che hanno dato vita alla grande commedia moderna e contemporanea, ormai diversa e lontana da Plauto, ma impossibile da concepire senza Plauto. Molière, Shakespeare, Ariosto, Machiavelli, Bibbiena, Lope de Vega, von Kleist e, se vogliamo, anche Pasolini e Saramago non avrebbero fatto tutto ciò che hanno fatto senza Plauto. I personaggi, gli episodi e le situazioni delle sue commedie sono diventati gli 'ingredienti' essenziali per intrecci comici di tutti i tempi, dal teatro, alla letteratura, al cinema. E l'efficacia, la trascinante 'forza comica' del teatro di Plauto funzionano ancora oggi sulle scene: Pseudolo, Pirgopolinice, Anfitrione e Sosia, le geniali maschere inventate da Plauto, continuano a far ridere noi come facevano ridere i Romani più di duemila anni fa.

Nel corso di questi brevi incontri cercheremo di capire come lavorava Plauto, perché le sue opere sono ancora importanti per noi e in che modo sopravvivono (e godono di buona salute) nella cultura del nostro tempo. Vedremo insomma perché Plauto è un marchio di qualità ora e sempre, un patrimonio dell'umanità che è necessario studiare, conservare e, soprattutto, rispettare.

 

Roberto Mario Danese è professore di Filologia classica, Fortuna della cultura classica, Letteratura e cinema nell'Università di Urbino Carlo Bo, dove dirige il Centro Internazionale di Studi Plautini. Si occupa di teatro latino arcaico e in special modo del teatro di Plauto, contribuendo all'Editio Plautina Sarsinatis. Nell'Ateneo urbinate ha fondato il Centro Teatrale Universitario Cesare Questa e dirige il Master Professionisti dell'Informazione Culturale. Fra i suoi studi sono comprese la filmologia, la ricezione dell'antico nella cultura moderna e contemporanea, l'antropologia del mondo antico, la traduzione per la scena, l'ecdotica dei testi teatrali antichi. È membro del Centro Studi sull'Atellana e, presso l'Università di Siena, del Centro Antropologia e Mondo Antico.

Il ciclo di conferenze su Plauto a cura di Roberto Mario Danese – è promosso dall’Ente Olivieri  e dall’Università dell’Età Libera, con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino

e del Comune di Pesaro e la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale. Ufficio VI-Ambito territoriale di Pesaro e Urbino e della Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Prossimi appuntamenti della rassegna presso la Biblioteca Oliveriana alle ore 18.00:

martedì 14 febbraio 2017

Plauto e il teatro moderno e contemporaneo: riscrivere e riportare sulla scena un classico

martedì 21 febbraio 2017

Plauto oggi fra letteratura teatro e cinema: istruzioni per l’uso

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

Il giocoso del Furioso con Stefano Bartezzaghi

“L’aventurosa sua fortuna”.

Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso

 

dicembre 2016 / febbraio 2017

auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.), ore 18.00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Venerdì 3 febbraio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Stefano Bartezzaghi, docente di Semiotica e Teorie della creatività presso l’Università IULM di Milano, terrà una conferenza dal titolo Il giocoso del Furioso.

Una famosa definizione di Italo Calvino dice che l'Orlando Furioso è il poema che si rifiuta di incominciare e di finire. Possiamo leggerla anche nel senso che, nascendo come sequel, già solo per questo il libro invita a essere proseguito a sua volta, frammentato, ritradotto in immagini, in drammi e melodrammi, in gioco. Battaglie, zuffe, amori, incantesimi, viaggi, mattane ricevono nei versi di Ariosto una rappresentazione che è già figura e si rendono disponibili alla ripetizione, alla variazione, al commento,  e questa disponibilità all'apertura intertestuale e crossmediale è una caratteristica che parla molto chiaro e che forse solo oggi è possibile intendere appieno.

Come dice Lina Bolzoni, sotto il testo di Ariosto corre un invito incessante alla lettura come viaggio, come acquisizione di una diversità di punti di vista e una revisione dei propri parametri di verosimiglianza; inoltre il gioco, il teatro, l'immagine, la magia sono già presenti nel testo. Che i posteri ne abbiano ricavato materialmente e vi abbiano sovrapposto spettacoli, illustrazioni, magie e giochi è allora semplicemente una risposta: l'accettazione del grande gioco a cui il poema li ha invitati.

Stefano Bartezzaghi (Milano, 1962) è un enigmista, un giornalista (collabora con La Repubblica, Vanity Fair), un docente universitario (insegna Semiotica e Teorie della creatività alla IULM di Milano). Ha scritto libri su storie e tecniche di giochi di parole, sul rapporto fra gioco e letteratura (Scrittori Giocatori, Einaudi, 2010; Una telefonata con Primo Levi, Einaudi, 2012), sul concetto di creatività (Il falò delle novità, Utet, 2013). Le sue pubblicazioni più recenti sono La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network: a che gioco stiamo giocando (Utet, 2016) e Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico (Bompiani, in corso di pubblicazione).

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info. Tel. 0721 33344 ;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

Teologia e libertà

TEOLOGIA e LIBERTÀ

***

Conversazioni tra ricerca teologica e possibilità storica

attraverso alcune bibliografie oliveriane

 

 

A 500 anni dalla pubblicazione di Utopia di Tommaso Moro e dalla rottura della Chiesa di Roma con l'avvio dello scisma luterano la Biblioteca Oliveriana di Pesaro in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini” di Urbino promuove un ciclo di incontri di natura storica su temi teologici a partire da alcuni testi conservati presso l’Oliveriana.

La più antica istituzione culturale di Pesaro intende esplorare un ambito del pensiero umano che fuoriesce in modo evidente da quelli frequentati finora, tramite conversazioni su autori e figure emblematiche, riscoprendo teologi, filosofi e pensatori – spesso “di frontiera”, quasi sempre di matrice cristiana – tesi all’incontro con altre teologie e culture, fino a determinare, in alcuni casi, una vera e propria sperimentazione di modelli civili e sociali. L’intento è di coinvolgere un pubblico più vasto, rispetto agli specialisti, su alcuni passaggi decisivi della storia europea e mondiale: momenti storici che si sono intrecciati con fenomeni religiosi e con diverse visioni teologiche, di cui sono rintracciabili tracce significative all’interno del patrimonio bibliografico dell’Oliveriana.

 

L'idea è mettere a fuoco l'intreccio teologia/libertà a partire dal XV secolo,  iniziando dall'originale opera del monaco umanista camaldolese Ambrogio Traversari, figura-ponte tra la Chiesa di Roma e la Chiesa d'Oriente a metà del '400, in particolare durante i lavori del concilio di Ferrara/Firenze, una figura in parte anticipatrice di alcuni aspetti e contenuti della Riforma del secolo successivo; il 30 gennaio 2017 alle ore 17,00 ne parlerà nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana il biblista e teologo camaldolese Salvatore Frigerio, a suo tempo curatore di una monografia sul Traversari.

A questo incontro ne seguiranno, con cadenza mensile, altri cinque: il successivo, con Luigi Alfieri, dell’Istituto urbinate, si soffermerà sui tentativi di riforma all'interno della Chiesa di Roma – Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro – e all'interno delle chiese protestanti – Thomas Muntzer ; il terzo, con Franco Cardini, ci riporterà alle teologie e alle vicende del Nuovo Mondo tra '500 e '700 – da Bartolomé de Las Casas alle reducciones guaranì; il quarto, con il filosofo Graziano Ripanti della Comunità dei Frati minori di via Passeri, cercherà di attualizzare l’originale figura del filosofo tedesco Franz Rosenzweig, figura sospesa all’inizio del Novecento tra ebraismo e cristianesimo; il quinto, con Carmelo Dotolo della Pontificia Università Urbaniana di Roma, proverà a ripercorrere le complesse vicende delle teologie latino-americane del XX secolo – dalla "teologia della liberazione" (Gustavo Gutierrez Merino), passando per il gesuita Rutilio Grande Garcia, fino alla corrente "teologia del popolo" (di cui è espressione Jorge Mario Bergoglio, l'attuale papa); il sesto, in forma di intervista di Marco Cangiotti, dell’Università di Urbino, a Mario Tronti, chiuderà il ciclo con una ricognizione sulle teologie politiche (ed economiche) europee del '900 tra Carl Schmitt, Ernst Bloch e Walter Benjamin.

 

 

AMBROGIO TRAVERSARI

tra esperienza monastica e umanesimo fiorentino

 

Ambrogio Traversari nacque il 16 settembre 1386 a Portico di Romagna, allora borgo della Romagna fiorentina. Era rampollo della famiglia dei Traversari che, perduta la signoria di Ravenna conquistata dai Da Polenta, si era ritirata nel piccolo borgo agli inizi del 1300. Figlio di Bencivenni e di Maria di Cenni Fabbri, all’età di 14 anni entrò, a Firenze, in un monastero benedettino di austera osservanza camaldolese, inoltrandosi nel cammino dell’ascesi monastica che lo impegnò per tutta la vita.

L’amico Niccolò Piccoli, conosciuto grazie all’abate Guidone, gli fu maestro nello studio e nell’approfondimento della lingua e della letteratura greca. Seguirono studi di teologia e l’apprendimento della lingua ebraica, di cui divenne maestro a sua volta. L’impegno culturale, monastico ed ecclesiale gli fece intessere una fittissima rete di rapporti con le maggiori personalità del suo tempo. Eletto priore generale della sua congregazione, ne curò la riforma e fu promotore del concilio di Firenze (1439) impegnandosi intensamente per il ritorno della Chiesa di Oriente e della Chiesa di Occidente all’unità da lui tanto desiderata. Morì pochi mesi dopo la chiusura del concilio, il 25 ottobre 1439.

 

Dom Salvatore Frigerio, nato a Como, è vissuto trent’anni a Milano dove ha studiato ed esercitato la professione di architetto fino al 1964, anno in cui è entrato nella congregazione dei Monaci Benedettini Camaldolesi presso l’eremo di Camaldoli. Ha affrontato successivamente a Roma gli studi teologici, biblici e liturgici presso la Facoltà teologica benedettina di S. Anselmo per proseguirli, in seguito, a Gerusalemme. Credendo fortemente nella laicità monastica non ha voluto ricevere l’ordinazione presbiteriale. A Camaldoli ha creato un laboratorio di arte liturgica nel quale si è dedicato al rapporto tra liturgia e architettura e alla progettazione di spazi liturgici, insegnando contemporaneamente Storia dell’arte e collaborando con accademie e facoltà universitarie.

Nel 1993 si è trasferito nel monastero di Fonte Avellana dove si è dedicato alla rivitalizzazione dello stesso monastero e a quella dell’identità camaldolese. Dal 1994 ha collaborato con un gruppo di lavoro della Regione Marche per la formulazione e la proclamazione, avvenuta nel 1996, della Carta di Fonte Avellana per la promozione del territorio appenninico. Nel 1997, con un gruppo di studiosi, ha creato il Collegium “Scriptorium Fontis Avellanae” con lo scopo di affrontare studi interdisciplinari intorno alle discipline umanistiche, con particolare attenzione alle provocazioni della storia contemporanea.

Dal dicembre 2007 è membro della comunità camaldolese dell’eremo di Monte Giove di Fano.

 

  

Ambrogio Traversari

Bibliografia Oliveriana

 

Palladius , De vita d. Ioannis Chrysostomi archiepiscopi Constantinopolitani, dialogus, Ambrosio monacho Camaldulense interprete, Venezia, Bernardino Vitali, 1533

 

Diogenes Laertius, De uita, & moribus philosophorum libri decem, nouissime iam post omnes omnium castigationes noua diligentia emendati, ad exemplaria Graeca diligenter collati, multisque uersibus, quos superiores editiones non habent, donati ... Cum indice in omnes libros locupletissimo, Colonia, Eucharius Cervicornus, 1535

Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Dionysius Areopagita, Opera. Translatio noua Ambrosii Florentini, philosophi, rhetoris & theologi luculentissimi, abbatisque generalis ordinis camaldulensis, Venezia, Al segno della Speranza, 1546

 

Diogenes Laertius, De vita et moribus philosophorum libri 10. Cum indice locupletissimo, Lione, eredi Sébastien Gryphius, 1559
Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Diogenes Laertius, De vita et morbus philosophorum libri 10. Recens ad fidem Graeci codicis diligenter recogniti. Cum indice locupletissimo, Lione eredi Sébastien Grypius, 1561

Traduzione di Ambrogio Traversari il cui  nome figura nella prefazione

 

Ambrogio Traversari, Latinae epistolae a domno Petro Canneto abbate Camaldulensi in libros 25. tributae variorum opera distinctae, et observationibus illustratae. Adcedit eiusdem Ambrosii vita in qua historia litteraria Florentina ab anno 1192 usque ad annum 1440. ex monumentis potissimum nondum editis deducta est a Laurentio Mehus Etruscae Academiae Cortonensis socio, Firenze, Tipografia Cesarea, 1759

 

Ambrogio Traversari, Traversariana: dieci lettere nuove del b. Ambrogio camaldolese e varie osservazioni sull’epistolario di lui pubbicate per il 5. Centenario della morte; seguono alcune lettere di Andrea (Fiocchi) da Firenze, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1939

 

Salvatore Frigerio, Ambrogio Traversari: un monaco e un monastero nell’umanesimo fiorentino, Camaldoli, Edizioni Camaldoli, 1988


Racconti di città. Concorso per scrittori e fotografi

Storie da musei, archivi e biblioteche:

concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire

 (V edizione speciale di Storie da biblioteca per MAB Marche)

 

 

Musei, archivi e biblioteche da raccontare in un concorso promosso dal MAB Marche

Cosa succede quando un gruppo di scrittori e fotografi si danno appuntamento nei nostri musei, archivi e biblioteche per raccontarne in quattro ore le peculiarità e scovarne i tesori nascosti? Di certo si tratterà di un meraviglioso viaggio al centro di un mondo tutto da scoprire, anche se ci appartiene già.

Ecco allora che il MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da ICOM, ANAI e AIB) in collaborazione con la Regione Marche – Assessorato alla Cultura e Servizio Politiche Sociali, l’Ombudsman delle Marche, l’Associazione culturale RaccontidiCittà e con StreetLib propone la quinta edizione di un concorso rivolto a tutti gli appassionati di lettura, scrittura e fotografia.

Gli elaborati racconteranno le istituzioni culturali e l’importanza che esse rivestono per le loro comunità di riferimento, con una particolare attenzione al tema della “cura”.

Armati di penna e macchina fotografica, avventuriamoci dunque fra le sale dei musei e tra i documenti di archivi e biblioteche in questo appassionante tour per ricostruire un’immagine dei nostri istituti culturali che vada al di là di ogni stereotipo.

La Biblioteca Oliveriana di Pesaro partecipa al concorso e gli aspiranti scrittori e fotografi sono invitati per giovedì 2 febbraio alle ore 14. Per iscriversi è necessario scaricare il modulo di iscrizione alla pagina http://www.mab-italia.org/index.php/comitatati/mab-marche/item/187-storie-da-biblioteca e seguire le indicazioni riportate. Prima dello svolgimento delle prove i partecipanti saranno inviati a visitare le “stanze segrete” dell’Oliveriana e verrà loro brevemente illustrata la storia dell’istituto pesarese e delle sue collezioni.

Per i vincitori, pubblicazione di un’antologia in eBook attraverso la piattaforma
StreetLib Selfpublish, buoni offerti da StreetLib da spendere nella piattaforma StreetLib Edit ed eReader offerti da MAB Marche.

Per informazioni
http://www.raccontidicitta.it/ cell.: 339 2971384; Biblioteca Oliveriana – biblio.oliveriana@provincia.ps.it, tel. 0721.33344

La strada per Pesaro. Irene Kriwcenko

La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

Da Kharkov a Pesaro: la storia di Irene Kriwcenko

Per non dimenticare

 

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione giunge al quinto appuntamento.

Dopo le appassionanti storie del poeta Nino Pedretti, delle partigiane Lea e Sparta Trivella, del botanico e naturalista Aldo J. B. Brilli-Cattarini e dello scrittore Dino Garrone è la volta di un’altra grande protagonista femminile: Irene Kriwcenko.

Un appuntamento che avrà luogo martedì 24 gennaio (nella settimana in cui viene celebrata il Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah) alle ore 18.00 presso l’Auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) e realizzato dall’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” in collaborazione con l’Ente Olivieri di Pesaro e il contributo di Arthemisia Group.

Di origine ucraina, nata a Karkhov nel 1924 – quando già da due anni l’Ucraina è una Repubblica Socialista Sovietica -, nel 1942, poco più che adolescente, Irene Kriwcenko viene deportata dai nazisti a Magdeburgo, in Germania, dove è costretta a vari tipi di lavoro forzato.

Durante la permanenza nel lager della ditta Shäffer und Budenburg conosce un italiano: Ivan Gramaccioni, Militare Internato. Irene e Ivan rimangono nelle baracche dei campi fino al momento della Liberazione, nel ’45, e nel settembre dello stesso anno si sposano in Italia.

Dopo un breve periodo trascorso ad Acqualagna, paese natale di Ivan, la giovane coppia si trasferisce a Pesaro. Irene (che morirà a Pesaro nel 2012), sarà tra i fondatori dell’Inlingua School pesarese e lavorerà come traduttrice ad Ancona, Rimini, Urbino e anche alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Nel 2010 è stato pubblicato un interessante volume (vincitore, l’anno dopo, della XII edizione del Premio di Scrittura femminile "Il paese delle donne") intitolato La deportazione femminile. Incontro con Irene Kriwcenko. Da Kharkov a Pesaro una storia in relazione”, curato dalle studiose Maria Grazia Battistoni, Rita Giomprini, Anna Paola Moretti, Mirella Moretti, con la prefazione di Daniela Padoan. Tramite un rigoroso lavoro di ricerca storico-geografica la testimonianza di Irene Kriwcenko è stata posta in relazione dalle stesse Autrici con i tragici avvenimenti dell’epoca e con altre testimonianze di deportazione femminile.

E proprio Maria Grazia Battistoni e Anna Paola Moretti saranno le ospiti relatrici dell’incontro.

Dopo la ricostruzione del percorso biografico di Irene Kriwcenko - affidato alle letture di Jessica Tonelli, Lorenzo Quaranta e Susanna Berti, corredate da un ricco supporto documentario e iconografico (gentilmente messo a disposizione da Elena Gramaccioni, figlia di Irene Kriwcenko) – la parola passerà alle due relatrici.

A Grazia Battistoni spetterà il racconto dell’incontro con Irene e della sua preziosa testimonianza, esemplare intreccio di memoria individuale e storia collettiva.

Anna Paola Moretti inquadrerà la deportazione all'interno della guerra totale e parlerà delle “diverse deportazioni”, dei vari tipi di lager nazisti e delle deportazioni dall'Italia.

Un’attenzione speciale sarà dedicata all’importanza delle memorie delle sopravvissute per comprendere la deportazione femminile, le strategie di sopravvivenza e il trauma del ritorno alla quotidianità e alla “normalità”.

Concluderà la serata un omaggio musicale alla memoria della Shoah del violoncellista Vladimir Zubinski.

Un’altra buona occasione per non dimenticare.

La rassegna di incontri La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, ideata e diretta da Lucia Ferrati, è dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori” e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro.  Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi, attori come Annibale e Ave Ninchi, partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini, sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni.

Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi.

Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera. E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città.

Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

Con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro (Presidenza del Consiglio, Assessorati alla Bellezza e alla Crescita), Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ufficio VI – Ambito territoriale della Provincia di Pesaro Urbino) e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

 

Info www.oliveriana.pu.it; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; tel. 0721 33344

Ariosto oggi

“L’aventurosa sua fortuna”.

Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso

 dicembre 2016 / febbraio 2017

auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.), ore 18.00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Sabato 21 gennaio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Stefano Jossa, docente presso la Royal Holloway University of London, terrà una conferenza dal titolo Ariosto oggi.

Tolkien, Borges, Calvino, Jim Jarmusch e Silvio Soldini: che c'entrano con Ariosto? Tradizionalmente considerato il "campione del Rinascimento italiano", l'Orlando furioso viene sempre più spesso riproposto come il classico che meglio ci consente di interpretare ed esprimere il nostro tempo di ricerche espressive, dubbi esistenziali e incertezze politiche. A partire da riletture e riscritture di autori contemporanei, dalla letteratura al cinema, alla pittura e ai fumetti, si discuterà dei motivi per cui un poema di cinquecento anni fa può essere ancora tanto produttivo nella cultura contemporanea. 

 

Stefano Jossa insegna letteratura e cultura italiane alla Royal Holloway University of London. Tra i suoi libri più importanti si segnala la monografia su Ariosto pubblicata da il Mulino nel 2009, oltre a vari studi sulla letteratura e identità italiana (L'Italia letteraria, il Mulino, 2006; Un paese senza eroi. L'Italia da Jacopo Ortis a Montalbano, Laterza, 2013; Scritture di resistenza. Sguardi politici dalla narrativa italiana contemporanea, Carocci, 2014).

 

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ultimo appuntamento della rassegna presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio (g.c.), ore 18,00:

venerdì 3 febbraio 2017

Stefano Bartezzaghi, Università IULM di Milano

Il giocoso del Furioso

I quattro tremori del giardino

I quattro tremori del giardino

di Jean Portante

 

Lunedì 16 gennaio 2017, alle ore 11.00,  nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97), il Liceo Artistico “Scuola del Libro” di Urbino, in collaborazione con la Biblioteca Oliveriana, organizza un incontro con il poeta Jean Portante, nato nel 1950 a Differdange (Lussemburgo) da genitori italiani, provenienti dall'Abruzzo. L'autore presenterà il suo libro di poesie, I quattro tremori del giardino (La vita felice, Milano, 2016), ultima produzione di un corpus che comprende una quarantina di libri tra poesie, romanzi, saggi, e pièces teatrali, tutti ampiamente tradotti.

Il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Pesaro-Urbino, dott.ssa Marcella Tinazzi, e il Dirigente della “Scuola del Libro” di Urbino, prof.ssa Bianca Maria Pia Marrè, indirizzeranno un saluto all'autore e al pubblico presente. Seguirà l'inaugurazione della mostra di illustrazioni dedicate al libro di poesie presentato da Jean Portante, realizzate dagli allievi del I e II Perfezionamento della “Scuola del Libro” di Urbino.

La mostra resterà aperta dal 16 gennaio al 18 febbraio 2017 con il seguente orario: dal lunedì al venerdì, ore 8.30-18.30, sabato ore 8.30-13.00.

Jean Portante, membro dell’Académie Mallarmé di Francia dal 2006, ha ricevuto diversi premi tra cui il Grand Prix d’automne della Société des gens de lettres (2003) e il Prix National del Lussemburgo (2011), entrambi per l’insieme della sua opera; il Prix Mallarmé per il libro L’étrange langue e due volte il Prix Servais, nel 1993 per il miglior libro dell’anno in Lussemburgo con il romanzo Mrs. Haroy ou la mémoire de la baleine e nel 2016 con il suo ultimo romanzo, L’architecture des temps instables.

Da venticinque anni Jean Portante si dedica a un grande lavoro di traduzione, importando nel campo letterario francofono importanti voci poetiche provenienti da altri paesi, come quelle di Juan Gelman, Jerome Rothenberg, Gonzalo Rojas, Jorge Boccanera, Ulrike Draesner, Maria Luisa Spaziani, Valerio Magrelli, Edoardo Sanguineti e molti altri. Dirige inoltre le riviste «Transkrit» in Lussemburgo e «Inuits dans la jungle» in Francia e le collane Cahiers latins delle edizioni Caractères et Les Passeurs d’Inuits delle edizioni Le Castor Astral.

 

Opere in traduzione italiana:

Aperto chiuso. Poesie. Edizione EUROMA, Roma, 1994

La morte del padre. Poesie. En plein edizioni, Milano, 1999

Mrs. Haroy o la memoria della balena. Romanzo. Empiria. Roma, 2009.

La cenere delle parole. Poesie. Empiria, Roma, 2011.

Voglio dire. Poesie. La vita felice, Milano, 2012.

I quattro tremori del giardino. Poesie. La vita felice, Milano, 2016

Meditazioni ariostesche. Passioni, follia, ironia nell'Orlando furioso

“L’aventurosa sua fortuna”.

Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso

 

dicembre 2016 / febbraio 2017

auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.), ore 18.00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Sabato 14 gennaio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Fabrizio Bondi, assegnista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, terrà una conferenza dal titolo Meditazioni ariostesche. Passioni, follia, ironia nell'Orlando furioso.  

L'intervento intende, anche alla luce delle più recenti acquisizioni della critica, tornare a interrogare alcuni elementi nodali dell'interpretazione del capolavoro ariostesco, a partire dal centrale problema della follia. Quest'ultima ha sempre rappresentato uno scoglio assai arduo per tutti i lettori del Furioso. Si tratta di un tema tragico o comico? Qual è il rapporto tra la “follia del mondo” e la peculiare follia di Orlando? E quali sono le analogie e differenze con le altre celebri rappresentazioni della follia dei grandi autori della modernità, da Erasmo a Cervantes?

Strettamente legati al tema della follia sono gli altri due nuclei, uno ancora tematico e l'altro retorico-stilistico: le passioni e l'ironia. Cosa si intende quando si afferma che l'Orlando furioso sarebbe un grande e variegato repertorio delle “passioni” umane? Cosa si intendeva per “passione” ai tempi di Ariosto? Infine, si toccherà il problema dell'ironia, cioè forse la principale categoria interpretativa che, a partire dall'età romantica, è stata applicata al poema. Attraverso la semantica storica, si cercherà di comprendere come ai tempi di Ariosto si intendeva il concetto che noi rubrichiamo sotto il termine “ironia”.

Le risposte a queste domande verranno cercate prima di tutto nel testo del poema, ma pure affidandosi largamente a quello specchio - rivelatore anche quando deformante - che è la ricezione: critica, ma soprattutto figurativa. Illustrazioni librarie e opere figurative ispirate all'Orlando saranno infatti, per così dire, le co-protagoniste della conferenza.

 

Fabrizio Bondi si è formato a Parma alla scuola di Marzio Pieri, perfezionandosi quindi alla Normale di Pisa (dove è attualmente assegnista di ricerca) sotto la guida di Lina Bolzoni. È stato per due anni borsista all’Istituto Italiano di Studi Storici Benedetto Croce di Napoli e Gastdozent all’Università di Münster in Westfalia. Si è occupato soprattutto di scritture rinascimentali, barocche e contemporanee, con una particolare attenzione agli intrecci e alle interazioni della letteratura con altre forme del discorso (politico, filosofico, storico, ecc.), nonché con altre arti e tipologie mediali. Ha edito la Maschera iatropolitica di Francesco Pona (Trento 2004) e il Trattato delle passioni dell’animo di Pomponio Torelli, in corso di pubblicazione per Guanda; in uscita è anche una sua monografia dal titolo Il principe per emblemi. Letteratura e immagini del politico fra Cinquecento e Seicento (Edizioni del Mulino). È stato organizzatore e direttore scientifico di alcuni festival di poesia contemporanea.

 

 

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana, a cura di Brunella Paolini.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

 

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

 

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

 

 

Prossimi appuntamenti della rassegna presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio (g.c.), ore 18,00:

sabato 21 gennaio 2017

Stefano Jossa, Royal Holloway University of London

Ariosto oggi

 

venerdì 3 febbraio 2017

Stefano Bartezzaghi, Università IULM di Milano

Il giocoso del Furioso

Furiosi oliveriani - 17 dicembre 2017

Sabato 17 settembre l’Ente Olivieri propone un insieme di appuntamenti: l’inaugurazione di una mostra, la presentazione di un catalogo e l’avvio di un ciclo di conferenze. Il motivo conduttore è il 500° della prima edizione dell’Orlando furioso, nella consueta valorizzazione del patrimonio oliveriano.

Questa la sequenza delle iniziative:

Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – 61121 Pesaro) ore 16,30

Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana, mostra di cura di Brunella Paolini

Inaugurazione mostra e presentazione del catalogo Dall’Oliveriana. Due anni di esposizioni 2015-2016

Auditorium di palazzo Montani Antaldi (piazza Antaldi, 2 – 61121 Pesaro) ore 18,00

“L’aventurosa sua fortuna”. Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso, ciclo di conferenze a cura di Chiara Agostinelli

Alle 16,30 si inizia con l’inaugurazione dell’esposizione Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana, organizzata a ricordo dei 500 anni dalla prima uscita dell’Orlando furioso, avvenuta il 22 aprile 1516 per opera di Giovanni Mazzocchi.

Per l’occasione, viene mostrata una consistente parte della collezione bibliografica donata alla Biblioteca Olivieriana dagli eredi di Giuseppe Picciola negli anni ‘50. Il fondo è costituito da qualche migliaio di volumi tra i quali spiccano in particolare le oltre cento diverse edizioni del poema ariostesco. Tra queste sono state selezionate quelle illustrate che, essendo il Furioso uno dei testi che maggiormente ha ispirato gli illustratori per i suoi caratteri fantastici e originali, si sono susseguite in gran numero dalla prima edizione di Giolito degli anni ’40 del XVI secolo, fino alle pubblicazioni a noi contemporanee. Nelle stanze oliveriane sarà possibile osservare come l’Orlando furioso, diventato già dalle prime edizioni un best seller della letteratura, sia stato variamente illustrato nel corso dei secoli. Si ricorderà, inoltre, la figura di Giuseppe Picciola, patriota irredentista e letterato, nato in Istria nel 1859 e morto a Firenze nel 1912, il quale visse a Pesaro per diversi anni dopo il matrimonio con Beatrice Vaccai e dove fu insegnante e preside.

Nel corso dell’inaugurazione, sarà presentato il catalogo di Brunella Paolini, Dall’Oliveriana. Due anni di esposizioni 2015-2016, che propone la narrazione anche attraverso immagini delle iniziative promosse dall’Ente Olivieri, a partire dal 750° della nascita di Dante all’anniversario di Aldo Manuzio, fino al ricordo dell’entrata italiana nella Grande Guerra, tutte realizzate con l’intento di far conoscere e promuovere il patrimonio oliveriano, in parte ancora ignoto a molti concittadini.

Come strenna natalizia, i partecipanti riceveranno in omaggio una copia del catalogo.

Alle 18,00 ci si trasferisce a palazzo Montani Antaldi.
Le celebrazioni per l’Orlando furioso proseguono infatti nell’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, dove inizierà il ciclo di conferenze, curato da Chiara Agostinelli, “L’aventurosa sua fortuna”. Incontri ariosteschi a 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso. Un ciclo che intende offrire al pubblico occasioni per sondare alcuni aspetti della variegata fortuna dell’opera, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche, all’incisività di alcuni temi – come amore, follia e ironia – che più stabilmente si sono fissati nella memoria dei lettori, fino all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea,  fra cinema e letteratura; per chiudere, giocosamente, con un intervento sui meccanismi ludici del poema. Un’operaantica da riscoprire come cosa nuova, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.
Ad aprire il ciclo di conferenze sabato 17 dicembre 2016 è Serena Pezzini, coordinatrice del Centro di Elaborazione Informatica di Testi e Immagini nella Tradizione Letteraria (CTL) della Scuola Normale Superiore di Pisa, che racconterà “Il poema per figuras. Illustrazioni dell’Orlando furioso nelle edizioni del XVI secolo”. L’incontro sarà aperto da una lettura di Lucia Ferrati.

Serena Pezzini coordina il Centro di Elaborazione Informatica di Testi e Immagini nella Tradizione Letteraria (CTL) della Scuola Normale Superiore di Pisa. Fra le organizzatrici di alcuni importanti mostre dedicate negli ultimi anni all’Orlando furioso (Donne cavalieri incanti follia. Viaggio attraverso le immagini dell’Orlando Furioso, a Pisa; L’Orlando furioso e le arti. Testo e immagini, musica e teatro, all’Accademia dei Lincei di Roma), è autrice, fra l’altro, di numerosi saggi di argomento ariostesco pubblicati in riviste e volumi (fra questi L’Orlando Furioso nello specchio delle immagini, dir. da Lina Bolzoni, Roma, Treccani, 2014).

Prossimi appuntamenti del ciclo di conferenze, che si terranno sempre nell’auditorium (g.c.) di palazzo Montani Antaldi alle ore 18,00:

sabato 14 gennaio

Fabrizio Bondi, Scuola Normale Superiore di Pisa

Meditazioni ariostesche. Passioni, follia, ironia nell'Orlando furioso   

 

sabato 21 gennaio

Stefano Jossa, Royal Holloway University of London

Ariosto oggi

 

venerdì 3 febbraio

Stefano Bartezzaghi, Università IULM di Milano

Il giocoso del Furioso


L'iniziativa è organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con il Liceo T. Mamiani di Pesaro, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

 

Accesso libero fino ad esaurimento dei posti

Liberiamo l'Oliveriana - 2

Liberiamo l’Oliveriana - 2
Iniziativa di promozione e sensibilizzazione a favore della
Biblioteca Oliveriana di Pesaro

 

Domenica 20 novembre dalle 16.30 alle 18.30, in occasione della terza edizione di Santa Cecilia Street, durante la quale anche la Biblioteca Oliveriana sarà sede di una esibizione di Sebastiano Severi che al violoncello suonerà Paul Hindemith e Gaspar Cassadò (ore 17), si ripropone l’iniziativa Liberiamo l’Oliveriana - 2.

Tra i volumi “doppi” che, per mancanza di spazio, la Biblioteca Oliveriana non ritiene di conservare (molti di essi sono interessanti per lo stretto legame con la storia della città e del territorio), ne sono stati scelti alcuni da cedere, a offerta di modico valore, a chi visiterà la biblioteca: utenti abituali e cittadini, ma anche curiosi e turisti. La cessione di questi libri, oltre a liberare spazio, aiuterà ad attivare una raccolta fondi per l’acquisto di nuove collezioni.

A questa campagna di sensibilizzazione a sostegno della biblioteca possono contribuire tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati al mantenimento e sviluppo dell’antica istituzione cittadina. E tanti cittadini, che magari non ne hanno avuto fino ad oggi l’occasione, potranno finalmente visitare la Biblioteca Oliveriana e le sue collezioni.L’iniziativa sarà attiva fino al 23 dicembre nei normali orari di apertura della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì: 8,30-18,45; sabato 8,30-13).

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721-33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Il cardinale e l'erudito

 

IL CARDINALE E L’ERUDITO

Pesaro, l’Italia e l’Europa in mille lettere tra il cardinale Giuseppe Garampi di Rimini e il nobile Annibale Olivieri di Pesaro

La conferenza, a cura dell’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, in collaborazione con l’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani e con il Rotary Club Pesaro, che ha elargito una borsa di ricerca sull'argomento, si terrà sabato 5 novembre alle ore 17.30 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c.) – piazza Antaldi 2, Pesaro -.

Protetto dai mobili in legno massiccio della Biblioteca Oliveriana di Pesaro c’è un piccolo tesoro fatto di carta, inchiostro e di oltre mille timbri in ceralacca rossa: la corrispondenza privata tra uno dei più prolifici storici ed eruditi della Pesaro pontificia ed uno dei più influenti cardinali del XVIII secolo. Annibale Olivieri e Giuseppe Garampi, due spiriti affini che si sostennero ostinatamente l’un l’altro nel perseguire una vita degna di umanisti rinascimentali: fini eruditi, appassionati di storia e di antiquaria e bibliofili accaniti, il tutto sullo sfondo di un secolo impetuoso che avrebbe visto l’apice e la sanguinosa fine dell’Ancien Régime. La loro profonda e intensa amicizia fu fatta di pochi intensi e attesi incontri, ma soprattutto di un rapporto epistolare lungo mezza vita: quarantacinque anni di lettere che diventano oggi testimonianze privilegiate del loro rapporto e di un mondo che – nel bene e nel male – è scomparso più di due secoli fa.

L’epistolario Garampi-Olivieri è una vera e propria panoramica sul Settecento europeo. Ci dà una visione d’insieme passibile di essere scomposta ed analizzata mille volte, ottenendo ogni volta un quadro diverso analizzando le loro riflessioni politiche e teologiche, i resoconti di dispute nobiliari e questioni familiari, il valore prosopografico e storico dei dettagli sociali, economici e politici del tempo. Queste lettere permettono di guardare al XVIII secolo con uno sguardo puro, talvolta ingenuo, ma quasi mai mediato dai filtri che necessariamente vengono posti in opere coeve pensate per la pubblicazione e l’ampia circolazione. È un mondo smisurato che si compone davanti al nostro sguardo fluendo da timide confidenze, sincerità amicali e la struggente voglia di potersi confidare un giorno faccia a faccia, senza carta, inchiostro e i tremori dovuti all’irruenza della gioventù, alla fretta della maturità o ai tremori della vecchiaia.

L’epistolario Garampi è stato consultato e studiato da ricercatori di tutta Europa ma mai nessuno aveva pensato di effettuare un lavoro sistematico su tali documenti. La collaborazione fra Biblioteca Oliveriana e Rotary Club di Pesaro ha restituito prestigio a questo piccolo gioiello attraverso la completa digitalizzazione e trascrizione dei documenti, un’opera di indicizzazione dei migliaia di personaggi, opere, luoghi e istituzioni citati, nonché uno studio storico-letterario che emergerà con compitezza in una serie di articoli previsti per il prossimo futuro. Questa nuova tranche di studi ha inoltre permesso di rintracciare lettere inedite conservate presso l’Archivio Segreto Vaticano di Roma e di indirizzare ulteriori future ricerche verso gli archivi di Vienna e di Varsavia. Si tratta insomma di un lavoro di respiro europeo che apre spiragli di collaborazioni con alcune delle più importanti istituzioni culturali del continente.

Questo incontro porterà alla scoperta di due personaggi incredibili quali sono stati Annibale Olivieri e Giuseppe Garampi, interpreti lucidi e severi dei propri tempi, capaci di restituirci riflessioni e idee da prospettive inedite ed estremamente curiose. Si parlerà della vita di uno dei cardinali che ha cambiato i destini dell’Europa moderna, arrivando a sfidarne il suo più grande Impero; delle vicende e degli avvenimenti più particolari e incredibili di un secolo che ha cambiato per sempre la storia del mondo, ma soprattutto si parlerà di un’amicizia d’altri tempi che ha sfidato i secoli appoggiata sull’inchiostro di queste lettere, appassionata e vibrante come solo quella di due anime grandi poteva essere.

Francesco Del Bianco, pesarese (classe 1987), si diploma al liceo classico “T. Mamiani” di Pesaro per poi trasferirsi a Padova. Indirizzando i propri interessi verso la storia moderna e la storia delle religioni consegue la laurea triennale in Storia all’Università degli Studi di Padova discutendo una tesi sull’Antropologia e Psicologia delle Automutilazioni. Sempre all’Università di Padova consegue la laurea magistrale in Scienze Storiche, dedicandosi alla storia contemporanea extra-europea e presentando una tesi sui rapporti diplomatici sino-statunitensi e la politica statunitense dei diritti umani durante la Guerra Fredda. Prosegue il suo percorso accademico come studente e collaboratore del Centro Interuniversitario di Storia e Politica Euro-Americana. Durante l’esperienza universitaria inizia la sua collaborazione pluriennale con la Biblioteca Oliveriana, prima come tirocinante e poi come ricercatore storico per il “Gothic Ivory Project” in collaborazione con il Courtauld Institute of Art di Londra e infine per il progetto di censimento e mappatura preliminare del Fondo Perticari. Nel frattempo segue il progetto “Corrispondenza Garampi – Olivieri” in collaborazione con l’Archivio Segreto Vaticano in modo tale da rendere fruibile l’immenso epistolario settecentesco. Attualmente sta preparando una serie di articoli riguardanti l’epistolario stesso e la storia pesarese.

Con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

Info www.oliveriana.pu.it; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; tel. 0721 33344

 

La carta. I sogni - Viaggi immaginari da una mappa del '500

LA CARTA. I SOGNI

 VIAGGI IMMAGINARI DA UNA MAPPA DEL ʼ500

CAIMMI-MONTANARI-NIGRAZ-GUIDI-RAFFAELLI-CELIJA-SPIDER-CERRI-B.ORCIARI-FERRI-MULAZZANI-E.ORCIARI-BARONCIANI-SMACCHIA

A cura di Marco Savelli

Mostra dei disegni di 14 illustratori ispirati alla Oliveriana World Map, una carta nautica del 1508 conservata presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro.

Sala dello Zodiaco della Biblioteca Oliveriana

Inaugurazione sabato 22 ottobre 2016 ore 16,30

 Sarà presente Antonio Faeti

Le ricorrenze sono eventi tristi, scandiscono il tempo che se ne va senza curarsi di noi. Tuttavia il senso dell’attività umana si realizza nelle opere che produce e nel ricordo delle stesse.
La mostra La carta. I sogni. Viaggi immaginari da una mappa del ‘500 nasce appunto da più opere, da una ricorrenza e dal ricordo di un amico.

L’amico è Alberto Barbadoro, artista poliedrico, promotore di rassegne d’arte e curatore di mostre a Pesaro e altrove, dal 2010 graphic designer della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, prematuramente scomparso nell’estate del 2015: a un anno dalla sua morte, l’Ente Olivieri ne rinnova il rimpianto e il ricordo.

Una decina di anni fa poi, proprio nel 2006, Alberto Barbadoro propose nel Centro Arti Visive Pescheria una mostra intitolata Ai confini della realtà. L’arte dell’illustrazione dedicata a giovani illustratori di Pesaro. Forse non tutti i pesaresi lo sanno, ma nella loro città esiste una superlativa “scuola” di illustratori, che Barbadoro seppe invece riconoscere e incoraggiare, artisti che spesso hanno il comune denominatore della Scuola del Libro di Urbino o della scuola grafica di Massimo Dolcini e che in questi anni si sono imposti a livello nazionale e talvolta anche fuori d’Italia. Li abbiamo rintracciati proprio partendo dal catalogo del 2006, abbiamo convenuto su una collaborazione che innovasse la linea di comunicazione della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, abbiamo infine proposto loro una mostra di loro disegni suggerendo un tema, il grande Mappamondo Oliveriano, la carta nautica del 1508 che è uno dei tesori della biblioteca pesarese.

Il risultato è la mostra La carta. I sogni. Viaggi immaginari da una mappa del ‘500.  Il catalogo che l’accompagna è così un’occasione per discorrere del patrimonio oliveriano, la cui ricchezza è ogni volta una sorpresa, e per promuovere senza esitazione la modernità riflettendo sul passato e sul presente. Con i più vivi ringraziamenti a Franco Cardini, che ha prefato il catalogo, ad Antonio Faeti, che ha commentato le illustrazioni, a Marco Savelli, che ha ideato e diretto l’impresa.

(Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani; dall’introduzione del catalogo della mostra)

La mostra sarà visitabile fino al 30.11.2016 negli orari di apertura della Biblioteca (da lunedì a venerdì 8,30-18,45/sabato 8,30-13,00).

Il catalogo della mostra sarà in vendita presso la Biblioteca Oliveriana al prezzo di 16 euro; per il solo giorno dell’inaugurazione al prezzo scontato di 12 euro.

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e in collaborazione con Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Info www.oliveriana.pu.it; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; tel. 0721 33344

Storie di città. Pesaro

Una comunità a cavallo di due secoli

 

La conoscenza del passato, che già in sé è un’affascinante esperienza, è altresì una competenza che forgia la coscienza civile dei cittadini. Anche per questo l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani presenta nei quattro venerdì di ottobre 2016 un ciclo di conversazioni di storia, denominate Storie di città. Pesaro. Una comunità a cavallo di due secoli, che propongono spunti di riflessione su momenti diversi della storia contemporanea di Pesaro: la città prima e dopo il momento dell’unità nazionale, la difficile posizione dei cattolici dal non expedit al patto Gentiloni, la terribile prova del conflitto mondiale e, infine, la città nel regime fascista.

 

Questo il programma:

 

venerdì 7 ottobre, ore 17,30

Riccardo Paolo Uguccioni

Pesaro tra Stato pontificio e Regno unitario

 

Venerdì 14 ottobre, ore 17,30

Ernesto Preziosi

I cattolici a Pesaro tra Otto e Novecento

 

Venerdì 21 ottobre, ore 17,30

Luca Gorgolini

Pesaro e la sua provincia nella Grande guerra

 

Venerdì 28 ottobre, ore 17,30

Paolo Giovannini

Pesaro nel ventennio fascista

Le conferenze si svolgeranno nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana - via Mazza 97 – Pesaro.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

 

Riccardo Paolo Uguccioni è presidente dell’Ente Olivieri. Ha fondato con amici la Società pesarese di studi storici, di cui è presidente e della cui rivista, “Studi pesaresi”, è direttore responsabile.  Già docente a contratto di Storia moderna presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Urbino, è socio deputato della Deputazione di storia patria per le Marche, dell’Accademia agraria di Pesaro e dell’Accademia Raffaello di Urbino. Ha studiato aspetti di storia politica, sociale ed economica dell’Ottocento napoleonico e pontificio, occupandosi fra l’altro di censura politica, procedura giudiziaria, brigantaggio, viabilità, ferrovie, comunità ebraiche, leva militare, ecc., e approfondendo di recente il tema della carboneria. 

La conversazione investe il complesso periodo che, dopo la restaurazione del 1815, vede il diffondersi di nuove tendenze culturali e l’insorgere di nuove aspirazioni politiche cui lo Stato pontificio, sebbene non insensibile a certe novità, per sua stessa natura non potrà adattarsi. Anche dopo l’Unità nazionale, del resto, Pesaro vive una lacerazione tra patrioti progressisti e moderati, gli uni e gli altri portatori di esigenze contrapposte.

 

Ernesto Preziosi, oggi deputato al Parlamento, ha operato presso l'Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, come direttore delle Pubbliche Relazioni. Presiede il Centro studi storici e sociali (Censes). Già docente a contratto di Storia contemporanea e di Storia dei movimenti e dei partiti politici presso l'Università di Urbino, è autore di diversi saggi tra cui Educare il popolo: azione cattolica e cultura popolare tra '800 e '900 (2003); L'alfabeto sociale. Introduzione alla Dottrina sociale della Chiesa (2004); Il Vittorioso. Storia di un settimanale illustrato per ragazzi (2013). Tra i contributi afferenti a Pesaro e provincia ricordiamo: Giovani cattolici a Pesaro tra '800 e '900: origine e primi sviluppi del circolo S. Terenzio martire, 1992; Per un profilo religioso della provincia di Pesaro e Urbino nel Novecento, in La provincia di Pesaro e Urbino nel Novecento. Caratteri trasformazioni identità, a cura di A. Varni, Venezia 2003, II; Chiesa e modernità. Per un profilo della diocesi di Pesaro nel XIX secolo, in Pesaro tra Risorgimento e Regno unitario, ultimo volume di “Historica Pisaurensia”.

 

 

 

La conversazione riguarda il difficile rapporto fra i cattolici e la patria, negli anni dilaniati dalla questione romana e dal non expedit: un rapporto inizialmente aspro, che si viene stemperando nei decenni, fino al rientro dei cattolici nell’agone politico, prima nell’ambito sociale con casse rurali e leghe bianche, poi con una vera e propria rentrée politica che ha il suo fulcro nel “patto Gentiloni” (1912) e nel sorgere del Partito popolare (1919).

 

Luca Gorgolini dal 2007 è dottore di ricerca in Storia e informatica presso l’Università di Bologna. Dal 2006 al 2012 è stato assegnista di ricerca presso l'Università di Bologna, Campus di Rimini. Dal 2013  svolge la sua attività di ricerca presso il Centro studi sull’emigrazione dell’Università di San Marino. È stato direttore dell’Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino ed è membro di diversi istituti storici. Nel 2013 ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore universitario di II fascia in Storia contemporanea. È  inoltre sindaco di Monte Grimano Terme. Con Stefano Allegrezza ha curato Gli archivi di persona nell’era digitale. Il caso dell’Archivio di Massimo Vannucci, 2016; nel 2004 ha curato un quaderno della Società di studi storici per il Montefeltro su Angelo Battelli; è inoltre autore, fra l’altro, di Emozioni di guerra. Le Marche di fronte ai grandi conflitti del Novecento (2008), di Giuseppe Filippini e il socialismo riformista. Dalle leghe di resistenza alla Costituente e di L’Italia in movimento. Storia sociale degli anni Cinquanta (entrambi del 2013); recentissimo è Il Piano del Lavoro (1949-1950) e L'Italia della Ricostruzione. Dal contesto nazionale al caso pesarese, scritto con Andrea Girometti.

Nella Grande guerra la provincia di Pesaro e Urbino è investita solo marginalmente da eventi bellici, a differenza di quanto accadrà nella seconda guerra mondiale. Ma il coinvolgimento della popolazione è drammatico, fra soldati richiamati, caduti e feriti, diverse restrizioni, mutamenti di stile di vita, ecc., mentre la gente e i municipi attivano forme di solidarietà per i soldati al fronte.

 

Paolo Giovannini insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Camerino ed è membro del Comitato scientifico del quadrimestrale «Storia e problemi contemporanei» (Franco Angeli editore). Autore di numerosi studi e saggi, negli ultimi anni ha pubblicato fra l’altro Il San Benedetto. Storia del manicomio pesarese dalle origini alla Grande guerra, “Pesaro città e contà”, 27 (2009); La prima democrazia cristiana. Progetto politico e impegno culturale, Edizioni Unicopli, Milano 2014; La psichiatria di guerra. Dal fascismo alla seconda guerra mondiale, Edizioni Unicopli, Milano 2015. Un suo saggio sul manicomio pesarese è presente anche in Pesaro tra Risorgimento e Regno unitario, quinto e ultimo volume di “Historica Pisaurensia”.

La Vittoria del novembre 1918 si rivela un frutto avvelenato, la concordia civile rapidamente si spegne. La relazione riguarda appunto la forte inquietudine sociale e politica che, nel Pesarese come altrove nel regno, assume la sconcertante e contrastata cadenza che porta al sorgere del regime fascista, poi al suo pieno consolidamento.

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e in collaborazione con Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Archeologia: patrimonio comune

L'Ente Olivieri invita a partecipare al convegno Archeologia: patrimonio comune. Verso una valorizzazione dei mosaici del Duomo di Pesaro organizzato da FAI, Ente Olivieri e Archeoclub in programma il prossimo martedì 4 ottobre, ore 15,30, presso il Teatro Sperimentale (via Rossini) di Pesaro. Per l’occasione sono organizzate nei giorni indicati visite guidate ai mosaici, previa prenotazione obbligatoria.

Le Bibbie di Soncino

Nell’ambito della Giornata europea della Cultura Ebraica il Rabbinato di Ancona e delle Marche e l’Arcidiocesi di Pesaro, in collaborazione con la Biblioteca Oliveriana, promuovono per giovedì 15 settembre 2016 alle 18,30 presso la sinagoga di Pesaro (via delle Scuole) un incontro con Vittorio Robiati Bendaud.
Verranno presentati due volumi, preziosamente rifiniti e ottimamente conservati, custoditi dalla Biblioteca Oliveriana: i libri biblici da Giosuè al secondo libro dei Re, stampati a Pesaro tra il 1510 e il 1511, e i libri dei Profeti, stampati sempre a Pesaro nel 1515 (anno precedente alla istituzione del ghetto di Venezia). Si tratta di volumi da studio, con doppio carattere: l'ebraico "maiuscolo" per il testo biblico; il carattere cd. "rashì", una sorta di corsivo, per il commento in loco dell'insigne commentatore Rav Davìd Kimchì (XII-XIII sec), conosciuto come RaDaQ.
Le note manoscritte presenti, sia in ebraico sia in italiano, spiegano che i libri furono stampati in casa "Sunzino" a Pesaro, il famoso stampatore ashkenazita Soncino che soggiornò a Pesaro prima che la famiglia si spostasse a Salonicco, al Cairo e a Costantinopoli. Ci troviamo di fronte, pur non trattandosi di incunaboli, agli albori della stampa ebraica, non solo a Pesaro e in Italia, bensì nel mondo.

Ai saluti di David Meghnagi, assessore alla Cultura dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane,  e di Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri, seguiranno l’introduzione di don Giorgio Giorgetti dell’Arcidiocesi di Pesaro e l’intervento del prof. Bendaud,  che illustrerà il valore e il significato dei due volumi biblici conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro.

 

Ingresso libero
fino a esaurimento dei posti

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it


Dove corre Pinocchio? Mappe, percorsi, tracce e cantine nella letteratura per l'infanzia

Martedì 13 settembre 2016 alle ore 17,30 nella Sala “W. Pierangeli” (g.c.) dell’Amministrazione Provinciale in v.le Gramsci, 4 a Pesaro il prof. Antonio Faeti, ordinario di Storia della letteratura per l'infanzia all'Università di Bologna, tiene una conferenza intitolata

 

Dove corre Pinocchio?

Mappe, percorsi, tracce e cantine nella letteratura per l’infanzia

 
Antonio Faeti è stato per molti anni l’unico titolare, negli atenei italiani in Italia, di una cattedra di ordinario di Letteratura per l’infanzia. Così le infinite mappe che scandiscono la cartografia di quella che ancora si definisce la “Grande esclusa”, appartengono alla vicenda del suo lavoro così come all’immaginario dei bambini di ogni epoca e di ogni appartenenza culturale. Nella sua conferenza ci condurrà entro la Mappa dell’Isola del Tesoro di Stevenson ma anche nel breve mondo che va dalla via Pal all’Orto Botanico dei ragazzi di Budapest. Una sorpresa autentica sarà la mappa dei viaggi fiorentini di Sussi e Biribissi, mentre il Casentino di Emma Perodi diventerà grande come un cosmo appartato. La mappe dell’Immaginario vanno esplorate più che mai, “oggi che si perde tanto facilmente la bussola”.

Antonio Faeti (Bologna 1939), dopo aver insegnato per anni alle scuole elementari, è stato titolare della prima cattedra universitaria italiana di Storia della letteratura per l’infanzia al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna. Ha poi insegnato Grammatiche della Fantasia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha tenuto corsi annuali di alta formazione in pedagogia nell'ambito di Genus Bononiae, una fondazione culturale e artistica di quella città. Ha pubblicato saggi, romanzi e libri per ragazzi. Fra i suoi libri più conosciuti si ricordano Palomares (1967), un romanzo a fumetti antesignano dei “graphic novel”; Guardare le figure (1972); In trappola col topo. Una lettura di Mickey Mouse (1986); I diamanti in cantina (2001) e, più di recente, Gli amici ritrovati. Tra le righe dei grandi romanzi per ragazzi (2010), Il sillabario e la baionetta. Tre testi per l’unità degli italiani (2011), Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia (2011) e La storia dei miei fumetti. L’immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina (2013).

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e in collaborazione con Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Opere e manoscritti di Francesco Maria Santinelli

In occasione del convegno Francesco Maria Santinelli e la Lux Obnubilata, organizzato dal Collegio circoscrizionale della Marche del Grande Oriente d’Italia e dal Circolo Voltaire di Pesaro in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino, la Biblioteca Oliveriana propone una mostra delle opere di Santinelli, a stampa e manoscritte, comprese nel patrimonio oliveriano.

Francesco Maria Santinelli, nato a Pesaro nel 1627, autore di uno dei più famosi testi alchemici, la Lux Obnubilata di cui ricorrono i 350 anni dalla prima edizione, fu un diplomatico, cortigiano, scrittore e uomo d’arme dalla vita avventurosa e autore di numerosi altri testi oltre a quello da cui prende spunto il convegno.

Presso la Biblioteca Oliveriana sono conservati diverse opere del Santinelli, manoscritte o a stampa, antiche o in edizioni più recenti. Molte di queste sono presenti nell’esposizione che comprende anche opere critiche sul Santinelli o nelle quali lo stesso autore viene citato o individuato come elemento di riferimento per saggi di altri studiosi. Tra questi ricordiamo The Janus faces of genius. The role of alchemy in Newton’s Thought di Betty Jo Teeter Dobbs e Mysterium coniunctionis: ricerche sulla separazione e composizione degli opposti psichici nell’alchimia di Carl Gustav Jung, gentilmente prestati per l’occasione dal prof. Marco Rocchi.
Tra i volumi, che comprendono poesie, prose, canzoni, un dramma musicale e una edizione moderna dell’Androgenes hermeticus, segnaliamo il poema Carlo V, overo Tunesi racquistata conservato in poche altre copie manoscritte delle quali solo quella proveniente dal Fondo Albani della Biblioteca Vittorio Emanuele di Napoli presenta il testo integrale. Il carattere autobiografico dello scritto ha permesso di conoscere meglio il personaggio Santinelli e i suoi legami con le discipline alchemiche ed esoteriche.
Tra le opere a stampa diverse edizioni antiche delle opere in versi del Santinelli, alcune delle quali stampate a Pesaro: Le donne guerriere, Gotti, 1647, con cui inizia la sua carriera letteraria, e Canzoni
del conte Francesco Maria Santinelli dedicate alla sacra real maestà di Cristina regina gloriosissima di Svetia, edito sempre dal Gotti nel 1655 e offerto in dono alla regina in occasione del suo soggiorno a Pesaro.

 

La mostra sarà visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

(lunedì-venerdì 8.30-18.45; sabato 8.30-13.00) fino al 30 settembre 2016

Ingresso libero

Presentazione "Studia Oliveriana" a Roma presso l'Istituto della Enciclopedia Italiana

Il 21 giugno scorso presso la Sala Igea dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani a Roma, è stato presentato il primo numero della quarta serie della rivista edita dall'Ente Olivieri "Studia Oliveriana".
All'evento hanno partecipato Massimo Bray, direttore dell'Istituto e già ministro per i beni culturali, Riccardo Paolo Uguccioni, direttore responsabile della pubblicazione, il direttore scientifico Piergiorgio Parroni, professore emerito di filologia classica all'Università La Sapienza di Roma, il condirettore Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, e Guido Arbizzoni, membro del Comitato scientifico internazionale.

Dal sito della Treccani il video della presentazione.

Presentazione "Studia Oliveriana"

Presentazione in anteprima del
primo numero della quarta serie di

“Studia Oliveriana”

Pesaro, 10 giugno 2016 


Venerdì 10 giugno 2016 alle 17,00 presso la Sala del Consiglio Provinciale W. Pierangeli (via Gramsci 4, a Pesaro) viene presentato in anteprima il primo volume della quarta serie di “Studia Oliveriana. La prestigiosa rivista dell’Ente Olivieri, avviata nel lontano 1953 per volontà dell’allora presidente Scevola Mariotti e dell’allora direttore Italo Zicari, riprende il suo cammino - pur in mezzo alle tante, presenti, difficoltà - muovendo dal patrimonio librario, documentario, archeologico e storico-artistico oliveriano, per aprirsi a temi di più ampio respiro in ambiti come filologia e letteratura, storia degli studi e classical reception, storia e antichistica. Alla presentazione interverranno il presidente dell’Ente Olivieri Riccardo Paolo Uguccioni, direttore responsabile della pubblicazione, il direttore scientifico Piergiorgio Parroni, professore emerito di filologia classica all’Università La Sapienza di Roma e i condirettori Federico Condello, professore ordinario di filologia all'Università di Bologna e Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, e Guido Arbizzoni, membro del Comitato scientifico internazionale.
Pochi giorni dopo, il 21 giugno sempre alle 17, la stessa pubblicazione verrà presentata ufficialmente a Roma presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (piazza della Enciclopedia Italiana 4) dagli stessi studiosi presenti a Pesaro e da Massimo Bray, direttore dello stesso Istituto e già ministro per i beni culturali.
Pubblicata dalla Bononia University Press, la rivista si avvale di un comitato scientifico di rango internazionale e presenta già da questo primo numero della nuova serie, tra gli altri, i contributi di autori di consolidata autorevolezza quali Luciano Canfora, Remo Bodei, il compianto Mario Luni, lo stesso Massimo Bray, Guido Arbizzoni e Adriano Savio. Da segnalare, inoltre, i saggi di alcuni giovani studiosi quali Valentina Belfiore su una importante iscrizione etrusca, Anna Foka sui rimandi classici nel cinema di Woody Allen, Chiara Pallucchini su un’originale interpretazione di un avorio oliveriano, e Martin Frank, ricercatore del Max Planck Institut, sul matematico Guidobaldo Del Monte.

Xenia 2016 - Abitare a Pisaurum: dalla domus repubblicana alla villa tardoantica

Nell'ambito dell'annuale ciclo di conferenze di divulgazione archeologica X E N I A, promosso dalla Sede di Pesaro dell'Archeoclub d'Italia, la Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro hanno voluto quest'anno unirsi all'iniziativa per dare il giusto risalto all’evento storico fondativo della nostra città. Per celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di PISAURUM (184 a.C. - 2016 d.C.) sono stati invitati archeologi che - da veri “archenauti” - accompagneranno il pubblico non solo attraverso gli aspetti strettamente cronologici, ma anche, collocando il racconto sulle radici della storia pesarese all’interno di un ideale percorso espositivo.

 

Il terzo e ultimo incontro di XENIA 2016 sarà con la d.ssa LAURA CERRI e con il dott. CRISTIAN TASSINARI  (sabato 28 maggio, ore 17.30; Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli” in via Gramsci 4 a Pesaro) sul tema

 

Abitare a Pisaurum. Dalla domus repubblicana alla villa tardo antica”.

Gli scavi e le scoperte fortuite che nei secoli passati si sono susseguiti nel centro storico di Pesaro, unitamente alle scoperte più recenti frutto di scavi archeologici sistematici, hanno permesso di ricostruire l’immagine dell’antica Pisaurum, colonia romana fondata nel 184 a.C.. La posizione lungo la strada consolare Flaminia agevolò il rapido sviluppo della città testimoniato soprattutto dai resti delle sontuose domus riportati alla luce nel centro storico come le domus di via dell’Abbondanza e di piazzale Matteotti.

Le case sono lo specchio della società e il ritratto del suo tempo e i modi di abitare riflettono l’immagine della città; una città che vive è una città che cambia, che si trasforma, che si espande e si contrae sulla base del contesto storico da cui è attraversata. Grazie all’archeologia, integrata dalle fonti storiche ed epigrafiche, oggi possiamo ricostruire uno spaccato di vita dell’antica Pisaurum, dallo splendore dell’epoca repubblicana alle trasformazioni dell’età tardo antica quando le lussuose domus cittadine furono utilizzate come aree sepolcrali mentre, non lontano dalla città, si svilupparono le grandi villae – come quella di Colombarone – a indicare gli importanti mutamenti economici e sociali che segnarono la fine del mondo antico e l’alba di una nuova epoca.

LAURA CERRI archeologa, laureata in Metodologia e Tecnica della Ricerca Archeologica presso l’Università di Siena dove  ha conseguito anche il titolo di Dottore di ricerca e di Doctor Europaeus in archeologia delle province romane con un progetto sul Marocco. Ha lavorato come professore a contratto all’università di Siena nell’ambito del corso di Archeologia delle Province Romane e del corso di Archeologia Medievale ed ha svolto corsi sui metodi e sulle tecniche delle prospezioni geofisiche in archeologia. Ha collaborato con l’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) del CNR di Roma e condotto numerosi scavi in Italia, in Marocco e in Grecia e si occupa di prospezioni geofisiche per la valutazione dei siti archeologici. Attualmente lavora come archeologa per la società Tecne srl di Riccione e svolge  scavi archeologici e indagini geofisiche per enti pubblici e privati, Soprintendenze e Università. Ha pubblicato contributi scientifici su prospezioni geofisiche, scavi e ceramica romana.

CRISTIAN TASSINARI archeologo, laureato in Metodologia e Tecnica della Ricerca Archeologica presso l’Università di Bologna dove  ha conseguito anche il titolo di Dottore di ricerca con un progetto sullo scavo della villa tardo antica e della basilica paleocristiana di Colombarone. Oltre a quello di Colombarone ha condotto scavi anche in Egitto e in Turchia e collabora con l’università di Bologna sullo scavo di Ostra Vetere occupandosi dell’urbanistica dell’antica città romana. Attualmente lavora come archeologo per la società Tecne srl di Riccione e svolge  scavi archeologici per enti pubblici e privati, Soprintendenze e Università. Ha pubblicato contributi scientifici su scavi, ceramica e urbanistica romana.

 

L’iniziativa è organizzata dall’Archeoclub d’Italia - Sede di Pesaro e dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Soprintendenza Archeologico per le Marche e in collaborazione con FAI – Delegazione di Pesaro e Urbino, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società Pesarese di Studi Storici.

Xenia 2016 - Statuaria, suppellettili e mosaici nelle dimore di Potentia con Nicoletta Frapiccini

XENIA 2016

Conversazioni di divulgazione archeologica nel 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di Pisaurum (184 a.C. / 2016 d.C.)

 

Nell'ambito dell'annuale ciclo di conferenze di divulgazione archeologica X E N I A, promosso dalla Sede di Pesaro dell'Archeoclub d'Italia, la Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro hanno voluto quest'anno unirsi all'iniziativa per dare il giusto risalto all’evento storico fondativo della nostra città. Per celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di PISAURUM (184 a.C. - 2016 d.C.) sono stati invitati archeologi che - da veri “archenauti” - accompagneranno il pubblico non solo attraverso gli aspetti strettamente cronologici, ma anche collocando il racconto sulle radici della storia pesarese all’interno di un ideale percorso espositivo.

Dopo Pierluigi Dall'Aglio il secondo incontro di XENIA 2016 sarà con NICOLETTA FRAPICCINI (sabato 21 maggio, ore 17.30; Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli” in via Gramsci 4 a Pesaro) sul tema

 

Statuaria, suppellettili e mosaici nelle dimore di Potentia:

la colonia romana gemella di Pisaurum

L’esplorazione scientifica dell’area archeologia di Potentia (Porto Recanati, MC) ebbe inizio con le ricognizioni di Nereo Alfieri nel 1945. Da allora molti archeologi si sono avvicendati nella conduzione di campagne di scavo nella zona occupata dall’antica colonia romana. Del sito, ricchissimo, conosciamo l’estensione, la viabilità principale e l’identificazione di alcune delle aree più importanti come il foro, anche grazie alle ricognizioni aeree. Gli scavi archeologici hanno restituito la necropoli e le strutture di una porzione della città, con un tempio circondato da un portico, da ambienti riferibili a botteghe e da alcune abitazioni. Una complessa stratificazione ha rivelato varie fasi di vita della colonia, dall’età tardo repubblicana all’epoca tardo antica e ha offerto fondatezza alla notizia del disastroso terremoto che scosse la città intorno alla metà del I sec. a.C., come riferito da Cicerone. La ricchezza della colonia e di alcune lussuose dimore è documentata dal rinvenimento di rivestimenti pavimentali a mosaico e da alcune pregevoli statuette in marmo greco di riutilizzo di cui si può supporre l’originaria sistemazione in sale o giardini. Il rinvenimento di un deposito, probabilmente di epoca tardo-antica, da cui sono riaffiorati molti reperti bronzei, attesta la diffusione di suppellettili in metallo per impreziosire manufatti in legno: testimonianze significative che ci restituiscono una sia pur pallida immagine di questa fiorente colonia, gemella di Pisaurum, tra l’età tardo repubblicana e l’età imperiale.

Nicoletta Frapiccini, archeologa e Direttore del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, è stata allieva di Enrico Paribeni e di Luigi Beschi all’Università degli Studi di Firenze e di Francesco D’Andria alla Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica “DinuAdamesteanu”. E’ funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica delle Marche dal 2003, dove ha diretto scavi archeologici e si è occupata della valorizzazione e tutela del territorio. Dallo scorso novembre è Direttore dei Musei Archeologici Statali di Cingoli e Urbisaglia e del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, di cui ha curato l’allestimento della sezione ellenistico-romana e dove, dal 2003, cura gli eventi e la promozione oltre a occuparsi dei servizi educativi.
E’ autrice di oltre ottanta contributi scientifici, saggi, contributi per cataloghi di mostre, pubblicazioni di didattica museale ed è coautrice, con Nunzio Giustozzi, del manuale di Storia dell’Arte per la scuola media superiore per la casa editrice Hoepli (Milano).

Prossimo appuntamento:

 ° sabato 28.05.2016 , ore 17.30 (Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli”, viale Gramsci 4)

 “ Abitare a Pisaurum dalla domus repubblicana alla villa tardoantica “

 LAURA  CERRI e CRISTIAN TASSINARI, Società Archeologica Tecne-Riccione

 

L’iniziativa è organizzata dall’Archeoclub d’Italia - Sede di Pesaro  e dall’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Soprintendenza Archeologica per le Marche e in collaborazione con FAI – Delegazione di Pesaro e Urbino, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e Società Pesarese di Studi Storici.

Grand Tour Musei 2016

La Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro (via Mazza 97) hanno aderito alla manifestazione Grand Tour  Musei 2016, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche con il coordinamento di ICOM Italia e con la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

Grand Tour Musei, dedicato quest'anno a “Musei e paesaggi culturali”, è un viaggio alla scoperta del patrimonio culturale delle Marche e rappresenta un'occasione per invitare il pubblico a riflettere sul profondo legame che unisce musei, paesaggio e patrimonio culturale.

La Biblioteca Oliveriana presenterà – con la collaborazione delle Miniguide dell’I.C.S. “D. Alighieri” – parte dei suoi tesori presenti nella Sala dello Zodiaco, come la grande carta nautica di notevoli dimensioni, datata intorno al 1508 dove un cartiglio reca la scritta MUNDUS NOVUS, e la Tabula patronatus, un bronzo del III secolo recentemente restaurato a cura della Fondazione Scavolini.

Il pubblico potrà inoltre visitare nella stessa sala la mostra Dante in Oliveriana. Per i 750 anni della nascita del poeta, una rassegna di manoscritti, incunaboli, cinquecentine e altri libri antichi contenenti opere e commenti danteschi, sino alle edizioni più recenti e contemporanee delle sue opere e, nella Sala dei Cataloghi e in Sala Mosca, la mostra “…Un dì vedrete / mendìco un cieco…“. Testi omerici in Oliveriana, una rassegna di alcune delle versioni attraverso cui gli stessi testi – di certo tra i più letti e commentati di sempre - sono arrivati fino ai nostri giorni.

Non mancherà – sempre con il supporto delle Miniguide - una visita virtuale al Museo Archeologico, attualmente chiuso per lavori di restauro e nuovo allestimento delle collezioni, con proiezioni relative ai reperti presenti nella Sala di Novilara (epoca della civiltà del ferro, IX-VI sec. a.C.) e nella Sala Romana (oggetti fittili del Lucus, monumenti funebri, lucerne, bronzetti, etc.).

 

L'iniziativa del Grand Tour Musei 2016 di sabato 21 maggio osserverà il seguente orario:

9.30 - 12.30; 15,30 - 17.30

Liberiamo l'Oliveriana

Iniziativa di promozione e sensibilizzazione a favore della Biblioteca Oliveriana

 

In occasione dei lavori di restauro e riallestimento del Museo Archeologico Oliveriano, si è reso opportuno liberare alcuni locali utilizzati come depositi di fondi bibliografici.
Tra i volumi “doppi” che, per mancanza di spazio, la Biblioteca Oliveriana non ritiene di conservare (molti di essi sono interessanti per lo stretto legame con la storia della città e del territorio), ne sono stati scelti alcuni da cedere, a offerta libera, a chi visiterà la biblioteca: utenti abituali e cittadini, ma anche curiosi e turisti. La cessione di questi libri, oltre a liberare spazio, aiuterà ad attivare una raccolta fondi per l’acquisto di nuove collezioni.

A questa campagna di sensibilizzazione a sostegno della biblioteca possono – se credono – contribuire tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati al mantenimento e sviluppo dell’antica istituzione cittadina. E tanti cittadini, che magari non ne hanno avuto fino ad oggi l’occasione, potranno finalmente visitare la Biblioteca Oliveriana e le sue collezioni.L’appuntamento è per sabato 14 maggio 2016 dalle ore 9,00 alle 13,00; poi in tutti i giorni della settimana successiva, fino a sabato 21 maggio alle ore 13, nei  normali orari di apertura (lunedì-venerdì: 8,30-18,45; sabato 8,30-13).

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721-33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

 

Xenia 2016

Conversazioni di divulgazione archeologica nel 2.200° anniversario

della fondazione della colonia romana di Pisaurum (184 a.C. / 2016 d.C.)

 

Nell'ambito dell'annuale ciclo di conferenze di divulgazione archeologica XENIA, promosso dalla Sede di Pesaro dell'Archeoclub d'Italia, l’Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Oliveriani ha aderito all'iniziativa per dare risalto alla ricorrenza dell’evento fondativo della città.

Per celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della colonia romana di PISAURUM (184 a.C. – 2016 d.C.) sono stati invitati archeologi che – da veri “archenauti” – accompagneranno il pubblico non solo attraverso gli aspetti strettamente cronologici, ma anche collocando il racconto sulle radici della storia pesarese all’interno di un ideale percorso espositivo.

.

Sabato 7 maggio 2016 alle ore 17,30 nell’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro apre il ciclo il prof. PIER LUIGI DALL’AGLIO trattando il tema

 

«La romanizzazione dell'ager Gallicus e la nascita di PISAURUM»

 

Normalmente si pensa alla romanizzazione delle Marche come ad un processo per tappe ben definite legate a quelle che sono le date chiave: il 295 a.C., il 284-283 a.C., il 268 a.C. e il 223 a.C. In realtà gli scavi di questi anni condotti in diverse città romane hanno portato a riconsiderare tutto questo processo e a liberarlo da quella gabbia rigida legata alle date tradizionali. E’ emerso così come la romanizzazione della regione sia stato un processo molto più fluido all'interno del quale le date tradizionali rappresentano momenti importanti, ma non dei veri e propri “spartiacque”. Anche la deduzione della fondazione di Pisaurum nel 184 a.C. va quindi inserita in questo processo articolato dal momento che la presenza delle iscrizioni del lucus Pisaurensis ha da sempre rappresentato un elemento in faticosa connessione con una rigida ricostruzione della romanizzazione di questo territorio.

 

Pier Luigi Dall’Aglio, professore associato di Topografia antica presso l'Università di Bologna, è titolare degli insegnamenti di Archeologia del paesaggio per la laurea triennale in Storia, di Topografia antica per la laurea magistrale in Archeologia e di Archeologia del paesaggio per la Scuola di Specializzazione in Archeologia. La sua attività di ricerca è legata prevalentemente all'antico assetto del territorio e alle variazioni del paesaggio nel corso del tempo. Tale attività scientifica lo ha portato a collaborare con specialisti di altre discipline e gli ha consentito di definire le modalità di approccio ad una lettura integrata del territorio come base per la realizzazione di carte di potenzialità archeologica. Autore di oltre 300 pubblicazioni, vanta una lunga attività di scavo iniziata da studente. Tra gli scavi più rilevanti da lui condotti e diretti nel nostro territorio vanno menzionati quelli effettuati nel sito della villa tardo antica e della basilica paleocristiana di Colombarone, oltre a quelli realizzati nel sito della città romana di Suasa e nel sito della città romana di Ostra Vetere. I suoi interessi scientifici per i nostri insediamenti lo hanno portato a collaborare a diversi progetti: dall'allestimento di due strutture museali (Castelleone di Suasa e San Lorenzo in Campo) a quello relativo alle aree archeologiche curato dalle Regione Marche fino alla redazione del primo progetto di carta archeologica delle Marche in collaborazione con il compianto Giuliano de Marinis.

 

Prossimi appuntamenti:

 

° sabato 21.05.2016 ore 17,30 (sala “Pierangeli”, Provincia di Pesaro e Urbino, viale Gramsci 4)

 “ Statuaria, suppellettili e mosaici nelle dimore di POTENTIA, la colonia romana gemella di Pisaurum

conversazione di

NICOLETTA  FRAPICCINI, direttore del Museo Archeologico Nazionale delle Marche

 

° sabato 28.05.2016 ore 17,30 (sala “Pierangeli”, Provincia di Pesaro e Urbino, viale Gramsci 4)

 “ Abitare a Pisaurum dalla domus repubblicana alla villa tardoantica“

conversazione di

LAURA  CERRI e CRISTIAN TASSINARI, Società Archeologica Tecne-Riccione

 

L’iniziativa è organizzata dall’Archeoclub d’Italia - Sede di Pesaro e dall’Ente Olivieri / Biblioteca e Musei Oliveriani, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Soprintendenza Archeologico per le Marche e in collaborazione con FAI – Delegazione di Pesaro e Urbino, Amici della Biblioteca Oliveriana e Società pesarese di studi storici.

Grafologia 2016

Cinque incontri laboratoriali di Carla Di Carlo [terza serie 2016]

Pesaro, Biblioteca Oliveriana, via Mazza 97

Incontri settimanali, il giovedì pomeriggio, alle 17.30

dal 31 marzo al 28 aprile 2016

 

Sono aperte presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) le iscrizioni a un breve ciclo di incontri laboratoriali condotto da Carla Di Carlo in cinque lezioni.

Con l’intendimento di valorizzare ulteriormente alcuni elementi del proprio prezioso patrimonio culturale, anche attraverso l’individuazione di strumenti appropriati per interpretarlo, la Biblioteca Oliveriana di Pesaro promuove un breve ciclo di cinque incontri laboratoriali di grafologia (da giovedì 31 marzo, tutti i giovedì fino a giovedì 28 aprile, sempre alle 17.30) con esercitazioni su scritture contemporanee.

Il ciclo – condotto da Carla Di Carlo - è rivolto a chi abbia frequentato un corso precedente o comunque a chi abbia già conoscenze teoriche di base di grafologia.

Dopo le lezioni degli anni scorsi (2014 e 2015) in cui la docente aveva presentato gli elementi fondamentali dell’analisi grafologica, giovandosi anche della disponibilità di documenti di eccezionale interesse conservati nella Biblioteca Oliveriana - comprese alcune lettere di personaggi illustri noti in Italia e nel mondo - quest’anno, dando per acquisita la base teorica, si passerà direttamente alle esercitazioni pratiche su singole grafie ricavate dal Fondo Vaccaj conservato in Biblioteca utilizzando gli strumenti già appresi in grado di affrontare l’indagine grafologica di una scrittura.

Carla Di Carlo, storica del libro e delle biblioteche, bibliografa, dopo studi classici e filologici cura le edizioni del Rossini Opera Festival. Come grafologa si è formata nell’Istituto Girolamo Moretti di Urbino e si occupa di grafologia familiare e relazionale, peritale-giudiziaria, nonché di educazione e rieducazione della scrittura per adulti e bambini.

Le lezioni avranno luogo presso la Biblioteca Oliveriana, in via Mazza 97 a Pesaro.

La durata degli incontri sarà di circa un’ora e mezza. Il corso è a numero chiuso (min 15 – max 40 persone). L’iscrizione è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 40,00 (30,00 per docenti, studenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana” in regola con l’iscrizione annuale) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45; il sabato dalle 8.30 alle 13).

L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio di Regione Marche, Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e la collaborazione dell’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Differita la presentazione di "Studia Oliveriana"

Per sopravvenuti impegni istituzionali di Massimo Bray, direttore dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, la presentazione del primo volume della IV serie di “Studia Oliveriana”, prevista per venerdì 4 marzo 2016 alle ore 17,00 nell’auditorium di palazzo Montani, è differita a data che sarà prossimamente comunicata.

 

Permane invece il secondo evento del programmato Weekend Oliveriano.Sabato 5 marzo 2016 alle ore 10,00 nella sala di Ercole di palazzo Mazzolari (via Rossini 37, a Pesaro) viene dunque proposto un incontro pubblico sul tema :

 

Italo e Marcello Zicari nella cultura pesarese del ‘900.

 

Interverranno Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell’Ente Olivieri; Guido Arbizzoni, che ricorderà l’attività di Italo Zicari (1912-1974), per oltre un quarto di secolo – dal 1946 al 1974 – direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, ordinatore e custode di quell’importante patrimonio, oltreché cofondatore della rivista “Studia Oliveriana”; Piergiorgio Parroni, che rievocherà la figura di Marcello Zicari (1905-1971), linguista, filologo classico e moderno, ordinario di Letteratura latina all’Università degli studi di Urbino, studioso di Catullo e di altri scrittori dell’antichità.

L’incontro sarà anche l’occasione per sottolineare l’importanza del conferimento del fondo librario di Marcello Zicari, di recente donato dagli eredi alla Biblioteca Oliveriana.

La cittadinanza è invitata.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

"...Un dì vedrete / mendico un cieco ...". Testi omerici in Oliveriana

“…Un dì vedrete / mendìco un cieco…“
Testi omerici in Oliveriana

 

Con l’Iliade e l’Odissea, poemi in esametri attribuiti ad Omero, ha inizio la letteratura greca. La tradizione dei testi omerici ha avuto un veicolo fondamentale nelle copie manoscritte che, fino all’avvento della stampa, hanno contribuito, assieme alla tradizione orale, alla loro enorme diffusione. Poi i volumi a stampa, per primi gli incunaboli, seguiti dalle svariate edizioni che fino ad oggi si sono succedute. La mostra “…Un dì vedrete / mendìco un cieco…“. Testi omerici in Oliveriana, a cura di Brunella Paolini, con inaugurazione giovedì 25 febbraio alle ore 17.00, si propone di offrire una piccola rassegna di alcune delle versioni attraverso cui i testi, di certo tra i più letti e commentati di sempre, sono arrivati fino ai nostri giorni.

   Nelle bacheche oliveriane saranno quindi esposti i documenti conservati nelle stanze dell’ateneo pesarese e realizzati dal XV secolo in avanti. Non sono presenti manoscritti, il documento più antico è l’incunabolo con il testo dell’Iliade, versione in prosa tradotta da Lorenzo Valla e stampata a Brescia nel 1497 da Battista Farfengo. Seguono le edizioni del XVI secolo che meritano, anche per la ricchezza ed accuratezza tipografica, un cenno particolare. Notiamo tra esse l’edizione dell’Iliade stampata a Venezia nel 1526 da Stefano da Sabbio ed opera di Nicola Lucanis. Il volume, di notevole rarità, è la prima versione in volgare greco del poema omerico e, oltre che per la particolarità linguistica, è di notevole pregio anche per le numerose xilografie presenti. Più in generale i volumi esposti riproducono alcune delle forme che l’Iliade, l’Odissea e anche la Batracomiomachia, altra opera attribuita ad Omero, assunsero nei diversi periodi storici: alcuni sono in lingua greca, altri in latino, altri ancora in volgare. Alcune edizioni sono particolarmente ricche per l’apparato illustrativo, altre si fanno notare per la notorietà dei traduttori. Tra questi, citiamo Ippolito Pindemonte, Vincenzo Monti, Salvatore Quasimodo. Non potevano mancare poi i testi critici su Omero e tra essi, ormai un classico, La questione omerica di Codino tra i più recenti, e il Discorso intorno all’antro delle ninfe Naiadi di Homero, di Giovanni Belloni, edito a Padova nel 1601 tra i più antichi. E ancora sull’analisi delle opere letterarie, l’Omero di Carlo Vitali, pubblicato da Vallardi nel 1937; Il mondo di Omero, antologia dall’Iliade e dall’Odissea, a cura di Pietro Janni e pubblicato da Laterza nel 1971; e L’eroe e il suo limite, responsabilità personale e valutazione etica nell’Iliade di Lucio Ceccarelli, edito dall’editrice Edipuglia nel 2001. Ovviamente il mondo mitologico è stato trattato e raccontato in mille modi e di esso si possono trovare infiniti riferimenti in ogni tempo; solo come esemplificazione saranno esposti due testi, molto diversi e lontani anche cronologicamente tra loro, che raccontano, ognuno a suo modo, uno dei più noti personaggi citati nelle opere omeriche: La Circe di Gio. Battista Geli Academico fiorentino, nella quale Ulisse, & alcuni trasformati in fere disputano dell’eccellenza, & della miseria dell’huomo, & degli animali, Venezia, Altobello Salicato 1589 e Il mito di Circe, immagini e racconti dalla Grecia a oggi, di Maurizio Bettini e Cristiana Franco, Einaudi 2010.
   Per concludere anche riscritture dei testi omerici: L’Iliade giocosa di Giovanni Francesco Loredano, Venezia 1654, La moscheide di Teofilo Folengo, Milano 1817, I paralipomeni della Batracomiomachia di Giacomo Leopardi in due edizioni, Utet 1921 e Carocci 2002.

Subito dopo l’inaugurazione, nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana alle ore 18.00, inizierà il ciclo di quattro lezioni di Alina Veneri dedicate a Omero e realizzate a cura dell’Università dell’Età Libera in collaborazione con l’Ente Olivieri.  


La mostra sarà visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

(lunedì-venerdì 8.30-18.45; sabato 8.30-13.00) fino al 30 aprile 2016

Ingresso libero

 

Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Studia Oliveriana

“STUDIA OLIVERIANA”

Il primo numero della nuova serie



Venerdì 4 marzo alle 17 nell'Auditorium di Palazzo Montani-Antaldi (Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro) verrà presentato il primo numero della nuova serie della storica rivista “Studia Oliveriana”.

Interverranno il direttore della pubblicazione Piergiorgio Parroni, professore emerito di filologia classica all’Università La Sapienza di Roma, i condirettori Federico Condello, professore ordinario di filologia all'Università di Bologna e Marcello Di Bella, già direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, e il direttore responsabile Riccardo Paolo Uguccioni, presidente dell'Ente Olivieri. In qualità di ospite d'onore sarà presente Massimo Bray, direttore della Enciclopedia Italiana e già ministro per i beni culturali.

Promossa nel lontano 1953 come organo scientifico della Biblioteca e dei Musei Oliveriani per iniziativa del grande filologo Scevola Mariotti – con Italo Zicàri in qualità di redattore responsabile -  e pubblicata ora dalla Bononia University Press, la rivista si avvale di un comitato scientifico di rango internazionale e presenta già da questo suo primo numero della nuova serie, tra gli altri, i contributi di autorevolissimi studiosi quali Luciano Canfora, Remo Bodei, il compianto Mario Luni, lo stesso Massimo Bray, Guido Arbizzoni ed Adriano Savio.

Il volume, in vendita a 25 euro, è composto da 285 pagine e da 40 tavole

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344

Media Library On Line

A partire da dicembre 2015 sono aperte le iscrizioni per il 2016 alla biblioteca digitale Media Library On Line. L’iscrizione può essere effetuata presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, Via Mazza, 97, tel. 0721-33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Novità: a partire da quest'anno, oltre che per gli spettacoli teatrali organizzati dalla rete provinciali, i possessori della Tessera Plus avranno diritto all'acquisto del biglietto a prezzo ridotto anche per tutti i maggiori Teatri della Provincia e cioè anche alle stagioni teatrali di Pesaro, Fano e Urbino.

LA FATICA DI ERCOLE - Terzo Ciclo

Martedì 15 dicembre, alle ore 17.30, si terrà il terzo ed ultimo incontro del ciclo La fatica di Ercole. Il ritorno dell’eroe ai Musei Oliveriani. La conversazione di Roberto M. Danese, docente presso l’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, dal titolo Per Ercole! Quante riscritture!, partirà dalla visione tardo antica e cristianizzata di Ercole per arrivare, attraverso Händel e Dürrenmatt, al cinema contemporaneo.

 

Grazie alla cortese disponibilità del Comune di Pesaro gli incontri sono ospitati nella sala grande di Palazzo Mazzolari - in via Rossini – dove sono stati ricollocati di recente alcuni dipinti, appartenenti al patrimonio della marchesa Vittoria Mosca, in cui la figura mitica di Ercole compare come soggetto
Il ciclo di conferenze è anche l’occasione per sottolineare da un lato la vastità del patrimonio oliveriano, memoria storica di Pesaro e complesso di beni culturali di interesse nazionale e internazionale, e dall’altro per riaffermare la collaborazione esistente da sempre tra Comune di Pesaro e Ente Olivieri.

 

 

                                                con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con

Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro

 

. 

ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

FATICA DI ERCOLE - Secondo Ciclo

Giovedì 10 dicembre, alle ore 17.30, si terrà il secondo incontro del ciclo La fatica di Ercole. Il ritorno dell’eroe ai Musei Oliveriani . La conversazione di Anna Cerboni Baiardi, dal titolo Il dubbio e le fatiche. Le immagini di Ercole nella storia dell’arte, partirà da un disegno oliveriano della collezione Antaldi, che raffigura l’Ercole Farnese; attraverso diapositive verranno poi illustrate le immagini dell’eroe in disegni e dipinti di autori vari, per concludere infine con alcuni quadri presenti nella sala, che rappresentano episodi della vita del semidio (“Ercole al bivio”, “Ercole fanciullo che uccide i serpenti”, ecc.).

 

Grazie alla cortese disponibilità del Comune di Pesaro gli incontri saranno ospitati nella sala grande di Palazzo Mazzolari - in via Rossini – dove sono stati ricollocati di recente alcuni dipinti, appartenenti al patrimonio della marchesa Vittoria Mosca, in cui la figura mitica di Ercole compare come soggetto
Il ciclo di conferenze sarà anche l’occasione per sottolineare da un lato la vastità del patrimonio oliveriano, memoria storica di Pesaro e complesso di beni culturali di interesse nazionale e internazionale, e dall’altro per riaffermare la collaborazione esistente da sempre tra Comune di Pesaro e Ente Olivieri.

 

L’ultimo incontro sarà

 

Martedì 15 dicembre alle ore 17,30

Roberto M. Danese, Per Ercole! Quante riscritture!

 

 

 

con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con

Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro

 


ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it

FATICA DI ERCOLE

Il ritorno dell’eroe ai Musei Oliveriani

dicembre 2015
Palazzo Mazzolari
Via Rossini, 37 – Pesaro

Da qualche mese è rientrata in Oliveriana la statuetta di Ercole scomparsa nel 1964.
La vicenda è nota: trafugato 51 anni addietro ai Musei Oliveriani, il prezioso bronzetto del VI-V sec. a.C. - un Ercole che solleva minaccioso la clava con la mano destra stendendo la sinistra con gesto di protezione - è stato  ritrovato dopo mezzo secolo grazie a una tempestiva segnalazione che lo individuava nel catalogo di un’asta in procinto di svolgersi a New York ed è rientrato nel nostro Paese grazie all’intervento del comando dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona.
Il bronzetto, rinvenuto a fine Ottocento nei pressi di Isola di Fano, lungo il Tarugo, in una stipe votiva con altri oggetti poi finiti in diversi musei - da Parigi a Firenze - era pervenuto, attraverso un acquisto, alle collezioni oliveriane. Dal suo rientro a Pesaro il bronzetto di Ercole è custodito a Palazzo Almerici, sede della Biblioteca e dei Musei Oliveriani, in attesa che i lavori di restauro e riallestimento del museo archeologico ne consentano nuovamente l’esposizione al pubblico contestualmente ad una mostra  che, in accordo con la Soprintendenza, andrà a ricomporre la stipe originaria.          

L’Ente Olivieri, nel frattempo, proporrà un ciclo di conferenze sulla figura mitica di Ercole con la presenza di Chiara Del Pino, della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, di Oscar Mei, di Anna Cerboni Baiardi e di Roberto Mario Danese, tutti dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”. I relatori affronteranno in tre incontri – il 3, il 10 e il 15 dicembre prossimi - gli aspetti propriamente archeologici dell’antico kouros con clava, e le vicende a cui Ercole, il suo mito e le sue proverbiali fatiche hanno dato vita nell’arte e nella letteratura, ma anche nei fumetti e nella pubblicità.

Grazie alla cortese disponibilità del Comune di Pesaro gli incontri saranno ospitati nella sala grande di Palazzo Mazzolari - in via Rossini – dove sono stati ricollocati di recente alcuni dipinti, appartenenti al patrimonio della marchesa Vittoria Mosca, in cui la figura mitica di Ercole compare come soggetto
Il ciclo di conferenze sarà anche l’occasione per sottolineare da un lato la vastità del patrimonio oliveriano, memoria storica di Pesaro e complesso di beni culturali di interesse nazionale e internazionale, e dall’altro per riaffermare la collaborazione esistente da sempre tra Comune di Pesaro e Ente Olivieri.

LA FATICA DI ERCOLE
IL RITORNO DELL’EROE AI MUSEI OLIVERIANI
Palazzo Mazzolari, via Rossini 37

3.12.2015, ore 17,30
Chiara Delpino e Oscar Mei, Dalla stipe votiva al museo. Gli aspetti archeologici

10.12.2015, ore 17,30
Anna Cerboni Baiardi, Il dubbio e le fatiche. Le immagini di Ercole nella storia dell’arte

15.12.2015, ore 17,30
Roberto M. Danese, Per Ercole! Quante riscritture!



con il patrocinio di
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

in collaborazione con
Associazione Amici della Biblioteca Oliveriana, Archeoclub d’Italia – Sezione di Pesaro

.  
ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344;  biblio.oliveriana@provincia.ps.it, www.oliveriana.pu.it





Storie da Biblioteca

Giovedì 19 novembre alla Biblioteca Oliveriana, il quarto appuntamento di Storie da Biblioteca – Concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire

Cosa succede quando un gruppo di scrittori e fotografi si danno appuntamento nei nostri musei, archivi e biblioteche per raccontarne in quattro ore le peculiarità e scovarne i tesori nascosti? Di certo si tratterà di un meraviglioso viaggio al centro di un mondo tutto da scoprire, anche se ci appartiene già.

Ecco allora che il MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da ICOM, ANAI e AIB) in collaborazione con la Regione Marche – Assessorato alla Cultura, l’Associazione culturale RaccontidiCittà, con StreetLib e con Biblioteche Aperte propone la quarta edizione di un concorso rivolto a tutti gli appassionati di lettura, scrittura e fotografia. Gli elaborati racconteranno le istituzioni culturali e l’importanza che esse rivestono per le loro comunità di riferimento, con una particolare attenzione al tema: “l’errore”.

Armati di penna e macchina fotografica, avventuriamoci dunque fra le sale dei musei e tra i documenti di archivi e biblioteche in questo appassionante tour per ricostruire un’immagine dei nostri istituti culturali che vada al di là di ogni stereotipo.

La Biblioteca Oliveriana di Pesaro partecipa al concorso e gli aspiranti scrittori e fotografi sono inviati per giovedì 19 novembre alle ore 14. Per iscriversi scaricare il modulo di iscrizione alla pagina http://www.aib.it/attivita/2015/51595-storie-da-musei-archivi-e-biblioteche-2015-2016/ e seguire le indicazioni riportate.

Per i vincitori, pubblicazione di un’antologia in eBook attraverso la piattaforma StreetLib Selfpublish, buoni offerti da StreetLib da spendere nella libreria digitale StreetLib Store ed eReader offerti da MAB Marche.

Per maggiori informazioni:
http://www.raccontidicitta.it/, cell.: 339 2971384;  Biblioteca Oliveriana - biblio.oliveriana@provincia.ps.it, tel 0721-33344

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Valentina Bambini

Venerdì 13 novembre 2015 alle 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Valentina Bambini terrà una conferenza dal titolo Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati.

 Per comunicare con gli altri disponiamo di un ricco vocabolario di nomi, verbi, aggettivi e avverbi. A che cosa corrispondono queste distinzioni nel cervello? La ricerca in neurolinguistica ha dimostrato che il cervello umano rappresenta le diverse classi di parole in diverse regioni corticali. A differenza di altre specie, il cervello umano riesce poi ad elaborare ed estendere i significati delle parole, creando, a partire da un vocabolario finito, infiniti significati, fino ad arrivare ad usi non letterali. Per comprendere una metafora, ad esempio, il cervello mette in azione i centri canonici del linguaggio, oltre a meccanismi cognitivi in grado di comprendere le intenzioni e le emozioni altrui. Quando questo sistema è danneggiato, si è incapaci di astrarre i significati delle parole, come accade nell’autismo e nella schizofrenia. La conferenza affronterà questi temi, in un percorso attraverso diversi metodi di indagine in neurolinguistica, per capire quali siano i fondamenti neurali dell’abilità tipicamente umana di dire qualcosa nei termini di qualcos’altro.

L'incontro con Valentina Bambini costituisce il quinto e ultimo appuntamento di Lingua e parola (italiana), ciclo che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, ha inteso mettere al centro la lingua italiana indagandola sul fronte linguistico, letterario, storico e, in questo incontro di chiusura, anche in una prospettiva neurolinguistica; con l'obiettivo di farci conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

 Valentina Bambini (Torino, 1978) è Professore Associato presso il Research Center for Neurolinguistics and Theoretical Syntax Ne.T.S. dello IUSS. Formatasi alla Scuola Normale Superiore, dove si è diplomata e ha in seguito ottenuto il Perfezionamento in discipline linguistiche, è stata ricercatrice del Laboratorio di Linguistica della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha ricoperto incarichi didattici presso l’Università di Pisa e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, su temi di linguistica e neurolinguistica.

Le sue ricerche riguardano principalmente i processi cognitivi e le basi neurali delle abilità pragmatico-comunicative, in condizioni di normalità e di patologia. In particolare i suoi interessi si rivolgono ai meccanismi mentali della comprensione del linguaggio non letterale, indagati attraverso diverse tecniche sperimentali.
È stata co-responsabile di due progetti promossi dalla European Science Foundation (EURO-XPRAG), dedicati allo studio dei meccanismi di elaborazione di metafore e metonimie. Ha coordinato un progetto finanziato dalla Regione Toscana finalizzato alla creazione del test APACS (Assessment of Pragmatic Abilities and Cognitive Substrates) per la valutazione dei deficit comunicativi nei pazienti cerebrolesi.
È autrice di numerose pubblicazioni tra cui articoli su riviste nazionali e internazionali, capitoli di libri e atti di convegni: ha per esempio curato, insieme a I. Ricci e P. Bertinetto, Linguaggio e cervello - Semantica / Language and the brain - Semantics, Atti del XLII Convegno della Società di Linguistica Italiana (Bulzoni 2012) e, nel volume a cura di N. Maraschio e D. De Martino, L’italiano dei saperi.

 Ricerca, scoperta, innovazione (Le Lettere 2013), ha pubblicato il saggio La lingua di Dante entra in risonanza: contributi italiani allo studio dei correlati neurobiologici del linguaggio. Sul tema della Neuropragmatica ha curato nel 2010 un numero speciale dell’«Italian Journal of Linguistics», ed è autrice e coautrice delle voci Neurolinguistics and Neuropragmatics sull’Handbook of Pragmatics di J. Benjamins (2012).

  

 A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro


in collaborazione con

Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Pesaro, 4 novembre 2015

 

 

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Valeria Della Valle

Venerdì 6 novembre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,

Valeria Della Valle presenterà e proietterà il documentario da lei ideato e scritto Me ne frego! Il Fascismo e la lingua italiana.


Il documentario Me ne frego! Il Fascismo e la lingua italiana (Istituto Luce Cinecittà) nasce per raccontare la storia delle iniziative linguistiche del Fascismo attraverso la testimonianza delle immagini e delle voci dell’Archivio dell’Istituto Luce. Dal 1922 al 1943 fu praticata una politica linguistica fondata su principi nazionalistici e puristici: attraverso i filmati d’epoca, molti dei quali inediti, viene descritta la “bonifica linguistica” messa in atto dal regime: non solo i discorsi del duce, ma la lingua usata a scuola, alla radio, nel cinema, nel doppiaggio dovevano improntarsi alle nuove direttive. Le tappe di questo tentativo di manipolazione sono state: la campagna contro i dialetti; la lotta alle lingue straniere in nome dell’autarchia linguistica; la repressione delle minoranze linguistiche; la sostituzione del pronome voi al pronome allocutivo lei. Si cercò di creare un “italiano nuovo”, che doveva conformare la sua condotta al dogma di “credere, obbedire, combattere”: questo “italiano nuovo” doveva  esprimersi in una lingua nuova, virile, dalla quale andava eliminato tutto ciò che era considerato diverso dall’italiano concepito  come «lingua di regime».

 

L'incontro con Valeria Della Valle e la visione del documentario da lei curato costituisce il quarto appuntamento di Lingua e parola (italiana), ciclo che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola sul fronte linguistico, letterario e storico. L'incontro di chiusura, con la neurolinguista Valentina Bambini, ci introdurrà invece alle radici biologiche dei significati e ai meccanismi che ne regolano la creazione.

 

Valeria Della Valle, già professoressa associata di Linguistica italiana presso l'Università di Roma La Sapienza, ha studiato vari aspetti dell’italiano: la lingua degli antichi documenti toscani, la storia dei dizionari, la prosa dei narratori contemporanei, la grammatica italiana, la terminologia dell'arte, i neologismi. Nell’ambito di questi interessi ha pubblicato saggi, articoli, libri. Con Luca Serianni e Giuseppe Patota ha pubblicato tre grammatiche per i licei. Fa parte del comitato scientifico del “Bollettino di italianistica” e di “Quaderni del ‘900”. È  la coordinatrice scientifica della terza edizione del Vocabolario Treccani (2008). Insieme a Giovanni Adamo, con il quale coordina l’Osservatorio neologico della lingua italiana (ILIESI-CNR), ha pubblicato Innovazione lessicale e terminologie specialistiche (Olschki 2003), Neologismi quotidiani: un dizionario a cavallo del millennio 1998-2003 (ibid. 2003), Neologismi. Parole nuove dai giornali (Istituto dell'Enciclopedia Italiana 2008). Con Giuseppe Patota ha pubblicato, per la casa editrice Sperling & Kupfer, numerosi libri di divulgazione linguistica, tra i quali Viva il congiuntivo! (2009) e Viva la grammatica! (2011). Da anni cura rubriche dedicate alla lingua italiana in trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI (Rai1, Radio Rai 2, Radio Rai 3) e da ultimo, con Giuseppe Patota, ha realizzato la rubrica lessicale in video Le parole del Grande Portale della Lingua Italiana, all'interno del progetto crossmediale che Rai Educational ha creato in collaborazione con il Ministero dell’Interno e con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Il  documentario Me ne frego! Il Fascismo e la lingua italiana, prodotto da Istituto Luce Cinecittà, ideato e scritto da Valeria Della Valle, per la regia di Vanni Gandolfo, è stato presentato nello “Spazio Luce” del Festival di Venezia Biennale Cinema 2014.

Il successivo e ultimo appuntamento:

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia

Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

 

 

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

con il patrocinio di

Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,

Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro


in collaborazione con

Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it

Pesaro, 4 novembre 2015

 

Dante in Oliveriana Per i 750 anni della nascita del Poeta (1265-2015)

Come realizzato nella prima metà dell’anno in occasione dei 500 anni della morte di Aldo Manuzio, e poi a cavallo dell’estate con la mostra dedicata al centenario della Grande guerra, l’Ente Olivieri prosegue la sua opera di valorizzazione del proprio patrimonio.

Stavolta l’occasione per una mostra è fornita dai 750 anni della nascita di Dante Alighieri (1265-2015): anche in questo caso l’Ateneo pesarese esporrà una parte dei tantissimi documenti “danteschi” che, nel corso dei secoli, si sono sedimentati nella Biblioteca Oliveriana.

La mostra, a cura di Brunella Paolini, bibliotecaria in Oliveriana, sarà inaugurata martedì 3 novembre 2015 alle ore 17,00. Saranno in esposizione manoscritti, incunaboli, cinquecentine e altri libri antichi contenenti opere e commenti danteschi, sino alle edizioni più recenti e contemporanee delle sue opere. Molti i volumi preziosi e illustrati, antichi e moderni, e numerose le varianti delle opere, soprattutto della Divina Commedia che, a seconda dei codici e delle tradizioni testuali di riferimento, venne diversamente divulgata.

Una sezione particolare è dedicata alla Vita nuova, in collegamento con il ciclo di lezioni «La Commedia prima della Commedia. Itinerarium mentis in Deam: la Vita Nuova, viaggio nel romanzo di Beatrice», che la prof.ssa Claudia Rondolini, docente al liceo “Mamiani” di Pesaro, svolgerà presso la Biblioteca Oliveriana a partire proprio dalle ore 18,00 di martedì 3 novembre, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Università dell’Età Libera.

Per i 750 anni della nascita di Dante Alighieri numerose iniziative sono state organizzate in Italia e all’estero. L’anno dantesco è stato inaugurato il 4 maggio scorso a Roma, in Senato, alla presenza del presidente Mattarella e di altre autorità. La ricorrenza diventa occasione per promuovere l’apprendimento e la diffusione della lingua italiana nel mondo, sottolineare la figura di Dante, la sua poesia e le sue opere come fondamentale punto di riferimento per tutti gli italiani, simbolo dell’identità culturale dell’Italia e di tutti i suoi cittadini.
In quest’ottica si sta muovendo anche l’Ente Olivieri con la rassegna Lingua e parola (italiana), in svolgimento proprio in queste settimane in collaborazione con l’associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.
Le celebrazioni dantesche proseguiranno poi fino al 2021, quando ricorreranno i 700 anni della morte del poeta.

La mostra Dante in Oliveriana sarà poi visitabile nei normali orari di apertura della biblioteca (lunedì-venerdì 8,30-18,45; sabato 8,30-13,00) fino al 23 dicembre 2015.

Ingresso libero.
Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.pu.it




LINGUA E PAROLA (italiana) - Gian Mario Anselmi

Sabato 31 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Gian Mario Anselmi terrà una conferenza dal titolo Le parole di Machiavelli.

Machiavelli mette in campo una nuovissima concezione della politica e un rivoluzionario modello antropologico e come tale è ancora oggi pensatore attualissimo e tradotto in tutto il mondo. Ma la forza del suo pensiero si coniuga in modo indissolubile con la forza delle sue parole, del suo lessico, del suo inconfondibile stile che ne ha reso memorabili le stringenti osservazioni sulla politica, sull'uomo, gli stati, l'etica, le armi e tanto altro ancora. Sono straordinarie certamente e notissime le pagine del Principe ma anche di tutte le altre sue opere, storiche, politiche e letterarie: le lettere ad esempio, le commedie, tra le più belle del Rinascimento (la Mandragola), gli stessi dispacci diplomatici. Insomma entrare nel mondo di Machiavelli vuol dire entrare in un mondo di parole e cose, per dirla con Foucault, che ancora ci interroga nel terzo millennio.

Si tratta del terzo appuntamento di Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario, come nel caso  del Machiavelli di Anselmi e dei due incontri già tenuti da Paolo Albani e Giuseppe Patota, quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”), quello  neurolinguistico (Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione).
Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

Gian Mario Anselmi è professore ordinario di Letteratura italiana e di Letteratura medievale all'Università di Bologna. Si è occupato di storia della storiografia e di periodizzazione letteraria, di letteratura umanistica e rinascimentale, in particolare di Machiavelli e Guicciardini, dei quali ha fra l'altro curato presso Bollati Boringhieri e Mursia l'edizione delle opere principali, di umanesimo bolognese e romagnolo, di Ariosto e Tasso, di Aretino. Ha coordinato per l'Edizione Nazionale delle Opere di Machiavelli, presso la casa editrice Salerno, i volumi dedicati alle Istorie Fiorentine e agli scritti storici di Machiavelli. E' membro del Comitato Direttivo preposto all'Edizione Treccani dell’Enciclopedia Machiavelli. Insieme a Ezio Raimondi ha coordinato, per l'editore Bruno Mondadori, importanti antologie della letteratura italiana. Dirige il diffusissimo e innovativo magazine "griseldaonline" ed è stato fra i
fondatori, insieme ad Emilio Pasquini e Francisco Rico, della prestigiosa rivista internazionale "Ecdotica" edita da Carocci. Per Carocci è responsabile delle collane "Piccola Biblioteca Letteraria" e ''Classici italiani''; cura anche la nuova serie dei Classici Italiani BUR ed è fra i direttori della collana "Letteratura italiana. Saggi e strumenti" presso Franco Angeli.  Fra i suoi lavori e curatele ricordiamo: Ricerche sul Machiavelli storico (Pacini 1979); La saggezza della letteratura (Bruno Mondadori 1998); Gli universi paralleli della letteratura (Carocci 2003); Luoghi della letteratura italiana (Bruno Mondadori 2003); Profilo storico della letteratura italiana (Sansoni 20085); Oggetti della letteratura italiana (Carocci 20083); L'età dell'Umanesimo e del Rinascimento. Le radici italiane dell'Europa moderna (Carocci 20082); Animali della letteratura italiana (Carocci 20092); Letteratura e civiltà tra Medioevo e Umanesimo (Carocci 20112); Narrare storia e storie. Narrare il mondo (Franco Angeli 2013); Leggere Machiavelli (Pàtron 2014).

Questi i successivi appuntamenti:

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella


LINGUA E PAROLA (Italiana) - Giuseppe Patota

Sabato 24 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,
Giuseppe Patota terrà una conferenza dal titolo La grande bellezza dell'italiano: Dante, Petrarca e Boccaccio.

L’associazione fra l’italiano e la bellezza è inaccettabile sul piano teorico. Le lingue, in sé, non sono né belle né brutte, quali che siano i criteri assunti per descriverle: sono, e basta. Sul piano storico, però, il collegamento fra questi due termini è alla base di una vulgata che ricorre da molto tempo fra le persone colte di tutto il mondo. Nel tempo a sua disposizione, Giuseppe Patota illustrerà le ragioni che hanno portato a questa associazione: attraverso letture rapide ma puntuali, ci presenterà un Dante capace di tendere l’italiano come se fosse un elastico, un Petrarca che domina i numeri e il sistema binario al pari di un genio dell’informatica, un Boccaccio straordinario prestigiatore linguistico che estrae meraviglie verbali dal cilindro del suo Decameron.

Si tratta del secondo appuntamento di Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario, appunto con Giuseppe Patota, quello ideologico (Gian Mario Anselmi illustrerà la stretta connessione fra la potenza delle idee e l'efficacia dello stile in Machiavelli), quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”). La rassegna, che si è aperta con un intervento di Paolo Albani, studioso di letteratura potenziale e a sua volta scrittore potenziale, si chiuderà con un'incursione nell'universo neurolinguistico: Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione.
Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

L’Ente Olivieri e gli Amici della Biblioteca Oliveriana ricordano con affetto Alberto Bardadoro, la cui ultima opera grafica sono stati il manifesto e la cartolina del ciclo Lingua e parola (italiana).

Giuseppe Patota, storico della lingua italiana, docente all'Università di Siena – Arezzo, si è occupato di lingua letteraria italiana sette-ottocentesca (L'Ortis e la prosa del secondo Settecento, Firenze 1987), di sintassi storica dell'italiano (Sintassi e storia della lingua italiana: tipologia delle frasi interrogative, Roma 1990; Poiché fra causa, tempo e testo, Roma 2005), di storia della grammatica italiana (Leon Battista Alberti, Grammatichetta e altri scritti sul volgare, Roma 1996 e Parigi 2003; Lingua e linguistica in Leon Battista Alberti, Roma 1999). Si è inoltre dedicato alla didattica dell'italiano antico e moderno, rivolta sia a italiani sia a stranieri (Nuovi lineamenti di grammatica storica dell'italiano, Bologna 2007 e Kyoto 2008; Grammatica di riferimento della lingua italiana per stranieri, Firenze 2003; Grammatica di riferimento dell'italiano contemporaneo, Milano 2006). Dal 2004 è direttore scientifico del Grande Dizionario Italiano Garzanti. All'attività accademica affianca quella rivolta al pubblico non specialista: insieme a Valeria Della Valle è autore di fortunatissimi testi divulgativi editi da Sperling & Kupfer (dalla serie dei Salvalingua, 1995, Salvatema, 1996, Salvastile, 1997, ai più recenti Ciliegie o ciliege? E altri 2406 dubbi della lingua italiana, 2012; Piuttosto che. Le cose da non dire, gli errori da non fare, 2013) e da diversi anni è protagonista di rubriche radiofoniche e televisive riguardanti dubbi e curiosità sulla nostra lingua, nonché consulente scientifico di Rai Educational per la realizzazione di programmi dedicati all'insegnamento della lingua italiana.  

Questi i successivi appuntamenti:

Sabato 31 ottobre 2015: Gian Mario Anselmi, Università di Bologna
Le parole di Machiavelli

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati


A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella


con il patrocinio di
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,
Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro
 
in collaborazione con
Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili


Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it; www.oliveriana.pu.it


Pesaro, 20 ottobre 2015  

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Paolo Albani

Sabato 17 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro Paolo Albani, scrittore e membro dell'OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale), tiene una conferenza dal titolo La letteratura come gioco combinatorio.

Scrivere è un processo combinatorio tra elementi dati, osservava Italo Calvino, aggiungendo: «La letteratura è un’ostinata serie di tentativi di far stare una parola dietro l’altra seguendo regole definite». L’arte di combinare le parole, attraverso operazioni logico-linguistiche o meglio sintattico-retoriche, si manifesta in modo evidente nel gioco letterario. Gli «esercizi» dell’OuLiPo e dell’OpLePo, Opifici di Letteratura Potenziale (ne sono stati membri fra gli altri Raymond Queneau, Georges Perec, Edoardo Sanguineti e lo stesso Calvino), sono lì a testimoniarlo. E' una letteratura tutta da scoprire, che va letta adottando nuove procedure linguistiche, una letteratura mossa dall’idea che la creatività trovi uno stimolo nel rispetto di regole, di costrizioni (contraintes): ad esempio quella di scrivere un testo senza mai usare una determinata lettera, come nei lipogrammi. In questo suggestivo mondo in cui fantasia e rigore si incontrano ci guiderà Paolo Albani, “scrivente e artista in proprio (e/o improprio)”, come si legge sul suo sito, e studioso di letteratura “potenziale”.

Si inaugura così la rassegna Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario (dopo Paolo Albani che ci introdurrà alle sfide della scrittura costretta e allo stesso tempo stimolata da vincoli preordinati, Giuseppe Patota proverà con dimostrazioni sul campo perché la lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio abbia meritato all'italiano la qualifica di “lingua più bella del mondo”), quello ideologico (Gian Mario Anselmi illustrerà la stretta connessione fra la potenza delle idee e l'efficacia dello stile in Machiavelli), quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”). In chiusura, un'incursione nell'universo neurolinguistico: Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione. Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

Paolo Albani, poeta visivo e scrittore, dirige «Tèchne», rivista di bizzarrie letterarie e non. Membro dell’Oplepo (Opifico di Letteratura Potenziale), è autore di tre stravaganti (e fortunate) enciclopedie pubblicate da Zanichelli: Aga magéra difúra. Dizionario delle lingue immaginarie (1994; Les Belles Lettres 2001); Forse Queneau. Enciclopedia delle Scienze Anomale (1999) e Mirabiblia. Catalogo ragionato di libri introvabili (2003); e dei libri di racconti Il sosia laterale e altre recensioni (Edizioni Sylvestre Bonnard 2003) e La governante di Jevons. Storie di precursori dimenticati (Campanotto 2007); fra le sue pubblicazioni: Dizionario degli istituti anomali nel mondo (Quodlibet, Compagnia Extra, 2009); Manualetto pratico ad uso di coloro che vogliono imparare a scrivere il meno possibile (FUOCOfuochino 2010); Dal buco della letteratura (FUOCOfuochino 2012); I mattoidi italiani (Quodlibet, Compagnia Extra, 2012); Spiritello cattivo (FUOCOfuochino 2013); Fenomeni curiosi (Quodlibet, Note azzurre, eBook, 2014).

via Domenico Mazza 97, 61121 Pesaro - tel. 0721.33344 - fax 0721.370365 - C.F. 80004170413

www.oliveriana.pu.it - e.mail: biblio.oliveriana@provincia.ps.it

                                                                                      
Questi i successivi appuntamenti:

Sabato 24 ottobre 2015: Giuseppe Patota, Università di Siena-Arezzo
La grande bellezza dell'italiano: Dante, Petrarca e Boccaccio

Sabato 31 ottobre 2015: Gian Mario Anselmi, Università di Bologna                    Le parole di Machiavelli

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana


Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

Con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino,Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con
Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare con firma la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

LINGUA E PAROLA (Italiana) - Cinque conferenze

ottobre/novembre 2015

auditorium di palazzo Montani Antaldi (g.c.), ore 18,00

piazza Antaldi, 2 – Pesaro

 

Sabato 17 ottobre 2015 alle 18,00 nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro,

Paolo Albani terrà una conferenza dal titolo La letteratura come gioco combinatorio.

 

Si tratta del primo appuntamento di Lingua e parola (italiana), un ciclo di incontri che, lungo la traccia aperta anni fa dal Salone della Parola, mette al centro la lingua italiana indagandola su molteplici fronti: quello letterario (Giuseppe Patota proverà con dimostrazioni sul campo perché la lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio abbia meritato all'italiano la qualifica di “lingua più bella del mondo”), quello ideologico (Gian  Mario Anselmi illustrerà la stretta connessione fra la potenza delle idee e l'efficacia dello stile in Machiavelli), quello storico (Valeria Della Valle presenterà, anche attraverso l'uso di materiale documentario d'epoca, la campagna linguistica fascista e i suoi sforzi per fare dell'italiano una “lingua di regime”). Apre la rassegna un intervento di Paolo Albani, studioso di letteratura potenziale e a sua volta scrittore potenziale, che, sulla scia degli esperimenti di Queneau, ci introdurrà alle sfide della scrittura costretta e allo stesso tempo stimolata da vincoli preordinati. In chiusura, un'incursione nell'universo neurolinguistico: Valentina Bambini ci spiegherà le radici biologiche dei significati e i meccanismi che ne regolano la creazione.
Un'occasione, dunque, composita e variegata, per conoscere, riscoprire e valorizzare, nei suoi aspetti teorici e nelle sue manifestazioni storiche, un patrimonio di cui tutti siamo ricchi.

L’Ente Olivieri e gli Amici della Biblioteca Oliveriana ricordano con affetto Alberto Bardadoro, la cui ultima opera grafica sono stati il manifesto e la cartolina del ciclo Lingua e parola (italiana).

 

Paolo Albani, poeta visivo e scrittore, dirige «Tèchne», rivista di bizzarrie letterarie e non. Membro dell’Oplepo (Opifico di Letteratura Potenziale), è autore di tre stravaganti (e fortunate) enciclopedie pubblicate da Zanichelli: Aga magéra difúra. Dizionario delle lingue immaginarie (1994; Les Belles Lettres 2001); Forse Queneau. Enciclopedia delle Scienze Anomale (1999) e Mirabiblia. Catalogo ragionato di libri introvabili (2003); e dei libri di racconti Il sosia laterale e altre recensioni (Edizioni Sylvestre Bonnard 2003) e La governante di Jevons. Storie di precursori dimenticati (Campanotto 2007); fra le sue pubblicazioni: Dizionario degli istituti anomali nel mondo (Quodlibet, Compagnia Extra, 2009); Manualetto pratico ad uso di coloro che vogliono imparare a scrivere il meno possibile (FUOCOfuochino 2010); Dal buco della letteratura (FUOCOfuochino 2012); I mattoidi italiani (Quodlibet, Compagnia Extra, 2012); Spiritello cattivo (FUOCOfuochino 2013); Fenomeni curiosi (Quodlibet, Note azzurre, eBook, 2014).

Questi gli appuntamenti dell’intero ciclo:

Sabato 17 ottobre 2015: Paolo Albani, scrittore, Opificio di Letteratura Potenziale
La letteratura come gioco combinatorio

Sabato 24 ottobre 2015: Giuseppe Patota, Università di Siena-Arezzo
La grande bellezza dell'italiano: Dante, Petrarca e Boccaccio

Sabato 31 ottobre 2015: Gian Mario Anselmi, Università di Bologna
Le parole di Machiavelli

Venerdì 6 novembre 2015: Valeria Della Valle, Università di Roma La Sapienza
Me ne frego: il fascismo e la lingua italiana

Venerdì 13 novembre 2015: Valentina Bambini, IUSS Pavia
Linguaggio e cervello: le basi materiali dei significati

 

A cura di Chiara Agostinelli e Marcello Di Bella

 

con il patrocinio di
Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro, Università degli Studi di Urbino, Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

 

in collaborazione con
Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino

 

Gli insegnanti e gli studenti che lo richiedano potranno registrare la loro presenza agli incontri: al termine del ciclo verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

"Giovanni Valjean, compro la tua anima..."

Venerdì 18 settembre 2015 alle ore 17,30 nella Sala “W. Pierangeli” (g.c.) dell’Amministrazione Provinciale in v.le Gramsci, 4 a Pesaro il prof. Antonio Faeti, ordinario di Storia della letteratura per l'infanzia all'Università di Bologna, tiene una conferenza intitolata


“Giovanni Valjean, compro la tua anima …”
Fantasmi, galere, cantine nella letteratura popolare



Per l’occasione l’Ente Olivieri presenta al pubblico, in collaborazione con gli Amici della Biblioteca Oliveriana, il fondo di letteratura popolare presente in Oliveriana e proveniente dalla biblioteca IRAB di Pesaro. Si tratta di un fondo acquisito alla fine degli anni ’70, in seguito alla soppressione degli Istituti riuniti di assistenza e di beneficenza di Pesaro; più di recente è stato riordinato e catalogato da Brunella Paolini, bibliotecaria presso l’Oliveriana, venendo poi aggiunto al catalogo online della biblioteca.
Il fondo è composto da circa 2.200 volumi: in gran parte romanzi, appartenenti alla cosiddetta letteratura popolare, ma non mancano i classici e sono numerosi anche i romanzi per ragazzi, d’avventura e perfino del genere “rosa”. Sono in prevalenza edizioni dei primi decenni del XX secolo, con le caratteristiche tipiche dell’editoria del tempo e a volte con esiti grafici di notevole effetto. Una sezione del fondo è dedicata a testi scolastici ed educativi, anche in lingua inglese e francese, relativi a varie discipline. Non mancano ovviamente opere del ventennio: testi di propaganda, di storia, di cultura e di “mistica fascista”.
Un fondo così eterogeneo veniva forse giudicato, in altri decenni, un insieme di titoli effimeri, di modesta importanza, popolari e datati. Eppure, per costituire la biblioteca IRAB di Pesaro, si spesero tempo e soldi. Si è dunque pensato che valesse la pena, presentandolo, di interrogarsi sulle scelte educative e didattiche sottese al formarsi di quel fondo bibliografico. Un grande esperto di letteratura popolare come il prof. Faeti ne leggerà dunque gli indizi scoprendo nessi e relazioni, percorrendo «sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli», spesso giungendo a conclusioni sorprendenti.


Antonio Faeti (Bologna 1939), dopo aver insegnato per anni alle scuole elementari, è stato titolare della prima cattedra universitaria italiana di Storia della letteratura per l’infanzia al Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna. Ha poi insegnato Grammatiche della Fantasia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha tenuto corsi annuali di alta formazione in pedagogia nell'ambito di Genus Bononiae, una fondazione culturale e artistica di quella città. Ha pubblicato saggi, romanzi e libri per ragazzi. Fra i suoi libri più conosciuti si ricordano Palomares (1967), un romanzo a fumetti antesignano dei “graphic novel”; Guardare le figure (1972); In trappola col topo. Una lettura di Mickey Mouse (1986); I diamanti in cantina (2001) e, più di recente, Gli amici ritrovati. Tra le righe dei grandi romanzi per ragazzi (2010), Il sillabario e la baionetta. Tre testi per l’unità degli italiani (2011), Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia (2011) e La storia dei miei fumetti. L’immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina (2013).


Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.


Info: Biblioteca Oliveriana, tel. 0721 33344 – biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Il cortile dei perché

Il cortile dei perché - Manifesto
Il cortile dei perché - Manifesto

Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani – Pesaro

CREARE

tre sessioni di filosofia sul tema dell’atto creativo. Con bambini, ragazzi e genitori

Biblioteca e Musei Oliveriani
(Pesaro, via Mazza 97)
2, 3, 4 settembre 2015 – ore 17.30
a cura di Piero Castellano e Stefania Rubello

Sono aperte presso la Biblioteca Oliveriana le iscrizioni a un ciclo di incontri in programma da mercoledì 2 settembre a venerdì 4 settembre nei locali della Biblioteca come continuazione ideale della speciale esperienza filosofica dell’anno scorso pensata per bambini e ragazzi e intitolata Il cortile dei perché. Il titolo di quest’anno sarà CREARE. Filosofia sul tema dell’atto creativo e sarà articolato in tre appuntamenti, tutti alle 17,30, della durata di un'ora ciascuno, con la composizione di un gruppo di bambini (8-11 anni) e uno di ragazzi (11-14 anni) protagonisti dei primi due giorni; il terzo giorno sarà invece riservato, separatamente, ai genitori dei due gruppi. Ogni gruppo o, per meglio dire, ogni “comunità di ricerca” potrà arrivare ad un massimo di 15 partecipanti e sarà coordinato da due facilitatori, il prof. Piero Castellano e la dr.ssa Stefania Rubello.

Creare e non creatività perché non esiste da qualche parte “la” creatività, come una forma ideale da inseguire e mai raggiungere. È in ogni momento della vita, compreso il fare quotidiano, che ci è data la possibilità di agire cercando, inventando e sperimentando soluzioni nuove. Creare dunque come attività alla portata di tutti che ci libera dalla ripetizione meccanica e da abitudini di comportamento e di pensiero. Attraverso dei testi (ma anche immagini e brevi sequenze video) la comunità di ricerca verrà sollecitata ad una riflessione sui molteplici significati presenti nell’agire creativo, come habitus mentale teso verso nuovi “giochi” e nuove sintassi di idee e azioni, e sull’importanza che esso ha nella formazione dei giovani.
Poiché la metodologia a cui si farà prevalentemente riferimento – la Philosophy for Children\Community  elaborata da M. Lipman negli anni ’70 – è focalizzata su ciò che di volta in volta accade nella comunità di ricerca, non possono essere indicati preventivamente temi specifici. Sarà il libero dialogo delle comunità a tracciare un percorso tematico che si articolerà secondo modi, forme  e contenuti non programmabili, praticando così un’esperienza condivisa e creativa di pensiero.

Considerato il buon esito del Cortile dei Perché dell’anno scorso, e sulla base di esperienze precedenti, in questa seconda edizione proponiamo di coinvolgere anche i genitori; in questo modo, tra la pratica della Philosophy for Children e quella della Philosophy for Community, si sperimenterà una nuova pratica filosofica, definibile Philosophy for Family, per favorire uno sviluppo del tema proposto all’interno dei gruppi familiari che parteciperanno all’iniziativa.

Stefania Rubello, laureata in pedagogia e teacher educator in Philosophy for children, ama leggere storie in comunità e condividere i pensieri che esse provocano.

Piero Castellano ha insegnato filosofia nei licei. Ha fatto parte, in qualità di ricercatore, di un programma di rinnovamento della didattica della filosofia promosso dall’IRRE (Istituto di ricerca educativa Emilia-Romagna). Ha conseguito il perfezionamento in Philosophy for children presso l'Università di Padova nel 2004 e da dieci anni si occupa di pratica filosofica sia con ragazzi che con adulti.

Le iscrizioni agli incontri (a numero chiuso: 15 bambini e 15 ragazzi) sono subordinate al pagamento di una quota di partecipazione alle spese di 20,00 euro per ogni iscritto da versarsi anticipatamente presso la Biblioteca Oliveriana, via Mazza 97, Pesaro, aperta con il seguente orario estivo: dal 20 luglio all’8 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14, il sabato dalle 8.30 alle 13; chiusura totale dal 10 al 22 agosto; dal 24 al 29 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14, il sabato dalle 8.30 alle 13; dal 31 agosto la biblioteca riaprirà con l’orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45, il sabato dalle 8.30 alle 13.00.

Info: tel. 0721 33344; email biblio.oliveriana@provincia.ps.it

L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e la collaborazione dell’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Pesaro, 20 luglio 2015

Grand tour musei 2015

Biblioteca Oliveriana, Sala dello Zodiaco
16 -  18 maggio 2015

GRAND TOUR  MUSEI 2015 IN OLIVERIANA

La Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro (via Mazza 97) hanno aderito alla manifestazione Grand Tour Musei 2015, promossa dalla Regione Marche con il sostegno dei Sistemi Museali delle Province di Ancona e Macerata, di ICOM Italia e con la collaborazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche.
Anche per l’edizione 2015 del Grand Tour Musei la Regione Marche si avvale degli strumenti di promozione di Happy Museum, il progetto di marketing museale ideato per offrire una visibilità unitaria dei musei marchigiani e promuovere le loro iniziative attraverso il sito www.musei.marche.it; eventi.turismo.marche.it .

La Biblioteca Oliveriana presenterà – con la collaborazione delle Miniguide dell’I.C.S. “D. Alighieri” – parte dei suoi tesori presenti nella Sala dello Zodiaco, come la grande carta nautica di notevoli dimensioni, datata intorno al 1508 dove un cartiglio reca la scritta MUNDUS NOVUS, e la Tabula patronatus, un bronzo del III secolo recentemente restaurato a cura della Fondazione Scavolini.
Il pubblico potrà inoltre visitare la mostra intitolata Festina lente. Aldo Manuzio in Oliveriana, collocata nella Sala del catalogo e in Sala Mosca e allestita in occasione dell’anno manuziano nel quinto centenario della morte del grande stampatore e tipografo Aldo Manuzio (Bassiano 1450 - Venezia 1515).
Sono  esposte in biblioteca alcune delle edizioni più prestigiose della produzione manuziana; prima fra tutte la splendida Hypnerotomachia Poliphili, edita a Venezia nel 1499 e considerata da molti come il più bel libro mai stampato.
Non mancherà – sempre con il supporto delle Miniguide - una visita virtuale al Museo Archeologico, attualmente chiuso per lavori di restauro e nuovo allestimento delle collezioni, con proiezioni relative ai reperti presenti nella Sala di Novilara (epoca della civiltà del ferro, IX-VI sec. a.C.) e nella Sala Romana (oggetti fittili del Lucus, monumenti funebri, lucerne, bronzetti, etc.).

 

L’iniziativa del Grand Tour Musei 2015 osserverà il seguente orario:

sabato 16 maggio: 9.30 - 12.30; 16.00 - 18.30;

domenica 17 maggio: 16.00 - 18.30

lunedì 18 maggio: 9.30 - 12.30

 

 

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721 33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it - www.oliveriana.pu.it

Festina lente - Aldo Manuzio in Oliveriana

Festina lente

Aldo Manuzio in Oliveriana

 

 

Inaugurazione domenica 29 marzo 2015 alle ore 17,30

La mostra sarà visitabile tutti i giorni secondo gli orari di apertura della biblioteca

 

Il 2015 è stato proclamato Anno Manuziano per ricordare la figura del grande stampatore e tipografo Aldo Manuzio, nato a Bassiano (nei monti Lepini) verso il 1450 e morto a Venezia cinque secoli fa, il 6 febbraio 1515.Il nome e la figura di Manuzio sono meno universalmente noti rispetto a Michelangelo o a Raffaello, ma le intuizioni e le trasformazioni applicate alla stampa e ai libri da Aldo Romano (così spesso si firmava, a memoria delle sue origini laziali) hanno influenzato la storia dell’editoria fino ai nostri giorni.A Manuzio si deve infatti l’invenzione del libro tascabile, del corsivo, della punteggiatura così come ancora oggi viene utilizzata; Manuzio non solo pubblicò i primi best seller della storia del libro ma si preoccupò anche della correttezza filologica e grammaticale dei testi scelti; fu dunque il primo editore in senso moderno, i suoi predecessori essendo stati spesso più dei tecnici che degli intellettuali. In breve, è stato colui che ha radicalmente, drasticamente e anche definitivamente modificato l’editoria.


La Biblioteca Oliveriana conserva nel suo patrimonio diverse edizioni aldine (così si chiamano i volumi editi da Aldo e dai suoi successori per il tutto il secolo XVI) e con la mostra Festina lente, curata da Brunella Paolini, da un lato rende omaggio a Manuzio, dall’altro intende favorire la divulgazione della propria storia e, contemporaneamente, far conoscere a un sempre più vasto pubblico le collezioni oliveriane.Nel quinto centenario della morte vengono così esposte alcune delle edizioni più prestigiose della produzione Manuziana. Prima fra tutti la splendida Hypnerotomachia Poliphili, edita a Venezia nel 1499, considerata da molti come il più bel libro mai stampato. Poi  i libri delle liriche classiche, tra cui il noto Catullus, Tibullus, Propertius, uno dei primi esempi dei famosi libelli portatiles (libri tascabili). Ancora un’importante edizione della Divina Commedia, diverse edizioni di autori classici e alcuni testi di grammatica tra i tanti che Aldo pubblicò durante tutta la sua attività professionale e che per tanto tempo furono poi nuovamente editi anche da altri stampatori.Nella mostra Festina lente viene inoltre ricordata la figura di Andrea Torresani (1451-1528), stampatore veneziano e suocero di Aldo, con cui lavorò a stretto contatto tanto da costituire una società che proseguì formalmente fino al 1529. Saranno esposti, infine, anche volumi stampati dai successori, Paolo (1512-1574) e Aldo il Giovane (1547-1597) e altre opere, fino al XIX secolo, che continuarono a riproporre la versione di alcuni testi come erano stati interpretati e corretti da Manuzio.Considerato il grande successo delle giornate del FAI, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, la Biblioteca sarà nuovamente visitabile.

Ingresso libero.

Grafologia 2015

GRAFOLOGIA

Sette lezioni di Carla Di Carlo [seconda serie 2015]
con esercitazioni su manoscritti di letterati, scienziati e poeti antichi e moderni conservati nella Biblioteca Oliveriana

Pesaro, sala del Consiglio provinciale “W.Pierangeli”, via Gramsci 4

Incontri settimanali, il giovedì pomeriggio, alle 17,30

dal 9 aprile al 21 maggio 2015

Sono aperte presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro (via Mazza 97) le iscrizioni a un breve corso di grafologia condotto da Carla Di Carlo in sette lezioni.Con questa seconda edizione del corso l’Istituto si ripropone, come di consueto, di valorizzare alcuni elementi del proprio consistente patrimonio culturale attraverso l’individuazione di strumenti culturali appropriati in grado di interpretarlo.Così in queste sette lezioni verranno presentati gli elementi fondamentali dell’analisi grafologica, giovandosi anche della disponibilità di documenti di eccezionale interesse conservati nella Biblioteca Oliveriana, comprese alcune lettere di personaggi illustri noti in Italia e nel mondo. Si partirà dall’individuazione dei segni più importanti per ‘leggere’ la scrittura e dallo studio delle categorie per poi interpretare il carattere e l’organizzazione del temperamento condensati in ogni gesto grafico; con l’osservazione dell’elaborazione personale della scrittura in termini di spazio, energia e ritmo e, attraverso le interazioni dei diversi tratti, i partecipanti potranno alfine acquisire gli strumenti di base per affrontare l’indagine grafologica di una scrittura, sia essa contemporanea o dei secoli passati.

Carla Di Carlo (www.carladicarlo.it), storica del libro e delle biblioteche, bibliografa, dopo studi classici e filologici cura le edizioni del Rossini Opera Festival. Come grafologa si è formata nell’Istituto Girolamo Moretti di Urbino e si occupa di grafologia familiare e relazionale, peritale-giudiziaria, nonché di educazione e rieducazione della scrittura per adulti e bambini.

 

Le lezioni avranno luogo nella sala del Consiglio provinciale “W. Pierangeli”, in via Gramsci 4 a Pesaro.

La durata delle lezioni, compresi gli approfondimenti, sarà di circa un’ora e mezza. Il corso è a numero chiuso limitato a 80 persone (minimo 25). L’iscrizione è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 40,00 (30,00 per docenti, studenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di contributo spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.45; il sabato dalle 8.30 alle 13).

L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Oliveriana con il patrocinio e la collaborazione della Regione Marche, dell’Università degli studi di Urbino, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dell’associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”.

Servizio civile in Oliveriana

Il Museo archeologico Oliveriano è una delle sedi di attuazione del progetto "Museo Plu2 nell'ambito del bando per il servizio civile regionale, collegato a "Garanzia Giovani".
Per partecipare alla selezione è necessario inviare una domanda di partecipazione al bando pubblicato dalla provincia di Pesaro e Urbino al seguente link:

http://www.serviziocivile.provincia.pu.it/index.php?id=26470.

Coloro che supereranno la selezione dovranno garantire 1.400 ore annuali di servizio (30 ore settimanali) e riceveranno un assegno mensile di 433,80.
Possono partecipare il ragazzi in età compresa tra i 18 e i 28 anni, non studenti e non lavoratori.


Latino, una lingua viva

LATINO, una lingua viva
sei LEZIONI DI VITTORIO CIARROCCHI

Presso la Biblioteca Oliveriana sono aperte, fino a lunedì 2 febbraio 2015, le iscrizioni a un nuovo ciclo di lezioni di lingua latina tenute da Vittorio Ciarrocchi, dopo il vivo apprezzamento riscosso dai corsi precedenti.
Queste lezioni sono un nuovo stimolo a conversare, anche con taglio ironico e maieutico, sul mondo antico e su una delle sue maggiori espressioni linguistiche, oggi spesso negletta e da certuni, incapaci di coglierne il valore culturale e umano, perfino considerata “inutile”.
Tutti dovrebbero invece sapere che il Latino è più di una semplice lingua, è espressione di una civiltà che ha dato del tu alla Storia, è una lingua che ha assunto dimensioni tanto globali da superare di molto, e molto a lungo, il pur enorme spazio politico che attorno a Roma si era creato nell’antichità classica, e ha poi finito per diventare la koiné dell’Europa fino alle soglie della Storia contemporanea.

Vittorio Ciarrocchi ha insegnato Storia e filosofia nei licei di Pesaro, Fano, Senigallia.
Ha pubblicato: Povera Italia! (1994, Nobili editore); Botta e risposta, con alcune risposte di Indro Montanelli (2007, QuattroVenti editore). Dal 1996 partecipa al «Grex Latine loquentium», associazione di appassionati di latino, i quali quotidianamente scrivono – via Internet – su argomenti di ogni genere adoperando la lingua latina. Di tale corrispondenza epistolare in Latino “vivo”, anzi “vivissimo”, Ciarrocchi ha curato una antologia, intitolata: Varia Latinitatis Vivae Testimonia (2012, E.L.I. editrice).

Il corso è a numero chiuso, limitato a 50 partecipanti (minimo 25).
Le iscrizioni si ricevono presso la Biblioteca Oliveriana; è richiesta una quota di 30 euro a titolo di contributo spese (20 euro per studenti, docenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana”); a richiesta si rilascia un attestato di partecipazione.
Patrocinio di Comune di Pesaro, Provincia di Pesaro e Urbino, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”; collaborazione degli “Amici della Biblioteca Oliveriana”

Attenzione
: la partecipazione al corso richiede il possesso di nozioni elementari di lingua latina.

 

Media Library On Line

Sono aperte le iscrizioni per il 2018 alla biblioteca digitale Media Library OnLine. L’iscrizione può essere effetuata presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, Via Mazza, 97, tel. 0721-33344
biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Novità: a partire da quest'anno, oltre che per gli spettacoli teatrali organizzati dalla rete provinciali, i possessori della Tessera Plus avranno diritto all'acquisto del biglietto a prezzo ridotto anche per tutti i maggiori Teatri della Provincia e cioè anche alle stagioni teatrali di Pesaro, Fano e Urbino.

Dall'Oliveriana - Newsletter

Per ricevere informazioni sulle attività dell'Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani è possibile iscriversi alla newsletter "Dall'Oliveriana"

© 2005-2018 Ente Olivieri Pesaro - Gestito con docweb - [id]