
L'origine dei Museo Oliveriano di Pesaro si deve, come per la biblioteca, al lascito di Annibale degli Abbati Olivieri Giordani che lasciò alla città di Pesaro la sua raccolta di materiale archeologico e numismatico, comprendente anche la collezione assegnatagli sotto forma di legato dall'amico Giovan Battista Passeri. A queste prime collezioni si aggiunsero in seguito la raccolta di lapidi che Passeri aveva scelto di conservare nella propria casa e che in seguito era divenuto di proprietà dei Padri Cappuccini di Pesaro, altre donazioni di cittadini e le numerose iscrizioni e sculture del Cassi.
L'annessione più importante si ebbe però quando il Museo accolse i reperti provenienti da una vasta necropoli dell'età del ferro situata nei pressi di Novilara a sette chilometri da Pesaro. I reperti fanno parte del corredo funebre di numerose tombe maschili e femminili e dimostrano l'alto livello di civilizazione raggiunto dalla comunità di Novilare. La raccolta è costituita da svariati oggetti: spilloni, utensili da lavoro, nettaunghie, pendagli, rasoi e spade. A ciò si aggiungono quattro stele in arenaria risalenti al periodo compreso fra il VII e il VI secolo a. C.
